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Gestire lo sport in piscina: tra atleti, team, impianti
Giugno 2014
Intervista a Sergio Tosi presidente Sport Management spa
Sergio Tosi Sergio Tosi
presidente Sport Management spa

"Le società della pallanuoto fanno di tutto per "zappare" il proprio orticello. Non vogliono fare sistema... Ci sarebbe bisogno invece di una Lega che vada a trattare con gli sponsor, le tv... Gli impianti devono essere realizzati necessariamente in sinergia tra il pubblico e il privato, con ad esempio l'istituto del project financing, che noi utilizziamo... Oggi con circa 4-5 milioni si riesce a costruire un buon impianto sportivo completo... Le nostre vecchie piscine non prevedevano la palestra. Adesso ci sono almeno 500 mt quadrati di spazio fitness e palestra. Per fare quadrare i conti servono anche servizi di ristoro, store commerciali e possibilmente una zona benessere"
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È tra gli sport di squadra più noti, il meno visibile, ma di sicuro tra i maggiormente impegnativi. Alludiamo alla pallanuoto che, aldilà della polemica tra Malagò (CONI) e Barelli (Federnuoto), meriterebbe un'attenzione maggiore da parte dei media, delle istituzioni ed degli imprenditori stessi, che potrebbero organizzarne la governance attraverso la costituzione di una Lega che accentri la gestione dei diritti di marketing e degli stessi campionati. Ne parliamo con il leader di questo particolare mercato, Sergio Tosi che, con la sua SPORT MANAGEMENT spa, da 27 anni, grazie alla gestione di circa 40 centri con piscine e fitness, in cui si allenano anche vari atleti (tra cui il capitano Filippo Magini) e varie squadre tra pallanuoto, nuoto, waterpolo, sincro e tuffi, ha maturato una visione globale di questo mondo, sia economica che sportiva. Lo abbiamo incontrato a Milano, in questo periodo di fine campionati, impegnato a rinnovare le proprie partnership (da quest'anno con piscina a Monza, ha come sponsor un marchio importante come BPM), ma anche a preparare l'assalto alla Serie A1 nella fase finale dei play off.
Tosi, il suo modello di business legato alla gestione degli impianti sportivi pubblici, è alquanto originale in Italia. Quali e quanti impianti sono compresi nel suo circuito?

Sergio Tosi: Gestiamo piscine, centri fitness, palestre, campi, quindi impianti polivalenti. Il nostro core business è rappresentato dalle piscine coperte e scoperte e parchi acquatici alla quale si aggiungono le palestre fitness, i palazzetti, i campi da tennis e di calcio a cinque e centri benessere. Rappresentiamo la principale società italiana in quanto gestiamo più di 40 impianti pubblici. Pertanto come numero di utenti fatturato, movimento sportivo di atleti e dipendenti, siamo nel nostro settore i più grandi in Italia.

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Quali sono le vostre fonti di ricavo?

Sergio Tosi: Fatturiamo più di 20 milioni di euro. Organizziamo corsi di nuoto di fitness, di avviamento allo sport sia per bambini che per adulti, ma anche abbonamenti annuali e semestrali ai centri fitness alle piscine e pacchetti tutto incluso. Adottiamo insomma le stesse strategie marketing e di prodotto delle strutture private. Ovviamente abbiamo livelli medio-bassi di fasce di prezzi perché siamo una Spa Sportiva, senza scopo di lucro, cioè reinvestiamo tutto negli impianti e nell'attività sportiva, dando spazio tra l'altro agli anziani, ai portatori di handicap, con tariffe vantaggiose.

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Che tipo di rapporto vi lega alle amministrazioni pubbliche?

Sergio Tosi: Partecipiamo ad appalti pubblici e sosteniamo affitto e lavori in cambio di anni di gestione dell'impianto.

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C'è anche una parte sportiva-agonistica che prepara gli atleti?

