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Il nuovo Varese: piccolo budget e lancio di nuovi talenti Stampa E-mail
Settembre 2011
Intervista a Enzo Montemurro A.D. e D.G. del Varese calcio
Enzo Montemurro Enzo Montemurro, A.D. e D.G. del Varese calcio

"Per noi il settore giovanile è fondamentale, vi riserviamo il 15% del budget; il nostro obiettivo è quello di costruire possibili ricavi oltre che ricercare nuovi talenti"... "Varese vanta parecchi imprenditori disposti a fare squadra per un nuovo stadio. Potrebbe rivelarsi un modo originale per rilanciare l'economia cittadina"
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Mentre la cronaca sportiva continua a riportare dati sull'indebitamento dei club di calcio prof, sulle difficoltà a realizzare ricavi alternativi alla tv, sull'impossibilità del controllo degli stipendi, c'è un gruppo di nuovi dirigenti che da qualche anno sta cercando di introdurre principi gestionali ai club-azienda. L'attenzione è dedicata soprattutto dal lato del controllo dei costi e, in prospettiva, allo studio di nuovi progetti che portino a nuovi ricavi. È il caso della governance della nuova vita dell'AS Varese 1910, che vede il duo Rosati - Montemurro, presidente e ad, essersi assunto il compito di riportare il calcio che conta nella città lombarda. Budget contenuto, costruzione di un gruppo di lavoro affiatato e lancio dei giovani: sono gli obiettivi cardini su cui i due giovani imprenditori hanno impostato la loro nuova gestione. Ne abbiamo parlato, al margine dei recenti appuntamenti al calciomercato di Milano, con Enzo Montemurro che, nel doppio ruolo di amministratore delegato e direttore generale, è quotidianamente impegnato sul fronte dell'azienda Varese Calcio.
Come si diventa amministratore delegato di una società sportiva come il Varese calcio?

Enzo Montemurro: L'idea di risollevare una squadra destinata al fallimento come il Varese, è stata tanto mia quanto dell' attuale presidente Rosati. Ho sempre inteso il calcio come un bene dal forte significato sociale ed economico, e certamente l'esperienza non mi mancava, come pure la passione.

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Arriva al calcio con altre esperienze aziendali ed imprenditoriali.

Enzo Montemurro: In verità nel calcio ho iniziato ben sei anni fa nella FC Pro Vercelli, ma nasco come operatore della logistica, con particolare attenzione all'area delle risorse umane. Per cui posso considerarmi del “mestiere”, in quanto nel calcio, pur trattandosi di un diverso settore, la gestione del personale è un elemento centrale.

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Vediamo come avete organizzato la governance per la nuova vita del club varesino?

Enzo Montemurro: A capo di tutto vi è un unico proprietario, Antonio Rosati un imprenditore con interessi in vari settori. Abbiamo deciso insieme di lanciarci in questa avventura e, con un pò di bravura e di fortuna, abbiamo portato il Varese nel calcio che conta, dopo ben 25 anni d'assenza. Godo della sua piena fiducia, compensata dagli ottimi risultati raggiunti e ammetto di risultare un amministratore delegato un pò atipico, in quanto ricopro anche la carica di direttore generale, divenendo, di conseguenza, il gestore della squadra a tutto tondo.

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Quanto budget occorre per poter prendere parte ad un campionato di serie B?

Enzo Montemurro: Dipende, ci sono club, come il Novara di Massimo De Salvo che con un investimento di circa 12 milioni riescono ad accedere alla massima serie, ma la nostra è una realtà piccola, la cui disponibilità si aggira intorno ai 7,5 milioni di euro.

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Montemurro con presidente Rosati Volgendo lo sguardo al bilancio dell'anno appena chiuso, vediamo quali sono le vostre principali fonti di copertura. Partiamo dallo spazio rivestito dai contributi della Lega.

Enzo Montemurro: Dalla Lega abbiamo ricevuto all'incirca 3,7 milioni euro. Siamo in sostanza una società che si autofinanzia, anche grazie all'assidua presenza dei tifosi allo stadio che, in media, raggiunge le 6.000 unità per match, abbastanza per incidere sul 15% dell'incasso globale.

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Sappiamo che nei club italiani, il costo dello stipendio dei calciatori incide mediamente oltre il 70% del budget: voi come vi posizionate?

Enzo Montemurro: Proprio per il rispetto dell'equilibrio di bilancio, la Lega “impone” che il tetto salariale non superi più del 50% del totale e, dunque per necessità, riusciamo a rientrare nei 120 mila euro netti per lo stipendio medio dei calciatori.

