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La realtà del Sassuolo e i difficili conti della B Stampa E-mail
Novembre 2010
Intervista a Carlo Rossi Presidente Sassuolo Calcio
Carlo Rossi CARLO ROSSI
Presidente Sassuolo Calcio


"La tendenza della nuova Lega di Serie B sarà quella di favorire sempre più l’utilizzo dei giovani che, ovviamente, sono più accessibili dal punto di vista contrattuale. Sarebbe inoltre opportuno ridurre a 20 dalle attuali 22 il numero delle squadre di Serie B"
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Con i club di serie A di calcio concentrati sul migliore sfruttamento della torta proveniente dai diritti televisivi, la sfida dei colleghi della nuova serie B è di ridurre, se non di azzerare, i deficit annuali di bilancio, rilanciando sul miglioramento delle presenze allo stadio e sul definitivo prevalente impiego dei giovani calciatori. Ne abbiamo conferma dalle parole di Carlo Rossi presidente del Sassuolo Calcio che riesce ad avere un modello di gestione sano, quindi senza folli spese, ma ambizioso e competitivo per la categoria cadetta.
Tuttavia l'equilibrio dei conti si raggiunge solo in virtù delle risorse impegnate dall'azienda Mapei, proprietaria del club.
Sappiamo che la proprietà del Sassuolo è della Mapei di Giorgio Squinzi, qual è il suo rapporto con la proprietà?

Carlo Rossi: Sono da quaranta anni agente tecnico commerciale della Mapei per Sassuolo e province limitrofe e da sette anni presidente ed amministratore delegato del club. Ho avuto la fortuna di individuare dei collaboratori giusti e questo è evidente dai risultati ottenuti dal Sassuolo negli ultimi anni. Importantissimo è stato il supporto del dott. Bonato che ha saputo organizzare il Sassuolo Calcio sia sotto l'aspetto tecnico che gestionale. Puntando fin dall'inizio su atleti che già conosceva, tramite precedenti esperienze al Monza ed al San Marino, Bonato ha creato il gruppo con il quale ha preso il via la scalata che ha portato il Sassuolo dalla C2 all'attuale Serie B.

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Che dimensione ha il budget del Sassuolo? E quanto contribuisce la Mapei?

Carlo Rossi: Di solito si studia un budget ad inizio anno ipotizzando le uscite e le entrate e si cerca di rispettarlo anche se questo è molto difficile perché, immancabilmente, le entrate tendono a stabilizzarsi o addirittura a calare mentre le uscite aumentano sempre. In termini numerici il nostro budget negli ultimi due anni si è aggirato intorno ai tredici milioni di Euro, un budget da fascia medio-alta in Serie B.
La cifra ovviamente comprende tutto: le spese per il settore giovanile, l'affitto dello Stadio Braglia di Modena per le partite della prima squadra e tutte le spese organizzative. Mapei crede nell'importante messaggio che può dare una realtà piccola come il Sassuolo nei campionati calcistici italiani, cosi come ha dimostrato di saper fare benissimo nel ciclismo dove è stata leader mondiale con la propria squadra per ben 9 anni. Nel Sassuolo Calcio la Mapei contribuisce, tramite la sponsorizzazione, a ripianare per il 95% (che è anche la sua quota di proprietà del club) la differenza fra le entrate e le uscite.

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Il tessuto industriale del modenese è un pò in crisi, non vi è molto vicino.

Carlo Rossi: No, in verità non siamo scontenti, ricaviamo 800-900 mila Euro in cartellonistica: diverse aziende del comprensorio ceramico si avvalgono infatti del veicolo promozionale che rappresenta il Sassuolo Calcio per dare visibilità al proprio marchio. Questa attività di commercializzazione contribuisce per un 7% sul totale delle entrate, un altro 7/8% viene introitato con abbonamenti ed incassi, quindi c'è la mutualità che contribuisce per un altro 30%.

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Ci vorrebbe una mutualità differente tra serie A e serie B?