Sergio Tosi: Abbiamo una squadra di Serie A di pallanuoto, siamo i vice campioni d'Italia con la squadra di nuoto, molti nostri atleti hanno partecipato alle Olimpiadi, abbiamo un'importante squadra di nuoto sincronizzato. Quindi queste le nostre principali attività sportive. Ed abbiamo circa 1.300 atleti tesserati per queste tre discipline in tutto il nostro circuito di impianti. Come sa, però per questi tre sport non è ammesso il professionismo, anche se le squadre di Serie A si allenano due volte al giorno. Ci caratterizziamo fortemente anche dal punto di vista sociale, perché i nostri atleti durante e soprattutto dopo la fine della loro carriera agonistica, lavorano nella nostra struttura come tecnici, direttori di impianti, allenatori etc.

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Alcuni atleti importanti, come il nuotatore Filippo Magnini, della vostra stessa squadra, hanno sicuramente redditi più alti

Sergio Tosi: Il nuoto non costa come gli altri sport. I guadagni di Magnini, provengono dalle sue sponsorship personali e dirette. Nel caso di Filippo Magnini con brand importanti come Mercedes, Swarovsky, etc.

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museo pallanuoto La gestione della squadra di pallanuoto avviene come quella di un normale club sportivo?

Sergio Tosi: Certo, per i nostri atleti sono previsti dei rimborsi spese e molti lavorano già con noi oltre gli allenamenti.

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Che budget è richiesto per poter avere una squadra competitiva in Serie A?

Sergio Tosi: Indubbiamente stiamo spendendo molto per stare in A2. Ora che siamo primi in classifica, quindi con l'obiettivo di arrivare in A1 il prossimo anno e dobbiamo ancora attingere a giocatori esterni, siamo attorno ai 400-500mila euro. Ci sono anche squadre che spendono meno, come Napoli, Genova, Roma ma hanno gli atleti che sono di casa, senza spese di pernottamento, noi invece li accogliamo da fuori sede. I paesi dell'est fanno scuola nella pallanuoto, e da lì provengono anche molti atleti. Credo sia stata l'Italia ad aver alzato il livello dei rimborsi spese. Lo zoccolo duro della pallanuoto è in Campania, nel Lazio e Liguria dove ci sono tanti nuotatori di valore e quindi si possono fare ottime squadre senza spendere cifre importanti.

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Così come per il mondo del basket e del volley anche per la pallanuoto si fa fatica ad essere presenti in televisione, presupposto per possibili accordi con gli sponsor. Lei crede che il movimento della pallanuoto risenta anche della scarsa attitudine, al dialogo con il mondo delle aziende, delle nostre Federazioni?

Sergio Tosi: Esattamente. Io purtroppo non sono affatto d'accordo con la gestione federale. Non si può dire che la pallanuoto non sia spettacolare, anzi. Ma la Federazione non pensa affatto come valorizzarla...
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SponsorNet da tempo nota e fa notare che purtroppo la questione si estende a quasi tutte le Federazioni che a quanto pare non sanno o non vogliono valorizzare i propri movimenti al fine di aumentarne visibilità ed introiti. E le stesse aziende, che abbiamo varie volte incontrato e che stiamo coinvolgendo con lo Sport Leaders Club, lamentano a gran voce la mancanza di professionalità da parte delle società sportive e delle Leghe

Sergio Tosi: E' vero. La Federazione Rugby, invece, ad esempio, si è mossa bene bene pur non avendo ottenuto grandi risultati sportivi nazionali ed internazionali al contrario della pallanuoto ma è riuscita ad attirare numerosi sponsor. Questo vuol dire che si sono preoccupati di capire come vendere il prodotto rugby. Merito anche di una campagna marketing intelligente e mirata, cosa che la federazione italiana nuoto è lungi da fare.

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nuotatori E le società sportive che hanno anche degli importanti imprenditori come proprietari perché non fanno squadra?

Sergio Tosi: Non fanno squadra perché la pallanuoto è uno sport di "campanile" pieno di invidie, in cui ci si accontenta e non si naviga nell'oro. Eppure dal punto di vista dei risultati sportivi ottiene moltissimo ai Mondiali e alle Olimpiadi. Ma tutti lo dimenticano e le società fanno di tutto per "zappare" il proprio orticello. Non vogliono fare sistema, non vogliono investire quei pochi soldi che hanno perché hanno una mentalità, purtroppo, ancora arretrata. Ci sarebbe bisogno invece di una Lega che vada a trattare con gli sponsor, alle tv, al fine di ottenere riconoscimento e visibilità. Invece la Lega così come c'è oggi, di fatto è un'entità inesistente.

