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Rapporto Deloitte - I BILANCI DEI PRIMI 20 CLUB DI CALCIO D'EUROPA Stampa E-mail
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venerd́ 08 febbraio 2013
Anche quest'anno la società di consulting De Loitte pubblica il suo rapporto sull'analisi dei bilanci relativi alla stagione 2011-12, delle 20 società di calcio più ricche d’Europa. Riportiamo due sintesi pubblicate dal portale Goal.com il 24 gennaio 2013.
Naturalmente rispetto agli anni scorsi le uniche novità sono legate all’andamento dei ricavi influenzati dai risultati sportivi nelle competizioni UEFA, che producono aumenti o riduzioni anche significativi.

Top Milan, balzo Juventus, boom Napoli, flop Inter e Roma: facciamo i conti in tasca ai club italiani più ricchi

di Andrea Ghislandi
Sulla scia della Deloitte Football Money League, la classifica dei 20 club più ricchi d'Europa, analizziamo nel dettaglio la situazione delle società italiane.
Con cinque squadre nella Top 20 dei club più ricchi d'Europa, l'Italia è seconda solo all'Inghilterra, che ha la bellezza di 7 rappresentanti. Il numero è consistente, ma è ormai un quinquennio che le nostre società lasciano i primissimi posti della classifica a spagnole o inglesi.
Se Real Madrid e Barcellona rappresentano un'eccezione in Spagna (sono le prime due della classifica, ma anche le uniche spagnole presenti), ciò che distingue il nostro modello da quello (vincente) inglese o (in ascesa) tedesco è il fatto che le nostre società sono schiave dei diritti tv, che rappresentano la maggior parte dei ricavi. Nel caso (estremo) dell'Inter si arriva addirittura al 60%.

I nostri manager dovrebbero imparare dai tedeschi come vendere il prodotto-squadra, mentre dagli inglesi come sfruttare al meglio le potenzialità dello stadio. Purtroppo (per noi) il problema è sempre lo stesso: impianti inadeguati e vecchi, la violenza che non si riesce a debellare dagli stadi e per ultimo una scarsa attitudine al merchandising. Finché fuori dagli stadi italiani si vendono le magliette a 10 euro, sarà impossibile competere con le grandi d'Europa.

Risulta poi lampante quanto sia importante fare più strada possibile in Europa: meglio se in Champions, ma anche l'Europa League regala introiti come diritti tv. Una cosa che i nostri dirigenti sembrano aver capito solo da qualche mese, dopo anni a snobbare la coppa meno prestigiosa.

MILAN
Nonostante i risultati sul campo non siano all’altezza delle aspettative, il Milan rimane il club di Serie A più ricco. Nella speciale classifica Deloitte, il club rossonero è sceso dal 7° all’8° posto, ma ha visto il ricavato della stagione 2011-2012 comunque aumentare. Rispetto all’anno precedente si registra un più 9%, che in soldoni significano 22,1 milioni di euro in più per un totale di 256,9 milioni. I numeri, però, letti superficialmente possono ingannare e andando a spulciarli abbiamo conferma di come il nostro calcio non se la passi bene. I ricavi da botteghino (33,9 milioni) sono aumentati dell’1%, grazie al fatto che l’anno scorso i rossoneri hanno giocato in casa due partite in più. Il dato che fa suonare (l’ennesimo) campanello d’allarme è il calo degli spettatori, con una media che passa da 53.637 a 48.487. Sono in netta crescita (+17%) i ricavi dai diritti televisivi, ma anche qui c’è l’inganno: i 18,6 milioni in più rispetto alla stagione 2010-2011 sono dovuti agli introiti derivanti dalla Uefa, grazie al cammino fino ai quarti della Champions League (126,3 il totale che arriva dalle tv). In risalita anche gli introiti commerciali (+4%), passati da 93,5 a 96,8 milioni. Numeri che consentono al club di Via Turati di rimanere nella Top 10 anche in questa edizione, uno dei quattro club a non essere mai uscito dai primi 10.

