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di Marco Bellinazzo (Il Sole 24 Ore) e di Matteo Spazziante (CALCIO E FINANZA)
 
Sampdoria, otto milioni da Garrone nel 2015: bilancio chiuso in negativo per 1,3 milioni

La Sampdoria ha chiuso il proprio esercizio al 31 dicembre 2015 con una perdita di 1,3 milioni di euro, in linea con le previsioni, riducendo il passivo rispetto all'esercizio precedente, quando in risultato fu negativo per 24,6 milioni di euro. L'esercizio 2015 si è chiuso inoltre con un margine operativo adjusted positivo pari a circa 5 milioni. Il fatturato del club blucerchiato è aumentato dai circa 59 milioni del 2014 agli attuali 85 milioni di euro: un balzo in avanti legato all'aumento dei proventi dei diritti televisivi e ad un miglioramento della gestione delle attività commerciali e di marketing, oltre che al settimo posto guadagnato in classifica al termine della stagione di Serie A 2014/2015, posizionamento che è valso alla Samp la qualificazione all'Europa League. In aumento i ricavi alla voce commerciale e proventi televisivi, ma anche le plusvalenze: 24,4 milioni di euro ottenuti dalle cessioni di giocatori, con investimenti sulla rosa pari a 47,7 milioni di euro. A quoti si contrappongono minusvalenze pari a 7,6 milioni e oneri quali incentivi all'esodo pari a 5,3 milioni di euro.

Nel bilancio è stato incluso un provento straordinario pari a circa otto milioni di euro, cifra versata nelle casse societarie dalla precedente proprietà nel mese di aprile 2015. Questo provento rientra negli accordi assunti dall'attuale proprietà e dalla famiglia Garrone ed è stato incassato in relazione a differenze contabili emerse dopo l'acquisto del capitale sociale della Sampdoria. Anche in questo esercizio, dunque, si nota la "mano" di Garrone, già presente nel bilancio chiuso nel dicembre 2014. Nell'esercizio precedente, però, rientra anche l'ultimo periodo gestito dalla vecchia proprietà. Il bilancio chiuso nello scorso dicembre è di fatto il primo interamente legato alla gestione Ferrero.

In data 7 agosto 2015 è stato firmato da parte di U.C. Sampdoria S.p.a. e di Genoa C.F.C. S.pa.a. un accordo con i soci del Consorzio Stadium S.c.a.r.l., primo passo fondamentale per subentrare nella concessione dello stadio "Luigi Ferraris". Il club blucerchiato attende ora il completamento dell'iter burocratico e si prevede che il closing dell'operazione possa intervenire prima della fine della stagione sportiva in corso. Per quanto riguarda il centro di allenamento "Gloriano Mugnaini", è stato presentato alle Istituzioni un progetto che prevede la riqualificazione di tutti i campi presenti nell'area di riferimento, in modo da poter rendere il centro sportivo più funzionale alle esigenze del club. La riqualificazione del centro sportivo è associata ad un investimento immobiliare già programmato nel Comune di Bogliasco che prevede l'acquisto di un immobile, in corso di edificazione, e per il quale è stato ottenuto un finanziamento del Credito Sportivo, dove far vivere e crescere i giovani atleti blucerchiati ("Casa Samp"). Il progetto ha visto in data 21 settembre 2015 un importante passo avanti con l'approvazione in via definitiva da parte del Consiglio Comunale di Bogliasco dell'addendum della concessione in essere, estesa anche al campo numero 3 (c.d. "Comunale"), mentre sono ancora allo studio soluzioni progettuali relative al Campo numero 4 (c.d. "3 Campanili"), destinato a sede delle partite del campionato Primavera.

Roma, semestrale chiusa in negativo: -3,4 milioni a dicembre nonstante 118 milioni di ricavi

Segno negativo per la Roma al termine del primo semestre dell'esercizio relativo alla stagione sportiva 2015/16. Il club capitolino ha infatti chiuso la prima metà di bilancio con un passivo di 3,4 milioni di euro, una flessione di oltre dodici milioni rispetto allo stesso periodo preso in esame nell'esercizio precedente. Il tutto nonostante un aumento dei ricavi operativi, passati dai 107 milioni del primo semestre dell'esercizio 2014/15 agli attuali 118 milioni di euro. In aumento, però, anche i costi operativi, che sempre nello stesso periodo sono passati da 91,6 a 102,5 milioni di euro.

La partecipazione all'edizione attuale della Champions League, competizione in cui la Roma è ancora in corsa, ha generato nel primo semestri proventi pari a 48,4 milioni di euro, poco meno di un milione in meno rispetto a quanto contabilizzato nella prima metà dell'esercizio precedente. In questa cifra sono compresi i proventi da bonus partecipazione, market pool e biglietteria. Il risultato della gestione calciatori ha portato un risultato positivo per 19,9 milioni di euro, 1,6 milioni in più rispetto al 31 dicembre 2014, con plusvalenze pare a 28,9 milioni d euro. L'ebitda è positivo per 35,4 milioni di euro.

