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A Milano il volley propone un modello consortile Stampa E-mail
Marzo 2011
Intervista a Alessandra Marzari Presidente del Consorzio Vero Volley Milano
Alessandra Marzari Alessandra Marzari
Presidente del Consorzio Vero Volley Milano

"Riportare la Serie A a Milano è stato un passaggio importante. Il problema adesso riguarda l'impiantistica. Il Palalido è in ristrutturazione e non credo sarà pronto per l'anno prossimo. Per un programma di A1 competitiva non si può prescindere dall'avere la certezza della propria "casa" e della sua qualità per ospitare pubblico e sponsor"
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Non siamo in presenza di una tipica organizzazione professionistica, ma il modello consortile che ruota intorno al Volley Milano, ne assume i contorni manageriali che vanno anche al di là dello sforzo gestionale di un club. Nel logo Vero Volley due parole ne definiscono lo spirito: cultura sportiva. Ogni settimana oltre all'impegno nell'A2 maschile del club milanese, sette società sportive organizzano le attività, di volley e non solo, per 1000 ragazzi e ragazze con un budget globale non poco inferiore a qualsiasi stipendio di uno solo dei calciatori di Inter e Milan. Tuttavia non manca il grande obiettivo, tanto ambizioso quanto realistico: riportare nella città della scala del calcio, il Grande Volley.
Al centro del progetto la tenacia e la determinazione, rischio economico compreso, di una donna, Alessandra Marzari, che ne presiede il sodalizio dalla sua nascita. L'abbiamo incontrata nella sede brianzola e nel raccontarci la sua esperienza, ci confida come ritenga l'obiettivo alla sua portata, avendo lavorato molto negli ultimi anni partendo dai più giovani.
Come e quando nasce la storia della sua esperienza da presidente di Volley Milano e del Consorzio Vero Volley?

Alessandra Marzari: Questa esperienza nasce circa 10 anni fa quando ho iniziato ad interessarmi della Pro Victoria Monza che l'anno a seguire vinse il campionato di serie D. Alcune società limitrofe come Pallavolo Rondò Muggiò e Pallavolo Avis Cernusco mi chiesero un sostegno. Poi ho incontrato Antonio Caserta che mi chiese se il volley fosse una passione passeggera o duratura e alla fine sono diventata presidente di Volley Milano. Le società che mi chiedevano aiuto erano diventate tante e volevo che facessero parte di una realtà più strutturata e quindi mi è venuta l'idea del Consorzio nato poi nel 2008. Sette società hanno firmato uno statuto che definisce l'organizzazione del Consorzio e i suoi obiettivi.

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Il Consorzio è aperto solo a società di volley o c'è una prospettiva di polisportiva?

Alessandra Marzari: Abbiamo lasciato aperta questa possibilità. Non c'è nulla di scritto che precluda l'ingresso di altre società non del volley all'interno del Consorzio.

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Qual è la logica organizzativa del Consorzio? Si perseguono obiettivi comuni?

Alessandra Marzari: Prima di tutto è la condivisione di un progetto di cultura sportiva, che parte dall'attività di base sul territorio, con i "Progetti Scuola", dedicati ai bambini delle primarie, per passare attraverso il minivolley ed il settore giovanile e giungere all'attività delle squadre adulte e nazionali; tutto si sviluppa con una grande azione di formazione, unita alle molte collaborazioni ed agli studi realizzati con le università. Naturalmente è importante l'aspetto organizzativo: i servizi centralizzati, la formazione e l'aggiornamento di dirigenti e tecnici, l'organizzazione di eventi. Il Consorzio aiuta anche le società nella realizzazione di progetti che il Consiglio di Amministrazione reputa interessanti ed attinenti allo statuto.

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Dunque un modello organizzativo, quella del consorzio, abbastanza originale che va oltre la gestione del Volley Milano.

Alessandra Marzari: Non a caso il nostro modello ed il nostro progetto culturale sono stati scelti dal comitato scientifico del prestigioso Master Fifa, il famoso corso di specializzazione post-universitaria per i futuri manager sportivi, come caso di studio da inserire nel programma di formazione. Lo scorso 25 gennaio gli studenti del Master Fifa, accompagnati dai docenti della SDA Bocconi, una delle tre università europee che partecipano alla gestione del Master, hanno trascorso un'intera giornata con il Consorzio Vero Volley, per approfondirne la conoscenza, insieme a quella del mondo del volley.
Inoltre io stessa ho scelto di effettuare un percorso con SDA Bocconi, che mi ha portato a frequentare nello scorso anno accademico i corsi di formazione e cultura manageriale della Sport Business Academy; quest'anno poi sono stata invitata a fare parte del Program Advisory Team di Sport Manager, programma di sviluppo delle competenze manageriali.

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Le risorse vengono gestite autonomamente dalle singole società consorziate o c'è una cassa comune? Esiste un bilancio consolidato?

Alessandra Marzari: Il Consorzio ha una sua contabilità a parte. Ogni società sportiva è separata ed autonoma, alla fine dell'anno tutte presentano i propri bilanci.

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Qual è la dimensione sociale del consorzio?

Alessandra Marzari: Bisogna considerare che, tra i sette club, ci sono società che si autofinanziano perché partecipano a categorie giovanili e società che hanno anche squadre di serie nazionale, A2, B1 e B2 che invece necessitano di maggiori introiti. Gli atleti dal minivolley alla serie A sono in totale più di 1.500. Inoltre va considerata l'attività nelle scuole primarie che coinvolge oltre 10.000 bambini nelle province di Milano e Monza Brianza.

