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In MotoGP il valore aggiunto della SBA targata Bocconi Stampa E-mail
Settembre 2013
Intervista a Matteo Vitello Area Marketing e Sponsorizzazioni Yamaha F. Racing MotoGP
Matteo Vitello Matteo Vitello
Area Marketing e Sponsorizzazioni Yamaha F. Racing MotoGP

"L'aspetto positivo del corso SBA, per me è stato il confronto con manager affermati nello sport business… Ma anche la possibilità di avere un rapporto diretto con i docenti che sono professionisti dotati di passione tangibile. (...) I contatti per le sponsorizzazioni Yamaha Racing, vengono gestititi centralmente da noi, dalla sede italiana, ma ovviamente ci confrontiamo continuamente col Giappone"
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SponsorNet, da sempre, sostiene e proclama la necessità di accrescere i livelli di managerialità nell'industria dello sport italiano. E quest'ultima può migliorare, tra l'altro, anche con una buona formazione professionale, come quella che da qualche anno offre la Sport Business Academy, partnership della Bocconi con RCS Sport. Abbiamo incontrato un giovane manager, Matteo Vitello, Area Marketing e Sponsorizzazioni Yamaha Factory Racing MotoGP, che da oltre 10 anni lavora al marketing nel mondo dei motori. Matteo, mentre ci ha illustrato proprio le attività del marketing legate ai team della Moto Gp – che, ci sentiamo di sottolineare, non sono poi così diverse da quelle che caratterizzano gli sport di squadra di calcio, basket e volley - ci ha fornito la sua esperienza riguardo il corso della S.B.A. intitolato "Sport management: competenze per creare valore nello sport". Inoltre, ci sembra giusto ricordarlo, il fatto che l'Area Marketing di Yamaha Factory Racing MotoGP, sia stata localizzata alla porte di Milano, rappresenta la prova tangibile che quest'attività, sempre più spesso criticata in Italia, viene rivalutata a pieno titolo ed affidata strategicamente alle risorse umane del nostro Paese.
Vitello, noi di SponsorNet sosteniamo la necessità di introdurre maggiori dosi di professionalità manageriali nello sport business e, prim'ancora di entrare nel merito di alcuni tratti del suo lavoro nell'area marketing di Yamaha Motor Racing, vorremmo sottolineare la sua scelta di aver seguito il corso "Sport Management" della SBA, nonostante avesse già un certo numero di anni di esperienza professionale nello sport marketing

Matteo Vitello: Infatti, dopo un anno e mezzo nel calcio, come giornalista per MP web Media Partners seguendo le partite del Milan, lavoro nel mondo del marketing sportivo associato a quello dei motori da circa 10 anni. Dei due corsi SBA, ho deciso di seguire proprio il programma diretto dal docente Dino Ruta, maggiormente incentrato sugli aspetti legati alle risorse umane, per migliorare la mia formazione, comprendere la gestione di un team, del budgeting, delle sponsorship, fornendomi nuove soluzioni strategiche in vista della mia attività attuale ma anche futura.

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Come ha vissuto il confronto con il mondo accademico della Bocconi:il linguaggio e i temi erano adatti ad una platea manageriale?

Matteo Vitello: Certo. La comunicazione con i docenti è sempre avvenuta con schiettezza, sincerità e con l'uso di linguaggi professionali propri di chi già svolge questo lavoro. L'aspetto positivo di questo corso per me è stato il confronto con manager affermati nello sport business come Michele Uva o Stefano Domenicali della Ferrari, che hanno portato tutta la loro esperienza maturata in attività legate a sport diversi.

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Cosa ha contraddistinto questo corso rispetto alle sue precedenti esperienze formative?

Matteo Vitello: Sicuramente la possibilità di avere un rapporto diretto con i docenti che sono professionisti dotati di passione tangibile. Si sente che è un corso nato dalla loro passione. E l'opportunità di vivere concretamente, in prima persona, le altre organizzazioni sportive: durante il corso, infatti, siamo stati al Giro d'Italia, per scoprirne la realtà operativa. Un'iniziativa che ci ha permesso, così, di accedere ad una struttura professionistica sportiva, diversa da quella in cui già lavoro, per capirne realmente il funzionamento.

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Team Yamaha Veniamo, appunto, alla sua realtà di lavoro, ovvero il Team Yamaha Factory Racing MotoGP, la divisione sportiva dell'azienda motociclistica Yamaha MotorCompany, che ha scelto l'Italia proprio per la sua sede direzionale

Matteo Vitello: Sì, siamo in Italia dal 2005, se non erro, ed è stata una scelta di logistica: prima in Italia c'era la gestione Superbike, quindi già c'erano tutti gli edifici adatti per poter seguire una seconda squadra. Poi, a causa della crisi economica, il team Superbike è stato chiuso, ed è rimasto solo il team Moto Gp, per il momento.

