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Fiducia ai manager per la governance del calcio Stampa E-mail
Maggio 2010 
Intervista ad Ernesto Paolillo AD dell'Inter
Ernesto Paolillo ERNESTO PAOLILLO
AD dell' INTER

"Oggi tutti i club sono vincolati da contratti stipulati in precedenza che, per il loro peso, non consentono di rispettare le famose cinque regole, per cui credo che la loro adozione non avverrà prima della data prevista, ovvero il 2015".
Tra i protagonisti dei club europei che, a Marzo a Manchester, hanno giudicato le regole proposte da Platini, c'era anche l'a.d. dell'Inter Ernesto Paolillo, che sarà consulente del presidente Uefa nella stesura della normativa sul fair play finanziario. Nell'incontro, avvenuto nella nuova sede del club campione d'Italia in corso Vittorio Emanuele, Paolillo ci è parso convinto che la strada del risanamento dei bilanci e dell'introduzione di maggiori dosi di management siano le soluzioni necessarie per la gestione del calcio. Puntuale il suo giudizio anche sul tema dei diritti tv, sulla governance della Lega e sui nuovi stadi.
Sponsornet: Lei da uomo di banca è passato ad essere manager dell'Inter, portando con sé tutte le esperienze di governance maturate in un settore dalle dinamiche molto differenti a quelle dei club sportivi. Quanto ritiene sia importante la competenza di una figura manageriale in una realtà calcistica?
Ernesto Paolillo: Personalmente ritengo che la presenza di una risorsa dotata di capacità manageriali, all'interno di ogni realtà aziendale, sia necessaria per una corretta gestione dell'attività. Ma questa necessità mal si concilia con le abitudini italiane, difatti se si escludono squadre come Inter, Juventus e Milan, emerge una diffusa imprenditorialità senza basi imprenditoriali. Tuttavia tale situazione cambierà presto, infatti le nuove regole europee impongono la necessità di affiancare a specialisti tecnici general manager professionisti, in grado di ragionare in termini di pareggio-bilancio.

Sponsornet: Quindi lei sostiene che “Le 5 regole di Michel Platini” rivoluzioneranno il management del calcio italiano?
Ernesto Paolillo: Questa è una necessità, l'Italia ha bisogno di seguire l'esempio europeo e ritengo che la nuova regolamentazione, rappresenterà , sì un trauma per i club italiani, ma avrà l'effetto positivo di rendere doveroso un atteggiamento essenziale alla sopravvivenza delle società. Mi riferisco all'obbligo di acquisire una mentalità economica atta a massimizzare ricavi e al contempo ridurre le voci di spesa.

Sponsornet: Una delle regole dettate dal presidente di Uefa impone controlli accurati sulle spese e designa come illegittimi gli esborsi di capitale abnormi da parte dei presidenti a copertura delle perdite. Che significato ha realmente questa direttiva?
Ernesto Paolillo: In concreto, significa che non saranno più permesse le iniezioni di capitale, se non in una misura già predeterminata e massima del 30% del rilevante incamerato. In ogni caso, però, il tetto massimo è fissato a 10.000.000 di euro all'anno, indipendentemente del fatturato del club. Ovviamente sono esclusi dal conteggio gli investimenti in infrastrutture, in stadi e nel settore giovanile.

Sponsornet: Praticamente si potrà spendere tanto solo per le spese “virtuose” e meno per quelle “pericolose” come gli ingaggi e i cartellini ultramilionari, per le quali, però, non è previsto un tetto massimo. Quindi come ci si comporterà?
Ernesto Paolillo: Gli ingaggi saranno parametrizzati ai ricavi, ciò vuol dire che chi sarà in grado di massimizzare le entrate avrà la possibilità di garantire budget più elevati all'area tecnica, ovviamente purché chiuda i bilanci in positivo.

Sponsornet: Secondo lei si raggiungerà la situazione aspirata da Platini?
Ernesto Paolillo: L'auspicio è che nel 2015 ogni squadra possa sostenere i propri ricavi autonomamente. Personalmente credo che il raggiungimento di tale obiettivo non possa avvenire prima della data prevista. Il fatto è che oggi tutte le squadre sono vincolate da contratti stipulati in precedenza, contratti che per il loro peso, attualmente, non consento di rispettare le famose cinque regole.

Sponsornet: Vorrei ricordare che oggi i dati diffusi mostrano che l' Inter è tra i dieci club più indebitati d'Europa. Nelle specifico vi classificate al sesto posto con un debito pari a 395 milioni di euro, proprio per l'alta incidenza degli ingaggi e degli stipendi di giocatori ed allenatori: quanto pesano sul vostro fatturato?
Ernesto Paolillo: In realtà i debiti finanziari, quindi con le banche, ammontano a soli 48 milioni di euro. Per quanto riguarda l'incidenza degli stipendi oggi siamo intorno all'80% di incidenza. Ma tale percentuale andrà progressivamente a scemare.

Sponsornet: Invece, dal lato dei ricavi quanto incide la vendita dei diritti televisivi?
Ernesto Paolillo: Bhe, parecchio. Oggi questi rappresentano il 60% delle entrate, a seguire vi sono i proventi derivanti dal merchandising, dalle sponsorship e in ultimo dal ticketing.

Sponsornet: A tal proposito che effetto avrà l'applicazione, nella stagione 2010-2011, della nuova legge quadro sui diritti televisivi, voluta dal ministro Melandri?
Ernesto Paolillo: Sicuramente per l'Inter, come per il Milan, l'applicazione del Decreto Melandri avrà conseguenze negative in termini economici, poiché significa meno entrate.

