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Base societaria ampia per il grande basket al sud Stampa E-mail
Giugno 2010 
Intervista a Rosario Caputo pres. Pepsi Juve Caserta Basket fino a giugno 2011
Rosario Caputo ROSARIO CAPUTO
Presidente fino a giugno 2011 di JuveCaserta Basket

“Fin quando continuiamo a difendere la nostra italianità, non facciamo altro che far innalzare i prezzi dei pochi ragazzi che giocano davvero bene. Anche in questo la Lega dovrebbe tutelare i club che investono per anni sulla formazione dei ragazzini che poi vanno da chi li paga di più”
Da un paio di anni il grande basket italiano è tornato a Caserta, la storica piazza che aveva portato i giovani leoni, (Gentile, Dell’Agnello, Esposito) di terra di lavoro a sfidare i club del nord, vincendo nel ‘91 l’unico scudetto del sud. Grande merito alla tenacia ed alla sagacia del presidente Rosario Caputo, imprenditore del settore bevande con impegni in alcune istituzioni creditizie del territorio campano. Lo incontriamo nella sede casertana della IBG spa, azienda che imbottiglia la Pepsi per il regioni meridionali.
Sponsornet: I modelli di gestione dei club di basket si avvicinano sempre più a quelli dei club calcistici ma diversamente da questi ultimi bisogna ancora fare i conti con altri livelli di budget e rendimenti, e soprattutto di introiti legati ai diritti tv.
Rosario Caputo: Esattamente e se pensiamo che dal prossimo anno Sky garantirà 600 milioni di euro alla serie A di calcio mentre circa 2,5 milioni di euro al basket, che oltretutto è il secondo sport in Italia, la sproporzione è davvero esagerata. Un altro aspetto penalizzante nel basket è che essendoci tutte società professionistiche, Srl o Spa, diversamente da altri sport, abbiamo giocatori contrattualizzati come dipendenti, che quindi versano i contributi, e noi paghiamo le tasse come qualsiasi azienda che vende prodotti/servizi, ma, allo stesso tempo non abbiamo gli stessi livelli di ricavi.

Sponsornet: Cosa potrebbe aiutarvi?
Rosario Caputo: Avremmo bisogno di una legislazione più favorevole perché siamo società professionistiche ma senza le stesse attese di ricavo di quelle in altri settori dell'industria. Quindi una tassazione non più proporzionale aiuterebbe le società sane e serie ad avere un risparmio sul budget del 20-30% ed essere più competitive.

Sponsornet: : Ma è davvero solo un problema di tassazione?
Rosario Caputo: Non solo. La realtà del basket è ancora troppo dipendente dagli slanci di passione e generosità dei presidenti che si prodigano per pareggiare i conti della società: la sfida continua ad essere quella di perdere meno possibile non tanto quella di guadagnare. E queste sono situazioni che nel medio-lungo termine non possono reggere. Se lasciamo che il basket sia gestito solo dai picchi di fortuna dei presidenti e considerato che l'economia è ciclica, magari per i primi 5 anni può andar bene ma dopo anni mantenere buoni livelli è impossibile.

Sponsornet: Se confrontati con i livelli di budget europei, quello top italiano di Siena è solo dodicesimo. Che livelli di budget raggiunge Juve Caserta?
Rosario Caputo: Superiamo i 4 milioni di euro, non è elevatissimo ma a parte Siena, Roma e Milano, questi sono  i livelli medi dei club. Ripeto, incidono troppo le imposte, le fiscalizzazioni, i costi per le trasferte, etc.

Sponsornet: Bisogna innanzitutto puntare a costruire un'impresa sana.
Rosario Caputo: Il mio obiettivo per la Pepsi Caserta è sempre stato quello di allargare la base societaria, per avere maggior controllo e stabilità. Il problema è che spesso i presidenti subiscono il fascino della folla che vuole sempre si più. Pur di sostenere la loro vanità fanno contratti importanti senza poterselo permettere. Non c'è una grande cultura imprenditoriale, e questo si ripercuote sulle difficoltà nel “fare cassa”.

Sponsornet: Possiamo ritenere che la cultura italiana sia poco sportiva.
Rosario Caputo: Basti pensare che in America ci sono squadre che anche se non ambiscono ai playoff riescono a riempire comunque i palazzetti.
Perché lì si ragiona in termini di azienda e ci sono a capo imprenditori che si mostrano innanzitutto coerenti, che significa non “ricattabili” e senza la smania di comparire sui giornali. E' così che il tifoso ti mostra più affetto nel tempo, e in tutti le situazioni. Nel mio caso, ad esempio, nonostante mi fosse chiesto insistentemente dal pubblico di acquistare il giocatore Maurice Taylor fui chiaro fin da subito, e non lo presi perché ritenevo fosse meglio così.