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La sua proposta è sicuramente di creare sviluppo

Sergio Tosi: Per prima cosa chi non ha gli impianti in gestione deve finirla con valori gonfiati ad arte: cioè se si vuole partecipare al campionato, bisogna averceli davvero i soldi. Uno sponsor che ti segue, spesso è una chimera. Per questo bisogna saper gestire gli impianti, offrire servizi seri, e così avere le risorse per poter avere una squadra competitiva e partecipare ai campionati.

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Quanti sono i praticanti della Federazione italiana nuoto che include anche pallanuoto, nuoto sincronizzato, tuffi?

Sergio Tosi: E' tra le più importanti, perché il nuoto, al di là dello sport, coinvolge molta più gente di quanto si pensi. Al nuoto si avvicinano tutti per benessere, salute, insegnamento ai bambini, etc. La Federazione dovrebbe considerare tutto questo: lei può non saper giocare a pallavolo o a basket, ma nuotare per, ad esempio, salvarsi in mare, sì. Nelle sole nostre piscine ci sono circa 6.500 contatti, cioè persone che nel tempo si sono iscritte, abbonate o state di passaggio.

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Parlando del tema dell'impiantistica in Italia, l'aspetto lampante è che, aldilà delle aspettative dal disegno di legge, non c'è grande slancio da parte del'imprenditoria ad investire in nuovi impianti sportivi impostando modelli di governante efficaci

Sergio Tosi: Io credo che la situazione impianti sia questa: i Comuni non hanno più soldi, ma gli impianti hanno tutti circa 30 anni, quindi con l'esigenza di essere ristrutturati. I privati hanno provato ad investire nei parchi acquatici, ma è un fallimento. Quindi gli impianti devono essere realizzati necessariamente in sinergia tra il pubblico e il privato, con ad esempio l'istituto del project financing, che noi utilizziamo. Se il Comune concede il terreno al privato per costruirci un impianto che costa 5 milioni di euro, 3 li investe il Comune e 2 il privato, quest'ultimo lo gestirà per i successivi 20-25 anni, prima di ritornare al Comune. In questo modo partecipando per il 50% il Comune si ritrova l'immobile, potendo fornire un servizio ai cittadini.

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Nel passaggio dell'impiantistica dal pubblico al privato, si possono realizzare spazi per servizi aggiuntivi, quali attività commerciali e d'intrattenimento, che valorizzano la redditività dell'immobile

Sergio Tosi: Bisogna lavorare anche in questo senso. Le nostre vecchie piscine ad esempio non prevedevano la palestra. Adesso ci sono almeno 500 mt quadrati di spazio fitness e palestra. Per fare quadrare i conti servono anche servizi di ristoro, store commerciali e possibilmente una zona benessere. Oggi con circa 4-5 milioni si riesce a costruire un buon impianto sportivo completo.

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pallanuoto Un inciso non da poco, in materia d'impiantistica, è il fattore dell'energetica, problema sicuramente attuale che vivono tutti i gestori degli impianti. Mentre nell'ottica del rinnovamento si potrebbe lavorare con il fotovoltaico e le energie alternative

Sergio Tosi: Non c'è dubbio, sia un elemento cruciale. Consideri che spendiamo di solo gas, in libero mercato, circa 3milioni e mezzo annui anche a causa di impianti obsoleti. Rappresenta la nostra principale spesa, assieme a quella del personale.

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Per costruire gli impianti c'è bisogno della finanza. Cosa ne pensa dei Project Bond, che furono recuperati dal governo Monti, e che prevedono l'emissione di bond garantiti dagli enti locali, a favore di investimenti pubblico-privati, e che possono sostituire l'idea del project financing?