Sponsornet: Ma non crede che il Decreto avrà anche l'effetto di rendere il campionato maggiormente competitivo, avvicinando il modello italiano a quello inglese della Premier League?
Ernesto Paolillo: In realtà ci sono delle differenze nette tra questi due modelli. Innanzitutto in Inghilterra la vendita dei diritti televisivi, pur essendo complessiva, avviene diversamente, ovvero non tutte le partite vengono vendute collettivamente. In questo modo ogni club ha la possibilità di vendere in proprio un certo numero di eventi. A mio avviso questa è una differenza importante poiché tale organizzazione consente alle squadre più titolate di mantenere un vantaggio competitivo cospicuo. Ma c'è anche un altro aspetto, la suddivisione dei proventi, in Inghilterra, avviene secondo il parametro del audience televisiva, e quindi seguendo un sistema puntuale ben diverso dall'impalpabile conteggio dei tifosi, criterio previsto dal Decreto Melandri.
Sponsornet: Quindi ritiene che l'Italia resti ancora lontana dal modello inglese al quale per tanti aspetti aspira. Secondo lei tale ritardo è ascrivibile ad un problema di governance della Lega Calcio?
Ernesto Paolillo: Il fatto che esiste un problema di governance all'interno della Lega è pura realtà, difatti la decisione di amministrare collettivamente la Lega, ha avuto l'effetto di rendere ogni scelta laboriosa e cara in termini di tempo ed energie. Le spiego: di fatto è stato nominato un presidente, ma questi ha perso ogni capacità decisionale, capacità relegata esclusivamente all'Assemblea. Quindi, posto che ogni delibera richiede i due terzi della maggioranza, è chiaro che il processo di evoluzione rallenti. Il fatto poi che questo abbia influito sulla difficoltà del sistema ad evolversi, non è un'ipotesi da escludere.

Sponsornet: In questo contesto che ruolo ha il Consiglio?
Ernesto Paolillo: Il Consiglio ha solo facoltà propositive ed è proprio questo il problema: oggi si è persa la fiducia nella managerialità ed in coloro che sono deputati a far parte del Consiglio.

Sponsornet: Questo è dovuto al volere di una maggioranza rappresentante i club “minori”?
Ernesto Paolillo: Sì, ma siamo in una democrazia e se questo è il volere della maggioranza andremo avanti. Prima o poi, però, ci si renderà conto che ciò ingessa la Lega. Ma probabilmente questo è un passaggio obbligato per muoversi da un sistema, che non era assolutamente soddisfacente, a quello che dovrà essere un sistema efficiente.
Ernesto Paolillo
Sponsornet: Ma nel frattempo anche le attività di marketing gestite dalla Lega subiscono le conseguenze di queste ingessature...
Ernesto Paolillo: Assolutamente sì. È impensabile che una struttura di marketing, subordinata alle scelte dell'Assemblea, possa funzionare efficientemente. La mia speranza è che la nascita della Nuova Lega, sia l'occasione giusta per terminare questa fase di transizione e creare una federazione attiva propositiva, in cui le decisioni di ordinaria amministrazione possano essere prese con estrema facilità.

Sponsornet: Sempre in tema di Lega, mi sembra che una delle linee d'azione del Presidente Beretta sia quella di dar vigore agli investimenti per i nuovi stadi italiani. A tal proposito l'Inter si muoverà verso un progetto di stadio inglese auto-sostenibile o verso un modello, principalmente italiano, di stadio che trova la sua sostenibilità nello sfruttamento economico delle aree limitrofe?
Ernesto Paolillo: Da uomo di finanza le dico innanzitutto che la proprietà dello stadio è indispensabile per avere il bilancio in positivo. Ma per quel che riguarda il modello, le dico anche che difficilmente la legge italiana consentirà la costruzione di quelle strutture multifunzionali proprie del territorio britannico. È per questo che noi non abbiamo ancora definito un nostro progetto, preferiamo attendere che le regole del gioco siano sancite, e nel frattempo analizzare diverse tipologie di modelli.

Sponsornet: Per concludere, lei è amministratore delegato e direttore generale, quindi occupa ruoli fortemente strategici e operativi. Come si rapporta con un presidente abbastanza presente?
Ernesto Paolillo: Io e Moratti ci confrontiamo quotidianamente, in quanto nonostante ci sia un rapporto basato sulla fiducia è ovvio che le decisioni importanti vengono prese di comune accordo, del resto chi corre il rischio imprenditoriale è il presidente.
chi è

Ernesto Paolillo nasce a Bari nel 1946.
Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, vanta un'esperienza quarantennale presso diversi istituti di credito. È stato direttore finanziario del Banco Lariano (197 -1993), direttore centrale di Interbanca (1993-1994) e direttore generale della Banca Popolare di Milano (1994-2004). Attualmente, oltre ad essere l'amministratore delegato e direttore generale di FC Internazionale, ricopre la vicepresidenza della Banca Akros, Consigliere di Fiera Milano SpA e della SEA, la presidenza del Finetwork - Financial Network srl e a quella onoraria del Forex Club. È stato presidente dello Spezia 1906 dal 2004 al 2005, risanando la società e vincendo la Coppa Italia di serie C. Entrato poco dopo nel Consiglio d'Amministrazione dell'Inter, ha la delega per il Settore Giovanile.
 
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