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Il volley come chiave d’accesso ad alcuni mercati Stampa E-mail
Aprile 2010
Intervista a Marco Pistolesi Direttore generale del Bre Banca Lannutti Volley
Marco Pistolesi MARCO PISTOLESI
Direttore generale del BreBanca Lannutti Volley

"Noi cerchiamo di creare, attraverso la presenza del Gruppo Lannutti, delle buone opportunità di relazione, coinvolgendo nelle attività di sponsorizzazione, fornitori e clienti del gruppo, garantendoci in questo modo anche la presenza di grandi aziende".
Nel mondo del volley, dove le proprietà sono sempre spesso legate alle imprese dei presidenti, c’è un club che invece fa capo, per l'80%, ad una persona fisica. il signor Lannutti, presidente dell'omonimo club di Cuneo, ha delegato la gestione ad un manager, tra i più capaci, che ha iniziato da appassionato e giocatore di pallavolo, ma che solo dopo un percorso professionale esterno ha avuto l'occasione di rientrarvi da dirigente. Parliamo del direttore generale del BreBanca Lannutti Volley, Marco Pistolesi, che abbiamo incontrato in occasione delle finali della Tim Cup a Montecatini. Con lui affrontiamo, partendo dalla sua esperienza, alcuni temi gestionali dei club di serie A di volley.
Sponsornet: A chi appartiene la proprietà della squadra?
Marco Pistolesi: La nostra è una società particolare perché la proprietà appartiene all’ 80% ad una persona fisica, il signor Lanutti e non ad una azienda come da altre parti accade. Il signor Lannutti, proprietario del Gruppo Lannutti,infatti, ha preferito non inserire la pallavolo nella sua holding per evitare che gli eventuali tagli di budget, imposti dalla crisi economica, comportassero la scelta di abbandonare le attività meno remunerative.

Sponsornet: Quindi ciò che anima la proprietà è innanzitutto una forte passione...
Marco Pistolesi: Esattamente, anche perché il Gruppo Lannutti si occupa, a livello internazionale, di spedizioni trasporti e logistica integrata, quindi non a che fare con i consumatori finali e perciò non ha forti interessi economici nell’investire nella nostra attività. Ovviamente, noi cerchiamo di creare, attraverso la loro presenza, delle buone opportunità, coinvolgendo, nelle attività di sponsorizzazione, fornitori e clienti del gruppo, e garantendoci ,in questo modo , la presenza di grandi aziende.

Sponsornet: Si riferisce ad aziende del territorio cuneese?
Marco Pistolesi: In parte, molte sono aziende locali, altre sono aziende di rilievo internazionale. Tra queste vi è la Petronas, con la quale quest’anno abbiamo avuto la fortuna di collaborare, creando un forte connubio di interessi: attraverso la BreBanca Lannutti Cuneo, la Petronas ha promosso il marchio Urania, acquisito dalla Fiat, ed è diventata cliente del Gruppo Lannutti per la fornitura del suo prodotto.

Sponsornet: Come è avvenuta la sponsorizzazione del marchio Urania?
Marco Pistolesi: Urania è l’unico sponsor presente sulla maglia del libero, e questo gli consente un’ampia visibilità sul campo.

Sponsornet: In media, a quanto ammonta l’investimento fatto dagli sponsor?
Marco Pistolesi: Dipende, abbiamo alcuni sponsor importanti ,quelli di maglia, poi una serie di aziende, che investe principalmente in pubblicità . Per quanto riguarda l’entità dell’investimento generalmente i nostri clienti si distinguono in: ufficial sponsor, capaci di coprire il 50% dei budget derivante dalle sponsorizzazioni, ufficial partner, che investono dai 40 agli 80 mila euro all’anno, e fornitori ufficiali il cui investimento è notevolmente ridotto, rispetto alle categorie precedenti.

Sponsornet: La coabitazione degli sponsor, caratteristica tipica della pallavolo, come viene gestita?
Marco Pistolesi: La coabitazione è gestita con l’obiettivo di rendere l’attività di sponsorizzazione favorevole alla creazione di nuovi business. Del resto la partita è un momento importante per permettere alle aziende sponsor di conoscersi e di creare interessi reciproci. Proprio perché crediamo che la gestione delle sponsorizzazioni avvenga soprattutto in quel momento abbiamo una sala vip molto operativa.

