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Un club e due squadre per un progetto d'impresa Stampa E-mail
Novembre 2009
Intervista a Roberto De Zotti Vice Presidente vicario della Legabasket Femminile
Roberto De Zotti ROBERTO DE ZOTTI
Vice Presidente vicario della Legabasket Femminile
Il campionato 2007/2008 è stato trionfale per la società veneziana Umana. La squadra maschile raggiunge lo scudetto dilettanti ed ottiene una fantastica promozione che la riporta, dopo 12 anni, in Legadue. Il traguardo degli uomini di Dalmasson è accompagnato dall’impresa del team femminile che vince la Coppa Italia. Le ragazze guidate dal coach Riga rendono così a Venezia un trionfo nazionale, a 62 anni di distanza dallo scudetto conquistato nel 1946. “Un successo dedicato alla città che con questa vittoria si rilancia a livello di immagine - commenta il presidente Brugnaro - per Venezia e per quello che Venezia può dare al Veneto. È la dimostrazione che facendo squadra con un progetto serio si possono conseguire risultati importanti”. Nello scorso campionato, poi, la femminile ha mancato solo in finale la conquista dello scudetto, mentre la maschile si è aggiudicata la coppa disciplina di Lega Due ad ulteriore testimonianza di un progetto ambizioso che continua a crescere.
Sponsornet: In occasione del Basket Day organizzato dalla Lega Basket Femminile a Napoli, incontriamo Roberto De Zotti direttore della Reyer Basket Venezia, una delle poche realtà italiane con due squadre, maschile e femminile, impegnate nei nei principali campionati nazionali. Da vicepresidente di lega gli chiediamo qualche considerazione sulle difficoltà che incontrano le associazioni di club prof. nostrane ad esercitare una piena governance verso gli stessi club.
Roberto De Zotti: L’errore di base che io noto dal di dentro della lega, essendone vicepresidente, è che non può funzionare un organismo, portato avanti con il tempo libero tolto alla società. La lega deve avere una vita propria, con un direttore generale, un segretario generale con uno staff proprio e deve avere un suo modo di fare attività economica, un suo orientamento. Oggi siamo costretti a funzionare un pò tutti noi, ognuno offre un suo contributo ma diventa un fatto volontaristico che non funziona. Io, ad esempio, riesco a lavorare sulle regole in maniera più asettica, perché non ho degli specifici vantaggi ma si tratta sempre di un’ingiusta sottrazione di tempo alla mia società; figuriamoci poi nell’ambito del marketing chi è che farebbe qualcosa per gli altri, quando non lo fa per se! (ndr: proprio nei giorni successivi al nostro incontro, la Lega ha formalizzato l'arrivo di Mario Ghiacci alla direzione generale dopo l'ingresso di Saverio Frittella).

Sponsornet: E', dunque, un problema culturale e di volontà?
Roberto De Zotti: La lega potrebbe avere la forza del consorzio. Ma se i clubs non concentrano il loro impegno sulla lega, il potere, che essa può raggiungere, viene limitato. In effetti non sono le risorse che limitano, tuttavia la volontà di cedere un pò di potere ad un terzo che duole, proprio perché ognuno, a suo modo, vuole comandare.

Sponsornet: Ma parlando ora della realtà societaria della Basket Reyer, è vero che ormai più di 2000 famiglie a Venezia hanno i figli coinvolti nel basket?
Roberto De Zotti: Si, siamo campioni d’Italia con l’under 17 femminile; abbiamo partecipato alle due finali sia con le donne sia con i maschi. Negli ultimi anni si è creata una grande sinergia tra i nostri giocatori e questo ci ha portati a raggiungere livelli alti come nel passato.

Sponsornet: In che modo si cerca di emulare il passato?
Roberto De Zotti: Semplicemente puntando sulla forza del marchio Reyer. Costantino Reyer era un professore austriaco di Educazione fisica, giunto in Italia nel 1870. Egli creò un primo embrione di attività sportiva a Venezia nel 1872, che crebbe sempre più e che produsse talenti, in grado di portare onorificenza alla città. Oggi il marchio della squadra è sempre Reyer ma sostenuto dai proventi dell’azienda Umana del presidente.

Sponsornet: Come gestisce il presidente Brugnaro questa doppia attività?
Roberto De Zotti: Il presidente si è appoggiato alle proprie aziende e ci ha fatto fare un balzo dalla gestione del Palasport all’acquisizione della famosa palestra chiesa della Misericordia a Venezia, eretta nella metà del XIV secolo dal Sansovino e affrescata dallo stesso grande artista. Qui la pallacanestro ha trovato la sua casa ideale per 50 anni fino a diventare una struttura polivalente. Luigi Brugnaro ha codificato l’attività sportiva che già esisteva ed ha tesorizzato i valori pregressi di quella storia di affezione che il marchio Reyer aveva nella città. Inoltre, ne fatto una società SPA, creando delle interrelazioni gestionali tra l’attività sportiva e l’attività economica.

