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Il volley, spettacolo e sport leader tra le donne Stampa E-mail
Maggio 2010 
Intervista a Giovanni Panzetti Direttore Generale della Foppapedretti Bergamo
Giovanni Panzetti GIOVANNI PANZETTI
Direttore Generale Volley Bergamo Foppapedretti

"Il nostro non è un prodotto da sottovalutare, la pallavolo femminile è sport leader nel mondo femminile, la nostra Federazione conta 270.000 tesserati di cui il 70-78% sono donne".
Dopo aver incontrato il mondo dei club del volley maschile con Diego Mosna, coggi on Giovanni Panzetti direttore generale della vincente Foppapedretti Bergamo avviamo una serie d'incontri con i club del volley femminile. Sport sulla cresta dell'onda per i recenti maggiori successi della squadra nazionale, ma ancor più promettente come media dall'impatto spettacolare.
Sponsornet: Lei ha una buona esperienza nel volley italiano, uno sport ufficialmente non professionistico ma che ne ha tutti gli aspetti...
Giovanni Panzetti: Diciamo che non è professionistico per questioni di legge. L'unica differenza tra il nostro ed uno sport professionistico è solo il versamento dell'inps, quindi all'incirca un 8% di ulteriore aggravio; ma per il resto è chiaramente uno sport professionistico come impegno degli atleti e di tutti gli altri operatori.

Sponsornet: Forse come ha affermato Bonetti, presidente del club, nonché della Foppapedretti Spa, questo prezzo da pagare è inferiore alla posta in gioco: ovvero varrebbe la pena fare il salto professionistico per dotarsi di una struttura professionale anche dal punto di vista manageriale...
Giovanni Panzetti: Sicuramente questo è auspicabile nel futuro, ma a mio avviso è proprio la fragilità della struttura attuale, e dei singoli club, a non rendere possibile, al momento, tale passaggio. Purtroppo una buona parte del volley si regge ancora su squadre a conduzione familiare e sul mecenatismo, e questo rende un approccio professionale difficile da immaginare. Noi invece, per nostra forma mentale, vorremo che il volley fosse trattato alla stregua di una società del gruppo e quindi elaborasse piani e strategie in base alle proprie risorse.

Sponsornet: Risorse ottenute come?
Giovanni Panzetti: In teoria, la logica è che una squadra di sport dovrebbe sostenersi con quel che riesce a rendere attraverso attività di marketing e pubblicità. Sono queste le voci che determinano il valore intrinseco del club.

Sponsornet: Ma il problema è che sono i media a determinare il peso degli introiti generati dalle attività di comunicazione, e questi giocano a ribasso nei confronti del volley, del basket e degli altri sport minori.
Giovanni Panzetti: Diciamo che siamo di fronte ad un problema culturale dato dall'egemonia totale del calcio. Anche se emerge una controtendenza: oggi molte squadre di calcio stanno perdendo i lori tifosi, molti dicono che sia un problema di diritti tv, io credo invece che il volley, il basket, il rugby e altri sport minori, abbiano eroso, nella platea degli sportivi, una parte del consenso. Il nostro non è un prodotto da sottovalutare, la pallavolo femminile è sport leader nel mondo femminile, la nostra Federazione conta 270.000 tesserati di cui il 70-78% sono donne. E questo è un dato importantissimo, ma dobbiamo essere noi, gli addetti ai lavori, i primi a credere nelle nostre potenzialità.

Sponsornet: Ma del resto se un broadcaster deve fare un' offerta e questa è l'unica sul mercato, è evidente che tende al ribasso. Quando non c'è un progetto e la volontà di farlo crescere è ovvio che i media ne approfittano...
Giovanni Panzetti: Sicuramente, per questo le dico che dobbiamo essere i primi a crederci. Se le varie proprietà avessero la consapevolezza di avere nelle mani un mezzo economicamente utile e non l'hobby di famiglia certamente avremmo dei risultati migliori.
Sponsornet: Ma come si potrebbe aumentarne l'utile economico?
Giovanni Panzetti: Se la logica è che tutte le squadre di A 1 devono avere lo stesso passaggio televisivo, il prodotto diventa poco interessante. Al contrario, è giusto che vengano trasmesse solo le squadre in grado di fare spettacolo, poiché il nostro prodotto è lo spettacolo della pallavolo, non il nome del club. Pertanto le squadre dovrebbero momentaneamente rinunciare alla propria visibilità e pretendere che la Lega lavori bene a livello mediatico. Solo in questo modo noi tutti ne potremmo trarre un ritorno che non deve essere necessariamente visivo, ma in primis finanziario. Ma questo è tutto un circolo vizioso se il campionato diventa maggiormente visibile, perché gli share e l'interesse della tv sono più alti. E' chiaro che tutto il movimento ne trae un ulteriore beneficio in quanto può godere di budget più elevati.

Sponsornet: Quindi i club di volley femminile peccano di egoismo, mentre la Lega è ingessata da una scarsa ambizione?
Giovanni Panzetti: Esatto. Ma io credo che le cause di questo problema siano ascrivibili alla scarsa competenza imprenditoriale dei manager di settore. È chiaro che se le proprietà avessero capacità differenti il cammino sarebbe meno arduo. Tuttavia di passi ne abbiamo fatti tanti, ed anche in ambito mediatico: il fatto che Sky abbia deciso di acquistare i diritti del volley femminile e non di quello maschile è sicuramente sintomo di un'evoluzione importante.

Sponsornet: Del resto anche il movimento internazionale pecca di una cultura manageriale carente...
Giovanni Panzetti: È così, nel volley femminile non esiste un' equivalente della Uefa. La Federazione Internazionale impone le sue leggi, ma soprattutto i suoi divieti, fuori dal rispetto dei singoli club nazionali. Abbiamo tentato più volte di cambiare questa situazione, due anni fa non abbiamo partecipato al campionato internazionale per protesta. Ma il risultato è stato invano, del resto se troviamo una scarsa coesione in Italia si figuri se riusciamo a fare cartello in Europa.
Volley Bergamo Foppapedretti
Sponsornet: Mi sembra di capire che il fatto che i presidenti non siano disposti a dare potere alla Lega, sia in generale un male italiano...
Giovanni Panzetti: Il problema è riuscire a capire che la Lega è il consorzio delle società e quindi ognuno dovrebbe rinunciare a qualcosa in virtù di un vantaggio collettivo. Bisognerebbe sempre sentirsi rappresentati dalla Lega e non ingannati.
chi è

Giovanni Panzetti è Direttore Generale del Volley Bergamo.
Nato a Treviolo nel 1957, dopo un diploma in materie tecniche ha dato il via alla sua avventura nella pallavolo, iniziando come allenatore nella formazione Bresciani di Bergamo: da trentotto anni dura dunque la scalata che dalla panchina l'ha portato alla scrivania. Agli inizi degli anni Novanta il suo arrivo al Volley Bergamo, alle origini della Società che sarebbe poi diventata un punto di riferimento del Volley non solo italiano. Direttore Sportivo fino al 1999, portando la squadra dalla serie B al titolo di Campione d'Italia, si è poi preso un biennio di pausa per trasferirsi alla società di Forlì che, dalla serie B, ha portato alla serie A2 sempre nel ruolo di Direttore Sportivo. Una breve esperienza da procuratore e poi il ritorno alla Foppapedretti Bergamo, nel 2001, nei panni di Direttore Generale che tuttora riveste. Lunga e prestigiosa la lista dei suoi successi in rossoblù: sei Scudetti, sei Champions League, una Coppa CEV, cinque Coppa Italia e quattro Supercoppa Italiana.
 
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