Home arrow Ultime interviste arrow Eventi e media arrow Il vero show mondiale per i motociclisti
Interviste Sport Manager ai Protagonisti dello
Sport Business italiano e del Marketing Sportivo
Abbonamento ai Feed RSS di Ultime IntervisteFeed RSS
NAVIGA NELLE CATEGORIE:
Cerca nelle interviste
I TAG DELLE INTERVISTE
SEGUICI SU:

Seguici su YouTube Seguici su Twitter Seguici su Facebook Seguici su LinkedIn
libreria dello sport

di
anno

Il vero show mondiale per i motociclisti Stampa E-mail
Maggio 2010
Intervista a Paolo Flammini A.D. di Infront Motors (Superbike)
Paolo Flammini PAOLO FLAMMINI
A.D. di Infront Motors

"Nel 1990 abbiamo acquisito i diritti del Superbike e l’abbiamo fatto crescere dedicandogli ingenti investimenti economici, grande concentrazione di risorse umane, oltre che tanta passione".
Da una passione tutta statunitense, naque il nuovo format del mondiale Superbike. ma è solo grazie alla passione degli italianissimi fratelli Flammini che il format acquisisce continuità e successo. Con l'esperienza ultraventennale sono stati apportati dei cambiamenti importanti secondo una logica maggiormente marketing oriented. Ci parla di questa esclusiva esperienza, ogni anno più entusiasmante, l'A.D di Infront Motors Paolo Flammini, che incontriamo negli uffici romani del lor quartiere generale di Tor Pagnotta.
Sponsornet: Superbike è un format che ormai esiste da 23 anni. Com'è nato?
Paolo Flammini: La classe Superbike, come tipologia di competizione, nasce in America negli anni '70. Si tratta di una gara tra moto da strada, ma con le opportune modifiche. Da quella generazione sono nati i più grandi motociclisti americani. Fu proprio mentre organizzavamo le gare di Gran Premio che ci venne l'idea di portare il campionato Superbike in Italia, nell'86, e poi la Federazione lanciò il mondiale nell'88.

Sponsornet: Quando avete iniziato questo tipo di esperienza?
Paolo Flammini: Il nostro ingresso nell'organizzazione degli eventi sportivi motoristici risale al 1983 quando mio fratello Maurizio, con l'allora Flammini Racing, vinse la gara d'appalto che la Federazione Motociclistica Italiana bandì per l'organizzazione dei campionati italiani di motociclismo. Non essendoci un promotore centrale del mondiale, ciascuna singola federazione nazionale organizzava il Gran Premio di propria competenza territoriale, per cui quella italiana organizzava il Gran Premio d'Italia e quello di San Marino. Nel pacchetto che la Federazione appaltò c'erano anche le due prove del Motomondiale che davano di fatto maggiore valore commerciale all'evento.

Sponsornet: Quali cambiamenti avete apportato all'organizzazione?
Paolo Flammini: Il nostro intervento ha portato ad una rivoluzione della filosofia preesistente: dall'organizzazione meramente tecnica si è passati a quella marketing oriented e quindi con l'evento televisivo, l'introduzione di altre forme di entertainment, il coinvolgimento degli sponsor, etc. Nel 1990 abbiamo acquisito i diritti per l'organizzazione mondiale del Superbike dalla Federazione Motociclistica Internazionale e abbiamo fatto crescere questo prodotto dedicandogli ingenti investimenti economici, grande concentrazione di risorse umane, oltre che tanta passione. Senza falsa modestia siamo noi i veri padri del Superbike: l'abbiamo portato in Europa e trasformato così com'è adesso. Per sviluppare al meglio questo prodotto, nel tempo siamo riusciti a coinvolgere grandi gruppi; infatti nel '97 abbiamo formato una joint venture con Interpublic Group il secondo più grande gruppo di advertising nel mondo. Nel 2003 abbiamo riacquistato l'azienda al 100% fino al 2007 quando Infront è entrata nel capitale e infatti oggi si chiama Infront Motorsport.

Sponsornet: Cosa lo rende così diverso dalla MotoGp?
Paolo Flammini: Il mondiale Superbike è sempre stato il prodotto motoristico sportivo che portava aria nuova nel mondo del motori. Formula 1 e MotoGp sono sempre esistiti con le loro caratteristiche orientate alla tecnologia e all'esclusività. Noi abbiamo portato al centro dell'attenzione lo spettacolo e il divertimento. Le moto in gara sono quelle che chiunque può avere e così il link con l'utente finale è fortissimo, anziché escluderlo lo includiamo. E il Superbike, come diciamo noi, non è exclusive ma “inclusive”! Si corre con moto derivate dalla produzione, come l'R1, la Kawasaki 1000 e quindi è molto meno pesante l'impatto del tipico “pilota star”. In Superbike si può essere competitivi senza avere una moto ufficiale. Il motociclista spagnolo Carlos Checa, che ha già vinto due campionati mondiali Superbike, corre con una Ducati privata.

