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Igor Campedelli: il modello aziendale del Cesena Calcio Stampa E-mail
Ottobre 2011
Intervista a Igor Campedelli Presidente Cesena Calcio
Igor Campedelli Igor Campedelli, Presidente Cesena Calcio

"Le società di calcio sono spesso dominate da figure che tagliano trasversalmente tutte le aree dell'azienda, interessandosi degli aspetti tecnici, dei bilanci, delle trattative, etc. Noi, invece cerchiamo di dividere i compiti in maniera netta, per responsabilità e competenza: il business deve essere chiaro ed avere un caporeparto come in una vera fabbrica"
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Gestisce uno dei Club di Serie A dotato di un budget tra i più contenuti, è tra i più giovani e vi è arrivato da poco ed in poco tempo dalla Lega Pro.
Igor Campetelli, forse per la giovane età, ha le idee chiare di come il Club Cesena Calcio sia un’azienda e di come possa avere una funzione di sviluppo territoriale. Le iniziative e le scelte innovative operate a supporto di questa visione sono numerose: dalla bella sede cittadina con uffici stabilmente operativi, all’introduzione del rito dell’ospitalità del presidente avversario; dall’adozione di un modello organizzativo per funzioni e responsabilità al dotarsi di uno stadio accogliente e dal manto erboso perfetto, introducendo il sintetico; dallo sfidare le figure dei dirigenti sportivi tuttofare all’ammettere le responsabilità dei presidenti nel proporre contratti onerosi ai propri calciatori.
Di queste scelte, che altrove - vedi Inghilterra, Germania, Spagna, Grecia -, sono ritenute la norma, ne ha parlato con noi proprio Igor Campedelli, negli uffici societari al centro di Cesena, in un lunedì mattina di un post partita con sconfitta, ma con il personale pienamente in attività.
Dopo 20 anni il Cesena è stato promosso in serie A, ma ad attirare consensi è soprattutto il modello di gestione della società romagnola ed un un monte stipendi non eccessivo. Come è nata la sua iniziativa di rilevare l'azienda?

Igor Campedelli: Dopo aver ridimensionato gli investimenti nel settore immobiliare dal quale provengo, è giunta l'opportunità di rilevare una quota maggioritaria della società, per conseguire un progetto imprenditoriale. Inoltre, come mio fratello e mio padre, anche io sono stato un giocatore, quindi il mondo del calcio non è nuovo per me. Non mi spaventava gestire quest'azienda dal punto di vista economico, ma da quello mediatico non è semplice: l'azienda calcio ha un impatto sull'interesse collettivo che quotidianamente ti espone alla critica di migliaia di persone alle quali dover rendere conto. Questo è stato l'aspetto che inizialmente è stato più difficile superare.

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Tra le prime novità che ha introdotto c'è stata quella di nominare un direttore generale, una figura non sempre presente nei club

Igor Campedelli: Sì, ed anche un responsabile finanziario. Le società di calcio sono spesso dominate da figure che tagliano trasversalmente tutte le aree dell'azienda, interessandosi degli aspetti tecnici, dei bilanci, delle trattative, etc. Invece cerchiamo di dividere i compiti in maniera netta, per responsabilità e competenza: il business deve essere chiaro ed avere un caporeparto come in una vera fabbrica.

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Un problema del calcio italiano è proprio quello che le figure tecniche continuano ad entrare nel merito delle attività economiche

Igor Campedelli: Dalla C alla B abbiamo perfezionato il nostro organigramma suddividendolo in relazione al nostro vissuto e con il supporto di un gruppo esterno. Così attualmente abbiamo un responsabile dell'area tecnica, Lorenzo Minotti, che coordina il settore giovanile, lo scouting e la prima squadra; poi c'è un direttore sportivo che è, Maurizio Marin, che segue maggiormente le trattative di mercato e più da vicino la squadra. In particolare poi Luca Mancini, che è direttore generale, è la persona di riferimento del settore giovanile e Marin della prima squadra. Per quanto riguarda i nostri calciatori in prestito alle altre società c'è Gabriele Valentini, che è dirigente dell'area sportiva.

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Cesena Store Veniamo ai bilanci. Come si è configurato il vostro margine in questi anni? Riuscite ad essere in pareggio?

Igor Campedelli: Sì, se escludiamo le perdite importanti avute in Lega Pro, con un budget attorno ai 4 milioni di euro con necessario azzeramento del capitale sociale e nuovo versamento. Le altre stagioni si sono concluse con il pareggio economico di gestione, anche se stiamo ancora diluendo il debito. Credo ci vorranno ancora un paio di anni per estinguerlo.

