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La gestione dell'AC Cesena come un'azienda Stampa E-mail
Novembre 2010
Intervista a Luca Mancini Direttore Generale dell'A.C. Cesena
Luca Mancini Luca Mancini
Direttore Generale dell'A.C. Cesena


"Il grosso difetto del sistema calcio è che il successo o il fallimento di una società è strettamente legato al calciomercato e alle plusvalenze. Il nostro obiettivo è che i costi operativi siano uguali ai ricavi operativi. L’azienda Cesena conta circa 110-120 dipendenti di cui solo la metà si occupa della gestione tecnico-sportiva"
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Fa parte di quella probabile, ma ancora poco nutrita, squadra di giovani dirigenti già in prima linea nei club, destinata a giocarsi un ruolo importante nel rilevare le redini del calcio professionistico italiano. In coppia con il giovane presidente Campedelli, Luca Mancini da Direttore Generale dell’A.C. Cesena, ci parla dei numeri del bilancio e delle scelte che stanno operando per la ritrovata protagonista, passata in due anni dalla Lega Pro alla vetrina della Serie A.
Lei attualmente ricopre la carica di Direttore Generale dell’A.C. Cesena ma nasce come Dottore Commercialista. Quanta esperienza ha maturato nel mondo del calcio?

Luca Mancini: Sono stato calciatore a livello giovanile ma per quanto riguarda la gestione di una società professionistica questa con il Cesena è la mia prima esperienza. Lavoro con il Cesena dal Gennaio 2009 quand’eravamo ancora in Lega Pro. In precedenza ho lavorato per 10 anni come commercialista della Nazionale italiana cantanti, dove ho avuto il primo approccio al marketing, alla raccolta fondi…naturalmente si trattava di un associazione Onlus, adesso lavoro per una società professionistica.

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Nel mondo del calcio, soprattutto in Italia, la gestione sportiva la fa da padrone. Voi date spazio alla Corporate Governance?

Luca Mancini:Il grosso difetto del sistema calcio è che il successo o il fallimento di una società è strettamente legato al calciomercato e alle plusvalenze. Il nostro obiettivo è che i costi operativi siano uguali ai ricavi operativi. L’azienda Cesena conta circa 110-120 dipendenti di cui solo la metà si occupa della gestione tecnico-sportiva. La struttura del Cesena è atipica rispetto ad altre società, noi non abbiamo un Direttore Sportivo, è il Presidente a occuparsi del mercato mentre il sottoscritto ha il controllo generale di tutta l’azienda. Riusciamo così ad avere una velocità di governance imparagonabile ad altre società.

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Il Cesena ha raggiunto quest’anno la Serie A. Che differenza di budget c’è rispetto alla Lega Pro?

Luca Mancini: Abbiamo fatturato 5 milioni in Lega Pro, siamo passati ai 12 milioni in Serie B e quest’anno avremo un fatturato presunto che si aggirerà sui 28 milioni di euro.
L’incidenza del costo dei calciatori non è mutata troppo, più o meno siamo sempre tra il 60% ed il 70% del fatturato totale. Il problema sussiste quando retrocedi e ti porti dietro contratti onerosi che vanno ad incidere pesantemente sul bilancio. Quest’anno abbiamo un vantaggio economico perché molti contratti sono tarati sulla Serie B, basti pensare che il nostro monte ingaggi totale ci costa quanto l’ingaggio lordo che percepisce il solo Ibrahimovic.

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Tifosi Cesena Quanto incidono sul bilancio i diritti televisivi?

Luca Mancini: Ricaviamo circa 17 milioni di euro dai diritti televisivi, ai quali vanno però sottratti le devoluzioni. Contestiamo alla Lega i 2,5 milioni che dovremmo versare alle squadre che partecipano all’Europa League. Si rasenta l’assurdità, grava sui club neopromossi, che sono i più deboli, un problema di equilibrio finanziario sulla gestione della torta proveniente dai diritti tv. Inoltre versiamo 2,5 milione di euro alla Serie B e 516,000 euro alla Lega Pro come mutualità.

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A proposito di calciomercato, c’è un pratica non proprio regolare di far sostenere il costo dei procuratori, o parte di esso, a carico dei club: voi avete in bilancio la voce agenti sportivi?

Luca Mancini: Assolutamente no. Pagare i procuratori sportivi è una pratica illegale.

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Un’importante contributo ai conti dei club verrà dall’accordo sulle modifiche al contratto collettivo dei calciatori: cosa ne pensa?