Sponsornet: In Italia sta per essere varata la legge sull'impiantistica sportiva che mira ad ottenere impianti sul modello anglosassone, che siano polisportivi e consentano attività di vario genere, come un vero investimento imprenditoriale. Ritiene sia una prospettiva realizzabile?
Rosario Caputo: In realtà su questo argomento sono alquanto pessimista. Innanzitutto conosco fin troppo bene le abitudini degli italiani. Per non parlare delle lungaggini burocratiche, delle infrastrutture e delle reti della viabilità che sono totalmente inadeguate per ospitare strutture rivoluzionarie. Al massimo credo si possa fare di più per migliorarli rendendoli più belli, sicuri e funzionali. Il Palamaggiò già è tra i migliori palazzetti in Italia per progettazione. Oltre al campo di gioco, alla palestra include tutti gli uffici amministrativi. Il palazzo era di Maggiò, società poi fallita. La  provincia e il Coni hanno anche organizzato varie aste di vendita ma ancora nessuno ha intenzione di comprare, con un investimento di 10-15 milioni di euro, un palazzetto che rimanga tale.
Sponsornet: Lei si trova nella doppia veste sponsor-proprietario. Che impatto valutate sulla visibilità?
Rosario Caputo: I dati statistici ci vengono forniti dalla Lega e credo che chiunque decida di investire nel basket ottenga un importante ritorno in termini di credibilità, reputazione, insomma di qualità.
caputo e armani
Sponsornet: Molte imprese più che alla visibilità mirano alle relazioni b2b, alle opportunità di incontro al fine di favorire partnership quindi flussi di business. Voi come favorite questi incontri?
Rosario Caputo: Nel parterre vip ospitiamo gli sponsor. E siamo in accordo di co-marketing con Armani Jeans, Montegranaro e Benetton.

Sponsornet: Quanta parte percentuale di budget viene coperta dal ticketing e quanta dagli sponsor?
Rosario Caputo: Per il 30% c'è il main sponsor Pepsi. Il ticketing incide per il 15-20%, sponsor e partner per il 50%. Ma com'è noto gli stipendi incidono sul budget per l'80% al lordo delle imposte.

Sponsornet: La Lega Basket non è ancora ben strutturata per essere marketing-oriented e migliorare il prodotto basket nel suo complesso. Addirittura la sede della FinalEight è stata stabilita solo due settimane prima. E pare non esserci tanta ambizione anche dal punto di vista della visibilità.
Rosario Caputo: Se si continua a far governare in Lega i general manager continueranno questa instabilità e poca continuità di direzione. In assemblea dovrebbero sedere essere i presidenti che insieme decidano una politica comune di lungo periodo. Personalmente non frequento spesso la Lega. Perché  si ragiona a breve termine, delegittimando e indebolendo le strutture.

Sponsornet: In Italia si scommette ancora poco sui giovani. Qual è il Suo progetto a riguardo?
Rosario Caputo: Questa è un'altra nota dolente del nostro Paese. Fin quando continuiamo a difendere la nostra italianità, non facciamo altro che far innalzare i prezzi dei pochi ragazzi che giocano davvero bene. Paradossalmente ho avuto due giocatori italiani che valevano quanto tutto il rooster. E quindi ritengo che dobbiamo lasciar liberi i prezzi, andare su un mercato che sia davvero libero anziché avere vincoli. Solo così si riesce davvero a fare una squadra che riesca a vincere in Europa.  Inoltre anche in questo la Lega dovrebbe tutelare i club che investono per anni sulla formazione dei ragazzini che poi vanno da chi li paga di più. E per le società non c'è alcun ritorno sull'investimento. Noi abbiamo circa 700 ragazzini in foresteria e un budget dedicato al settore giovanile.
chi è

Rosario Caputo, 51 anni.
Laureato in Giurisprudenza e laureando in Sociologia.
Presidente della IBG SpA che commercializza i Brands Pepsi Cola, Gatorade, Thè Lipton e Chinotto Neri.
Nel 1999, ha inserito la IBG SpA tra le 50 aziende italiane e le 500 aziende europee. Sempre nel 1999 l’Azienda è stata segnalata dall’APROM (Associazione per il Progresso del Mezzogiorno) tra quelle aziende che concretamente hanno realizzato lo sviluppo socio-economico nel Sud-Italia.
Ha fatto conferire alla IBG SpA l’Awards for Excellence di Confindustria, consegnata dal Presidente Montezemolo, in una cerimonia svoltasi a Roma nel 2007.
In campo Confindustriale Rosario Caputo è già stato Presidente dei Probiviri di Assobibe.
Ha ricoperto la carica di Vice Presidente di Confindustria Caserta. Dal 2000 guida il “Ga.Fi. Sud s.c.p.a.” (già Confidi Caserta) e dal 2005 è Vice Presidente di Federconfidi Roma (Federazione nazionale dei Confidi aderenti a Confindustria). È Presidente della JuveCaserta, che ha riportato in serie A nel campionato 2008-2009.
 
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