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Le ambizioni dei Lupi per un volley con più appeal Stampa E-mail
Febbraio 2011
Intervista a Agostino Pantani Presidente Lupi Volley Santa Croce
Agostino Pantani Agostino Pantani
Presidente Lupi Volley Santa Croce


"L'Italia pallavolistica deve molta della sua immagine ai successi ottenuti dalla nazionale e il campionato ha finito per perdere il suo appeal. Per questo abbiamo bisogno di una regular season meno "frastagliata" in cui gli atleti abbiano modo di allenarsi con più continuità"
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Attualmente è la più importante realtà pallavolistica della Toscana con quasi cinquant'anni di storia, vincitrice dell’ultima edizione della coppa Italia di A2, con l’ambizione di pensare a fare il salto in A1, sportivo come organizzativo, è un altro esempio di come sia possibile con un piccolo budget alimentare il sogno e la passione sportiva di una città, provincia, regione ma anche sviluppare un’ indotto economico per il coinvolgimento di sponsor e partner legati al territorio, in questo caso per lo più specifici del settore conciario. Abbiamo incontrato ai margini della finale vinta di Verona, il presidente del sodalizio toscano, Agostino Pantani (di cui non ne è proprietario, ma espressione del gruppo di imprenditori sostenitori), che ce ne ha illustrato il modello ed offerto uno spunto di riflessione sulle condizioni del volley in Italia.
Lei è il presidente della società Lupi Pallavolo Santa Croce, che ha una tradizione di quasi 50 anni, ed un modello di sostegno economico legato al territorio.

Agostino Pantani: Siamo dodici consiglieri ed io, come presidente, sono giunto quasi a fine mandato, che dura tre anni. Come per altre realtà in A2, abbiamo una grossa componente di azionariato popolare. Nel nostro paese, che è Santa Croce sull'Arno, "si respira pallavolo" a tutti i livelli e i nostri sostenitori sono anche azionisti di questa società. Alcuni di questi hanno scelto di entrare nel consiglio d'amministrazione, molti sono rappresentanti del settore conciario: i nostri sponsor principali sono legati all'industria del pellame e, fino allo scorso anno, nostro main sponsor è stato uno dei maggiori produttori di prodotti chimici conciari.

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La pallavolo in Italia è rappresentata sempre più solo dalla provincia: le grandi città, infatti, non riescono a portare avanti il movimento del volley.

Agostino Pantani: È assolutamente vero. Noi siamo riusciti a sopravvivere ad annate difficili economicamente proprio grazie al sostegno degli sponsor fortemente legati al territorio. Le partnership con la squadra e i rapporti commerciali con gli sponsor sono indubbiamente agevolati dal fatto che essa è gestita ed amministrata anche da titolari di aziende locali.

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Da quest'anno il nuovo nome della squadra è Ngm mobile S. Croce.

Agostino Pantani: Si. Quest'anno abbiamo la fortuna di avere come main sponsor Ngm, azienda leader nella produzione di telefoni dual sim che sta promuovendo massicciamente i suoi prodotti e ha scelto la nostra squadra per valorizzare la sua visibilità; d'altronde l'azienda è collocata sul della nostra provincia.

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Qual è il fabbisogno economico necessario per sostenere il campionato di pallavolo A2? E per vincerlo?

Agostino Pantani: Un budget di prima squadra che consenta una permanenza in media-alta classifica si aggira tra gli 800.000 e il milione di euro. Noi l'anno scorso abbiamo affrontato il campionato con un budget ben più modesto rispetto a queste cifre riuscendo comunque a competere fino all'ultimo con la M. Roma di Massimo Mezzaroma. Il mondo dello sport è bello anche perché spesso anche senza investire cifre importanti si raggiungono obiettivi che vanno ben oltre le ambizioni.

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Il livello medio degli stipendi nel volley femminile talvolta supera quello del volley maschile.

Agostino Pantani: È vero, le atlete donne non guadagnano affatto meno degli uomini. Inoltre nel mondo della pallavolo femminile, al di là delle società di livello, ben strutturate e storicamente importanti, ci sono squadre con budget fittizi che fanno innalzare, ingiustamente, le quotazioni delle giocatrici, impedendone l'acquisto da parte di altre società più sane.

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Qual è lo stipendio medio di un giocatore di volley maschile di A2?

Agostino Pantani: Un atleta di primissima fascia guadagna attorno ai 100.000 euro netti a stagione. Per gli atleti titolari di una squadra di media-alta classifica si va invece dai 35.000 ai 60.000 euro.

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Pantani con tifosi Per ridimensionare i costi si attinge anche dal settore giovanile?

Agostino Pantani: Assolutamente si. Per una squadra che punta a stare in alto in classifica è necessario avere dei giocatori di ricambio che siano innanzitutto in grado di allenare e almeno due di questi di reggere l'alto livello dei titolari. Investiamo molto sul settore giovanile, almeno il 10% e questo spesso ci ripaga come nel caso della cessione di un nostro giovane palleggiatore che ci ha permesso di rimpinguare il budget.

