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Due mln di bambini e il sogno di una coppa Stampa E-mail
Maggio 2010
Intervista ad Simone Ceruti Direttore Relazioni Esterne di Danone spa
Simone Ceruti SIMONE CERUTI
Direttore Relazioni Esterne di Danone spa

"Non facciamo alcuna pubblicità tradizionale, perché per noi, in Italia, la DNC viene vissuta come attività di corporate social responsibility, per cui viene comunicata a livello di corporate e non a livello di brand, come avviene in altri paesi. Preferiamo una comunicazione di tipo below the line attraverso internet, media relations e cartellonistica nelle città dove operiamo".
È ormai giunta alla sua undicesima edizione la Danone Nations Cup, una delle più importanti manifestazioni calcistiche internazionali che coinvolge ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 12 anni. Il torneo, organizzato anche quest’anno da Danone in collaborazione con CSI – Centro Sportivo Italiano – si inserisce in un percorso di Social Business sviluppato ad hoc dai dipendenti di Danone Italia in partnership con la Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus.
Della nota iniziativa DNC e delle idee alla base della politica di comunicazione della social responsability del gruppo Danone, ne ha parlato con noi, nella sede milanese di Danone Italia in via Alserio, Simone Ceruti responsabile relazioni esterne.
Sponsornet: Cosa caratterizza l'edizione 2010 della Danone Nations Cup?
Simone Ceruti: Quest'anno la Danone Nations Cup compie 11 anni ed ha un focus ben preciso: quello di realizzare, anche attraverso questo nostro percorso di corporate social responsability, dedicato da sempre ai bambini, un progetto più ampio di social business che lega Danone alla Fondazione Francesca Rava e quindi ad Haiti. Anche con l'aiuto di Studio Ghiretti, l'agenzia che da sempre segue noi e il Centro Sportivo Italiano, nostro partner tecnico, nell'organizzazione delle tappe locali ospiteremo in italia un team di 14 ragazzi haitiani, che saranno chiamati a giocare la finale nazionale e quella internazionale.

Sponsornet: Dove e quando si terrà il torneo? Quanti paesi e bambini coinvolge?
Simone Ceruti: La DNC è un torneo di calcio a 9, con squadre che si contenderanno in fasi eliminatorie previste in 8 macroaree regionali da nord a sud della penisola, il diritto di partecipare prima alla Finale Nazionale di Lignano Sabbiadoro del 30 maggio e poi di rappresentare l’Italia alla Finale Internazionale di Johannesburg, Sudafrica, del 3 ottobre 2010. In Italia come in altri 39 paesi vengono organizzate tappe locali che riusciranno a coinvolgere in totale circa 2 milioni e mezzo di bambini. I paesi sono quelli in cui c'è una presenza commerciale e di country business unit di Danone. Ci sono nazioni che arrivano a coinvolgere da sole anche 100.000 bambini. In Italia ne coinvolgeremo oltre 3.200.

Sponsornet: Naturalmente il Torneo metterà al centro una serie di valori...
Simone Ceruti: Sì, valori quali la condivisione, il fair play e la promozione dell’importanza educativa e sociale dello sport sono gli obiettivi primari della Danone Nations Cup. A conferma di questa ambizione quest’anno la manifestazione ospita attraverso la Fondazione Francesca Rava una squadra di ragazzi provenienti da Haiti. Quest'anno con l'aiuto del Centro Sportivo Italiano, l'associazione senza scopo di lucro, fondata sul volontariato, che promuove lo sport come momento di educazione, di crescita, di impegno e di aggregazione sociale, abbiamo deciso di portare in Italia, dal 18 maggio, 14 ragazzi di Haiti per sviluppare un percorso di socializzazione con i ragazzi che partecipano alla Danone Nations Cup.

