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Campoccia, l'Udinese modello di gestione efficiente Stampa E-mail
Dicembre 2011
Intervista a Stefano Campoccia Vicepresidente Udinese Calcio
Stefano Campoccia Stefano Campoccia, Vicepresidente Udinese Calcio

"Stiamo ripensando le nostre strategie commerciali seguendo i migliori benchmark del mercato, dalla Premier League alla Champions, come la vendita centralizzata o consorziata. La Lega Calcio dovrebbe creare una piattaforma di opportunità di marketing integrative. Per il nuovo stadio, stiamo replicando lo schema della Juventus visto che, così come a Torino, anche l'area dello stadio di Udine ha già un centro commerciale limitrofo"
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Con Stefano Campoccia si parla a tutto tondo di ristrutturazione stadi, bilanci dell’Udinese, strategie di marketing della Lega, diritti televisivi (oggetto di una successiva parte d’intervista)...
Il vicepresidente dell’Udinese è un personaggio atipico nel panorama del management del calcio italiano; professionista affermato, entra nel mondo del calcio prima con un’esperienza con il Genoa e poi acquisendo la totale fiducia della famiglia Pozzo. Si impone all’attenzione dei Club di Serie A per lo studio di alcune problematiche delicate come quella sulla gestione dei diritti tv e sulla proposta per la distribuzione degli stessi, in relazione alla "discussa" determinazione dei bacini d’utenza. Il modello di gestione del Club friulano è, da almeno un decennio, efficiente nel mantenersi in pareggio, spendendo non più di quanto s’incassi. La sagacia del management formato dalla famiglia Pozzo si basa su un mix di tradizione (vedi la nota capacità di scoprire talenti e valorizzarli sul mercato), e innovazione nel marketing (con la meno nota propensione ad adottare nuove iniziative nel rapporto con sponsor e tifosi). Un modello equilibrato che consente all’Udinese di aver un progetto di ristrutturazione importante dello stadio Friuli, con e senza legge sugli stadi (vogliamo sottolinearlo).
Ma Campoccia non si tira indietro nel suggerire qualche idea anche sulla possibile evoluzione della governance della stessa Lega Calcio.
Stefano Campoccia, come si diventa, da avvocato di Treviso, vice-presidente dell’Udinese?

Stefano Campoccia: Sono stato nominato vice-presidente dell'Udinese grazie al salvataggio in extremis che feci con il Genoa Calcio: la società era in crisi a causa di problemi finanziari dell'allora proprietario, mio assistito. Poichè credo sia sbagliato fuggire quando le società sono in crisi, visto che è proprio in quel momento che bisogna dimostrare le proprie capacità, ebbi la fortuna di salvare il Genoa, vendendo a Preziosi all'ultimo secondo. Così, da allora, conquistai la stima di Gianpaolo Pozzo che, scherzando, disse che dopo un'esperienza del genere sarei stato perfetto per quella posizione. Per loro, inoltre, la carica del vice presidente non c'era mai stata, quindi sono stato doppiamente orgoglioso di riceverla.

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Torniamo alla governance dell’azienda Udinese. Siete tra i Club più in avanti con il controllo dei costi e con un progetto per lo stadio: a che punto è il progetto di ristrutturazione?

Stefano Campoccia: Stiamo ancora dibattendo sulle difficoltà sorte a causa del prolungarsi dell'approvazione della legge: non è chiaro se il Comune debba vendere a trattativa privata o con asta pubblica, così come ha ritenuto sia più opportuno la Corte dei Conti. Nel secondo caso dovremmo rivedere le nostre proposte, dopodiché con appalto pubblico cercare l'impresa costruttrice. Comunque noi intendiamo rilevare il diritto di superficie a 99 anni. Il primo progetto che risale a qualche anno fa prevedeva uno modello polifunzionale all'inglese con una piattaforma commerciale. Adesso ci siamo riservati di presentare un progetto di solo "catino", con ristorazione e vendita al dettaglio ristretta al match day. Per un minore impatto urbanistico, stiamo replicando lo schema della Juventus, visto che, così come a Torino, anche l'area dello stadio di Udine ha già un centro commerciale limitrofo.