Sponsornet: Quindi, più che sulla visibilità, dell’azienda sponsor, fate leva sulle opportunità offerta dal co-marketing?
Marco Pistolesi: Esattamente, noi siamo consapevoli che la visibilità del volley è limitata, il nostro prodotto non è rivolto ad aziende che vogliono farsi conoscere dal consumatore finale, ma è destinato a quelle aziende che vogliono conoscere altre realtà di business. La nostra peculiarità è quella di essere una chiave di accesso ai mercati, se un’azienda vuole pura visibilità è chiaro che farà scelte strategiche differenti...
Sponsornet: In che misura le sponsorizzazioni incidono sulla copertura totale del budget?
Marco Pistolesi: Le sponsorizzazioni ci garantiscono una copertura dell’80% del budget, il restante 20% proviene dal ticketing, dai contributi istituzionali e dai ricavi derivanti dalla vendita del giocatori sul mercato. In questo modo riusciamo a raggiungere l’ obiettivo di chiudere il bilancio senza il supporto economico della proprietà.

Sponsornet: Il mercato dei giocatori di volley è molto interessante, eppure se ne parla poco...
Marco Pistolesi: Be’, in realtà da noi se ne parla tanto, la nostra è una realtà in cui il settore giovanile si forma tanto dal punto di vista tecnico e quindi, ovviamente, ci sono degli introiti importanti derivanti dall’inserimento dei giovani sul mercato.

Sponsornet: Mediamente quanto vale un giovane giocatore?
Marco Pistolesi: È difficile fare una stima a priori, perché è sempre il mercato che determina il valore del giocatore. Le faccio l’esempio di Matteo Martino, oggi considerato il grande talento della pallavolo italiana degli ultimi tempi. Matteo si è formato ad Alessandria ed è stato con noi per quattro anni nel settore giovanile, nel tempo le sue doti sono emerse ed ha attirato le attenzioni dei club più importanti di Italia, ma il prezzo l’ha fatto il mercato, io non potevo immaginare che arrivasse a valere tanto.

Sponsornet: In ogni caso si tratta un mercato che conosce cifre completamente diverse da quelle del calcio...
Marco Pistolesi: Sicuramente, il calcio è la più grande azienda italiana, viaggia su business altissimi. Noi invece siamo attraversando un momentaccio, stiamo pagando la mancanza di risultati, da un punto di vista tecnico, della nostra nazionale, e sappiamo che la nazionale è un sistema trainante e che se questa crea attenzioni, automaticamente le aziende sposano l’interesse del pubblico.
Cuneo Lannutti
Sponsornet: Non crede che i media abbiano la loro responsabilità?
Marco Pistolesi: I media, per loro natura, sono schiavi dell’appeal ed il volley maschile in questo momento non seduce. Il mio auspicio è che quest’anno i Mondiali possano essere un traino vincente: la Rai trasmetterà due partite di volley al giorno, e se questa visibilità verrà abbinata all’eccellenza della nostra nazionale, ci saranno sicuramente tempi migliori.

Sponsornet: Forse occorrerebbe anche una Lega più forte e con maggiore risorse.
Marco Pistolesi: È possibile, anche perché in questa fase si è voluto dare un cambio alla gestione del consorzio, omettendo, dalla Lega, le società di maggiore rilievo. Io personalmente credo che questa scelta abbia fatto più male che bene: le esperienze dei club di vertice sono fondamentali e non metterle a disposizione è un inutile spreco di risorse...

chi è

Marco Pistolesi è entrato nel mondo del volley come giocatore, ma per motivi fisici ha dovuto interrompere la sua carriera di pallavolista. Negli anni a seguire si è dedicato ad un’attività completamente differente: ha lavorato come agente di commercio nel settore automobilistico. Poi nel ‘93 una società allora sponsor del Torino, la Lecce Penne, decise di acquisire la proprietà del club e lo incaricò di gestire il budget. E così è stato quattro anni a Torino e nei dodici a Cuneo, ha maturato tanta esperienza e ricoperto diversi ruoli: team manager, direttore commerciale, direttore sportivo fino a diventare direttore generale.
 
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