JUVENTUS
Scendendo di due posizioni troviamo il secondo club italiano in classifica: la Juventus chiude la Top 10 dei club più ricchi al mondo. La stagione passata per la società rossonera non è stata esaltante solo dal punto di vista dei risultati sportivi, ma anche da quello dei ricavi, avendo guadagnato tre posizioni rispetto all'anno precedente. Una spinta decisiva a questo risultato è stata data dall'apertura dello Juventus Stadium: i ricavi da botteghino sono triplicati, passando da 11,6 a 31,8 milioni, nonostante le quattro gare in meno.

Il trasferimento dal vecchio Olimpico al nuovo e invidiato Stadium, uniti ai risultati finalmente ritrovati, hanno portato un aumento degli spettatori del 63%, passando da una media di 21.966 a 35.755. Un grande salto è stato fatto anche a livello commerciale e di marketing, con un segno più del 36%, sempre grazie al nuovo impianto, dotato di ristoranti, bar e svago, come i moderni stadi europei. Nonostante l'assenza degli introiti Uefa, anche i ricavi dai diritti tv hanno subito un leggero rialzo, pari al 2%. Uno stadio all'avanguardia e le vittorie rendono più roseo che mai il futuro del club del presidente Agnelli, che l'anno prossimo potrebbe addirittura insidiare il Milan.

INTER
Quella passata per il club di Moratti è stata una stagione deludente sotto ogni punto di vista. I risultati negativi sul campo sono andati di pari passo con quelli della gestione dei ricavi, visto che per la prima volta dalla stagione 2001-2002, i nerazzurri sono usciti dalla Top 10 della classifica Deloitte e si ritrovano al 12° posto. Dai 211,4 milioni di euro di ricavi, l'Inter è passata a 185,9, perdendo oltre 25 milioni.
Tutte le voci hanno segno negativo: -12 milioni dai diritti tv, che rappresentano per il club il 60% dell'intera torta-ricavi (la percentuale più alta tra tutte e 20 le società analizzate), -9,7 milioni dagli incassi da stadio e per finire un -3,8 milioni dagli sponsor, nonostante l'appoggio di Nike e Pirelli. Il club di Moratti rappresenta l'esempio più lampante di come sia necessario uno stadio di proprietà: il club si è mosso, ma prima del 2017 (se tutto va bene) non nascerà il nuovo impianto.

NAPOLI
La stagione 2010-2011 in casa Napoli non è da ricordare solo per la vittoria della Coppa Italia, il ritorno in Champions League e la tante prestazioni convincenti. De Laurentiis è riuscito a portare la sua creatura tra le prime 15 del mondo, con un balzo di 5 posti rispetto all'anno precedente. Un risultato straordinario arrivato grazie una crescita complessiva dei ricavi del 29%.

E' grazie al cammino in Champions e ai maggiori introiti televisivi (+27,8 milioni) che il Napoli ha fatto un tale balzo. A livello commerciale l'incremento è stato ridotto (+3,1 milioni), così come i ricavi da stadio (+2,6). Un risultato sorprendente, però, già a rischio: senza la Champions e se il cammino in Europa League si interromperà troppo presto, il Napoli rischia di finire fuori dai Top 20 nella prossima stagione.

ROMA
Perde quattro posizioni la Roma 'americana', che chiude al 19° posto la classifica Deloitte. I ricavi sono passati da 143,5 a 115, 9, un flop derivante dalla mancata partecipazione alla Champions League. La perdita in ricavi dai diritti tv è stata nella misura del 29%. Il minor numero di gare disputate ha causato una diminuzione di 2,9 milioni di euro di introiti dal botteghino. Il solo segno più (2 milioni) arriva dalle sponsorizzazioni.

Quest'anno i giallorossi hanno bisogno di tornare in Europa (meglio quella più prestigiosa) per non perdere lo status di una delle 11 squadre sempre presenti tra le prime 20 del mondo. Non sarà facile e la soluzione di parte dei suoi mali passa solo attraverso la costruzione del nuovo stadio, ma come nel caso dell'Inter i tempi sono lunghi.

