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Basket e Volley con più management e più marketing Stampa E-mail
Aprile 2010
Intervista a Lorenzo Dallari Vice direttore di Sky Sport
Lorenzo Dallari LORENZO DALLARI
Vice direttore di SKY SPORT

"Accade che i media vogliano ottimizzare i propri investimenti, poiché è la legge del mercato ad imporre all’imprenditore di misurare il valore economico di un business".
Basket e volley sono due sport accumunati da una forte diffusione e seguito della pratica agonistica e di seguito di appassionati lungo tutta la Penisola, ma non sempre hanno il giusto riconoscimento mediatico. Ne parliamo con un personaggio che da anni li segue per passione e per professione in prima persona. Incontriamo Lorenzo Dallari in occasione delle finali di Coppa Italia ad Avellino.
Sponsornet: Vorrei affrontare, in primis, gli aspetti economici di questo business. Si ha l’impressione che due community importanti, come la pallavolo e la pallacanestro, siano sottostimate, a causa di una carenza di ambizioni. Secondo lei, da cosa dipende, questa scarsa propensione alla crescita?
Lorenzo Dallari: Il sospetto che ci sia la volontà di non crescere obiettivamente esiste, e le motivazioni possono essere molteplici. Da una parte c’è la consapevolezza del fatto che bisognerebbe migliorare, ma dall’altra c’è la sicurezza che, crescendo, le problematiche si moltiplicherebbero. Il problema fondamentale è che per raggiungere quest’obiettivo ci vorrebbe una forte coesione all’interno della Lega, ma questa è purtroppo assente sia nel basket sia nel volley.

Sponsornet: La Lega Volley e la Lega Basket, oggi unite nello stesso destino, hanno sempre avuto finalità simili, ma allo stesso tempo si sono distinte per i modi di esplicitare tali finalità. Principalmente cosa differenzia queste due realtà?
Lorenzo Dallari: Innanzitutto la pallavolo è uno sport dilettantistico ed ha sempre vissuto in una dimensione locale, senza aver mai avuto la presunzione di voler conquistare i grandi centri urbani, dove qualche volta a spot peraltro si è affacciato (Roma, Milano, Firenze). La pallacanestro è, invece, uno sport professionistico, quindi ha oneri notevoli da rispettare , e diversamente dal volley, vive in città importanti . Un’altra differenza è rappresentata da una componente estremamente significativa che è il pubblico. Le faccio un esempio, il pubblico della Lega 2 di Basket è pari a quello della Lega Volley di A1, questo, naturalmente, significa che ai fini degli investimenti pubblicitari la differenza è rilevante. Difatti, il basket è spesso stato sostenuto da gruppi imprenditoriali di rilievo, mentre la pallavolo presenta una realtà dei club molto legata al gruppo imprenditoriale proprietario e a tutti i fornitori di quel gruppo.

Sponsornet: Seguendo, però, gli andamenti dello sport business è emerso che il Basket, come la Pallavolo, è, negli ultimi tempi, estremamente vincolato dalle scelte dei gruppi imprenditoriali...
Lorenzo Dallari: Purtroppo è esattamente così. La pallacanestro è in una fase di ritorno alle origini, poiché sta inevitabilmente seguendo quella che è la conseguenza dell’involuzione economica del nostro paese. Quindi accade che il basket nei piccoli centri è sostenuto da sponsor locali, che seppur consentono una minor raccolta di risorse, allo stesso tempo garantiscono budget sicuri. Mentre nelle grandi città, come Milano e Roma, gode del sostenimento di sponsor importanti, ma con il rischio che una perdita di interesse, da parte del gruppo imprenditoriale sostenitore ,possa causare il fallimento del club. Il problema è che è sempre più difficile trovare imprenditori che abbiano le capacità finanziarie da investire, a causa della forte crisi economica.

Sponsornet: Perché gli imprenditori locali non rivendicano l’importanza di questi sport a livello nazionale, e accade ancora che una finale di Coppa Italia venga disputata in una piccola provincia?
Lorenzo Dallari: Questo è un problema complicato, la Lega Volley, per esempio, per tanti anni ha organizzato questo evento a Milano abbinandolo a uno straordinario evento come Volleyland; ma anche quest’anno ci ha rinunciato perché significava costi superiori, difficoltà logistiche e quant’altro...