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Quanto costerebbe?

Stefano Campoccia: Trentacinque milioni. La ristrutturazione prevederebbe la tribuna su un lato, mentre gli altri tre lati verrebbero avvicinati al bordo campo, come a Torino, e tutto interamente coperto. Purtroppo l'impianto risente del suo aspetto poli-disciplinare della sua prima costruzione: ma dal '76 la pista di atletica è stata utilizzata solo due volte!

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Se consideriamo il fatturato dell'Udinese, con un ammortamento a 10-20 anni quest'investimento potrebbe essere ammortizzato senza mettere in difficoltà l’equilibrio di bilancio

Stefano Campoccia: Certo. Il fatturato è di sessanta milioni di euro, e inoltre un grande aiuto lo riceveremmo dal supporto finanziario del Credito Sportivo: abbiamo deciso di non andare adesso in delibera, ma di aspettare il layout definitivo.

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Stadio Friuli Quanto incidono gli stipendi dell'area sportiva?

Stefano Campoccia: Circa 23-24 milioni di euro l'anno. Per circa il 50%, quindi. Un modello senza dubbio virtuoso, il nostro.

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Mentre dal lato dei ricavi, quanto incidono i diritti tv sul bilancio, mentre l'area marketing quanto riesce a supportare il budget, grazie alle sponsorizzazioni ed altre attività commerciali?

Stefano Campoccia: Grazie agli sponsor recuperiamo 4,5 milioni di euro all'anno, siamo molto soddisfatti della collaborazione con HS01 Srl di Massimiliano Ferrigno. Mentre i diritti tv si aggirano intorno ai 35 milioni, quindi più del 50% dei ricavi. Riusciamo ad essere in pareggio di bilancio, nonostante la gestione preveda importanti investimenti nell'area tecnico-sportiva e quindi sui giovani.

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Non tutti i club ci riescono, visto che la capacità gestionale finalizzata all'equilibrio, cede spesso il passo alla volontà "agonistica" dei presidente, di sottoscrivere contratti esosi e non sempre congrui con i calciatori

Stefano Campoccia: È vero, ma ho vissuto in prima persona la pressione psicologica della piazza quando cedemmo Condrea e so quanto sia difficile dialogare con il tifoso, che però ha diritto di godere delle prestazioni della società: è il cliente da soddisfare. Quest'anno abbiamo pianificato strategicamente la campagna trasferimenti, non senza critiche, completando prima le cessioni, poi gli acquisti.

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Dove individua gli spazi di miglioramento gestionale

Stefano Campoccia: Anche noi, come altre, stiamo ripensando le nostre strategie commerciali seguendo i migliori benchmark del mercato: pensiamo alla Premier League e al modello della Champions, come la vendita centralizzata o consorziata. La Lega Calcio dovrebbe creare una piattaforma di opportunità di marketing integrative che possano, ad esempio, coinvolgere gruppi imprenditoriali "istituzionali" coma Alitalia, Autogrill... che probabilmente non hanno conflitti d'interesse con i main sponsor dei singoli club.

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Tifosi Udinese Quindi occorrerebbero nuove iniziative di Lega, per supportare le attività di marketing dei club

Stefano Campoccia: La Lega lavora sodo, ha tanti professionisti che davvero valgono, ma dovrebbe rendersi anche "osservatorio" di alcuni fenomeni. Paradossalmente, viene misurato il minutaggio della visibilità del singolo brand in campo, ma poi spesso i club non inviano nemmeno i loro contratti di sponsorizzazione, così come previsto dal regolamento di Lega; rispettando il quale, ci permetterebbe di creare almeno un tariffario per ragionare sulle strategie commerciali, o fornire dei supporti alle società in difficoltà.

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Intervista curata da Bianca Angrisani

chi È

Stefano Campoccia vicepresidente Udinese Calcio.
 
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