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Fair Play Finanziario, le europee: Real Madrid, Barcellona e Bayern, nessun problema Stampa E-mail

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27  Febbraio 2014 – PAOLO CIABATTINI - SPORTMEDIASET

Riportiamo integralmente il dossier a cura dell'esperto di calcio-business Paolo Ciabattini, pubblicato da SportMediaset.it  in esclusiva in due uscite, la prima sui club europei e la seconda sulle società italiane.


Il tempo sta per scadere e i nodi imposti dalla Uefa con il suo Fair Play Finanziario verranno presto al pettine delle più importanti società europee. Facciamo un breve passo indietro e spieghiamo che il Fair Play Finanziario (FPF) è un sistema normativo contabile che sostanzialmente può essere riassunto in 2 regole principali: i costi non devono superare la massima deviazione consentita rispetto al pareggio di bilancio e i debiti devono essere pagati puntualmente. La prima regola impatterà soprattutto sul comportamento e le strategie dei top club che spesso chiudono il bilancio facendo registrare delle perdite cospicue. Il primo periodo di monitoraggio riguarderà il biennio 2011-2012/2012-2013. La massima deviazione consentita rispetto al pareggio di bilancio nel primo periodo sarà di 45 milioni. A partire dal 2018-2019 la massima deviazione consentita su periodi di monitoraggio di 3 anni sarà minore di 30 milioni (ancora da decidere), che significa meno di 10 milioni di perdita all’anno. La seconda regola invece si rivolge in particolar modo ai club medio-piccoli i quali spesso non hanno il finanziamento a tasso zero del mecenate di turno o comunque la facilità di accedere alle linee di credito bancarie tipica di alcuni grandi club come ad esempio gli spagnoli fino ad ora oppure i club che appartengono ad importanti gruppi industriali.

Per fare il punto della situazione a pochi mesi dalle prime eventuali sanzioni, abbiamo incontrato Paolo Ciabattini, autore del libro "Vincere con il Fair Play Finanziario" e grande esperto di calcio business. In esclusiva a SportMediaset.it ha azzardato un'ipotesi di quelle che potrebbero essere le sanzioni che verranno comminate ai club che non hanno rispettato la normativa con un dossier di quattro puntate.
  

Dott. Ciabattini, a giugno saranno comunicate le sanzioni che colpiranno i club che non hanno rispettato la regola del pareggio di bilancio. Cosa accadrà ai club italiani e agli altri top club europei?
Ho provato a calcolare la perdita aggregata ai fini del Fair Play Finanziario in riferimento al primo periodo di monitoraggio. I dati non ricavabili dai bilanci, sono stati stimati.

BARCELLONA
Il Barcellona ha chiuso anche il bilancio al 30 giugno 2013 con un utile significativo pari a 43,5 milioni di euro contro i 48 milioni del 2012. Se consideriamo anche le perdite provenienti dagli altri sport che fanno parte della polisportiva, che non sono rilevanti nel calcolo del risultato di bilancio ai fini del fair play finanziario, all’utile aggregato relativo al primo periodo di monitoraggio pari a 93 milioni di euro, vanno aggiunti altri circa 122 milioni. Con gli ammortamenti relativi alle infrastrutture e gli stipendi dei giocatori relativi a contratti firmati prima del 1 giugno 2012 di competenza della stagione 2012, i costi totali da dedurre diventano più di 250 milioni di euro. Il Barcellona è quindi il club con il più alto utile aggregato in riferimento al primo periodo di monitoraggio del FPF. Siamo oltre i 300 milioni in più rispetto alla massima deviazione consentita verso il pareggio di bilancio. E’ evidente che il risultato di bilancio del 2014, pur condizionato dall’acquisto sempre più oneroso di Neymar, non potrà avere alcuna influenza sull’utile aggregato del secondo periodo di monitoraggio. Anche la situazione finanziaria sta rapidamente migliorando. L’indebitamento finanziario netto è passato nel 2013 da 111 a 88 milioni. Gli stipendi senza considerare l’impatto degli altri sport compresi nella Polisportiva Barca, arriverebbero intorno al 43% d’incidenza sul fatturato al netto delle plus, che rappresenta il migliore risultato tra i top club. Gli ammortamenti al netto delle altre sezioni sportive, sarebbero intorno ai 50 milioni di euro. Sono la metà di quelli del Real Madrid. Questo grazie alla fantastica Cantera che ha sfornato tantissimi talenti che sono poi diventati titolari della prima squadra.

MANCHESTER UNITED
Il Manchester United evidenzia una perdita aggregata pari a 17 milioni di euro. Ci troviamo però abbondantemente all’interno della massima deviazione consentita. Se pensiamo che il conto economico 2013 comprende oneri finanziari per quasi 90 milioni di euro, si capisce per quale ragione gli investimenti del Manchester United che è il terzo club per fatturato, si siano in queste ultime stagioni limitati così da consolidare il costo della rosa a 268 milioni di euro, 72 in meno del Real Madrid. Inspiegabile o meglio ancora una vera e propria follia è il recente acquisto di Mata per 45 milioni di sterline. Da diverse stagioni una parte rilevante delle risorse generate dal club sono assorbite dagli ingenti oneri finanziari derivanti dall’acquisizione del club ad opera dei Glazer attraverso un’operazione di LBO. Questa operazione che ha rappresentato l’estremo opposto al mecenatismo incondizionato degli sceicchi e del Patron del Chelsea, ha penalizzato enormemente i risultati della squadra che evidenzia soprattutto quest’anno evidenti limiti dal punto di vista tecnico. Considerando che i ricavi ed in particolare quelli commerciali stanno lievitando di stagione in stagione, non ci saranno problemi neanche in riferimento al secondo periodo di monitoraggio. Infatti il Manchester da solo incassa in termini di sponsorizzazioni come quasi tutta la serie A. 23 milioni da Aon sponsor della maglia che nella stagione 2014-2015 diventeranno 63 millioni di euro con Chevrolet, 30 milioni da Nike sponsor tecnico e addirittura 12 milioni di euro da DHL che è lo sponsor della maglia di allenamento. Nel 2014, sfonderà il tetto dei 500 milioni di fatturato. Con la centralizzazione dei diritti TV che comporterà per le due big un impatto negativo vicino ai 40/50 milioni di euro, l’egemonia dei club spagnoli è destinata a terminare. Il Manchester United tornerà presto ad essere il club più ricco del mondo.