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Qual è il vostro obiettivo percentuale circa l'incidenza del costo del personale sportivo, che sappiamo essere in Italia oltre il 70%

Igor Campedelli: Noi vorremmo partire da una base contrattuale inferiore e poi magari attraverso premi di rendimento incrementare gli stipendi. La parte variabile può essere anche più elevata del 50%. Siamo tutti soggetti ai risultati sportivi: per questo non vedo il motivo per cui anche i calciatori non debbano contribuire ottenendo premi e "sanzioni".

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Cesena Stadio tifosi Per questo forse si può definire contraddittoria la contrattualizzazione dei giocatori come dipendenti

Igor Campedelli: Personalmente sono favorevole a mantenere il contratto collettivo da dipendenti, ma quest'ultimo deve contenere sole delle direttive di base, che poi possano essere personalizzate ad hoc. Resta comunque sempre un contratto a termine che garantisce tutele da dipendente. Per le aziende ci sarebbero pure, in realtà, gli strumenti per tararlo. Siamo noi che spesso non sfruttiamo questi strumenti, nella contrattazione con gli altri club. Dovremmo avere noi club, la capacità di non sforare gli obiettivi iniziali che ci siamo imposti prima di una trattativa.

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Quanto al controllo dei costi, lo stesso fair play finanziario non entra tanto nel merito del ridimensionamento reale dei salari, mancando dei tetti massimi: voi come vi regolate?

Igor Campedelli: Noi fissiamo un budget complessivo e un ordine di orientamento sui singoli contratti: quest'anno la direzione era quelle di avere “meno contratti medi e più contratti superiori”. Il nostro budget è di 8-9 milioni netti all'anno, che lordi arrivano anche a 16-17.

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Passiamo ai ricavi: dalla "guerra" dei diritti televisivi voi come ne state uscendo?

Igor Campedelli: La base certa è quella della suddivisione del 40% quindi circa 16 milioni per tutti. Quanto alla percentuale prevista del 20%, credo che possano aumentare i 19 milioni che abbiamo ottenuto lo scorso anno, anche grazie all'incremento del bacino d'utenza, per esempio.

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A quanto ammontano i ricavi totali del Cesena?

Igor Campedelli: Dai 25 ai 28 milioni di euro. Con circa il 20% che proviene dagli incassi da stadio: abbiamo applicato una politica di prezzi bassi che ha favorito l'aumento delle presenze complessive.

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Panchina Cesena Calcio Si parla tanto di modello di stadi all'inglese e investimento sul brand del club. Quanto pensa si debba insistere sulle attività di marketing per poter crescere?

Igor Campedelli: Noi crediamo tanto nel nostro marchio, ed occorre innanzitutto fidelizzare la tifoseria. Nel breve questo non si traduce in risultati economici ma in investimenti, ma alla fine si verrà ripagati. La risposta non è immediata. La vera differenza tra un club italiano ed uno inglese è che il valore dei club viene quantificato in termini di tifosi, proprietà dello stadio e del centro sportivo per gli inglesi, mentre in fama e successo dei nomi degli attaccanti posseduti per quelli italiani. Per noi è tutto più aleatorio. E' una differenza di cultura: il tifoso della squadra deve comprendere cosa vuol dire partecipare attivamente al club. Per questo aspiriamo ad un impianto che possa favorire il senso di appartenenza al club e quindi far diventare ogni tifoso un patrimonio. Il Cesena investe anche in comunicazione sul territorio proprio per questi scopi. Premiando con uno sconto, ad esempio, chi rinnova l'abbonamento.

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Sono previsti rinnovamenti per il vostro stadio Dino Manuzzi, che non è di recentissima costruzione?

Igor Campedelli: Beh, senza presunzione posso affermare che il nostro è tra i tre più belli d'Italia, per il tipo di atmosfera che si crea è molto "sudamericano", in quanto è a due piani, e quindi i tifosi sono tutti molto più vicini al campo. Ovviamente non è nuovissimo come quello della Juve, ma è l'impianto dove meglio si percepisce il calore dell'evento.

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Sappiamo, che con il disegno di legge, lo stadio deve diventare fonte di ricavi importanti.

Igor Campedelli: Credo che sia giusto cercare di percorrere questa strada. A Cesena, ovviamente non c'è una richiesta di aree commerciali attigue allo stadio, ma credo possa diventare un importante polo per le attività legate agli eventi e alle manifestazioni musicali, ad esempio, essendo così vicina alla riviera romagnola.

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Intervista curata da Bianca Angrisani

chi È

Igor Campedelli è nato nel 1974.
Diplomato, ha svolto atività imprenditoriali in diversi settori.
Attualmente è il Presidente A.C. Cesena.
 
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