Sponsornet: La cultura nostrana sui motori e in particolare sulla moto spesso non viene tradotta in audience come in altri paesi.
Paolo Flammini: L'Italia è uno dei tre/quattro paesi leader nel mondo motociclistico con Inghilterra, Spagna e Giappone ma per quest'ultimo solo perché le costruiscono le moto non per l'interesse degli appassionati. L'altro grande territorio è rappresentato dagli Usa.

Sponsornet: Che rapporto avete con il vostro pubblico? Come lo servite?
Paolo Flammini: Ottimo perché abbiamo creato un campionato aperto che gli appassionati possono vivere concretamente: possono stringere la mano ai piloti, avvicinarsi alle moto nei box, etc In termini territoriali abbiamo una grossa penetrazione in Inghilterra, Usa, Sudafrica, Australia, e in Europa in generale. Ma anche in quei mercati dove siamo tradizionalmente più deboli come Spagna e Francia il Superbike sta crescendo.

Sponsornet: Quali leve del marketing attivate?
Paolo Flammini: Vedo nel mondiale Superbike numerosi punti di forza che se valorizzati lo renderebbero più popolare e quindi più appetibile per investitori e sponsor. I numeri delle moto sono più piccoli di quelli delle auto. Per questo il direct marketing ha più successo per gli eventi motoristici. La comunità motociclistica sportiva conta alcune decine di migliaia in ogni paese. Ci si può agire direttamente. Così per internet stiamo facendo sforzi importanti: il nostro sito, nonostante sia monotematico, ottiene alcuni milioni di contatti al mese e, con l'ingresso dei social network, stiamo avendo un riscontro fantastico con numeri importanti. Il nostro è marketing agli eventi, quando lanciamo un'iniziativa le community ci premiano. Ma anche la copertura televisiva svolge un ruolo fondamentale: nonostante si tratti di un prodotto giovane, abbiamo raggiunto una copertura televisiva globale, in alcuni paesi anche sulle reti terrestri.

Sponsornet: Quale target segue il Superbike?
Paolo Flammini: Il nostro target ha un'età compresa tra i 25 e i 45 anni, ed ha buone disponibilità in termini di reddito. Molti appassionati magari già hanno speso dai 20 ai 50 mila euro per la loro moto. Il nostro è un evento aperto che unisce i valori dello sport a quelli fieristici. Come a Monza, oltre alle gare, ci sono esposizioni di moto, villaggi commerciali con accessoristi e rivenditori di moto, etc.

Sponsornet: Avete dei contatti di partnership? I contratti sono pluriennali?
Paolo Flammini: Con Infront, che è specializzata nella gestione dei diritti televisivi, stipuliamo contratti di paese in paese. I contratti possono essere da uno a cinque anni. Oramai da quindici anni ci occupiamo direttamente di tutta la produzione delle immagini delle gare così da avere un controllo totale del prodotto. Il prodotto motoristico è complesso da produrre televisivamente. Per dare spettacolo e visibilità agli sponsor, due elementi imprescindibili, non ci si può affidare di volta in volta a registi diversi. Abbiamo un nostro regista e il progetto di posizionamento telecamere e cartellonistica è integrato. Garantiamo così risultati interessantissimi per gli sponsor senza mai compromettere lo spettacolo.
Sponsornet: Avete un rapporto con un numero limitato di sponsor. Questi vi accompagnano in tutte le gare?
Paolo Flammini: I cosiddetti sponsor “di programma” ci affiancano per l'intero campionato come la Hannspree che è il title sponsor. Pirelli è fornitore ufficiale delle gomme ma anche sponsor. Da un lato gioca un ruolo tecnico fornendo le gomme, dall'altro ottiene visibilità diventando sponsor del campionato. Quindi sono due contratti diversi. Poi ci sono pacchetti one event. Poi c'è Il title sponsor di un evento come lo è la Yamaha in Australia. Al cliente possiamo offrire un pacchetto realmente efficiente e completo. Ad esempio se non corriamo in Malaysia, ma uno sponsor vuole andarci, possiamo farlo.

Sponsornet: Quali sono i rapporti con gli organizzatori dei singoli circuiti? Quanto investe un circuito per diventare tappa dell'evento?
Paolo Flammini: Il circuito acquisisce da noi il diritto di organizzare il mondiale e trattenere i ricavi del pubblico, ma siamo noi a determinare i criteri organizzativi. Poi gli aspetti commerciali sono oggetto di accordi specifici. Il costo globale di una gara va dai 3 a i 4 milioni di euro ad evento. Poi l'autodromo ci guadagna con i food and beverage rights e le altre forme di introito.

Sponsornet: Quanto intervengono gli enti locali?
Paolo Flammini: Tanto in quei paesi che hanno individuato nel motorsport un grande strumento di promozione, come il Medioriente, la Malaysia, la Turchia. Le tre gare che si svolgono in Australia sono tutte parzialmente sovvenzionate dal ministero del turismo dello stato del Victoria.

