Home arrow Ultime interviste arrow I club arrow Il volley dell'azienda Lube che da forza al territorio
Interviste Sport Manager ai Protagonisti dello
Sport Business italiano e del Marketing Sportivo
Abbonamento ai Feed RSS di Ultime IntervisteFeed RSS
NAVIGA NELLE CATEGORIE:
Cerca nelle interviste
I TAG DELLE INTERVISTE
SEGUICI SU:

Seguici su YouTube Seguici su Twitter Seguici su Facebook Seguici su LinkedIn
libreria dello sport

di
anno

Il volley dell'azienda Lube che da forza al territorio Stampa E-mail
Maggio 2012
Intervista a Simona Sileoni Presidente Lube Volley
Simona Sileoni Simona Sileoni, Presidente Lube Volley

"Per Macerata la presenza della Lube è unica, ma il territorio non risponde come dovrebbe. Le imprese potrebbero benissimo beneficiare di un'attività di tale prestigio (...) I presidenti di tutte le società di volley, me compresa, dovrebbero osare di più come lega. C'è poca collaborazione tra club"
leggi CHI È | AZIENDA
La passione per il volley, sport da sempre molto seguito in tutte le Marche, ha portato la dirigenza a fondare il club gestito come una vera e propria azienda del Gruppo Industriale Lube e non solo una semplice società da sponsorizzare. La Lube Macerata rappresenta un caso importante ancorché tipico del modello di governance dove il club si identifica con l'azienda proprietaria, un modello che in passato ha caratterizzato totalmente il rapporto presidente-squadra. Oggi con la congiuntura economica non favorevole, in cui la proprietà decide di cedere il passo (vedi Gruppo Gabana), sarebbe auspicabile il modello "consortile"; ma quando l'investimento da parte del gruppo proprietario è stabile resta valido il modello e importanti i risultati in termini di visibilità e di valore per il territorio di cui si è parte. A conferma della voglia di insistere, la società marchigiana ha sentito la necessità di rinnovarsi al suo interno e di investire nel settore giovanile. Per i giovani talenti italiani, infatti, sono stati messi a disposizione appartamenti e tutor per garantirne la crescita e la maturazione dal punto di vista sportivo, con l'obiettivo di creare una squadra fatta da talenti nostrani. Ce ne da testimonianza l'incontro con il Presidente, Simona Sileoni, intervistata a Roma in occasione delle Final Four.
Come nasce la sua azienda, di cosa si occupa nello specifico e cosa rappresenta nell'immaginario collettivo?

Simona Sileoni: La storia di Lube è sostanzialmente il racconto di un sogno tenace. Nasce nel 1967 grazie all'intuizione e all'esperienza dei due soci fondatori e si fa subito notare, sul territorio, per qualità dei prodotti e intraprendenza. Oggi è una realtà consolidata, un marchio riconosciuto che rende la Lube una tra le prime tre aziende italiane produttrici di cucine. Lube continua ad avere, al centro della sua filosofia aziendale, gli stessi principi di quando venne fondata, ovvero, attenzione per l'uomo, per la qualità e per la funzionalità, attraverso la scelta di materiali ecologici e la completa integrazione fra design e tecnologia.

torna alle domande
Che tipo d'esperienza qualifica la sua carica di presidente?

Simona Sileoni: Fondamentalmente il mio inserimento nella società di volley, in veste di presidente, avviene circa un anno dopo aver perso la semifinale contro il Treviso, che valeva la possibilità di potersi giocare lo scudetto con il Perugia. Si sentiva, dunque, la necessità di rinnovare le idee, rivoluzionando di conseguenza anche il cuore della società e fu proprio in quell'ambiente poco sereno, che mio zio Fabio Giulianelli, a.d. Lube, in accordo con mio padre, ritenne che fossi io la persona giusta da inserire in quel progetto di rinnovo, nel quale sono entrata in punta di piedi, anche perché, per quanto si possa dire il contrario, in Italia ci sono ancora molti pregiudizi iniziali e bisogna farsi rispettare pian piano, non attraverso la prepotenza, ma al contrario, dimostrando la propria competenza. La pallavolo è inoltre stata per me una maestra di vita ed inevitabilmente mi sono sempre sentita parte di questo sport, e dal 2005 in poi, ancora di più.

torna alle domande
La vostra proprietà è conforme alla tradizionale struttura piramidale, che vede al suo interno una rigida gerarchia ed una specifica suddivisione di diritti e doveri?

Simona Sileoni: Gerarchizzata, ma tutto ciò, non pregiudica il fatto che un dipendente, sia esso legato all'azienda o al volley, possa discutere direttamente dei suoi problemi o delle sue idee con la proprietà.

torna alle domande
Lube Volley La struttura del corporate quante persone contiene al suo interno?

