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Busto Arsizio, pubblico e fascino del volley rosa Stampa E-mail
Giugno 2010 
Intervista a Massimo Aldera Direttore Generale della Yamamay Busto Arsizio
Massimo Aldera MASSIMO ALDERA
Direttore Generale Yamamay Busto Arsizio Volley

“Siamo la società con più presenza media di pubblico a partita: quest'anno, come due anni fa, abbiamo avuto una media di regular season di oltre 3.000 spettatori”
“Il “potenziale” del volley femminile è superiore a quello di tanti altri sport: per il numero di tesserate e per il fatto che il volley rosa coinvolge in misura predominante la realtà delle donne italiane” Continua i nostro cammino nei club del campionato italiano di pallavolo femminile: con il general manager del Yamamay Busto Arsizio discutiamo della giovane realtà societaria che, da appena un paio d’anni in A1 – una semifinale scudetto e quest’anno la coppa CEV -, si sta già imponendo tra i club più organizzati. Frutto degli investimenti del Gruppo Inticom, proprietario del marchio Yamamay, e del lavoro professionale di chi, come Massimo Aldera, ha un’esperienza decennale da dirigente nel solo sport sotto rete.
Sponsornet: Il vostro club di volley anche se giuridicamente non è classificato come professionista, di fatto è una vera e propria impresa.
Massimo Aldera: La distinzione tra professionismo, a livello giuridico, e la “professionalità” con cui si gestisce un'avventura sportiva o un’impresa è, a mio parere, superflua. Non credo affatto che chi pratica un'attività per hobby lo faccia in modo meno organizzato e sistematico di chi lo fa per lavoro. Anzi.. Questo è un aspetto importante che spesso sottolineo. Va detto che lo status dei professionisti offre maggiori tutele rispetto a quanto avviene nelle categorie dilettantistiche. Ma al tempo stesso si aggravano i budget con ulteriori oneri di natura contributiva. Comunque la nostra società ha investito proprio anche sulle risorse umane, sulla formazione interna. Enzo Barbaro, ora team manager e responsabile della comunicazione e degli eventi, si è formato in modo professionale all'interno della nostra società. Ho insistito affinché ci fosse una figura professionale di riferimento, come Enzo, che curasse particolarmente gli aspetti della comunicazione verso l'esterno, verso gli sponsor e verso il mondo sportivo, con lo staff e con le atlete.

Sponsornet: Quindi per voi è cosa importante è avere una gestione professionale del management interno.
Massimo Aldera: Certamente, anche se a questo va ad aggiungersi la forza dei tantissimi volontari che lavorano per pura passione.

Sponsornet: Quali principali ruoli vengono ricoperti nella società?
Massimo Aldera: Io coordino la strategia definendola di concerto con la proprietà del club, assegnando compiti all'amministrazione, alla direzione sportiva; poi c'è lo staff tecnico che ha notevole autonomia; un responsabile delle trasferte e quello della logistica del palazzetto, un addetto stampa ed al sito web. Tutte figure “professionali” che vivono con dedizione e qualità una vera passione, ma sempre con rapporto volontaristico, l'unico stabile in sede è per ora Enzo Barbaro. Siamo una società giovane ma con tutta la volontà e, credo, la capacità di crescere, gradualmente. In questo ambiente l'esperienza e l’ambizione sono fondamentali e la moneta di scambio è la gratificazione.

Sponsornet: Il vostro pubblico si mostra fidelizzato?
Massimo Aldera: Sul territorio abbiamo lavorato tantissimo stringendo rapporti con le scuole, con gli oratori con altre società, e non è un caso che siamo la società con più presenza media di pubblico a partita: quest'anno, come due anni fa, abbiamo avuto una media di regular season di oltre 3.000 spettatori a partita, un dato davvero importante per un club di volley. La Lega mostra la giusta attenzione per questi riscontri anche riservando un riconoscimento (premio Florio) per il miglior risultato.

Sponsornet: Anche per la ricerca degli sponsor tutto questo è essenziale.
Massimo Aldera: Direi di sì. Il nostro più grande e concreto successo sta proprio nell'avere un pubblico costantemente di livello numerico elevato e credo proprio che questo non nasca dal caso o dalla bellezza dell'impianto sportivo, ma soprattutto, come detto, da un lavoro specifico che facciamo sul territorio. Poi spendiamo questi successi quando andiamo a trattare con potenziali investitori per le sponsorizzazioni. Abbiamo anche un altissimo numero di abbonati. Questo ci darà modo, nel rispetto delle normative sulla raccolta dati, di realizzare a breve un database da poter offrire agli operatori economici interessati a interloquire con il nostro pubblico.

Sponsornet: Quali livelli di budget raggiungete annualmente? Quanto vi incidono gli stipendi delle pallavoliste?
Massimo Aldera: L'anno scorso, quindi in piena crisi economica, il budget è stato di poco meno di 1,5 milioni di euro. Una vera e propria piccola/media impresa, non lontana dalle dimensioni tipiche che caratterizzano il panorama aziendale italiano. Il 70/75% circa del budget viene destinato ai compensi delle atlete pallavoliste e dello staff.