Luca Mancini: Uno dei punti di maggior contrasto riguarda il tetto degli stipendi. Oggi andiamo verso contratti meritocratici, legati cioè ai risultati sportivi. A mio avviso è giusto che ci siano contratti più flessibili. I calciatori un passo indietro l’hanno fatto e non poteva essere altrimenti perché il fair-play finanziario previsto dalla Uefa sarà il banco di prova di ogni società.

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Platini fa spesso riferimento alla difficile situazione finanziaria dei club. Voi avete un monte debiti?

Luca Mancini: Partiamo dal presupposto che bisogna distinguere i debiti “sani” da quelli “malati”. Non mi faccio mai incantare dai numeri secchi. Abbiamo il vantaggio di portare ogni anno alla ribalta calciatori importanti e questo per noi costituisce un importante autofinanziamento.

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Infatti, come molte realtà di provincia investite molto sul settore giovanile...

Luca Mancini: Il settore giovanile ci costa 1,1 milioni di euro l’anno. Lanciamo ogni anno giovani interessanti, abbiamo investito molto nella squadra Primavera, abbiamo acquistato quattro giovani calciatori dall’Espanyol. Proprio domenica scorsa contro la Juventus a Torino ha esordito un ragazzo spagnolo del 1991 , Alex Rodriguez che farà sicuramente parlare molto di se, una punta rapida e veloce con l’istinto del gol che ricorda molto Gabriel Batistuta. Abbiamo allargato quindi i nostri orizzonti, perché se si vuole competere a certi livelli si deve per forza di cose guardare al mercato globale.

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All’interno dei club occupa un posto sempre più rilevante il Marketing: come è strutturata la vostra relativa area?

Luca Mancini: Abbiamo una struttura Marketing interna composta da 5 persone e come partner Gsport, leader di mercato nel settore marketing applicato allo sport. Quest’anno in tempi record, abbiamo ristrutturato la tribuna dello Stadio Manuzzi, rifatto il campo da gioco, realizzato degli skybox. Tutto questo per merito della struttura Marketing.

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Avete anche stipulato due contratti di sponsorizzazione molto importanti con Technogym e Adidas. Come sono nate queste partnership e quanto incidono sul budget finanziario?

Luca Mancini: Ci siamo posti due grandi obiettivi: avere un importante sponsor tecnico e uno sponsor locale importante. Il presidente si è occupato di tessere i rapporti con l’Adidas, io invece ho lavorato 6 mesi per convincere Alessandri, presidente della Technogym a legare il loro nome alla nostra squadra. Sono riuscito a dimostrargli che il Cesena è un marchio di alta qualità. Per quanto riguarda gli introiti, abbiamo rinunciato ad altre sponsorizzazioni più favorevoli dal punto di vista economico ma che non garantivano lo stesso ritorno di visibilità. Sul budget incidono in maniera marginale, siamo sul 7% del totale del fatturato.

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Uno dei mali del calcio italiano è rappresentato dagli stadi fatiscenti e non di proprietà dei club: voi che progetti avete?

Luca Mancini: Lo stadio Manuzzi è modernissimo ad esclusione della tribuna che è di proprietà pubblica. Sono due anni che stiamo lavorando ad un project financing, unico modo per intervenire con soldi di privati su beni pubblici. Cerchiamo un pool di imprenditori, di banche che finanzino la realizzazione della tribuna che verrà data in concessione per un certo lasso di tempo.
Un investimento importante riguarda la riqualificazione del centro sportivo di Villa Silvia, che prevede un nuovo campo in sintetico, il rifacimento degli spogliatoi e una nuova palestra in collaborazione con Technogym. Un progetto importante che ci costerà 4-5 milioni di euro.

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Per concludere, curate i rapporti con la Lega Calcio e come sono le relazioni con i nuovi club della Serie A?

Luca Mancini: È lo stesso presidente Campedelli che partecipa alle assemblee di Lega e mi tiene informato. Abbiamo poi un rapporto diretto con i dirigenti degli altri club prima delle partite, una sorta di briefing in cui affrontiamo a 360° i temi del calcio. È una nostra iniziativa molto apprezzata dagli altri presidenti, diffusa all’estero, ma che in Italia si stenta ad adottare.

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chi È

Luca Mancini, nato nel 1963.
È da marzo 2010 Direttore Generale dell A.C. Cesena.
Laureato in Economia e Commercio. Appena laureato passa sei mesi presso la Banca Popolare dell’Emilia Romagna; nel 1993 apre il suo studio professionale di commercialista.
Dal 2001 al 2006 ricopre l’incarico di revisore contabile presso il Comune di Longian. Di incarichi professionali di prestigio vi è quello di organizzatore eventi della Nazionale Italiana Cantanti.
Dal Marzo 2009 diventa Vice Presidente Ac Cesena, per poi diventare il Direttore Generale del Club.
 
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