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Presidente Marzari e promozione A2 Maschile Veniamo al principale impegno del club di Milano: su che livelli di budget state per affrontare un campionato di A2 a Milano?

Alessandra Marzari: Siamo intorno ai seicentomila euro per fare una buona squadra. Dipende anche dalle spese del palazzetto, ci sono dei comuni, che pur di avere una squadra in A, mettono a disposizione il palazzetto decurtando una cifra importante dal budget delle società.

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Quanto incidono gli stipendi dello staff sportivo sul budget e quindi qual'è la media stipendi? Nella gestione dei contratti dei giocatori si confronta con la problematica dei procuratori sportivi che tendono al rialzo degli stipendi?

Alessandra Marzari: Direi che il costo per la squadra incida per un 65-70% del totale, con un range per gli stipendi dei giocatori che va dai 2mila fino ai 7mila euro netti al mese. Non concordo con la figura del procuratore sportivo "squalo". Naturalmente è importante che il procuratore svolga il suo lavoro con onestà, ma francamente ho dei buoni rapporti con tutti.

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Provenendo da un tipo di esperienza amatoriale, qual è il modello organizzativo che aveva immaginato o che sta costruendo?

Alessandra Marzari: Il nostro è un work in progress. Dobbiamo capire quale modello sia più adatto alla nostra organizzazione. Sicuramente non un modello familiare che non si addirebbe alle dimensioni del consorzio. È necessario che abbia le idee chiare, evitando di fare il passo più lungo della gamba.

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L'obiettivo è portare il grande volley a Milano. In quanto tempo e attraverso quali passaggi?

Alessandra Marzari: Già riportare la Serie A a Milano è stato un passaggio importante. Il problema adesso riguarda l'impiantistica. Il Palalido è in ristrutturazione e non credo sarà pronto per l'anno prossimo. Per un programma di A1 competitiva non si può prescindere dall'avere la certezza della propria "casa" e della sua qualità per ospitare pubblico e sponsor.

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Il vostro è uno sponsor importante. Come lo avete convinto?

Alessandra Marzari: Il primo contatto con lo sponsor è stato personale. L'idea di poter dare il nome "CheBanca!" alla squadra è stata molto importante, così come vestire i colori della loro società. Credo che anche la mia passione e tutto il progetto li abbia convinti. C'è da dire che il volley ha degli investimenti diversi dal calcio e dal basket.

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C'è un accordo pluriennale?

Alessandra Marzari: No, è un accordo di un anno. È uno sponsor arrivato in corsa, ho iscritto la società con il nome Vero Volley. Ma sappiamo che in loro c'è un buon livello di soddisfazione per il lavoro comune che abbiamo sviluppato.

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La funzione marketing è e sarà importante nel supportare gli sponsor. Svolgete delle attività specifiche?

Alessandra Marzari: Anche quando eravamo meno strutturati, i nostri sponsor sono sempre stati molto contenti di quello che facevamo. Per quanto riguarda le attività abbiamo innanzitutto una comunicazione costante e poi siamo disponibili e flessibili verso le loro richieste. Tra pochissimo sarà online il nuovo sito, completamente rifatto con una logica più moderna.

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I tifosi che seguono la squadra non sono ancora numerosissimi: state già pensando a come attivare la vostra mission verso i tifosi milanesi?

Alessandra Marzari: Ci segue una media di 700-800 persone, ma bisogna considerare che giochiamo a Cinisello. Ripeto che per parlare ai tifosi, dobbiamo capire come sarà il Palalido per attivare una strategia di marketing. Naturalmente conteranno anche i risultati sportivi.

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Con un grande palazzetto, una serie di attività del marketing potranno "esplodere". Penso ad esempio alle opportunità di una web-tv...

Alessandra Marzari: In tal senso consideriamo che in A2 abbiamo l'obbligo di fare riprese televisive a nostre spese. Per la web-tv, la Lega ha cablato i palazzetti della serie A1 ma non quelli della A2.

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Qual è il suo rapporto con la Lega Volley e i suoi colleghi presidenti: c'è la possibilità di una delega più forte per sperimentare anche soluzioni modello NBA?

Alessandra Marzari: La Lega oggettivamente sta facendo un buon lavoro anche se alcune scelte non le condivido. L'NBA ha un vantaggio notevole: non ci sono retrocessioni. Ci sono cose davvero interessanti che potremmo mutuare, ma l'NBA è troppo diversa dai nostri campionati. Tuttavia credo che su tutti gli aspetti di gestione ci sia ancora moltissimo da fare.

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chi È

Alessandra Marzari, nata nel 1960.
Consegue una Laurea in Medicina e Chirurgia specializzata in chirurgia d'urgenza e di pronto soccorso; opera presso l'Ospedale Niguarda di Milano.
Il suo percorso nel mondo della pallavolo e della gestione delle società sportive, come lei stessa ricorda, è cominciato davvero per caso, quando nel 2002, seguendo le attività del figlio, che giocava per la U.S. Pro Victoria – Pallavolo Monza, ha risposto ad un invito della società, che chiedeva ai genitori disponibili di dare un aiuto pratico per far fare al sodalizio un salto di qualità.
Da quel giorno l'impegno è andato in crescendo, passando anche attraverso i risultati agonistici delle prime squadre (Webank Monza e Saugella Team Monza) che partendo dalla serie D, nel 2005/2006 ottennero le promozioni alla serie B.
Ha iniziato a gettare le basi di quel modello di gestione che avrebbe portato alla creazione del Consorzio Vero Volley.
Nel 2007 un altro evento significativo; rileva la storica società Volley Milano (fino ad allora conosciuta come Asystel Volley Milano) e ne diviene Presidente.
 
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