Sponsornet: Come e quando è nato il rapporto di Danone con la Fondazione Francesca Rava?
Simone Ceruti: E' nato nel luglio 2009 in seguito ad un “Concorso per idee” nel quale chiedevamo ai nostri colleghi quale fosse la direzione di Responsabilità Sociale d’Impresa (Corporate Social Responsibility – CSR) che avremmo dovuto prendere, poiché ci stavamo dedicando a troppe attività contemporaneamente, come l'adozione a distanza o il banco alimentare, che non avevano un filo comune ben preciso. Così in una fase di assessment abbiamo definito cosa fosse la CSR per Danone Italia per poi chiedere cosa avremmo potuto fare in maniera concreta ed univoca. A Milano sono stati presentati 8 progetti di squadre diverse che vedevano coinvolti il marketing, la forza vendita, la supply chain, l'ufficio acquisti, la direzione media, etc., tutti progetti molto meritevoli, sempre focalizzati sul tema della nutrizione, in linea con la mission di Danone nel mondo che è “Portare la salute attraverso la nutrizione al maggior numero di persone”. I trecento danoniani presenti in sala hanno votato preferendo la Fondazione Francesca Rava e un percorso sulla nutrizione ad Haiti.

Sponsornet: Un legame nato quindi prima del tragico terremoto.
Simone Ceruti: Esattamente ed il primo aiuto immediato post terremoto è stata di charity pura da parte di Danone Italia. Poi abbiamo rifocalizzato il progetto sulla malnutrizione in uno più vicino al post emergenza:e abbiamo deciso di reindirizzare anche la DNC in modo che giocasse a favore di Haiti, portando alcuni bambini a giocare in Italia, in modo che potessero poi raccontare la loro esperienza positiva gli altri 600 che vivono nell'orfanotrofio di Kenscoff con loro.

Sponsornet: Oltre alla collaborazione per la DNC sono previsti altri progetti di solidarietà?
Simone Ceruti: Sì, il 19 maggio ci sarà la conferenza stampa in cui presenteremo l'altro progetto con la Fondazione Francesca Rava. Il giorno prima, infatti, lanceremo a mercato il nuovo yogurt “Danone per Haiti”. Per ciascuna confezione del nuovo yogurt “Danone per Haiti” venduta Danone donerà un piatto di riso ai bambini haitiani. Grazie alla collaborazione della Fondazione Francesca Rava-N.P.H. Italia Onlus, la certificazione delle vendite da parte di IRI e la validazione del progetto da parte della Fondazione internazionale indipendente DNV (Det Norske Veritas), Danone si impegna per un anno a donare il valore equivalente di un piatto di riso per ogni confezione di yogurt venduto.
Sponsornet: I bambini giocheranno secondo le tradizionali regole del calcio?
Simone Ceruti: La DNC ha un regolamento particolare in Italia. Alcuni esempi: non c'è espulsione, c'è il cartellino azzurro, c'è il time out che può richiedere sia l'arbitro che l'allenatore in modo da poter spiegare ai bambini il perché certi comportamenti sono inappropriati, c'è l'obbligo di far giocare, ruotando, tutti gli iscritti. Questo regolamento, unito ai valori del CSI nello sport ai nostri di Danone: centralità dell’uomo, apertura, prossimità,entusiasmo, ci ha permesso di creare una DNC in Italia particolare. Infatti lavoriamo sulla costruzione caratteriale del ragazzo, sul tema della salute attraverso la sana alimentazione e lo sport e sul quello del fair play. In altri paesi magari si preferisce lavorare sui grandi numeri e quindi sugli aspetti sportivi.

Sponsornet: Che tipo di collaborazione c'è con il Csi?
Simone Ceruti: La collaborazione è tecnica, logistica locale, ma soprattutto per la costruzione valoriale del progetto: organizzano loro le fasi regionali su nostro input. Il Csi ha strutture di primissimo livello e anche grazie a queste la manifestazione diventa un vero e proprio villaggio dello sport, animato anche dai nostri sponsor.

Sponsornet: Quali sono i vostri sponsor?
Simone Ceruti: Ci saranno, tra gli altri, Canon, Pes, Ferrarelle, Adidas. La presenza degli sponsor, oltre alla fornitura, contribuisce ad animare il villaggio. Gli sponsor sono partner anche nella fase organizzativa del villaggio. EuroSport è il media partner che ci dà visibilità sulla web tv. Inoltre quando ragazzi di Haiti arriveranno in Italia il 18 maggio EuroSport realizzerà una sorta di “mini reality”.