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Come si configura la gestione di un team professionistico nel mondo dei motori, partendo proprio dal numero di persone che ci lavorano

Matteo Vitello: Il personale fisso in azienda conta 12-15 dipendenti. Più circa 30 collaboratori esterni annuali che, ad esempio, seguono le corse in pista e comprendono quindi anche tecnici ed ingegneri. A questi si aggiungono circa 70 ingegneri per il MotoGP dal Giappone.

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Facciamo un parallelo con i club professionistici degli sport di squadra, dove l'incidenza del budget sponsorizzativo come fonte di finanziamento è superiore al 60%, escluso i casi della Serie A di calcio. Che percentuale rappresenta invece nel racing?

Matteo Vitello: Quanto alle mie esperienze precedenti per un Team privato, la copertura dei costi avveniva al 100% attraverso le sponsorizzazioni. Per un team ufficiale invece, dove è la casa madre che investe in prima persona, si cerca di coprire il più possibile il budget tramite le sponsorizzazioni, ma sicuramente questi ultimi non riusciranno mai a coprire totalmente gli investimenti.

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Ricordiamo il vostro affiancamento di successo con il brand Fiat. Che valore economico ha per un grande team di Moto Gp la title sponsorship?

Matteo Vitello: La title sponsorship include il naming right, quindi la titolazione della squadra, e altri benefici e diritti che possono far variare l'investimento dell'azienda, che in questo caso è comunque ingente. Di solito, a parte dalla sponsorizzazione, consigliamo alle aziende con cui parliamo di essere pronti ad investire intorno al 50% in più per l'attivazione della partnership e quindi massimizzare il ritorno dell'investimento.

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Le sponsorizzazioni sono la suo principale attenzione nell'area marketing, ma è interessato indirettamente anche alla crescita della fan base, dove si trova il vostro target di tifosi?

Matteo Vitello: Sì, mi occupo principalmente della ricerca, vendita e gestione delle sponsorizzazioni. I nostri tifosi sono sparsi in tutto il mondo, principalmente in Europa: Spagna, Italia, Portogallo, Germania, Inghilterra. Una fetta importante di seguaci proviene da Indonesia e Thailandia, nazioni molto legate al marchio Yamaha, confermato anche dai dati di vendita di scooter e moto. Uno dei nostri sponsor principali è proprio la filiale di Yamaha Indonesia, che investe nel progetto Moto Gp. Pensi che quando portiamo i piloti in Indonesia questi ultimi devono avere una decina di guardie del corpo, perchè altrimenti verrebbero assaliti dai tifosi.

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Le due Yamaha C'è quindi un rapporto continuo con l'area marketing della casa madre Yamaha?

Matteo Vitello: Sì, i contatti per le sponsorizzazioni vengono gestititi centralmente da noi, dalla sede italiana,ma ovviamente ci confrontiamo continuamente col Giappone. C'è una costante sinergia, soprattutto per la ricerca di nuovi sponsor in quei paesi che stanno crescendo come l'Indonesia, la Thailandia, il Vietnam, la Malesia, l'Argentina e il Brasile.

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Dunque la sua attività di ricerca sponsor avviene a livello internazionale, visto che il brand ed i circuiti lo sono. Quali strategie attuate per raggiungere mercati lontani?

Matteo Vitello: Potendo parlare direttamente con tutte le filiali Yamaha sparse per il mondo, ho la possibilità di confrontarmi con loro nell'analizzare i mercati più interessanti ed interessati al mondo delle due ruote. E raggiungere aziende che altrimenti sarebbe impossibile da avvicinare.

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Ecco che concludiamo con l'affinamento delle sue competenze professionali che ha "allenato" con il corso della Sport Business Academy: lo consiglierebbe ai suoi colleghi italiani dello sport business?

Matteo Vitello: Sì, assolutamente, soprattutto a chi già lavora nello sport business da qualche anno. Perché non solo ti fa conoscere le altre realtà sportive, ma anche il funzionamento delle altre aree funzionali all'interno della stessa struttura. Inoltre è una reale occasione per fare networking, interagire cioè con professionisti appartenenti ad altre aziende con le quali instaurare nuove sinergie.

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Intervista a cura di Bianca Angrisani

chi È

Matteo Vitello , nato a Verbania nel 1980, ha vissuto in America, dove ha conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione, ad Oklahoma, nel 2002 e nel 2010 ha conseguito il Master in Sport Manager, Marketing and Sponsorship alla SDA Bocconi di Milano.
Dal 2003 al 2004 ha lavorato come giornalista e traduttore in inglese per i siti web di AC Milan and AC Parma e dal 2005 ha cominciato la sua esperienza professionale nel mondo dei motori: prima come Ufficio Stampa per Konica Minolta Honda MotoGP, poi Responsabile della Comunicazione per Winston Honda SBK World championship e, dal 2008 al 2010, Responsabile Marketing e comunicazione per Ducati Pramac MotoGP.
Da gennaio 2012 è responsabile dell'Area Marketing e Sponsorizzazioni di Yamaha Factory Racing MotoGP.
 
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