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Presenze Spettatori negli Stadi: calano in Serie A, con la Bundesliga irraggiungibile! Stampa E-mail
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Marzo 2011      di Bianca Angrisani

C'era una volta...
Potremmo cominciare così una disamina sulla partecipazione dei tifosi italiani a quello che viene da sempre definito il campionato di calcio più bello del mondo.
C'era una volta il rito della domenica e sottolineo domenica (niente a che vedere con il "calcio-spezzatino" di oggi) che spingeva intere famiglie a popolare gli stadi di tutta Italia.
Erano altri tempi...
Non esisteva la pay-tv, gli episodi di violenza si contavano sulle dita di una mano, gli stadi erano più vivibili. Insomma la domenica allo stadio si andava a far festa, a godersi lo spettacolo della Serie A.
Dicevamo, c'era una volta...
E adesso, adesso non c'è più! Tutto è cambiato e, purtroppo non in meglio. Mentre assistiamo, con un po' di sana invidia ai continui sold-out degli stadi dei principali campionati europei, i club italiani faticano a vendere i biglietti per le partite casalinghe. Qui analizziamo i dati del campionato italiano forniti dalla Lega Calcio e confrontati con le medie di altri campionati europei.


Analisi del trend. Meglio negli ultimi 5 anni. Peggio negli ultimi 25, con meno 14.000 di media a partita.

I dati diffusi dal centro studi della Lega Calcio, aggiornati al 7 Novembre 2010, denotano una leggera crescita degli spettatori della Serie A nell'ultimo quinquennio. Si è passati infatti dai 21.404 spettatori del campionato 2005/2006 ai 24.574 spettatori di media del campionato in corso. Una crescita costante se si esclude l'anomalo campionato 2006 privo di Juventus, Napoli e Genoa, che fece registrare la misera media di 18.756 presenze. Ma se facciamo un passo indietro, lungo quarant'anni, l'ottimismo degli ultimi tempi non può che lasciare il posto ad un' inesorabile nostalgia. Basti pensare che nel 1974 il campionato vinto dalla Lazio di Giorgio Chinaglia, registrò una media di ben 34.914 spettatori a partita, 10mila presenze in più di oggi. Negli anni ottanta e novanta si registrarono presenze medie attorno alle 30mila unità con un picco raggiunto nel 1985 di 38.872 spettatori.
È con l'inizio del ventunesimo secolo che la Serie A comincia a perdere colpi.
L'analisi si fa ancora più impietosa se prendiamo in considerazione i dati fatti registrare dagli altri campionati europei. Nella classifica delle presenze negli stadi infatti al primo posto si piazza la Bundesliga tedesca con una media di 42.790 spettatori paganti, seconda è la Premier League inglese con 34.088 presenze, terza la Spagna con la sua Primera Division che registra una media di circa 29mila spettatori. L'Italia si piazza al quarto posto, lasciandosi dietro solo campionati minori come quello francese ed olandese.

Le possibili cause del calo presenze.

stadio San Siro Diversi sono i motivi alla base del calo degli spettatori della Serie A.
In primis, la situazione attuale degli stadi. I nostri impianti sono ormai obsoleti, l'ultimo imponente ammodernamento risale infatti a più di vent'anni fa. Era il 1990 e in occasione dei mondiali di calcio, i più importanti stadi italiani furono ristrutturati. E purtroppo sappiamo come: erano già vecchi! Da allora, niente è stato fatto se non qualche piccolo intervento di face lifting. Da sottolineare che in Italia, lo stadio di proprietà è ancora una lontana chimera, e ciò costituisce un forte handicap per le società.
Altro fattore da tenere in considerazione è la forte copertura televisiva del campionato. Se in passato coloro che non potevano recarsi allo stadio erano obbligati ad "attaccarsi" alle radioline, oggi, la televisione, satellitare e digitale, offre la possibilità di guardare, comodamente sul divano di casa, qualsiasi partita. Senza dimenticare che la crisi economica e i prezzi dei biglietti, non sempre a buon mercato, hanno fatto la loro parte. Peso notevole sul disamoramento dei tifosi è rivestito anche dai continui episodi di violenza che troppo spesso hanno fatto da cornice al campionato italiano. E uno dei rimedi posti in essere dal governo, la tanto discussa tessera del tifoso, ha contribuito per un pezzetto al calo del numero degli abbonati.

La media spettatori allo stadio delle società di serie A nella stagione 2009/2010.

Se la Serie A riesce a conquistare la medaglia di legno nella classifica di presenze negli stadi europei lo deve in gran parte ad uno zoccolo duro rappresentato dai tifosi di Inter, Milan, Roma e Napoli.
I dati dello scorso campionato, pubblicati dal centro studi Lega Calcio, vedono in testa alla classifica l'Inter di Mourinho con una media annua di 55.957 spettatori ed un tasso d'incidenza pari all'11% circa.
Seconda piazza per il Napoli, che precede club più blasonati con 47.049 presenze ed un tasso d'incidenza del 9,2%, seguito dal Milan con 42.809 spettatori e l'8,4% di incidenza e dalla Roma che ha fatto registrare una media di 40.925 tifosi incidendo sul totale del pubblico per l'8%. Chiudono la classifica Siena e Livorno, entrambe retrocesse in Serie B, con una media rispettivamente di 11.043 e di 10.645 spettatori, precedute anche dal Chievo Verona supportato ogni Domenica da una media di quasi 12mila tifosi. Delude invece il Parma che, nonostante l'ottimo campionato disputato, ha fatto registrare 17.050 spettattori di media piazzandosi nella parte bassa della classifica. Discorso a parte va fatto per la Juventus che registra una presenza media di soli 23.186 spettatori ma va sottolineato che lo stadio Olimpico ha una capienza massima di 27.934 tifosi. Infatti la Juventus occupa il primo posto nella classifica di percentuale di occupazione degli stadi seguita da Napoli, Catania e Genoa.
 
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