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Costi e bilancio conclusivo dell'America's Cup a Napoli Stampa E-mail
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marted́ 08 maggio 2012
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Indubbiamente le regate delle World Series non sono la finale di Coppa America perché non hanno la stessa risonanza internazionale, ma nonostante questo sono state seguite da almeno 75 televisioni di tutto il mondo e hanno rappresentato un'occasione per dimostrare la capacità di una città sempre criticata di organizzare eventi di rilievo, anche se con un solo mese di tempo dall'aggiudicazione delle gare per tutti i preparativi, e nonostante il cambio del campo di regata da Bagnoli a via Caracciolo.
Gli ottimisti, più o meno disinteressati, sostengono che l'aver ospitato le regate nel golfo di Napoli sia stato un importante investimento per il futuro della città partenopea sia in termini concreti, di sviluppo, di indotto economico, di turismo e posti di lavoro, sia in termini simbolici, di riqualificazione dell'immagine bistrattata che l'ha caratterizzata negli ultimi anni.

Il Villaggio e la Jumbo Grandi Eventi

Ad aggiudicarsi l'appalto da 3,2 milioni di euro per la realizzazione del villaggio nella Villa Comunale oltre che la procedura per la cessione dei diritti agli sponsor è stata la Jumbo Grandi Eventi di Roma, in cordata con K-Events ed Infront. La società di Rossella Bussetti, con oltre 25 anni di esperienza e solo tre settimane di tempo dall'aggiudicazione, ha organizzato il villaggio nella Villa Comunale, un percorso costruito apposta per le preregate lungo il viale centrale della villa, con ingresso da piazza Vittoria. Diecimila metri quadrati, mille posti a sedere nell'area premiazioni con un palco affiancato all'800esca Cassa Armonica, messa in sicurezza e rinnovata per l'occasione. Nel villaggio c'era un'area ristoro di mille metri quadri con 300 posti a sedere e gazebo con altri 250 posti. Spettacoli ed eventi dalle 10 alle 24 oltre a mostre fotografiche, videoproiezioni, etc.
(fonte: Trova Napoli de La repubblica – aprile 2012).

I costi: spesi 16 milioni per organizzare l'evento

L'America's Cup è costata a Napoli 16 milioni di euro. Dodici provenienti dai fondi europei stanziati dalla Regione, tre dalla Provincia con fondi interni, un milione dal Comune, a cui se ne aggiungerà un altro per la tappa del 2013. Quattro milioni di euro sono serviti per prolungare la scogliera di via Caracciolo, tre milioni e 220 mila (fondi comunitari finanziati nell'ambito del Por Campania 2007/2013) per il Public Event Village: 966 mila euro per gli allestimenti, un milione per gli eventi e circa 660mila euro il piano di comunicazione (fonte: Trova Napoli de La repubblica – aprile 2012).

Venezia che vedrà correre i catamarani dinnanzi alla sua Laguna dal 15 al 20 maggio, per lo stesso evento non ha stanziato nemmeno un euro di fondi pubblici, ma solo grazie ai fondi del Consorzio Nuova Venezia, costituito da privati ma che è concessionario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Bilancio e polemiche

Se per i commercianti la ztl ha dimezzato loro il lavoro, gli albergatori e gli operatori turistici nel fare i conti finali si dicono quasi tutti delusi: l'80% delle camere occupate ma solo quelle degli alberghi sul lungomare. Gli unici stranieri a occupare le stanze erano quelli degli equipaggi, i team, i dirigenti e tutto il loro seguito. Oltre alla crisi che ha tenuto lontani i turisti, è certamente mancato il tempo per realizzare una comunicazione adeguata dell'evento, forse a causa della solita burocrazia. Per l'Associazione degli Operatori Turistici il vero affare l'hanno fatto solo gli organizzatori della Coppa: costi e ricavi sono tutti sbilanciati a favore dei primi. Gli albergatori hanno riempito le strutture con equipaggi e dirigenti, quindi con soldi pubblici arrivati dall'UE. Si è parlato di 500 mila spettatori ma in realtà erano quasi tutti napoletani che per la crisi non hanno potuto lasciare la città per le festività pasquali. Per la sezione Turismo dell'Unione degli Industriali è facile fare un breve calcolo: l'80% dei 15.000 posti letto che ci sono in hotel e b&b della zona è pari a 11.000, che per 5 giorni fa 55.000 turisti. E gli altri 450.000 dei quali si è parlato?
(fonte: Il Mattino – 14/5/2012).

Guardando al 2013

Le World Series sono state comunque un grande spot per Napoli e per i politici che l'hanno organizzato. Le immagini del lungomare gremito hanno fatto il giro del mondo. Secondo il presidente dell'ACN Paolo Graziano, proprio per il grande successo ottenuto, ci sarà un ridimensionamento della cifra complessiva che Napoli ha dovuto sborsare. (fonte: La Gazzetta dello Sport 14/4/2012). La città ha dimostrato che può ospitare eventi di questa portata, ma che questi ultimi devono rappresentare realmente un investimento efficiente e fruttuoso per lo sviluppo e l'economia. Tutto questo potrà accadere solo muovendosi per tempo. Ci si attiva sempre troppo in ritardo, così come sta avvenendo per l'organizzazione del Forum delle Culture del 2013 e il World Urban Forum previsto per settembre. (fonte: La Repubblica 16/4/2012).

Insomma, dopo un mese dalle World Series del più antico trofeo internazionale attualmente disputato, la città di Napoli deve guardare al futuro con (maggiore) fiducia e concretezza.

Focus a cura di Bianca Angrisani
 
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