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Il nuovo stadio fa sognare e "disturba" la politica Stampa E-mail
Aprile 2011
Intervista a Benito Siciliano A. D. Hellas Verona
Benito Siciliano Benito Siciliano
A. D. Hellas Verona

"Il progetto prevede: uno stadio calcistico, dal design e tecnologia innovativi, coperto e riscaldato, con 25.000 posti a sedere; un campus Hellas; un impianto da 7.000 posti per il rugby; un auditorium per la musica; un centro commerciale, tre musei e 10.000 posti auto"
leggi chi è | progetto
Potremmo considerarlo un caso esemplificativo dei limiti, ed al tempo stesso delle opportunità, offerte dal fronte del rinnovo dell’impiantistica sportiva in Italia. Una città, Verona, di dimensioni medie, tipica dell’Italia dei cento campanili; un club, l’Hellas Verona, militante del campionato di Lega Pro dal passato glorioso e dal futuro promettente, con un’importante progetto di nuovo stadio. Non siamo in serie A, non c’è una grande città e quindi non c’è un grande bacino d’utenza. Il progetto risponde ai requisiti degli stadi di nuova generazione, pensato per accogliere l’intera famiglia offrendole più servizi e più motivi di interesse. C’è la copertura finanziaria e, pertanto, è ritenuto economicamente valido, ma necessita delle giuste approvazioni, autorizzazioni e concessioni pubbliche. Qui si ferma l’iniziativa e l’intraprendenza degli imprenditori e dei presidenti dei club: il pallino delle decisioni finali resta in mano pubblica. Come sta capitando per l’approvazione della stessa legge sui nuovi stadi. L’A.D. del’Hellas, Benito Siciliano, ci espone il succo del progetto voluto dal presidente Martinelli.
L’Hellas Verona Football Club è una delle società calcistiche italiane più antiche; attualmente militante in Lega Pro Prima Divisione. Il rinnovamento del Consiglio d’amministrazione la vede entrare, con quale bagaglio professionale si affaccia a questa realtà?

Benito Siciliano: Nasco come economista; ho concentrato la mia formazione e il mio interesse verso il mercato finanziario, specializzandomi in finanza, ingegneria economico/industriale e in analisi di mercato. Nel 2009 sono stato nominato consigliere delegato dell’Hellas Verona, società presieduta da Martinelli, che al momento occupa il 100% del mio impegno e delle mie energie.

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A gennaio, presso la vostra sede, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto per il nuovo stadio polifunzionale. Come è strutturata l’iniziativa e quali i tempi previsti per la realizzazione?

Benito Siciliano: L’idea, nata qualche anno fa, si è concretizzata in un progetto avveniristico: “New arena stadio”, un polo attrattivo da realizzarsi attorno allo stadio. Sarà costruito nell’area della Marangona, a sud di Verona, collocandosi così in una posizione logisticamente comoda, nei pressi dell’ A4 e della rete ferroviaria, valorizzando quello che è un patrimonio immobiliare pubblico. Il progetto, con una superficie di intervento di circa 840.000 metri quadrati, prevede: uno stadio calcistico, dal design e tecnologia innovativi, coperto e riscaldato, con 25.000 posti a sedere; un campus Hellas, una sorta di antistadio per gli allenamenti; un impianto da 7.000 posti, per il rugby; un auditorium, per la musica; un centro commerciale, tre musei e 10.000 posti auto. I tempi di realizzazione si aggirano intorno ai cinque anni e la società intende rispettarli, ma prima sarà necessario un anno e mezzo per ottenere le autorizzazioni del caso.

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Tifoseria Quale studio avete contattato per la progettazione?

Benito Siciliano: Circa un anno fa, quando ancora non era stato presentato il progetto, abbiamo contattato Expandia, una società veneta che opera nel mercato immobiliare, fornendo al committente servizi ad alto valore aggiunto e favorendo lo sviluppo di strutture polifunzionali di questo genere.

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Che tipo di previsioni, invece, avete fatto relativamente al budget di investimento?

Benito Siciliano: Il budget, per la realizzazione dell’intero progetto, si aggira intorno ai 350 milioni di euro. I costi, se pur di un certo rilievo, rientrerebbero tranquillamente; possiamo contare, infatti, sull’impegno di una nota catena francese per la realizzazione del centro commerciale, andando poi a coprire le spese relative alle opere esterne allo stadio, con l’intervento, già deliberato, da parte di un fondo di investimento legato ad un istituto bancario.

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Qual’è la situazione gestionale del club, per quello che concerne il bilancio? E quali gli obiettivi a medio termine?

