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Gli antichi deficit dell段ndustria del pallone italiano Stampa E-mail
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venerd 14 giugno 2013
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Michele Uva per la FIGC; Marco Iaria per Gazzetta; Luca Marotta.


Report Calcio 2013

Anche quest'anno è stato presentato, nel mese di aprile a Roma, il “Report Calcio 2013”, la pubblicazione elaborata dal Centro Studi, Sviluppo e Iniziative Speciali della FIGC, diretto da Michele Uva, in collaborazione con la società di consulenza PWC. Lo studio si basa sul censimento dell'attività agonistica; sull'analisi del profilo delle Rappresentative Nazionali italiane e del calcio dilettantistico; su un approfondimento degli aspetti economico-finanziari, organizzativi e fiscali del calcio professionistico. Il documento, inoltre, fornisce un confronto con le principali realtà calcistiche internazionali e un'analisi approfondita del profilo infrastrutturale degli stadi italiani.

Dallo studio sono emersi diversi segnali confortanti e cioè una gestione economica più accorta da parte dei club e una crescita del valore di produzione che supera l’aumento dei costi, nonostante la situazione delicata dell’impiantistica e il conseguente calo di ricavi da stadio e affluenza di pubblico. Il costo della produzione è cresciuto del 4,9% e le perdite sono diminuite del 9,8% negli ultimi dodici mesi.

Il presidente federale Giancarlo Abete ha ricordato che il calcio professionistico versa all’erario 1 miliardo e 70 milioni rispetto agli 864 mln del 2006, sottolineando anche i segnali confortanti che arrivano dai dati sulla sicurezza, con la stagione 2011/2012 che ha visto un significativo calo del 7,7% di partite in cui si sono verificati incidenti e una forte diminuzione del numero di persone denunciate (-21,6%) e arrestate (-44%)

L'età media degli stadi di Serie A è di 63 anni, con un solo impianto, lo Juventus Stadium, di proprietà del club juventino, mentre l'età media degli stadi di Serie B è di 54 anni, con il 100% di proprietà comunale. Il 2011-12 ha registrato un calo di spettatori del calcio professionistico italiano pari all'1,6% rispetto alla stagione precedente, equivalente a una perdita di oltre 200 mila spettatori.

Il 63,5% degli spettatori totali delle serie professionistiche sono attribuibili alla Serie A, i cui spettatori sono diminuiti del 6,5% su base annua. In controtendenza invece la Serie B, che registra un aumento del 22,8% delle presenze negli stadi. La Lega Pro vede invece un calo dell'8,8% di spettatori.

I dati di bilancio 2011-12. I costi ancora superiori ai ricavi


Il sistema calcio in Italia continua a vivere, con qualche eccezione, al di sopra delle proprie possibilità. È l'azionista di turno a garantire, col suo apporto in conto capitale, la continuità aziendale. Nel 2011-12 le spese per il personale in Serie A sono state di 1180 milioni, in crescita rispetto ai 1156 del 2010-11. Sarà interessante monitorare l'evoluzione al termine di questa stagione nella quale il Milan ha avviato una pesantissima cura dimagrante e l'Inter ha tagliato per 45 milioni gli ingaggi. Otto società su venti hanno chiuso in utile gli ultimi bilanci. L'Oscar spetta al Napoli, che ha registrato i profitti più elevati (14,7 milioni), ma anche l'Udinese viaggia spedita, con un +8,8 milioni. Quel che preoccupa di più sono i debiti della serie passati da 2,1 miliardi nel 2008-09 a 2,8 miliardi nel 2011-12 
Già un’inchiesta della Gazzetta, a firma di Marco Iaria del 29 marzo 2013, ha realizzato uno studio sui bilanci dello scorso anno, in cui nel totale le società della la Serie A hanno perso 292 milioni, non riuscendo ancora una volta a contenere i costi come avrebbe dovuto, e hanno dunque visto incrementare i loro debiti.

Quadro di sintesi : produzione, costi, incidenza costi del personale

Anche Luca Marotta (luckmar.blogspot.it) sempre nel marzo di quest’anno, ha elaborato i bilanci della squadre appartenenti all’attuale campionato di Serie A 2012-13, quindi ha considerato anche le società promosse che hanno i dati realizzati nella Serie B. I dati registrati sono equivalenti, con un deficit anche superiore. Le società non riescono proprio a contenere i costi al di sotto dei ricavi: 318 è la stima delle perdite.

Per avere un’idea approssimativa sul quadro di sintesi della situazione economica delle squadre che attualmente militano nella Serie A 2012/13, si è ritenuto opportuno considerare solo pochi dati quali: il valore della produzione, il costo del personale, i costi della produzione, il rapporto tra costo del personale e valore della produzione e, infine, l’incidenza del costo del personale sui costi della produzione.


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Costi e valore della produzione: 318 milioni di deficit


l dato che emerge chiaramente è che i costi della produzione superano il suo valore di 318 milioni di euro. In media il costo del personale ha un’incidenza del 59% sul valore della produzione e rappresenta il 51% dei costi. Si è in presenza di un quadro generale che presenta uno squilibrio economico determinato dal fatto che i costi superano i ricavi. Per quanto riguarda il valore della produzione, otto club superano i 100 milioni, mentre Milan, Inter e Juve superano i 200 milioni. Sotto la soglia dei 50 milioni si trovano Atalanta, Torino e Pescara.



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Costo del personale: dai 26 ai quasi 200 milioni di euro


Per quanto riguarda il costo del personale, mentre i primi tre posti rimangono invariati, la Roma supera il Napoli, collocandosi al quarto posto. Il Torino, nonostante la Serie B, ha superato due club di Serie A: il Chievo ed il Catania. La fascia di costo più bassa è di 26 milioni e in essa si trovano Pescara, Torino, Chievo, Cagliari, Catania e Atalanta Tranne Chievo Cagliari e Catania. Un’altra fascia potrebbe individuarsi tra i 34 e i 43 milioni e vi si ritrovano l’Udinese, il Bologna, la Sampdoria, il Siena, il Palermo e il Parma. Nella seconda fascia, individuabile tra i 52 e i 57 milioni, si trovano Genoa, Fiorentina, Lazio e Napoli. Nella prima fascia tra 100 e 200 milioni si collocano Roma, Juve, Inter e Milan.


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Totale costi produzione: sette club superano i 100 milioni


Anche per quanto riguarda il totale dei costi della produzione le squadre che superano i 100 milioni sono sette: Milan, Inter, Juve, Roma, Napoli, Genoa e Fiorentina. Al di sotto dei 100 milioni, ma con un importo superiore ai 70 milioni di costi della produzione si collocano Palermo, Udinese, Lazio, Parma, Sampdoria, Bologna e Siena. Tra 53 e 46 milioni si trovano Atalanta, Cagliari, Chiedo e Catania

 


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Incidenza costo del personale: cinque club riescono a stare sotto il 40%


Quindi, nel rapporto tra costo del personale e valore della produzione, il club più virtuoso è l’Udinese. Cagliari, Catania, Napoli e Chievo hanno un rapporto inferiore al 40%, mentre al di sopra del 59% si collocano 10 club. Infine, per quanto riguarda l’incidenza del costo del personale sui costi della produzione, il dato medio è del 51% e ben sette club si collocano al di sopra.


                                                                                           a cura di Cristiana Trezza

 
 
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