Sergio Tosi: Sono state solo parole al vento perché noi non abbiamo mai visto nulla di tutto ciò. Noi possiamo richiedere il project financing ma poi il Credito Sportivo vuole le fideiussioni da parte dell'amministrazione comunale, che faccia da garante. Ma quest'ultima ha il patto di stabilità che non può sforare, bloccando tutto. Per questi motivi sta nascendo per gli impianti sportivi il leasing costruendo, la possibilità di fare il leasing di costruzione, che costa di più ma permette al Comune di entrare in gioco senza che tocchi il suo patto di stabilità e quindi il suo bilancio.

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A cura di Bianca Angrisani

chi È

AMMINISTRATORE UNICO – Prof Sergio Tosi.
Nato a Verona il 23 giugno 1949 – ivi residente - Sposato 2 figli - Diplomato I.S.E.F. - Ha praticato il nuoto e la pallanuoto a livello nazionale - Allenatore di nuoto, pallanuoto e maestro di salvamento. - Docente corsi F.I.N. per istruttori e Gestori impianti natatori. - Docente nuoto ISEF BO - Relatore per enti Pubblici di promozione sportiva in convegni e tavole rotonde sulle problematiche inerenti la gestione e conduzione impianti natatori.

Esperienze ed incarichi dirigenziali Federazioni ed enti promozioni sportive riconosciute C.O.N.I. - Opera sin dal 1975 nell'organizzazione promozione gestione di eventi sportivi gestione di impianti natatori in varie regioni in modo particolare nelle regioni Veneto, Trentino e Lombardia.
- Nel 1980 Vice Presidente – Responsabile Tecnico conduzione personale e organizzazione per il Consorzio Coop. Sportive di Verona.
- Negli anni '85, '86, '87 e 88 organizzatore di Campus e vacanze sportive d Calcio e Pallavolo in località turistiche quali Andalo, Pinzolo, Gabicce e Levico; campioni sportivi seguono e allenano ragazzi dagli 8 ai 16 anni.
- Nel 1986 nominato membro effettivo della Commissione Nazionale Impianti Sportivi F.I.N. - Nel 1986 Presidente Regionale Movimento Sportivo Popolare.
- Dal 1991 alla fine del 1992 è Consulente Tecnico per la gestione dell'impianto sportivo Lido di Verona e per la formazione e conduzione del personale Tecnico del Consorzio Verona Sport.
- Dal 1992 al 1996 è Coordinatore Regionale Servizio Istruzione Tecnica del Comitato Regionale Trentino F.I.N.
- Dal 1993 è docente Regionale di Nuoto e Pallanuoto per la F.I.N. Per la stessa Federazione è docente a molti corsi Nazionali per le discipline natatorie.
- Dal 1996 Consigliere Regionale Comitato Veneto F.I.N. e dirigente Sezione Pallanuoto I.C. Bentegodi Comune di Verona.
- Dal 2011 al 2012 Consigliere Nazionale ASC Associazioni Sportive Confederate Ente di promozione sportiva di confcommercio.
- La Federazione Italiana Nuoto, il Centro Nazionale Sportivo Libertas, l'Unione Italiana Sport per tutti e la Società Nazionale di Salvamento si avvale del Prof. Sergio Tosi quale Docente e Relatore per convegni e corsi nazionali per la formazione del personale addetto agli impianti sportivi.
- 2012 – Premio Cangrande Verona Dirigente Sportivo.
- 2013 Membro della Giunta Esecutiva SIMIS (Società Italiana Management Impiantistico e Sportivo).
- 2013 – CONI - Conferimento Croce al merito Sportivo.
- 2013 - Membro effettivo della Commissione ACES EUROPE per assegnazione premio Città dello Sport Europeo.

Esperienza manageriale
- Fondatore nel 1987 di Sport Management.
- Attuale Amministratore Unico e Presidente di Sport Management; ad oggi la Società gestisce 38 Centri e rappresenta (analisi benchmarking dicembre 2010 Studio Impresa – Verona) l'azienda leader del settore in Italia per quanto concerne volume d'affari ca. 20.000.000€, numero di Centri gestiti, personale impiegato e numero di passaggi annui registrati. Società con squadra di Nuoto serie A, Pallanuoto serie A2 e Nuoto Sincronizzato, che annovera nell'anno 2013 n° 589 atleti tesserati FIN.
 
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