Sponsornet: Di che natura è il rapporto con le squadre?
Paolo Flammini: Le squadre permanenti, che devono avere specifiche caratteristiche, si iscrivono al campionato e acquisiscono dei diritti, ad esempio vengono supportate, grazie ad incentivi, nelle trasferte fuori Europa. Nostra particolarità è che, dal '93, organizziamo il cargo centralizzato così,tra l'altro, non ci sono rischi di ritardi aerei. Esistono le squadre dei costruttori e quelle dei team privati che corrono per “mestiere”. Alcuni di questi ultimi sono davvero molto competitivi.
Superbike
Sponsornet: Quanto spende un team per gareggiare?
Paolo Flammini: La crisi della MotoGp è nata per certi costi troppo elevati che hanno permesso di correre solo a quei pochi costruttori come Honda, Yamaha, Suzuki e Ducati, e praticamente solo due team privati. Una squadra privata spende circa due milioni di euro all'anno, una ufficiale dai 5 agli 8-9. Oggi Bmw e Aprilia, presenti solo dall'anno scorso, spendono di più perché devono sviluppare ancora le loro moto.

Sponsornet: Nei rapporti con le aziende produttrici la governance della vostra organizzazione è mediata dalle loro esigenze?
Paolo Flammini: Il rapporto con le case è un punto determinante. Esistiamo innanzitutto perché lo vuole il pubblico ma alle case dobbiamo dare un'opportunità conveniente di fare promozione al loro prodotto, mostrarlo e sviluppare la loro tecnologia.

Sponsornet: Che tipo di ritorno ottengono le case dei costruttori?
Paolo Flammini: Ritorno tecnologico, mediatico e di vendita. Infatti il motto della Honda riguardo al Superbike è “Win today sell tomorrow”. L'efficacia sulle vendite è un aspetto determinante per essere attraenti sulle case. La Bmw in questo momento è la moto di grande cilindrata più venduta nel mercato. Ed è stata lanciata proprio col Superbike, anche senza vincerlo.

Sponsornet: Ci può essere concorrenza tra i team e la vostra azione di sponsoring?
Paolo Flammini: Logicamente se una squadra ha già contatti con uno sponsor noi evitiamo di sovrapporci, ma c'è sempre la possibilità di creare un pacchetto integrato. E questa è un po' una nostra caratteristica:. Corona Extra è stato sponsor primario del campionato e title sponsor del team Suzuki. Oggi Hannspree è title sponsor del campionato e di Honda. Gli sponsor cercano l'emotività nei motorsport. Così avere un team per cui tifare è importante ma da solo il team non può darti visibilità e prestigio che ti danno il campionato. Came, anche con budget più contenuti, ha acquistato un pacchetto di sponsorizzazione del campionato, ottenendo visibilità del branding, 150 ospiti e un accordo con Max Biaggi.

Sponsornet: Come viene coperto il budget della produzione del mondiale Super Bike tra sponsor e circuiti?
Paolo Flammini: Circa il 50% viene coperto dai circuiti, il 30% dagli sponsor e il 20% dai media. Il nostro obiettivo è che per i prossimi cinque anni media e sponsor raggiungano il 60 %. Crediamo si tratterà di un'evoluzione naturale perché è tanta la potenzialità ancora inespressa. Quando il SBK si svilupperà ulteriormente il peso che hanno queste due componenti crescerà, infatti la venture con Infront è anche orientata a questo.
chi è

Paolo Flammini è nato a Roma nel 1963 e si è laureato con lode in Economia e Commercio nel 1988.
Dopo un'esperienza di cinque anni 'come agente di cambio presso la Borsa di Milano, nel 1993 entrò nel gruppo Flammini come Sales & Marketing Manager. Nel 1996 è stato responsabile per internazionalizzare il gruppo di società specializzate nella gestione del Campionato Mondiale Superbike, grazie ad un accordo di joint-venture con il Gruppo Interpublic, uno dei leader mondiali nel settore pubblicitario. Octagon Motorsport, di cui divenne amministratore delegato, è stato creato da questa joint-venture. Nel 2003, insieme al fratello Maurizio, ha preso oltre il 100% del Octagon Motorsport Group, che è stata ribattezzata FGSport. Negli ultimi anni, come Amministratore Delegato di FGSport, ha promosso e gestito l'enorme crescita del Campionato Mondiale Superbike fino al 2007, anno che ha segnato l'arrivo del gruppo Infront in qualità di azionisti di Infront Motor Sport. Oggi Paolo Flammini è Amministratore Delegato di Infront Motor Sports e il suo impegno è completamente incentrato sul Campionato del Mondo Superbike.
azienda

Superbike è una categoria di moto da corsa, nella quale sono impiegati modelli derivati dalla produzione di serie (ovvero le moto vendute anche al pubblico), ma elaborati nel motore, negli scarichi, nelle centraline e con tutti i restanti accorgimenti che li rendono meglio sfruttabili per la competizione. Le Superbike devono apparire molto simili alle stradali; le maggiori differenze visibili sono la mancanza degli specchietti. Al campionato Superbike possono partecipare solamente moto che hanno un minimo di esemplari prodotti, in modo da poter considerare il modello come una produzione di serie e non come una special. Il Campionato mondiale Superbike (chiamato anche SBK), fondato nel 1988, ha un regolamento redatto dalla FIM ed è organizzato e gestito dalla Infront Motors Sports.
 
< Prec.   Pros. >
torna su