Carlo Rossi: Da quest'anno le cose vanno migliorando, la nuova serie B, dopo la rinuncia di Tim, che ha preferito rimanere con la serie A, ha dato vita ad un nuovo progetto con l'azienda a marchio Bwin. La cifra che siamo riusciti a ricavare non è eccezionale ma, unita alla vendita dei diritti televisivi, alla mutualità della Serie A e ad altre diverse entrate, permette ad ogni società della Serie Bwin di introitare un contributo che può andare dai 3,5 ai 4,5 milioni di Euro, una variabile che tiene conto dei parametri che incentivano l'utilizzo dei giovani e i risultati sportivi degli ultimi 3 anni sommati a quelli del campionato in corso.

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Quanto incidono gli stipendi della prima squadra?

Carlo Rossi: Incidono notevolmente. Siamo intorno al 65% del budget in uscita, purtroppo è una prerogativa italiana; i calciatori sono giustamente tutelati però ci vorrebbe qualche correzione, soprattutto per quanto riguarda le squadre che retrocedono dalla A alla B e dalla B alla Lega Pro che si ritrovano giocatori con contratti da categoria superiore, una situazione che negli ultimi anni ha portato alcune squadre a scomparire dal panorama calcistico professionistico. La tendenza della nuova Lega di Serie B sarà quella di favorire sempre più l'utilizzo dei giovani che, ovviamente, sono più accessibili dal punto di vista contrattuale. Sarebbe inoltre opportuno ridurre a 20 dalle attuali 22 il numero delle squadre di Serie B.

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Sarebbe, quindi, opportuno estendere la proposta europea di Platini che insiste con fair play finanziario e tetti agli stipendi?

Carlo Rossi: Sicuramente è un' iniziativa da condividere. Andrebbero a beneficiarne le società che non improvvisano nulla, che rispettano e onorano i loro impegni e si attengono alle regole. Armonizzerei anche le tassazioni in modo da rendere la competizione sportiva più sana e moderna.

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Come politica societaria avete un tetto ingaggi?

Carlo Rossi: Cerchiamo sempre di attenerci al budget deciso ad inizio anno poi chiaramente la stagione può riservare brutte sorprese quali infortuni o giocatori che non rendono come dovrebbero, ciò “costringe “ quindi la società a fare nuovi acquisti per tentare di raggiungere gli obiettivi prefissati. Posso dire per esperienza che le uscite tendono sempre ad aumentare anche quando si cerca di mantenere una linea equilibrata e moderata.

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Ma lei, che viene da un altro settore, non giudica esagerati gli stipendi dei calciatori?

Carlo Rossi: Sì, assolutamente. È giusto che i campioni vengano remunerati in modo maggiore ma anche in Lega Pro e in Serie B i calciatori hanno stipendi che neanche i grandi manager percepiscono. Un ragazzo di 15 anni ha già un procuratore e pensa già di essere arrivato: il primo contratto a livello di Serie B è di circa 25.000 euro lordi all'anno pari a 18.000 euro netti, uno stipendio da persona adulta con una famiglia a carico.

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Sassuolo Calcio - Mapei Com'è il rapporto con il vostro pubblico?

Carlo Rossi: Molto buono, purtroppo però l'affluenza media di spettatori è di 3.500 presenze a partita. Sassuolo conta 41.000 abitanti e storicamente il tifo calcistico è sempre stato diviso tra diverse realtà della zona quali Reggiana, Modena e Bologna. Ultimamente però molti si stanno avvicinando al Sassuolo e questo ci fa molto piacere. Siamo un pò svantaggiati come tifo rispetto ai nostri avversari ma abbiamo però il vantaggio di avere meno pressione rispetto ad altre piazze, i giocatori possono giocare ed allenarsi tranquillamente e questo permette a chi lavora a Sassuolo di esprimersi al meglio.

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Per il ritorno della B bisogna puntare sulle giovani leve, il vostro settore giovanile come è organizzato e quanto vi investite?

