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L'impatto economico generato dal Giro d'Italia Stampa E-mail
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In pochi sanno che il ciclismo sia stato alla fine dell'800 e per tutta la prima metà del 900 lo sport più seguito in Italia per poi subire una forte crisi dagli anni 60' in virtù della diffusione dell'automobile, lasciando al calcio lo scettro di sport nazionale. Negli ultimi anni i continui scandali legati al doping hanno ulteriormente ridotto il numero di appassionati, ciò nonostante il Giro d'Italia continua a registrare un numero altissimo di appassionati ma, soprattutto, ha un forte impatto economico sulle casse del nostro paese in crisi.
Analizziamo i dati diffusi da RCS Sport – azienda di advisoring sportivo di RCS Media Group - che organizza l'evento con Gazzetta dello Sport.
Il Giro d'Italia 2011 partirà il 7 Maggio da Torino, per festeggiare i 150 anni dell'unità d'Italia, e si concluderà il 29 Maggio a Milano.

Giro d'Italia

Esposizione globale, nuovi media, stampa e radio e numeri live

Il Giro d'Italia 2010 ha visto collegati ben 160 paesi di tutto il mondo nei 21 giorni di gara, 347 sono stati gli operatori televisivi di cui 100 stranieri, 6 TV nazionali, 71 TV e radio locali hanno seguito la manifestazione. Ancor più interessanti sono i dati relativi ai nuovi media: un milione di pagine sono state visualizzate sul sito internet www.giroditalia.it con 192mila utenti unici al giorno (un aumento del 29% rispetto al 2009), più di 30mila utenti unici di media al giorno per il live streaming ( + 52% VS 2009), 34 minuti di visualizzazione media, 25 i siti collegati in diretta in tutto il mondo, 37mila i followers sui social network (Facebook e Twitter).
Per quanto riguarda la carta stampata e la radio, 2065 sono stati gli operatori dell'informazione presenti nel 2010 facendo registare un aumento del 25% rispetto al Giro precedente; 18 il numero di quotidiani nazionali, 28 quelli stranieri, 97 le testate locali, 28 i periodici specializzati, 50 i giornalisti freelance.
Ben 10 milioni sono stati gli spettatori coinvolti dall'evento nel 2010. I 3469,3 km percorsi hanno attraversato 15 regioni italiane, 53 province e 506 comuni.

Un ritorno socio - economico

Una manifestazione di tale portata non può che avere sulle regioni italiane un forte impatto in vari ambiti: economico, turistico, ambientale, socio-culturale e politico.
In effetti il Giro d'Italia garantisce dal punto di vista economico un incremento dei livelli di spesa e di occupazione; in ambito turistico comporta una valorizzazione della notorietà delle aree attraversate come destinazioni turistiche e una crescita delle informazioni sulle potenzialità in termini di investimenti e sulle attività commerciali; a livello ambientale l'evento favorisce la realizzazione di nuove infrastrutture e l'offerta di nuovi servizi; in ambito socio-culturale ad uscirne rafforzate sono le tradizioni e i valori locali oltre ad un maggior interesse e partecipazione dei residenti ad attività associate all'evento; infine a livello politico il Giro d'Italia garantisce un maggior riconoscimento internazionale dell'area italiana e dei suoi valori.

L'impatto economico

Nell'edizione 2009, il traffico generato dal passaggio del Giro nelle città di tappa ha fatto registrare numeri di tutto rispetto. Ben 60mila i turisti che hanno affollato le tappe, 28mila camere di strutture ricettive prenotate, 39mila persone accreditate e 2mila persone della carovana, numeri che fotografano il successo dell'edizione 2009. Molto interessanti anche i dati sul fatturato generato dal passaggio del Giro nelle città di tappa 2009: 34 milioni di euro con un incidenza del 36% degli spettatori in giornata, il 26% derivante dalla carovana, il 20% dagli spettatori con soggiorno e il restante 18% generato dalle spese RCS sul territorio. Roma è stata la città che ha ottenuto i maggiori introiti dal passaggio del Giro con i suoi 4,2 milioni di euro di fatturato, seguita da Venezia con 4,1 milioni di euro. Anche centri molto più piccoli hanno beneficiato della manifestazione: S.Martino di Castrozza ha fatto registrare un fatturato di 900mila euro, Valdobbiadene 435mila euro.

Il Giro e il 150° dell'Unità d'Italia

Quest'anno, per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia, il Giro partirà da Torino, prima capitale d'Italia, il 7 Maggio 2011. Una regione quella piemontese che ha dato i natali a nomi storici del ciclismo: Gerbi il “diavolo rosso”, il due volte vincitore Girardengo e soprattutto l'indimenticato Fausto Coppi, trionfatore per ben 5 volte. Il Giro si concluderà a Milano il 29 Maggio in omaggio alla Torino-Milano, la più antica classica del ciclismo italiano.
Il Giro 2011 sarà una vetrina staordinaria per il territtorio italiano e la partenza dal Piemonte, nella magnifica location della Reggia di Venaria, è uno degli eventi di punta del calendario di “Esperienza Italia”, 250 giorni di eventi per festeggiare il 150° anniversario dell'Unita Nazionale.

Una Regione che investe: il Trentino e il Giro d'Italia

Tra le 20 Regioni italiane il Trentino Alto Adige è quella che conta il maggior numero di appassionati agli sport ciclistici. Ben 1992 sono gli atleti tesserati alla Federazione Ciclistica Italiana, oltre 17000 sono gli scritti a manifestazioni di Mountain Bike e oltre 15000 gli iscritti a manifestazioni di carattere giovanile/agonistico. Il Trentino ha sul suo territorio 11 piste ciclabili per un totale di circa 450 Km da portare a 570 Km in tre anni e circa 500 Km di percorsi in montagna.
Forte di questi numeri, la regione altoatesina ha da sempre stipulato accordi di partnership con il Giro d'Italia al fine di perseguire svariati obiettivi:
- far conoscere il Trentino nei suoi diversi aspetti (non solo montagna),
- creare un evento di lancio della stagione estiva,
- generare un valore economico,
- rafforzare il binomio Trentino-Sport,
- migliorare la notorietà/conoscenza del marchio.
 
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