Benito Siciliano: Sicuramente il salto di categoria è tra i nostri obiettivi, ma non sarà semplice. Il nostro budget è uno dei più alti della Lega Pro. L’ammontare degli stipendi sul budget annuo è di circa sei milioni di euro, con un’incidenza del 60-70%. Nonostante le generali difficoltà nel settore e in particolare per le società di Lega Pro, possiamo ritenerci fortunati poiché il nostro bilancio, ad oggi, ha un passivo di scarso rilievo soprattutto grazie all’impegno del Presidente Martinelli, unico azionista nonché importante sostenitore, che si adopera per il club con costanza e dedizione; altri introiti poi vengono da partner economici esterni.

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chi È

Benito Siciliano, nasce a Rio de Janeiro nel 1964 e consegue la laurea in Economia e Commercio nel 1988. Ha lavorato come consulente finanziario ed economista in varie aziende dal 1989 ad oggi. dal 2009 è' stato nominatro consigliere delegato dell'Hellas Verona. nel 2010 ha seguito un corso di direttore sportivo a Coverciano.
Scheda progetto stadio Hellas Verona
(estratta da l’Arena.it del 17.01.11, a cura di Maurizio Battista)
L’IDEA PROGETTO.
Il progetto per una vera e propria cittadella dello sport e della musica, con stadio, impianti e auditorium, la filosofia che lo ha ispirato, la volontà di regalare un grande gesto e un grande sogno alla città, Verona, in un parallelo tra il tempio del tifo calcistico e il tempio della lirica, l'Arena, due grandi contenitori di spettacoli, di storia, di tradizione, di affetto.
The New Arena Stadium, così si chiama il progetto messo a punto da Expandia di Sant'Ambrogio di Valpolicella che ha ricevuto l'incarico direttamente da Martinelli oltre un anno fa, insiste infatti sull'area della Marangona: un triangolo di proprietà per l'80 per cento del Consorzio Zai, quindi si tratta di aree pubbliche. «Il ritorno economico deve essere a vantaggio della collettività, dei veronesi», dice infatti Martinelli nel filmato registrato il giorno prima del ricovero. L'area si affaccia lungo l'autostrada Milano-Venezia, tra il casello di Verona sud e il Mercato Ortofrutticolo ed è affiancata dalla linea ferroviaria Verona-Mantova. È stata tenuta inutilizzata per decenni, tanto che i proprietari dei terreni hanno chiesto di essere liberati dal vincolo edificatorio o di essere espropriati, perché ogni potenziale sviluppo era precluso. Qui anni fa si pensava di poter inserire una sorta di parco tecnologico, creando le condizioni per ospitare multinazionali ad alta tecnologia che consentissero di portare lavoro e ricerca. Ipotesi mai concretizzata.

LA LEVA FINANZIARIA
L'impegno prevede un minimo e un massimo: realizzando anche solo lo stadio «il progetto sta in piedi lo stesso. Servono 70-80 milioni di euro, ma con gli sponsor e la gestione degli eventi si rientra senza problemi». Costruendo tutto quello che è previsto, lo sforzo finanziario sale ad almeno 350 milioni di euro. Con ritorni economici importanti. «Abbiamo già contattato sia alcune Sgr, sia gli sponsor, sia alcuni fondi milanesi e hanno già deliberato la disponibilità a impegnarsi». Il Comune, solo con diritti edificatori, opere primarie e secondarie, avrebbe una leva finanziaria in grado di creare un nuovo quartiere. Potrebbe anche essere creato un fondo nel quale raccogliere le quote finanziarie e gestire l'intero intervento.

IL NUOVO STADIO
Il complesso polifunzionale prevede innanzi tutto il nuovo stadio: the New Arena Stadium. Posti a sedere 25 mila che verranno portati a 30 mila. Soluzioni futuristiche d'avaguardia prese a prestito dall'Ajax Arena di Amsterdam, dallo stadio dello Shalke 04 in Germania e da Lille in Francia. L'impianto con tetto semovente può essere completamente chiuso e trasformarsi in uno dei più grandi teatri coperti d'Europa. Il terreno di gioco è estraibile per lasciar posto al pavimento da utilizzare per spettacoli e grandi eventi. Un impianto insomma che potrebbe essere utilizzato 365 giorni all'anno, unendo calcio e musica, con maxi eventi per migliaia di persone. L'aeroporto Catullo è vicino, l'autostrada è a fianco.

GLI ALTRI SPAZI
Sono previsti impianti da calcio con foresteria, uno stadio per il rugby, un parco acquatico che, con i ricavi, consente di gestire una piscina olimpionica da 50 metri («quella che chiede Federica Pellegrini per allenarsi a Verona»); un auditorium da 2.500 posti da regalare alla Fondazione Arena, con il proscenio e tre palchi mobili, un magazzino sotterraneo. E poi palazzi per uffici (anche pubblici) e un centro commerciale o qualunque altra proposta interessi l'amministrazione comunale.
 
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