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Le nuove linee guida che orientano la nuova dirigenza della Lega di Serie B pongono, al centro degli obiettivi gestionali per i suoi club, la valorizzazione spinta del settore giovanile: voi quante risorse vi dedicate?

Enzo Montemurro: Per noi il settore giovanile è fondamentale; il nostro obiettivo è quello di costruire possibili ricavi oltre che ricercare nuovi talenti. A tal riguardo possediamo una vasta rete di scouting su tutto il territorio nazionale, che ci permette di selezionare giovani calciatori dalle categorie inferiori, che noi ovviamente cerchiamo di valorizzare. Dunque riserviamo il 15% del budget; cifra non esagerata se la compariamo a club che dispongono di budget complessivi superiori. Vantiamo però un'ottima organizzazione, tramite l'utilizzo di un convitto che concede ai ragazzi la possibilità di proseguire i propri studi e, al tempo stesso, di misurarsi in campo con il proprio talento agonistico.

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Veniamo all'altra area strategica della gestione aziendale, non sempre valorizzata dai club come quella sportiva, e cioè quella del marketing: come pensate di organizzarvi?

Enzo Montemurro: Bisogna tener conto che abbiamo appena iniziato ad occuparci dell'azienda Varese calcio. Tutto ciò che avviene dietro le quinte dello spettacolo sportivo è estremamente importante; una società, difatti, vive anche di entrate. Ci auguriamo dunque di avviare un'attività di marketing intensa, per poter godere anche di un buon numero di sponsor, ma in termini di bilancio è troppo presto per stilare un resoconto.

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Rispetto al rapporto con le aziende del territorio, riuscite a trovare un pò di consenso?

Enzo Montemurro: Varese è pur sempre una città “basket-dipendente”. In passato avevamo iniziato qualche sporadica collaborazione, ma alla fine le dinamiche si sono rivelate troppo veloci, frenetiche, per cui quello che ci si era prefissati è stato impossibile da portare a termine.

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squadra Varese 2010-2011 Uno dei temi che scalda l’Italia dello sport, in merito alla managerialità e alla redditività, è la convinzione di poter cambiare il calcio italiano a partire dalla realizzazione dei nuovi stadi. Rifare uno stadio però non significa necessariamente riempirlo, qual è il vostro pensiero a proposito?

Enzo Montemurro: Ho partecipato a svariati convegni organizzati intorno a tale tematica e penso che, essendo lo stadio la casa di un club, è necessario renderlo ospitale per il tifoso, ma si tratta purtroppo di un processo lungo, come d'altra parte tutti i processi innovativi del nostro paese.

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Il vostro orizzonte temporale prevede un progetto per l'attuale stadio della città varesina?

Enzo Montemurro: Definirlo stadio è forse troppo, lo si potrebbe apprezzare al massimo come “reperto archeologico”. Il disegno legge relativo, giace in parlamento da più di tre anni senza l'approvazione definitiva, quindi non ci resta che aspettare l'evolversi della normativa per poter passare all'azione. Certamente, la situazione sta diventando insostenibile e si tratta oramai di una necessità di cambiamento. In termini economici, si tratterebbe di realizzare un impianto ex novo che deve autofinanziarsi senza il minimo sussidio statale e l'unico modo sarebbe trovare un privato disposto a spendere il proprio denaro in cambio di una concessione vantaggiosa, come la costruzione di un centro commerciale all'interno della stessa struttura sportiva.

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Pensate che ci siano possibili partner disposti ad investire in un progetto del genere?

Enzo Montemurro: Sicuramente Varese vanta di parecchi imprenditori disposti a fare squadra su una simile proposta. Potrebbe rivelarsi un modo originale per rilanciare l'economia cittadina, creando un vasto movimento economico con nuovi posti di lavoro, per non parlare della bella presenza di una struttura che non viva della sola partita domenicale, ma che coinvolga un più vasto numero di utenti per 365 giorni all'anno.


                                                                                Intervista curata da Bianca Angrisani
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chi È

Enzo Montemurro, nato nel 1971, è imprenditore di Cusano Milanino nel campo della logistica.
È un appassionato di calcio anche se prima del Varese ha avuto solo un'esperienza a livello dirigenziale come consigliere della Pro Vercelli, a fianco di Rosati. Montemurro è abituato a vivere allo stadio. Attualmente è Amministratore Delegato di As Varese 1910.
Oltre a ricoprire la carica di Amministratore Delegato e Direttore Generale, funge da trait d'union tra la figura del Presidente e l'intero staff della Società in maniera trasversale, risolvendo e gestendo ogni problematica che quotidianamente si pone. Grande appassionato di Calcio a lui vanno gran parte dei meriti del Gruppo che si è venuto a creare.
La sua forza sono la passione e la determinazione.
 
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