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Il volley che attrae sempre pubblico e sponsor Stampa E-mail
Aprile 2010
Intervista a Bruno Da Re e Jonny Poppi rispettivamente General Manager Modena Volley e Responsabile Marketing Modena Volley fino a giugno 2011
Bruno Da Re BRUNO DA RE
general manager MODENA VOLLEY

"Agli sponsor piace Pallavolo Modena!"
L’attività manageriale nel mondo del volley non è particolarmente numerosa, ma ci sono ormai casi collaudati di esperienza professionale che non hanno da invidiare dagli sport più ricchi. Una figura carismatica e con maggior esperienza è proprio quella del direttore generale della squadra di volley italiana più titolata. Bruno Da Re, nella sua più che ventennale esperienza professionale nel mondo del volley, ha mantenuto la passione di sempre e vi ha aggiunto la lucidità di chi ne ha viste tante sia per risultati sportivi raggiunti sia per modelli gestionali sperimentati. Non a caso è stato anche per più anni il Presidente di Lega Volley. Lo abbiamo incontrato a Montecatini in occasione della Final Four di Coppa Italia.
Sponsornet: La pallavolo è uno sport dilettantistico, ma nonostante ciò attrae l’attenzione di moltissimi spettatori. Cosa la rende differente da uno sport professionistico?
Bruno Da Re: Innanzitutto la valenza giuridica. La pallavolo non è uno sport professionistico poiché non è riconosciuto tale dal comitato olimpico italiano; gli sport professionistici si identificano con la legge 81/91, una legge interamente pensata per il calcio, con la quale difficilmente ci si può immedesimare. Invece, per quel che riguarda la struttura, quasi tutti i club di volley hanno un aspetto professionale: sono società di capitale: la proprietà affida normalmente la gestione ad un Direttore Sportivo il quale si occupa di coordinare tutta l’attività della società. I club sono organizzati come piccole ma funzionali aziende e presentano al loro interno aree amministrative, commerciali e di pubbliche relazioni.

Sponsornet: Generalmente quante sono le risorse umane impegnate nei club di pallavolo?
Bruno Da Re: In Pallavolo Modena la governance è costituita da 7 persone, c’è poi lo staff tecnico costituito da primo allenatore, secondo allenatore, preparatore fisico e due scoutisti. La salute degli atleti è affidata ad un fisioterapista a tempo pieno e ad un team medico di tre professionisti appartenenti alla locale azienda ospedaliera con la quale la società ha stipulato una convenzione che regola i rapporti di collaborazione.

Sponsornet: In termini di budget che differenza c’è tra i club di A1 e quelli di A2?
Bruno Da Re: La differenza è molta: si passa da un budget dai 3 milioni di euro in su per i Club di A1 di medio-alta classifica, al milione di Euro per quelli di A1 di medio-bassa classifica. In A2 invece è possibile spendere cifre inferiori al milione di Euro.

Sponsornet: Quanto incide il costo di giocatori e tecnici sul budget totale?
Bruno Da Re: Circa il 70% . Ma del resto questo è il nostro core business, noi produciamo spettacolo, ed è naturale che essendo un terziario la maggior parte delle risorse venga investita nel settore tecnico.

Sponsornet: Per coprire questo budget quali sono le voci principali?
Bruno Da Re: In primis vi sono le sponsorizzazioni attraverso le quali riusciamo a coprire il 60% delle spese, poi il ticketing, che permette una copertura del 20%. La differenza è spesso a carico della proprietà. Tra gli obiettivi della dirigenza c’è quello di ridurre al minimo la partecipazione della società nel colmare il disavanzo. Da considerare che il pareggio finanziario è per una società di pallavolo il massimo obiettivo raggiungibile.

Sponsornet: A chi appartiene la proprietà?
Bruno Da Re: La gestione appartiene alla Backstage, agenzia che detiene diritti di licensing, promozionali e di merchandising di diverse aziende.

Sponsornet: Quali sono le strategie attuate per generare introiti?
Bruno Da Re: Pallavolo Modena è tra le società più blasonate del mondo pallavolistico e la città vive con passione ed entusiasmo il nostro sport. Ciò ci consente di avere un’ottima partecipazione di pubblico e la loro presenza nel nostro Palasport. Al pubblico offriamo abbonamenti stagionali e prezzi di biglietteria alla portata di tutti. Si è creato con il tempo, e fortunatamente ciò continua, un rapporto molto stretto tra società, pubblico e sponsor. Pallavolo Modena e la sua storia piacciono alle aziende: questo, unitamente ad una buona visibilità sui media ed al lavoro prezioso e capillare dell’ufficio commerciale, ci permette di rispettare i budget prefissati e di avere una corretta gestione finanziaria.

Sponsornet: Del rapporto con gli sponsor ne parliamo con il responsabile Marketing Johnny Poppi. Come vivete il progetto di sponsorizzazione?
Jonny Poppi: Tenendo in considerazione la nostra mission, ovvero riuscire a colmare le necessità del club, cerchiamo di creare un’immagine volta a sviluppare il core business delle aziende sponsor. Principalmente cerchiamo di favorire il “business to business” attraverso un marketing relazionale molto marcato. Oggi, infatti la sponsorizzazione è vissuta non solo come pura visibilità del marchio, ma anche come attività propedeutica allo sviluppo di nuovi business.