REAL MADRID
Il Real Madrid che da 9 anni è il club che fattura di più al mondo e che da quel momento in poi non ha più vinto la Champions, evidenzia un utile aggregato pari a 80 milioni di euro. Nessun problema neanche in riferimento al secondo periodo di monitoraggio a cui andrà aggiunto i risultato dell’esercizio 2014, esercizio nel quale il Real potrebbe aver realizzato un fatturato record trainato dalle plusvalenze generate dalle cessioni al Napoli. Da notare che anche la situazione finanziaria sta rapidamente migliorando. L’indebitamento finanziario netto è passato nel 2013 da 125 a 91 milioni. Il costo della rosa è secondo soltanto a quello del Manchester City. Gli acquisti a colpi da 100 milioni di Ronaldo e Bale e gli inevitabili stipendi milionari che ne conseguono si fanno sentire. Nonostante ciò, il peso degli stipendi incide soltanto per il 49% sul fatturato un dato che è peggiore solo rispetto a Barcellona e Borussia Dortmund.

ARSENAL
L’Arsenal continua il suo percorso all’insegna della programmazione e della parsimonia pur senza vincere trofei. Quest’anno però, anche grazie a un significativo investimento nella sessione estiva di calciomercato, giustificato dall’aumento dei ricavi, potrebbe essere l’anno giusto per tornare a vincere la Premier. Grazie al nuovo contratto, i diritti TV sono incrementati di circa il 40% e i nuovi accordi commerciali porteranno nelle casse del club molti altri milioni di euro a stagione. Ai fini del FPF non ci sono problemi, con un utile aggregato al netto dei costi non di pertinenza di oltre 100 milioni di euro. I costo della rosa è tra i più bassi. Oltre 100 milioni in meno del Real Madrid e di poco superiore a quello della Juve.

BORUSSIA DORTMUND
Al Borussia Dortmund va il giudizio più positivo in assoluto. Nella stagione 2013 in cui ha raggiunto addirittura la finale di Champions League, è riuscito a fare il record di fatturato, 305 milioni di euro, con un utile di 60 milioni di euro. Le plusvalenze ammontano a oltre 51 milioni di euro. Questo dimostra che è possibile vincere anche spendendo meno delle risorse che il club è in grado di generare. Bisogna saper programmare, avere un bravo allenatore che fa giocare bene la squadra e che sa valorizzare i suoi giovani calciatori, dirigenti svegli che sanno comprare ma soprattutto vendere e dei tifosi meravigliosi. L’utile aggregato del primo periodo di monitoraggio sfiora i 100 milioni di euro. Nessun problema ovviamente neanche riguardo il secondo periodo di monitoraggio. Il costo della rosa nella stagione 2013 è pari a solo 118 milioni di euro, un terzo di quello del Real Madrid e la metà di quello del Milan che pur avendo un fatturato maggiore, deve continuamente affannarsi alla ricerca di occasioni di mercato che però alla fine determinano un costo pari al doppio di quello del club tedesco. Gli stipendi ammontano a 106 milioni di euro, meno della metà di quelli del Real Madrid battuto dal Dortmund nella semifinale di Champions 2013. Gli ammortamenti dei giocatori a 12 milioni di euro, un ottavo di quelli del Real e quasi un quinto di quelli del Milan.

BAYERN MONACO
Il Bayern con la conquista del triplete ha raggiunto anche il suo record di fatturato pari a 432 milioni di euro evidenziando un utile prima delle tasse pari a 22 milioni. Questo conferma che non è necessario avere il mecenate superspendaccione per vincere. La finale della Champions dello scorso anno tutta di marca tedesca è all’insegna dell’utile di bilancio, potrebbe anche essere interpretata come una conseguenza del FPF. Nell’anno in cui il City riduce ulteriormente le sue perdite, il Chelsea cerca di contenerle, così come le italiane e il PSG pur spendendo tantissimo necessità ancora di un paio di stagioni di rodaggio, i club che si impongono di chiudere il bilancio in utile, riescono comunque a vincere perché il gap con i club spendaccioni si riduce a tal punto che la programmazione e le capacità dei dirigenti riescono a colmarlo. Il costo della rosa del Bayern che è aumentato nelle ultime due stagioni, è pari comunque a 85 milioni meno di quella del Real Madrid e solo 40 in più di quella della Juve. Gli stipendi incidono per il 47% sul fatturato. I ricavi commerciali hanno superato i 200 milioni di euro. I diritti TV locali, sono circa 60 milioni, molto meno di quello che percepiscono Juve, Milan e Inter In tutte le partite casalinghe il Bayern ottiene il tutto esaurito. Lo stadio è stato acquistato. I costi che incidono sul bilancio relativi allo stadio sono di quasi 40 milioni tra ammortamenti, manutenzione e gestione.. L’indebitamento finanziario è di segno opposto, vale a dire che il Bayern ha eccedenza di cassa. Non male.
























 
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