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Pallacanestro Varese sperimenta l'azionariato diffuso Stampa E-mail
Novembre 2013
Intervista a Francesco Vescovi Presidente Varese Basket e Michele Lo Nero Presidente Consorzio Varese nel Cuore
Michele Lo Nero e Francesco Vescovi Francesco Vescovi e Michele Lo Nero
rispettivamente Pres. Varese Basket e Pres. Consorzio Varese nel Cuore

"Se certamente possiamo contare su un nome ed un passato, c’è bisogno di comunicare un marchio, Varese nel cuore, nuovo e legato più al territorio che al basket"
"L’obiettivo, di qui a qualche anno, è quello di raggiungere un numero di soci che si aggiri intorno ai cento -centocinquanta; fatto questo, una quota andrà ai tifosi"
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Innegabilmente l’ossatura del modello di governance dei club professionistici italiani è generata, ormai quasi in modo indelebile, dalla linea di conduzione e dalla forza economica del presidente- proprietario. Ancor oggi, il sostegno ai vari budget annui è ad opera della famiglia proprietaria, nonostante le attività del marketing sportivo abbiano fatto passi avanti importanti anche in Italia.
Evidentemente non ancora sufficienti, anche perché non ci si crede fino in fondo, cioè fino al punto da investirvi importanti risorse. Ma questa è un’altra storia. Un importante alternativa è quella dell’azionariato diffuso, a molti nota come il modello del club di Barcellona.
Un esempio, in scala e con qualche variazione, si sta sperimentando a Varese con la mitica Pallacanestro, attraverso la costituzione di un Consorzio “Varese nel Cuore”, che è anche un marchio ed un progetto più articolato.
A pilotare questa interessante iniziativa – che speriamo faccia da esempio – c’è una figura mitica del basket italiano e varesino, quale quella di Francesco Vescovi, accompagnato dalla giovane energia di Michele Lo Nero, attuale presidente del consorzio, che di fatto è il nuovo proprietario del club. Li abbiamo incontrati proprio nel “palazzo” varesino, a margine di un allenamento della squadra.
Dal 2010 Pallacanestro-Varese traduce il suo assetto societario in una formula, quella del consorzio, per certi versi innovativa in questo settore. Come nasce questo progetto?

Francesco Vescovi: Il progetto è nato dalla necessità di salvaguardare una realtà importante, come il Varese Basket, dalla possibilità di andare incontro ad una stagione economicamente difficile. Un’idea partita dai proprietari, la famiglia Castiglioni, da me e Michele Lo Nero supportata; tale iniziativa, dopo un attento studio di fattibilità, ha portato alla creazione e ideazione di un progetto di tipo consortile al quale privati ed aziende possono aderire, facendosi carico di un onere finanziario, diventando nel contempo proprietari. Questo percorso ha portato, nel Luglio 2010, alla nascita del consorzio “Varese nel cuore”, società in grado di garantire alla nostra squadra un futuro stabile e duraturo.

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Quante e di che tipologia sono le imprese che hanno aderito al progetto?

Michele Lo Nero: Al momento della sua costituzione la nuova società contava diciotto soci fondatori che, ad oggi, sono diventati quarantaquattro. Il progetto è aperto: tutte le aziende del territorio possono entrarvi in misura alla propria capacità economica. Contestualmente all’acquisto della quota associativa, pari ad mille euro, viene stipulato un contratto con un impegno di sponsorizzazione su base triennale e l’opportunità di scegliere tra diversi profili di investimento, da dieci a cinquantamila euro, che corrispondono ad altrettanti benefit a livello comunicativo e di visibilità. Un tale discorso ci consente di poter programmare a lungo termine, potendo contare su un budget più o meno stabile. Per tipologia le aziende sono abbastanza diversificate: abbiamo dalle piccole realtà, a livello locale, alla grande multinazionale, come la Chrysler, appena entrata nella società.

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La struttura societaria assume, dunque, i connotati di una public company, una società a capitale diffuso. Quale in questo assetto la governance? E come coniugate le singole esigenze?

Michele Lo Nero: Innanzitutto il consorzio va consolidato. L’obiettivo, di qui a qualche anno, è quello di raggiungere un numero di soci che si aggiri intorno ai cento -centocinquanta; fatto questo, una quota andrà ai tifosi. L’idea, poi, è quella di creare un gruppo dirigente, presidente, organi sociali, rinnovabile ogni 3 anni; un modello virtuoso che dovrebbe spingere gli aspiranti a tale cariche a presentare e portare avanti progetti validi per la società. Il modello che abbiamo strutturato presuppone per il suo funzionamento un intervento di tanti, di tutti quelli che credono nel basket, in Varese e nel suo territorio.

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Varese nel cuore Un tale meccanismo potrebbe generare buone capacità di investimento e creare le basi per puntare in alto. Volendo andare un po’ oltre, potremmo parlare in futuro di un ritorno nell’Eurolega?

Michele Lo Nero: L’obiettivo, a breve termine, è mantenere una certa stabilità in serie A. Volendo ragionare a lungo termine, fermi restando i vincoli legati a questioni di budget, una programmazione costante e step by step potrebbe, in futuro, consentirci di raggiungere obiettivi elevati.