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Come nel calcio e nel basket cresce l'incidenza degli stipendi sul budget e poche risorse restano da destinare a struttura e governance.

Agostino Pantani: Nel caso in cui dovessi essere confermato come presidente di questa società, il primo obiettivo non sarebbe nell'ambito della gestione sportiva, per la quale siamo arrivati a una condizione ottimale, ma in ambito organizzativo e societario, soprattutto se facessimo il salto di categoria. Avremmo bisogno ad esempio di una persona che a tempo pieno si occupi del marketing, curi i rapporti con gli sponsor e la nostra immagine.

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Quanto incide il main sponsor sul budget totale? E il ticketing?

Agostino Pantani: Il main sponsor per circa il 40%, il ticketing per non più del 10%. Ma almeno un giocatore di ottimo livello riusciamo ad acquistarlo proprio con gli incassi da palazzetto.

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In Italia, al volley, i media non danno la visibilità che meriterebbe. Lo squilibrio in termini di diritti tv e pagine sui quotidiani è spropositato e ingiustificato rispetto al calcio.

Agostino Pantani: In quanto presidente societario partecipo alle riunioni di lega; sono anche consigliere federale ed ho affrontato la questione più volte. Ma purtroppo, proprio gli aspetti positivi di questo sport pulito, fatto da persone semplici, lo penalizzano e spesso non riusciamo a valorizzarli sufficientemente. E poi soffriamo della mancanza del "personaggio" anche perché i pallavolisti sono spesso "bravi ragazzi" che non si lasciano trascinare dagli scandali e dal gossip. Invece si dovrebbe valorizzare la loro l'immagine di atleti/e con caratteristiche fisiche importanti. Sembra che la pallavolo sia lo sport solo delle donne: forse lo è per numero di praticanti ma è uno sport difficile e completo praticato anche da tanti atleti uomini.

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Occorre più ambizione nel "vendere il prodotto" così come è stato fatto per il rugby, per il quale di fatto esiste solo la nazionale.

Agostino Pantani: In ambito federale sono consigliere referente per i grandi eventi e conosco bene gli impegni delle nostre selezioni nazionali. Da maggio inizia la stagione delle nazionali: con la maschile quest'anno giocheremo per la World League contro Cuba per due volte qui in Italia, poi contro la Francia e contro la Corea; c’è poi il campionato europeo a settembre. L’anno prossimo è previsto che il campionato si interrompa a più riprese proprio in funzione dei tornei di qualificazione olimpica. In ambito federale si dovrà cercare di valorizzare a livello internazionale l’importanza del nostro campionato e far comprendere la necessità che questo debba avere uno svolgimento continuo e regolare. Anche perché gli interessi di molte altre federazioni, nelle quali spesso l’esito di un campionato è legato al risultato di tre-quattro partite, sono molto più legati all’attività delle proprie squadre nazionali.

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Il dualismo Federazione-Lega c'è in tutti gli sport, ma nel caso del volley, occorre ancora valorizzare al meglio l’immagine del campionato rispetto alla nazionale.

Agostino Pantani: L'Italia pallavolistica deve molta della sua immagine ai successi ottenuti dalla nazionale e il campionato perdendo un po’ del suo appeal. Esiste una sorta di sinergia che lega la popolarità del nostro campionato con i risultati della nostra nazionale. Ed è per questo abbiamo bisogno di una regular season meno “frastagliata”, in cui gli atleti abbiano modo di allenarsi con più continuità, in modo che questi possano arrivare anche più preparati ed offrire migliori prestazioni anche con la Nazionale.

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Intervista curata da Bianca Angrisani

chi È

Agostino Pantani, nato a Pisa nel 1964.
Laureato in Chimica Industriale nel 1994 presso l’università degli Studi di Pisa.
Ha svolto dal 1995 attività libero professionale.
Nell’ambito delle problematiche connesse alla gestione della sicurezza aziendale ha ricoperto fin dal 1996 l’incarico di Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione per aziende artigianali, industriali e di servizi.
Dal 1998 Agostino Pantani svolge inoltre attività di Ispettore Tecnico per conto dell’Istituto di Certificazione della Qualità per l'Industria Conciaria. Più volte nominato Consulente Tecnico di Ufficio, ha assunto incarichi di Consulente Tecnico di Parte nell’ambito di cause civili e procedimenti penali.
Dal 1997 Pantani ha costituito una società di consulenza al servizio delle aziende per l’applicazione delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, gestione rifiuti bonifiche, trasporto merci pericolose, gestione prodotti chimici ed inquinamento idrico, inquinamento atmosferico e inquinamento acustico. È Presidente del club di Volley Lupi Santa Croce che conquista il Trofeo Banca Popolare di Verona Coppa Italia di Serie A2 a Verona.
 
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