Sponsornet: Attorno al volley femminile potrebbe davvero essere costruito un brand più attraente.
Massimo Aldera: Assolutamente si! Credo (ma non sono il solo) che il “potenziale” del volley femminile sia addirittura superiore a quello di tanti altri sport. Anche sulla base di dati oggettivi: pensiamo al numero di tesserati e soprattutto al fatto che il volley rosa coinvolge in misura predominante la realtà delle donne, che come è noto rappresentano la maggioranza della popolazione italiana. Attraverso il volley femminile si può mettere in luce tutta la bellezza, il fascino, l’appeal del mondo femminile, esprimendolo senza alcuna volgarità, mantenendo comunque alto il taglio sportivo ed agonistico. Per questo dico che meriterebbe una migliore gestione. E poi, non da ultimo, ricordiamoci che è uno degli sport di squadra, in cui l'Italia è veramente competitiva a livello mondiale!
Sponsornet: Nonostante la Lega Volley sia tra quelle più attive non mostra ancora abbastanza ambizione.
Massimo Aldera: Certamente non è così semplice riuscire ad esprimerla in maniera fattiva questa ambizione. Forse nella Lega Volley Femminile dovrebbero pesare di più le società che hanno una storia più lunga, che hanno raggiunto risultati importanti e che comunque mostrano di avere progetti qualitativamente alti non solo in termini tecnici ma in senso più lato anche per immagine e struttura.. Le leghe organizzate nella forma associativa consortile, proprio per cercare di tutelare l’interesse diffuso, finiscono spesso per essere poi un po’ immobili proprio perché tutte le associate hanno lo stesso peso: una società uguale un voto. Servono alleanze, serve aggregare un consenso qualificato all’interno del movimento. Non è facile. E' qui nasce il conflitto che impedisce il decollo di un progetto più alto e ambizioso. Ma io ho fiducia che le cose possano cambiare. Stiamo lavorando anche su questo aspetto “politico”.

Sponsornet: I Media investono poco sulla pallavolo. Ogni evento resta circoscritto alla community degli appassionati.
Massimo Aldera: Ribadisco che bisogna investire nella “promozione” del prodotto volley femminile. Il movimento di base deve crescere investendo sulla dirigenza prima di ogni altra. Poi ogni mezzo, ogni idea che emergerà da questa base più preparata, potrà senz’altro contribuire a creare una diversa immagine, meno limitata alla ristretta cerchia di irriducibili appassionati, e determinare un approccio più ampio verso questo sport.
Yamamay Palasport
Sponsornet: Non raramente capita che le partite di volley facciano più spettatori di quelle di calcio eppure le tv offrono molto meno per trasmetterle.
Massimo Aldera: Siamo un popolo di calciofili, non è un mistero. Questo è uno dei passaggi chiave se come già affermato il volley femminile ha un potenziale di “immagine” inespresso così elevato, allora è un prodotto da valorizzare e poi da esportare in un orizzonte il più ampio possibile. E questa prospettiva la può dare solo la televisione che può raggiungere piazze e mercati in ogni parte del mondo, affamate di volley femminile.

Sponsornet: Le vostre atlete vengono coinvolte per affiancare l'immagine degli sponsor? E il settore giovanile, quanto costa per voi?
Massimo Aldera: Quest'anno una delle nostre atlete di punta, Carmen Turlea, ha posato per una campagna pubblicitaria di Yamamay. Quanto ai settori giovanili, il forte radicamento sul territorio su cui da sempre puntiamo, ha anche lo scopo di scovare giovani atlete di valore che potranno essere portate, un domani, in serie A. Ma ci sarà addirittura per la prossima stagione una nuova iniziativa, in sinergia con la più importante società giovanile della città di Milano, la Pro Patria, per gestire un progetto di promozione del volley nelle scuole. Per questo investiamo risorse importanti nel nostro settore giovanile. Nello specifico ogni anno circa 70 mila euro vengono destinati a questo. Ma sono soldi ben spesi!
chi è

Massimo Aldera, è nato nel 1955 ad Arona.
Vive tuttora sul lago Maggiore, vanta esperienze dirigenziali sportive nell’ambito nell’automobilismo, della pallanuoto, e da circa dieci anni, in maniera molto più dedicata e significativa, nel volley femminile italiano di massima serie Proprio in quest’ultima esperienza ha apportato particolari contributi di professionalità di stampo aziendalistico (e non poteva essere diversamente visto che svolge da sempre la professione di Commercialista) senza perdere di vista i valori fondanti dello sport, che sono alla base della sua passione. La costante evoluzione che ha conosciuto negli ultimi anni il team “Yamamay Busto Arsizio”, culminata dal punto di vista sportivo con la conquista nel 2010 della Coppa Cev in Baku (Azerbaijan), si è caratterizzata per una forte cura dell’immagine, della comunicazione, della qualità della relazione con gli sponsor, con le istituzioni e con il pubblico ed è pertanto in gran parte il risultato di questo approccio.
 
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