Sponsornet: Che piano di comunicazione è stato previsto per l'evento?
Simone Ceruti: Non facciamo alcuna pubblicità tradizionale, perché per noi, in Italia, la DNC viene vissuta come attività di corporate social responsibility, per cui viene comunicata a livello di corporate e non a livello di brand, come avviene in altri paesi. Preferiamo una comunicazione di tipo below the line attraverso internet, media relations e cartellonistica nelle città dove operiamo.
Danone Nation Cup 2010
Sponsornet: Non sono previsti affiancamenti di Danone anche ad altri sport?
Simone Ceruti: La DNC è l'unico momento sportivo a livello di corporate. Mentre a livello di brand da poche settimane siamo sponsor ufficiale della nazionale italiana di calcio con Actimel.

Sponsornet: Il budget per la DNC è sia nazionale che internazionale?
Simone Ceruti: C'è un budget nazionale e uno internazionale: il primo comprende la gestione dell'attività locale fino all'arrivo della squadra alla finale internazionale, spese di trasporto e logistica.

Sponsornet: Il rapporto con le fondazioni e quindi la responsabilità sociale fanno parte del Dna di Danone.
Simone Ceruti: Esattamente. Infatti il pensiero precipuo di Antoine Riboud, cofondatore del gruppo Danone e personaggio carismatico, morto nel 2002, spiegava perfettamente come: Gli obiettivi economici del gruppo Danone non possono prescindere da quelli sociali. Il figlio Franck, attuale nostro presidente ha voluto esplicitare meglio questo concetto, spiegando che. “La ragion d'essere di un'azienda è la sua utilità sociale: servire uomini, donne e l'intera comunità attraverso i prodotti, i servizi, il lavoro e i dividendi che può generare”. Questo è il concetto sociale di Danone sul quale è fondato il nostro business.

Sponsornet: Come valutate il successo e la visibilità del torneo?
Simone Ceruti: Vengono realizzate analisi, sia pre che post, sulla conoscenza dei valori di Danone presso il grande pubblico: analisi dell'attività di media relation e ricerche per valutare il grado di credibilità del corporate brand a livello nazionale e su target differenti.

Sponsornet: Per Danone la ricerca riveste molta importanza: quanto investe all'anno in R&S?
Simone Ceruti: La scienza che sta dietro i nostri prodotti è fondamentale per la credibilità degli stessi, ma anche del corporate brand. Alle spalle di ogni singolo prodotto ci sono milioni di euro d’investimenti in Ricerca e Sviluppo, studi, test clinici come quelli eseguiti sui prodotti farmaceutici, i cui risultati vengono pubblicati sulle maggiori riviste scientifiche internazionali. Oggi, a livello di Gruppo, investiamo oltre 200 milioni di euro l'anno in ricerca. Su un fatturato che lo scorso anno, per il gruppo Danone era di 14,9 miliardi di euro.
chi è

Simone Ceruti, 39 anni, Comasco è Direttore Relazioni Esterne di Danone S.p.A., da sempre lavora nel mondo della comunicazione, prima come giornalista,poi come responsabile delle relazioni con i media e le istituzioni per aziende nazionali e multinazionali.
Negli ultimi dieci anni si è interessato del campo della comunicazione e della lobby nel settore farmaceutico, passando poi a metà del 2007 nel mondo del Fast Moving Consumer Goods.
In Danone ha creato la Direzione Relazioni Esterne, riunendo in un unico dipartimento più competenze.
azienda

Il Gruppo Danone è uno dei più importanti gruppi alimentari presente nei mercati di tutto il mondo.
76.000 dipendenti e una presenza in oltre 120 Paesi, con un fatturato 2009 di 14,9 miliardi di euro. Il Gruppo si avvale, inoltre, del contributo di 1.250 professionisti della salute e alimentazione in tutto il mondo e 500 collaborazioni scientifiche. Danone S.p.A. è parte della Business Unit Dairy (Prodotti Lattieri Freschi) ed è operativa in Italia dal 1966 con oltre 320 dipendenti – di cui poco più di 90 nello stabilimento di Casale Cremasco – e un fatturato, nel 2009, di poco meno di 500 milioni di euro. Nel mercato italiano dello yogurt Danone è leader con una quota di mercato di circa il 35% a valore, mentre raggiunge circa il 76% a valore nel mercato Santé.
 
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