I diritti tv salvano l'Italia, ma il quadro è nero: i nostri club fanalino di coda in Europa per i proventi da stadio

di Vittorio Campanile

Le squadre italiane arrancano e sono meno competitive sul mercato, colpa delle entrate inferiori rispetto ai top club europei nei rispettivi impianti.

Il potere economico dei club italiani è crollato negli ultimi anni. Colpa della crisi economica che ha coinvolto il nostro paese, ma non solo. I dati forniti dalla Deloitte evidenziano numeri importanti e differenze sostanziali dalle squadre degli altri paesi. Le squadre italiane vivono grazie ai diritti televisivi. Mentre all’estero le entrate sono sostanzialmente bilanciate fra diritti tv, merchandising e incassi al botteghino.

l Milan, la squadra più ricca in Italia, è la quarta squadra per ricavi derivanti dai diritti televisivi, ma l’ottava nella classifica dei più ricchi. I rossoneri guadagnano 126 milioni di euro dalle TV (non solo la cessione dei diritti TV per la Serie A ma anche i ricavi dalla Champions), solo 2 meno del Manchester United ma oltre 40 in più del Bayern Monaco. Peccato che i tedeschi in totale fatturino 368 milioni di euro contro i 256 del Milan, quindi 112 più del più ricco club italiano. I 40% dei ricavi del Milan derivano dalla TV, addirittura il 60% di quelli dell’Inter mentre il Bayern il 22% e il Manchester il 33%.

Il Chelsea ha uno stadio con la capacità pari alla metà di San Siro eppure fattura il triplo

Le squadre italiane arrancano e sono meno competitive sul mercato, colpa delle entrate inferiori rispetto ai top club europei. Prima i vari Moratti e Berlusconi investivano di tasca propria adesso con la crisi i club devono autofinanziarsi. Ma la situazione italiana è negativa. In passato ci si è affidati esclusivamente ai ricavi dalle cessioni dei diritti televisivi. Ma questo non può bastare e il resto d’Europa lo dimostra. Il Milan ricava appena 33,8 milioni di euro dai biglietti per le partite, l’Arsenal 117. Il Chelsea ha uno stadio con la capacità pari alla metà di San Siro eppure il club londinese genera il triplo dei ricavi dal botteghino rispetto al Milan. Dei primi 14 club più ricchi solo il Borussia Dortmund ha meno utili dalla vendita dei biglietti.

Un dato che vale per tutti i club italiani, i ricavi dagli stadi sono bassissimi. In media le entrate dagli stadi corrispondono appena al 13% dei guadagni totali mentre per fare un esempio i club inglesi viaggiano su una media del 30%. Una differenza abissale. Colpa degli stadi italiani poco ospitali. Colpa degli stadi non di proprietà. Non è un caso che la Juventus quest’anno abbia triplicato le entrare provenienti dalla vendita dei biglietti. Il confort è la visibilità in un impianto moderno rendono lo spettacolo della partita decisamente migliore. Ma lo stadio di proprietà fornisce altri benefit, infatti la Juventus ha incrementato il proprio merchandising grazie ai negozi presenti nel nuovo impianto.

La Juve ha già tratto beneficio dal nuovo stadio, fondamentale per stare al passo con l'Europa

Punti vendita che restano aperti tutta la settimana essendo di proprietà. Questo ha consentito al club di guadagnare il 36% in più rispetto alla passata stagione dalla vendita dei materiale ufficiale. Quindi la conferma che lo stadio di proprietà aiuterebbe non solo aumentando il numero di biglietti venduti ma incrementando anche il merchandising. Altro punto debole dei club italiani. In realtà il Milan è quello che si difende meglio. Avendo un ricavo maggiore o pari ai club inglesi ma inferiori a Real Madrid e Barcellona.