Simona Sileoni: Anche all'interno dell'azienda stessa c'è un appoggio continuo e quindi una vera e propria interazione, che mi impedisce di stimare una cifra ben precisa. Detto questo, le figure che mi affiancano a tempo pieno sono: il Presidente onorario Luciano Sileoni, l'Amministratore unico Fabio Giulianelli, il Vicepresidente Albino Massaccesi ed il direttore sportivo Stefano Recine. La responsabilità del marketing è affidata poi a Paolo Prenna; la scelta e la gestione degli sponsor a Mirko Giardetti; l'ufficio stampa è ben gestito da Marco Tentella e la segreteria generale è, infine, diretta dall'esperienza di Sergio Bartoloni.

torna alle domande
L'azienda Lube utilizza la presenza nel volley per la propria attività di marketing?

Simona Sileoni: Naturalmente! Ad esempio, in questi giorni, ci stiamo occupando del rinnovo del company profile, redatto in 5 lingue, nel quale figura anche la pallavolo come asset del gruppo Lube. Altro esempio pratico, è la presenza di un grande totem appena fuori lo showroom aziendale, dove, tra i marchi che figurano c'è anche il nostro marchio volley; per non parlare poi del recente lancio, attraverso un'azienda del gruppo Lube, di una nuova linea di camerette sportive, dove il primo sport riprodotto è stato, appunto, la pallavolo, con una serie di creazioni a misura di bambino.

torna alle domande
Per incrementare le vendite dell'azienda, è stata sperimentata una comunicazione che in qualche modo potesse coinvolgere la squadra e i suoi componenti?

Simona Sileoni: Normalmente la campagna stampa di Lube Cucine non si avvale della presenza dei giocatori, ma in determinate occasioni, come per esempio l'Eurocucina, o di una finale scudetto, creiamo sempre progetti di pubblicità istituzionale con la squadra, legati al marchio della Lube.

torna alle domande
Giulianelli Sul budget destinato al marketing, la sponsorizzazione ci rientra di diritto, o viene intesa come un vero e proprio investimento da parte del gruppo?

Simona Sileoni: Direi che viene maggiormente intesa come investimento. In termini di riscontro e di visibilità sono stati percepiti cambiamenti soprattutto all'estero, grazie alla presenza di giocatori stranieri che, hanno favorito collaborazioni con aziende leader nella produzione dei nostri stessi prodotti.

torna alle domande
Come azienda e come società, avete optato per il monitoraggio della visibilità attraverso nuove metodologie di ricerca o vi affidate semplicemente a riscontri tangibili?

Simona Sileoni: No, sotto questo punto di vista preferiamo entrare in contatto diretto con i nostri risultati attraverso feedback di ritorno. Andando in giro nelle trasferte, fuori dal FONTESCODELLA, per intenderci, abbiamo piacevolmente notato, che i nostri clienti, cercano di entrare in contatto diretto con noi per poter accedere alla visione dei match e tutto ciò, vuol dire molto, sia come azienda, che come società sportiva.

torna alle domande
Quanto ci vuole per creare una squadra competitiva in A1, ovvero, in lotta per le finali di Coppa Italia e dello scudetto?

Simona Sileoni: Noi spendiamo più o meno 3 milioni di euro, ma ci tengo a precisare, che di questo modesto budget, Circa il 50% è riservato esclusivamente ai protagonisti del match. Per il resto un'altra voce importante è costituita dalle trasferte di campionato e di eventuali coppe.

torna alle domande
A proposito di giocatori, quanto è lo stipendio garantito dalla Lube volley e quali sono le vostre risorse per il futuro?

Simona Sileoni: Esiste una grande varietà, sia tra giovani che tra affermati. I parametri utilizzati non sono, dunque, per niente fissi e di conseguenza diversi da un professionista all'altro. Per quanto concerne le future leve, il nostro settore giovanile risulta abbastanza organizzato da poter rispondere al meglio a quest'esigenza. Per i giovani talenti italiani provenienti da fuori provincia, abbiamo messo a loro disposizione uno spazio in comune dove poterli "supervisionare" nella vita di tutti i giorni, e tutor che ne garantiscano la crescita e la maturazione dal punto di vista sportivo. L'obiettivo è quello di creare la squadra del futuro fatta da talenti nostrani. La maturazione, però, non è scontata per tutti, dunque, si tratta sempre e comunque di un investimento.

torna alle domande
Palazzetto La scelta dei giocatori sulla base di quale criteri viene effettuata?

Simona Sileoni: Il mercato dei giocatori, per quanto possa apparire privo di regole e deontologie gode, al contrario, di valori e criteri ben precisi, anche se, spesso, non è facile valutare determinate situazioni. Per venire incontro a questo genere di problematiche, insieme alla proprietà, quindi mio zio e mio padre, ci affidiamo all'esperienza e alla professionalità del direttore sportivo affiancato dalla figura del vice presidente, che collabora a prendere le importanti decisioni d'assunzione, naturalmente coadiuvati dal coach.

torna alle domande
Siete uno dei connubi più consolidati insieme a quello creato da Scavolini per il basket. Alla luce di ciò, come si rapporta con voi il territorio e quanto voi, in quanto società sportiva, siete aperti a nuove possibili collaborazioni locali?