Sponsornet: Mi consenta la provocazione: questo non è indice di una mancanza di ambizioni?
Lorenzo Dallari: Direi più che è lo specchio delle difficoltà che ci sono in questo momento.

Sponsornet: Ma se la debolezza di entrambi gli sport dipende dalla scarsa visibilità e quindi dalla mancanza di risorse, perché i presidenti dei club non investono nella Lega, per darle più forza?
Lorenzo Dallari: Il fatto è che i presidenti in questo momento investono nelle società, non nel movimento comune, anzi, spesso, sono in antitesi all’interno della Lega per difendere i propri interessi. Questa situazione è figlia delle difficoltà economiche dei due sport, che hanno la brutta abitudine di sostenere investimenti sovradimensionati e che quindi si trovano in condizioni di precarietà...
Sponsornet: Si riferisce agli stipendi dei giocatori?
Lorenzo Dallari: Esattamente, è insostenibile spendere 70-80 % degli introiti reali e ipotetici in salari. È troppo sbilanciato. Bisognerebbe intervenire, i presidenti si dovrebbero accordare e stabilire un tetto salariale massimo come avviene negli Stati Uniti, pena il collasso del sistema.
Dallari Sky Sport Sponsornet: Lei è il vicedirettore di Sky Sport, quindi conosce bene i meccanismi mediatici, a tal proposito, non crede che i media approfittino delle difficoltà di volley e basket giocando a ribasso?
Lorenzo Dallari: Il problema è legato al fatto che oggi la realtà è cambiata rispetto al passato. Una volta tutto dipendeva da implicazioni politiche, la visibilità della Lega si otteneva con l’appoggio del “politico di turno” e così è stato per tutto il periodo delle “prima repubblica dello sport”. Oggi tutto dipende da implicazioni economiche, la visibilità delle leghe dipende da scelte di aziende private che mirano ad una massimo ritorno dell’investimento. Perciò accade che i media vogliano ottimizzare i propri investimenti, poiché è la legge del mercato ad imporre all’imprenditore di misurare il valore economico di un business. Inoltre, sono spesso le stesse leghe a non valorizzare adeguatamente il loro prodotto, le faccio un esempio: l’anno scorso, primo anno di applicazione della legge Gentiloni-Melandri, la Lega Basket all’apertura della prima busta non ha ricevuto nessuna proposta per i diritti televisivi del campionato di basket, quindi, logicamente la transazione si è evoluta a vantaggio dell’offerente Sky che ha chiuso un contratto biennale di reciproca soddisfazione.

Sponsornet: Sempre in relazione agli aspetti mediatici, come mai accade che i giocatori di pallavolo e pallacanestro, due sport diffusissimi, sono poco popolari?
Lorenzo Dallari: Il problema è sempre lo stesso: meno risorse significa meno investimenti in comunicazione e quindi minor visibilità anche per i protagonisti di questi sport. Non è un caso che il Rugby ora, dopo un’importante azione di marketing fatto dalla Federazione sulla nazionale ha dei personaggi con alta visibilità. È un circolo vizioso inevitabile.

Sponsornet: Eppure ci deve essere una via d’uscita, stiamo pur sempre parlando di sport ad altissima penetrazione...
Lorenzo Dallari: Ciò richiede soprattutto consapevolezza. Basket e volley sono arrivati ad un bivio: o investono di più e fanno delle scelte importanti dal punto di vista del management e del marketing, correndo anche dei rischi, ma pensando a lungo termine, oppure cercano il mantenimento dello status quo, rischiando, a mio avviso un’involuzione preoccupante.
chi è

Lorenzo Dallari nato a Modena nel 1958, con la maturità classica non ha finito gli studi universitari, a pochi esami dalla laurea. È stato giocatore di pallavolo con quattro campionati di serie B.
L’inizio quasi per caso a Retemilia, tv locale reggiana, quattro anni e in Antenna 1, nel 1988 il grande salto a Telecapodistria, vigilia dell’Olimpiade di Seul. L’idea di “Supervolley e la possibilità di commentare le partite del campionato maschile e femminile, la nazionale, il beach volley, passando a Sky, lo ha portato alla creazione di “Volleymania”, di “Diretta Volley”, del “Monday night”. Ha superato le 1400 telecronache. È vice direttore a Sky Sport.
 
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