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La programmazione presuppone un coinvolgimento a tutti i livelli, a partire dai giovani. Di recente proprio con Sponsornet, Valter Scavolini nel rilanciarne il ruolo, ha però contestato i meccanismi attivati dall’introduzione della legge Bosman: quanto ne condividente i contenuti relativi alle conseguenze sulla durata dei contratti e sulla stessa professionalizzazione degli atleti italiani, con il relativo lievitare dei costi degli stipendi?

Francesco Vescovi: Questi elementi creano indubbiamente una sorta di circolo vizioso, poiché la nostra normativa vuole che cinque -sei contratti siano con atleti italiani, ma questo significa adattarsi al mercato e ai costi alti, impiegando risorse che vengono, per forza di cose, sottratte al settore giovanile. L’unico modo per fare fronte a questa situazione, a nostro parere, è che si premi il merito così che le società possano calmierare prezzi e costi, programmare il budget e gli stessi investimenti nel settore giovanile.

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Varese nel cuore A quanto ammonta il vostro budget annuo e quanto incide su questo il settore giovanile?

Michele Lo Nero: Considerando che la nuova società è appena partita, il budget rispecchia ed è espressione di questa nascita, collocandosi al di sotto dei cinque milioni annui; per questa stessa ragione l’incidenza del settore giovanile è limitata al 7- 8%, mentre il peso maggiore, circa l’80%, è inevitabilmente degli stipendi.

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La percentuale sugli stipendi rispecchia quella che è la media nazionale ed è un approccio organizzativo che tende a sacrificare economicamente gli aspetti di governance e gestionali. Come intendete muovervi su questo fronte, che noi riteniamo stategico?

Francesco Vescovi: Tra gli aspetti che intendiamo curare c’è sicuramente una maggiore attenzione agli elementi strutturali, come la nuova sede che sarà realizzata a breve nel cuore di Varese, e alle risorse umane direzionali, soprattutto in termini di formazione professionale. Noi riteniamo che, se l’organizzazione interna è formata ed informata, essa comunica e cresce in maniera funzionale, trainando anche il resto.

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Varese nel cuore Nello specifico delle politiche di marketing, che situazione avete trovato e come pensate di muovervi? Inoltre, quanto sfruttate la possibilità, determinata dalla presenza di numerose aziende proprietarie e sponsor, di mettere in atto attività di B2B?

Francesco Vescovi: Se certamente possiamo contare su un nome ed un passato, che ha un valore ormai acquisito e consolidato, c’è bisogno di comunicare un marchio, Varese nel cuore, nuovo e legato più al territorio che al basket. Diverse sono le attività già in essere, quali gli incontri di basket tra i consorziati o i workshop, unitamente alle iniziative di co-marketing, con il settore calcistico; ma un piano efficace va strutturato in maniera scrupolosa e curato costantemente.

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Chiudiamo sulle opportunità ascrivibili al disegno di legge sugli stadi che, purtroppo, giace ancora alla Camera: avete eventuali progetti nel cassetto?

Francesco Vescovi: Tra gli obiettivi, che ci siamo prefissati, c’è sicuramente il rimodernamento del palazzetto, il Pala Whirlpool, per renderlo più accogliente, accessibile e funzionale; non si tratta però di un project financing, in quanto la logica sottostante non ha a che fare con un eventuale business che un investimento di un certo livello potrebbe sostenere; quello che facciamo è legato al valore sociale che ha lo sport e, nello specifico, il basket per Varese e il suo territorio.

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Intervista a cura di Cristiana Trezza

chi sono

Francesco Vescovi, nato nel 1964.
Ricopre come attuale posizione quella di Presidente della Pallacanestro Varese. È un ex cestista, allenatore di pallacanestro e dirigente sportivo italiano. Ha giocato praticamente tutta la carriera a Varese, dove ha vinto lo scudetto 1999. Vanta il maggior numero di presenze con la maglia della Pallacanestro Varese (659). Il 22 dicembre 2006 ha dato l'addio al basket al Palawhirlpool di Varese. Iniziò la carriera da allenatore nel Campus Varese in C1 portando la squadra in finale playoff. Nella stagione 2007-08 torna alla Pallacanestro Varese come assistente del coach. Ha ricoperto anche il ruolo general manager del club di cui ora è presidente.

Michele Lo Nero, nato nel 1978.
È il vice presidente di Varese Pallacanestro dal 2010 e presidente dallo stesso anno del Consorzio Varese nel Cuore S.C.A.R.L..
Nel 2001 consegue la Laurea in Economia Aziendale presso l’Università C. Cattaneo di Castellanza. Nel 2002 si specializza con un Master in Merchant Banking e nel 2005 conseguendo un’altra Laurea in Giurisprudenza presso l’Università C. Cattaneo di Castellanza. Nel 2004-2005 è stato Promotore finanziario presso Banca Woolwich con sede a Milano. Nel 2006 ha ricoperto il ruolo di Coordinatore specialist finanziari del Gruppo Gabetti e nel 2007 diventa Amministratore della FIM CREDIT Mediatori Creditizi S.p.A.
 
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