Sponsornet: Come si sviluppa la relazione con lo sponsor?
Jonny Poppi: C’è una fase preliminare che concerne l’acquisizione dello sponsor e la firma del contratto, poi inizia la gestione dell’attività di sponsorizzazione e quindi lo sviluppo di attività di co-marketing e di fidelizzazione. Il lavoro è impegnativo, ma i risultati sono soddisfacenti: piacciamo molto alle aziende.
Sponsornet: Mi diceva che le sponsorizzazioni coprono il 60% del budget, ma nello specifico a quanto ammonta il corrispettivo per l’esposizione del marchio?
Jonny Poppi: Il progetto BasketBall Generation, insieme ad un settore giovanile tra i più importanti d'Europa, è certamente il nostro “fiore all'occhiello”. Inizialmente è stato il proseguimento del “Progetto Giovani” che da qualche stagione avevamo intrapreso. Abbiamo iniziato ad organizzare eventi che vedevano coinvolti i bambini, assieme ai giocatori della prima squadra, l'esperimento ha avuto grande successo. Adesso, a distanza di qualche anno, BasketBall generation è diventato un'associazione autonoma, con una struttura che si occupa quotidianamente dell'organizzazione degli eventi ed i risultati che abbiamo ottenuto sono sotto gli occhi di tutti. Basta pensare che fino a questo momento hanno aderito al nostro progetto BBG quasi 400 società provenienti da tutte le regioni d'Italia, e ad ogni tappa che organizziamo, raduniamo circa 1000 bambini. Da quest'anno poi abbiamo introdotto anche un corso di formazione per gli allenatori: insomma, il nostro raggio d'azione è molto ampio e cercheremo di ampliarlo ulteriormente.

Sponsornet: Come viene gestita la presenza di diversi sponsor sulla maglia?
Jonny Poppi: L’ufficio grafico del fornitore tecnico e quello della società producono il design delle maglie. I marchi, in accordo con gli sponsor, trovano collocazione sulle maglie in base al valore dell’investimento.

Sponsornet: Come nasce l’idea di personalizzare la maglia del libero con i personaggi della Marvel?
Jonny Poppi: La relazione con la Marvel si è sviluppata grazie a Backstage, la quale ne gestisce i diritti. La Marvel è da più di quarant’anni azienda leader, nel mondo dei fumetti e dell’intrattenimento e grazie alla sua collaborazione abbiamo personalizzato la maglia del libero con immagini di loro supereroi. L’effetto è stato straordinario : abbiamo attirato l’attenzione di tifosi, giovani e adulti, e di tanti collezionisti.
Modena Volley
Sponsornet: Torniamo a Bruno DaRe. Un tasto dolente: perché la pallavolo, nonostante sia molto praticato dai giovani, non gode delle stesse attenzioni del calcio nel mercato dei diritti televisivi?
Bruno Da Re: Nessun confronto è possibile con il calcio. Il calcio è un fenomeno sociale che produce spettacolo ed un elevato volume d’affari. Il volley è una sport più di nicchia, che piace molto ma che non è in grado di competere con il calcio. L’attività dei Club e della Lega è rivolta ad aumentare il numero degli appassionati e mi auguro che il rapporto con Rai ci aiuti in questa direzione.

Sponsornet: La faccenda dei diritti televisivi, richiama il problema dell’inflazione del mercato degli spazi pubblicitari negli stadi. Che effetti ha tale situazione nel vostro business?
Bruno Da Re: Gli alti proventi dei diritti televisivi consentono ai club calcistici di ridurre sensibilmente il prezzo della pubblicità statica. Bisogna ricordare che la pallavolo è stato il primo sport ad avere il campionato titolato ed il primo ad avere gli sponsor in campo. Noi viviamo di sponsorizzazioni, paradossalmente sviluppiamo azioni di marketing superiori a quelle del calcio.

Sponsornet: Mi sorge spontanea una piccola considerazione: non è che la pallavolo rinuncia ad ambire a qualcosa di più, perdendosi nella propria autoreferenzialità?
Bruno Da Re: No, non credo. Sono stato il presidente di Lega per otto anni e mi creda, non si tratta di ambizioni, ma di diverso appeal. Questo è un problema di tutti gli sport che non sono il calcio.
chi è

Bruno Da Re, nato a Vittorio Veneto (Treviso) il 6/10/1954, è uno dei dirigenti sportivi più apprezzati a livello internazionale.
Professionista del volley dal 1987, in qualità di Direttore Generale della Sisley Treviso ha vinto in 22 anni ben 34 trofei (tra gli altri: 9 Scudetti, 4 Coppe dei Campioni…). Dal 1994 al 2003 è stato Presidente della Lega Pallavolo Serie A. Dal 2004 al 2008 è stato Presidente della Commissione Sport Events Council della FIVB (Federation International de Volleyball). Da aprile 2009 è Direttore Generale di Pallavolo Modena. Attualmente è anche Consigliere della Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV).
 
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