I rossoneri hanno trovato la via, riuscendo a ricavare quasi il doppio (96,8 contro i 50) dell’Inter. Merito degli sponsor sempre più internazionali del Milan che le consentono di avere accordi commerciali molto favorevoli. Ma questo non può bastare per reggere il confronto con i big d’Europa. Il passaggio da fare è lo stadio di proprietà per non perdere ulteriore terreno. Le squadre italiane si devono attrezzare il prima possibile, solo la Juve adesso ha le carte in regola per competere con i top club europei, le altre si devono sbrigare per evitare che il gap diventi incolmabile.

La Signora torna nella Top 10 dei 'paperoni' del mondo, tutti i numeri delle finanze Juventus: effetto 'Stadium'...

di Letterio Donato
La classifica annuale dei club più ricchi del mondo stilata da Deloitte certifica l'esponenziale crescita dei ricavi bianconeri, pesa l'effetto 'Stadium'. Top player più vicino?

Juventus regina in campo ma non solo. Come certificato dall'annuale classifica stilata da Deloitte sui club più ricchi del mondo, i bianconeri tornano infatti a sorridere anche sotto l'aspetto finanziario, e rientrano della top ten continentale.

L'anno solare 2012, oltre aver riportato Madama sul tetto d'Italia, in un campionato concluso peraltro senza l'ombra di una sola sconfitta, ha fatto segnare una decisa impennata dei ricavi, regalando alla Juventus il rinnovato status di società d'elite anche a livello internazionale.

Dai dati forniti da Deloitte balza subito all'occhi la sensibilissima crescita degli introiti sotto il capitolo gare interne. L'effetto 'Juventus Stadium' evidentemente pesa, eccome. L'incasso raccolto dalla società bianconera è infatti addirittura triplicato rispetto alla stagione precedente, arrivando alla ragguardevole cifra di 11,6 milioni di euro. Tutto ciò nonostante le gare giocate tra le mura amiche siano state quattro in meno rispetto a quelle del 2011.
RICAVI JUVE | TUTTI I NUMERI
195.4M I ricavi per il 2011/12
153.9M I ricavi per l'anno precedente
+27% La crescita nei ricavi
90.6M Le entrate dai diritti tv
73M Le entrate dal commerciale
31.8M Le entrate dallo stadio
La media degli spettatori presenti alle gare casalinghe dei bianconeri è passata dai 13.789 di due anni fa ai quasi ventiduemila del 2012, per un'entrata media a partita da 1,4 milioni di euro. Numeri che non lasciano spazio ad interpretazioni di sorta.

A far respirare ulteriormente il bilancio bianconero vanno registrati gli incrementi sotto le voci incassi televisivi e commerciali, per un introito complessivo non molto distante dai centocinquanta milioni di euro. Entrate cresciute anche grazie alla conquista dello Scudetto e alla finale di Coppa Italia.

Gli incassi televisivi sono poi diminuiti nel computo percentuale, rappresentando adesso il 47% dei ricavi totali rispetto al 57% dell'anno solare 2011. La crescita economica della Juventus è insomma sotto gli occhi di tutti, e l'ottimo cammino tenuto dai bianconeri anche in questa stagione fa prevedere che la cavalcata di Madama non sia destinata ad interrompersi.

La costruzione del nuovo impianto insomma, oltre ad aver regalato un deciso impulso sotto il profilo meramente sportivo proiettando i bianconeri nel calcio del futuro, potrebbe regalare alla Juventus anche la pecunia necessaria per provare a centrare obiettivi di mercato irraggiungibili fino alla scorso mercato estivo.

Il tanto agognato top player realtà diverrà proprio come nelle migliori favole, specie se nuovi successi sul campo regaleranno ai bianconeri un'ulteriore crescita degli introiti anche a livello televisivo e di sponsor. Successi che oltretutto potrebbero convincere le stelle del panorama calcistico internazionale molto di più di un lauto assegno mensile, restituendo fascino ad una Vecchia Signora dall'appeal ritrovato.
 
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