Sempre in relazione al parco giocatori, il costo degli ammortamenti è pari a 22,7 milioni di euro, in aumento di 5,3 milioni rispetto al primo semestre dell'esercizio precedente. Gli oneri per acquisizioni temporanee e bonus, al netto dei relativi ricavi, salgono invece da 6,8 a 9 milioni di euro nel periodo preso in esame.

La Lazio chiude la semestrale con un rosso di 5 milioni e gioca con la Consob una partita contabile da 21 milioni

Semestale della Ss Lazio con un rosso di 5 milioni e perdite dimezzate rispetto al semestrale chiuso al 31 dicembre 2014. Il giro di affari consolidato si attesta a 46,6 milioni con un aumento rispetto al medesimo periodo della stagione precedente di 9 milioni, grazie ai maggiori introiti percepiti dai diritti televisivi per il campionato e dalla partecipazione alla Europa League. Il fatturato al 31 dicembre 2015 è costituito da ricavi da gare per 3,8 milioni, diritti tv per 36,1 milioni, sponsorizzazioni, pubblicità, royalties per 5 milioni ed altri ricavi e proventi per 2 milioni. Anche i costi operativi aumentano anche se di soli 1,9 milioni e sono pari al 31 dicembre 2015 a 42,7 milioni. Gli ingaggi sono stabili a 29 milioni, mentre gli ammortamenti dei cartellini salgono da 7 a 8 milioni.

Consob. Nel documento contabile si chiarisce poi che la Consob sta ancora eseguendo "gli approfondimenti in ordine al trattamento contabile afferente alla registrazione dei ricavi derivanti dai diritti televisivi da partecipazioni competizioni UEFA e Supercoppa italiana. Ulteriormente, sempre facendo seguito alla summenzionata richiesta di evidenza che i criteri di contabilizzazione adottati dalla Società nel bilancio separato e consolidato al 30 giugno 2015 sono stati correttamente applicati, come ampiamente e documentalmente comprovato all'Autorità. In ogni caso, e per mero esercizio intellettuale - qualora fosse stata seguita una diversa interpretazione del criterio contabile, peraltro non condivisa da autorevoli esperti non ricorrendone i presupposti, e cioè iscrivendo i ricavi derivanti dai diritti televisivi da partecipazioni competizioni UEFA e Supercoppa italiana nell'esercizio 2015/2016 - gli effetti stimati in termini di risultato economico e di patrimonio netto nel bilancio separato e consolidato al 30 giugno 2015 sarebbero di circa 21 milioni, totalmente riassorbiti al 31 dicembre 2015". In effetti, nel bilancio al 30 giugno 2015 la Lazio ha "contabilizzato" ricavi per circa 22 milioni attribuiti a competizioni Uefa. Una "stranezza" rilevata da Calcio & business, quando era stato varato dal cda biancoceleste il progetto di bilancio. La Lazio, infatti, nella stagione 2014/2015 non aveva preso parte a competizioni internazionali. Arrivata terza in campionato, la squadra del presidente Claudio Lotito ha disputato nell'agosto 2015 il preliminare di Champions, uscendo sconfitta nella doppia sfida con i tedeschi del Bayer Leverkusen e accedendo da settembre ai gironi dell'Europa League. L'anomalia è stata notata anche dalla Consob che, lo scorso 27 ottobre, ha chiesto chiarimenti sul perché siano stati inclusi tra i ricavi questi soldi.

Le previsioni. Il risultato del primo semestre della stagione 2015/2016 è dipeso, essenzialmente, dal mancato superamento del turno preliminare e conseguente impossibilità ad accedere alle fasi successive della Champions League. Il mancato raggiungimento di tale obiettivo ha avuto "un duplice effetto economico negativo: la rinuncia alle notevoli somme offerte per alcuni dei più importanti protagonisti dei risultati sportivi ottenenti nella stagione 14/15, ed i mancati introiti previsti a partire dai gironi della Champions League".

Bilancio Udinese, benedette plusvalenze: -50 milioni tra ricavi e costi, ma solo 5 di rosso

Bilancio Udinese 2015, il club friulano ringrazia le plusvalenze. Nel rendiconto finanziario al 30 giugno 2015, infatti, la società dei Pozzo è quasi in equilibrio grazie agli affari sul mercato. Non una novità in Serie A, come è emerso dall'indagine della Gazzetta dello Sport. Anche se nessuno si avvicina ai numeri dei bianconeri. Il bilancio Udinese 2015 si è chiuso con un rosso di 5.958.674 €, in miglioramento rispetto al -12,1 milioni del 2014. Come i friulani sono arrivati a queste cifre? L'analisi di Calcio e finanza parte dal quadro generale del conto economico.
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Fatturato in leggero calo, costi in deciso aumento: questo il quadro dei conti dell'Udinese nel 2014/15. Un quadro per nulla positivo, tanto che la differenza tra produzione e costi si è assestata addirittura sul -51 milioni, dopo essere stata a -32 nel 2014. Un dato che dovrebbe far riflettere sulle capacità delle medio-piccole di creare ricavi.