Carlo Rossi: Il nostro settore giovanile, anno dopo anno, è sempre cresciuto in maniera esponenziale sia sotto l'aspetto numerico che dal punto di vista dei risultati. Per questa stagione sportiva abbiamo previsto un budget di 700.000 Euro per supportare al meglio le 7 squadre: Primavera, Allievi Nazionali e Regionali, Giovanissimi Nazionali e Regionali e due squadre di Esordienti. Cerchiamo di collaborare con le società limitrofe, parrocchiali e di quartiere delle nostre zone ma abbiamo allacciato anche ottimi rapporti con società di Serie A quali Sampdoria e Inter. Nella stagione scorsa abbiamo partecipato per la prima volta al Torneo di Viareggio ottenendo il buon risultato dell'accesso ai quarti di finale della manifestazione. Siamo fieri che alcuni giocatori usciti dal nostro settore giovanile stiano facendo importanti esperienze in squadre di Lega Pro e certamente qualcuno di loro avrà la possibilità di rientrare e far parte della nostra prima squadra.

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Avete progetti per un vostro stadio?

Carlo Rossi: Dal momento che dalla C1 siamo stati promossi subito in Serie B, ci siamo trovati nell'impossibilità di giocare a Sassuolo poiché costruire uno nuovo era un' impresa non realizzabile. Abbiamo quindi optato per andare a giocare allo Stadio Braglia di Modena, in alternanza con il Modena Football Club, uno stadio che ritengo fra i migliori d'Italia anche se questa operazione ci comporta notevoli spese per l'affitto e il montaggio e lo smontaggio della pubblicità. Costi che avendo uno stadio adeguato a Sassuolo si potevano risparmiare.

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Alla base dell'avventura Sassuolo c'è comunque l'impegno del proprietario che è Giorgio Squinzi. Grande sponsor, nel recente passato del ciclismo.

Carlo Rossi: Il dott. Squinzi è un grande appassionato di sport e soprattutto di ciclismo, una disciplina dalla quale è però è uscito in maniera polemica nel 2002. Dopo aver creato il centro Mapei Sport Service a Castellanza, struttura all'avanguardia nata al fine di controllare direttamente gli atleti che correvano nelle varie squadre Mapei e toglierli allo stesso tempo da maneggioni vari che alimentavano pratiche non corrette, Squinzi si è visto sempre più emarginato dall'ambiente del ciclismo: la sua voglia di chiarezza e di comportamenti corretti evidentemente non erano ben visti. Il prof. Aldo Sassi, responsabile del centro Mapei Sport Service, oltre ad essere da più di 6 anni a fianco del Sassuolo Calcio, ha seguito il campione di ciclismo Ivan Basso, reduce da una squalifica per doping, nella difficile opera di rientro con una preparazione accurata e specifica che gli ha permesso di vincere il Giro d'Italia. Lo stesso Basso ha riconosciuto e ringraziato Giorgio Squinzi per averlo aiutato in questa impresa ardua ma davvero piena di soddisfazioni.

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Poi sol di recente la sua attenzione si è spostata sul calcio: prima diventa sponsor della Figc, poi acquista il Sassuolo.

Carlo Rossi: Squinzi si è invece avvicinato al Sassuolo Calcio quasi come fosse un atto di riconoscenza verso l'industria ceramica sassolese che negli anni 60/70 permise alla Mapei di farsi conoscere a livello internazionale in seguito alla diffusione mondiale dei suoi prodotti.

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chi È

Carlo Rossi, nato nel 1950.
Dal 1970 agente Mapei per l'Emilia.
Dal 1981 al 2001 ha ricoperto la carica di Presidente della società sportiva dilettantistica U.S. Braida di Sassuolo: dalla Terza Categoria alla Promozione con la prima squadra oltre a 10 squadre di settore giovanile.
Nel 2002 entra nel Sassuolo Calcio con l'incarico di Responsabile del Settore Giovanile.
Nel 2003 diventa Presidente e guida il Sassuolo alla salvezza in C2.
L'anno successivo, con il supporto del Dott. Nereo Bonato, prende il via il nuovo progetto Sassuolo ed inizia il ciclo che porterà i neroverdi in C1 e successivamente in Serie B.
Dal 2005 al 2008 ha ricoperto l'incarico di Consigliere di Lega di serie C.
Dal 2010 diviene Consigliere della nuova Lega di Serie B.
 
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