Simona Sileoni: Per Macerata la presenza della Lube è unica, ma il territorio non risponde come dovrebbe. Le imprese potrebbero benissimo beneficiare di un'attività di tale prestigio e alcuni sponsor più perspicaci l'hanno capito, mentre altri, soprattutto a livello politico, sono ancora restii nel darci fiducia. Abbiamo sponsor consolidati da anni che collaborano con noi, e che, credendo nei nostri progetti, ci aiutano ad esistere sportivamente, per il resto, invece, non c'è stato concesso alcun aiuto, né alcun tipo d'intervento, sia da parte della regione, sia da parte della provincia, a differenza ad esempio di Trento, che trae parecchi benefici dalla regione Trentino.

torna alle domande
Sommando i tesserati tra volley e basket si superano i tesserati del calcio, ma l'attenzione generale dei media è davvero irrisoria; cosa manca al volley nonostante il suo grosso potenziale?

Simona Sileoni: Il problema sta nella mancata penetrazione nell'interesse dei media. I presidenti di tutte le società di volley, me compresa, dovrebbero osare di più come lega, e magari suggerire alla FIPAV di fare altrettanto. Nelle riunioni del CDA di lega è sempre presente questo problema, ma purtroppo trovare una soluzione non è semplice. Credo si debba tentare di ricercare più collaborazione tra club, così come tra federazione e club a partire dalla preparazione degli eventi. Non mettiamo tutti del nostro per organizzare momenti ricchi d'enfasi come dovrebbero essere un campionato, una coppa o un qualsiasi torneo di pallavolo; sarebbe certamente più fruttoso condividere maggiormente i nostri pensieri e le nostre idee attraverso delle riunioni, per decidere assieme le dinamiche di una finale o di una semifinale che indistintamente coinvolga i club, o la nazionale.

torna alle domande
Verso quali obiettivi?

Simona Sileoni: L'obiettivo necessario è la ricerca di risposte importanti da parte del pubblico, che invece spesso, per ragioni geografiche, e molto più spesso per ragioni di poca promozione o disorganizzazione, preferisce alla fine pagare per vedere una partita di calcio. L'obiettivo da raggiungere è un progetto condiviso di comunicazione che, contribuisca, radicalmente, all'eliminazione di qualunque limite che ostacoli uno sport bello, tranquillo, aperto a tutta la famiglia e privo di problematiche sociali come quelle legate al mondo del calcio.

torna alle domande
Pensa che un progetto simile potrebbe portare miglioramenti anche nelle entrate e nella gestione del settore marketing?

Simona Sileoni: Unendoci potremmo certamente occuparci del marketing in maniera molto più organizzata. Come lega, attraverso un'idea di Yvonne Schlesinger, vicedirettore di lega volley (maschile, appunto) abbiamo provato ad effettuare scambi ed attività di b2b tra club, ma per alcune realtà le idee da sradicare erano troppe. Abbiamo anche provocatoriamente tentato di proporre un sistema di sponsor centralizzato per tutto il volley, ma all'atto pratico è difficile trovare sponsor disposti a rappresentare uno sport poco visibile, ma di certo appetibile ed entusiasmante!! La pallavolo ha coinvolto tutti almeno una volta nella vita, dunque, è uno sport ancor più popolare di tanti altri, per non parlare poi dei valori che stanno alla base di questo sport, valori molto più onesti ed importanti da proporre ad un ragazzo, rispetto a quegli che purtroppo oggi sono promossi dal calcio. Un evento che, a mio parere, dovrebbe essere ripreso, compatibilmente con i problemi legati alla attuale crisi economica, è il "Volley Land" che, abbinato alla Coppa Italia, richiamerebbe a sé squadre e tifoserie.

                                                                     Intervista curata da Bianca Angrisani
torna alle domande

chi è

Simona Sileoni, presidente dell'A. S. Volley Lube dal 2005, è nata a Treia (MC) il 30 dicembre 1971. Figlia di Luciano, uno dei fondatori del Gruppo Lube (proprietario della società sportiva), prima di assumere la carica di presidente della A.S. Volley Lube, Simona Sileoni ha maturato un'importante esperienza dirigenziale proprio in seno all'azienda di famiglia, leader nel settore delle cucine componibili, occupandosi per anni di marketing, oltre che di gestione e organizzazione di meeting ed eventi aziendali.
Con lei in carica la Lubevolley ha conquistato due scudetti (nel 2005/205, al primo anno di presidenza, e nel 2012), due coppe Italia (2008 e 2009), due Supercoppe Italiane (2006 e 2008), ed una European Challenge Cup (2011).
azienda

La storia di Lube è il racconto di un sogno tenace e lungimirante, fatto di impegno, professionalità e intelligenza commerciale. Fondata nel 1967 l'azienda si fa subito notare per qualità dei prodotti e intraprendenza. Dopo pochi anni è già una realtà consolidata e un marchio riconosciuto iniziando così un'espansione prodigiosa. Il Gruppo Lube oggi è una realtà in continua crescita, posizionandosi tra le prime tre aziende italiane produttrici di cucine, prima come numero di cucine prodotte ogni anno. Nei suoi stabilimenti di oltre 100.000 mq. collocati a Treia dove operano più di 550 addetti, si realizzano ben oltre 50.000 composizioni annue.
 
< Prec.   Pros. >
torna su