Bilancio Udinese 2015, i ricavi

Il valore della produzione è sceso dai 56 milioni del 2014 a 54,1 milioni nel 2015. Un calo dovuto in maggior modo ai minori introiti derivanti dai diritti televisivi (passati da 36,6 milioni a 33,8 per la maggior posizione in classifica).
In diminuzione pure i ricavi da stadio, i quali però hanno la giustificante del minor numero di posti disponibili visto i lavori di ristrutturazione. In particolare, sono soltanto 6.210 gli abbonamenti, che hanno portato ricavi per 1,4 milioni.

Bilancio Udinese, i costi

L'aumento di costi, passati dagli 88 milioni del 2014 a oltra quota 100 (105) nel 2015, è dovuto invece non solo alla crescita dei costi del personale, ma anche ad un diverso conteggio degli ammortamenti.
Il club friulano, infatti, da quest'anno ammortizzerà i diritti pluriennali dei calciatori con un sistema decrescente (lo stesso sistema utilizzato dal Napoli): i costi maggiori saranno raggruppati nei primi due anni di contratto.
In questo modo gli ammortamenti sono cresciuti da un totale di 19 milioni a 33,9 nel giro di un anno. Ad aumentare, come detto, è stato anche il costo del personale, da 30,1 a 31,2 milioni di euro, sono salari e stipendi dei tesserati saliti da 26,8 a 27,6.
Restano particolarmente alti per l'Udinese i costi specifici tecnici, che riguardano "le consulenze tecnico sportive, consulenze medico sanitarie sostenute per la prima squadra e per il settore giovanile e tutti quei costi relativi all'attività tecnico sportiva per la gestione del trading calciatori e più in generale per la gestione dell'attività calcistica della società". E questo è uno dei segreti del club friulano, visto che all'interno di questa cifra è considerata anche l'attività di scouting, fondamentale per la società, tanto che nel 2014/15 ha investito in questo settore 25,4 milioni.

Bilancio Udinese 2015, plusvalenze

Perché lo scouting è fondamentale? Perchè i bilanci dell'Udinese senza le plusvalenze sarebbero ben peggiori. L'incidenza delle "plusvalenze da alienazioni calciatori" è impressionante: nel 2015 i friulani hanno ottenuto plusvalenze per un totale di 48,3 milioni di euro, quasi il doppio del 2014 (si fermarono a 27,8), contro minusvalenze pari soltanto a 1,9 milioni.
Il "netto" è di 46,4 milioni, la cifra che in sostanza permette all'Udinese di chiudere il bilancio molto vicino all'aquilibrio, visto che dal -50 di differenza tra costi e ricavi i bianconeri hanno chiuso il rendiconto soltanto con quasi 6 milioni di rosso.

Bilancio Udinese 2015, stadio e debiti

Particolare attenzione va data alla questione stadio. L'Udinese ha da poco aperto interamente il proprio impianto., con la ristrutturazione interna conclusa. Al 21 agosto 2015, si legge nel bilancio, "lo stato di avanzamento lavori evidenzia un importo dei lavori € 18.832.544,90". Per trovare i soldi necessari, l'Udinese si è rivolta a due diversi istituti bancari, l'Istituto per il Credito Sportivo e della Banca Mediocredito Friuli Venezia Giulia Spa, con i quali ha aperto due diverse linee di credito per complessivi 18,9 milioni a completa copertura dei costi dei lavori. Prestiti che hanno così fatto alzare i debiti, che hanno raggiunto quota 135,7 milioni, a fronte di crediti per complessivi 100 milioni.
Per i due finanziamenti il club friulano ha dato garanzie reali: "ipoteca di 1° grado sul valore dello Stadio, nonché pegno sul marchio per quanto riguarda il mutuo di ICS, ipoteca di 2° grado sul valore dello Stadio, per quanto riguarda il mutuo di Mediocredito, mutuo con l'Istituto per il Credito Sportivo, attualmente in preammortamento, che prevede delle erogazioni in concomitanza dei vari stati di avanzamento lavori, e che andrà a finanziare i lavori nella misura dell'80%", si legge nel bilancio.
Interessanti anche i "rapporti rilevanti" che l'Udinese ha intrattenuto con le altre due squadre di proprietà dei Pozzo, cioè Watford e Granada: verso gli inglesi i bianconeri hanno crediti commerciali per 16 milioni, solo due invece i crediti nel confronto degli spagnoli.
Infine, una nota sulla proprietà della società friulana: il club di Udine, si legge tra le carte, appartiene al 99,43% alla Gesapar S.A., con sede in Lussemburgo. Una strada lunga, quindi, quella che porta fino in Friuli.
 
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