Sponsornet: C'è dunque sinergia tra la realtà sportiva e quella aziendale della proprietà?
Roberto De Zotti: Oltre a dire che beneficiamo del compendio dell’azienda madre, che a sua volta ha una propria azienda di comunicazione che supporta la nostra attività, vorrei sottolineare il fatto che fruiamo di sinergie silenti ma determinanti, che scaturiscono talvolta dalla passione per il proprio lavoro e non necessariamente dall’interesse per il guadagno. La nostra idea, infatti, è quella di portare a pareggio il nostro lavoro con il piacere personale per non rimetterci sempre.

Sponsornet: Quindi pensate ad una struttura polivalente come il modello del FuturSHow di Bologna?
Roberto De Zotti: Il nostro principale obiettivo è celebrare l’evento sportivo, poi con il tempo, volendo si potrebbero promuovere anche altre attività. D’altronde la filosofia dei nuovi impianti è proprio quella di dare spazio a tutte le attività collaterali che esso comporterebbe. In realtà è stata già comprata l’area adibita a questo progetto, ma le procedure si muovono lentamente, ovviamente non per colpa nostra. Abbiamo pensato di dotarlo di capacità modulabile, nel senso di portare la struttura a 7000 posti, a partire da 5000.

Sponsornet: Quali sono i progetti in cantiere per fronteggiare le esigenze di budget?
Roberto De Zotti: Innanzitutto l’A1 maschile potrebbe dare un significativo impulso alla notorietà della squadra. Poi contando sui flussi turistici - bastano solo le navi da crociera che sbarcano in città - le entrate lieviterebbero con l’ipotesi di proporre la maglietta a marchio Reyer come simbolo di Venezia e perciò farla diventare gudget turistico. Non a caso abbiamo scelto di farci produrre le nostre divise, rinunciando allo sponsor tecnico. L’attività del merchandising inciderebbe positivamente, supportata da una sponsorizzazione non solo a livello locale ma anche a livello nazionale. Bisogna soltanto essere umili e copiare o quanto meno farsi un’idea di quanto accade negli USA, ad esempio. Chiaramente l’altra fonte di equilibrio sostanziale è quello di creare un’attività produttiva al palazzetto con l’indotto derivante da area commerciale.
Sponsornet: Come gestite il rapporto con gli sponsor?
Roberto De Zotti: Ci appoggiamo in tutto all'azienda Umana, che con le 110 filiali e con un apposito ufficio si gestisce il call center, il marketing, la richiesta di sponsorizzazioni. Ad esempio abbiamo fatto un momento di affezione per la città, stipulando un contratto con gli ospedali dei reparti ostretici e regalando ad ogni neonato della nostra zona un kit con all’interno una maglietta Reyer, un peluche, una lettera in sette lingue di benvenuto e l’abbonamento al Reyer store. Oppure i nostri giocatori hanno un programma di apparizioni che vale più delle trasferte. Poi oltre alle trasmissioni televisive locali utilizziamo il vecchio metodo degli altoparlanti per pubblicizzare gli eventi, la partita ed in più abbiamo eseguito una operazione d’immagine, prendendo come consulente Dan Peterson che dà un tocco di originalità alle manifestazioni.
Basket Venezia maschile
Sponsornet: Tutto questo vi porta consenso con gli sponsor e visibilità verso il vostro pubblico che cresce?
Roberto De Zotti: Pensi che il nostro presidente era un imprenditore come tanti e nemmeno beneamato, eppure con la pallacanestro e con l’impresa Reyer è diventato uno degli imprenditori più amati del popolo veneziano, eletto anche come presidente delle associazioni industriali della provincia di Venezia. Brugnaro copre una grossa fetta del budget delle sponsorizzazioni, però abbiamo una marea di altri sponsor e di attività legate agli ingressi. Egli sta cercando di rendere il suo prodotto il più appetibile possibile al pubblico ed infatti abbiamo promosso al costo di 30 euro una tessera che dà diritto di vedere tutte le partite della femminile e ti dà la possibilità di acquistare al 50% i biglietti d’ingresso della maschile, in alternativa c’è sempre il biglietto singolo al costo di soli 8 euro.

Sponsornet: Le agevolazioni legate al biglietto hanno incrementato le vendite?
Roberto De Zotti: Con questa manovra abbiamo avuto un’enorme diffusione di questa tessera, ne abbiamo vendute 3300 su i 3500 posti del palazzetto, di cui 300 parterre. È nato così un coinvolgimento che ha portato a riempire il palazzetto sia nel campionato maschile che in quello femminile: raggiungiamo ogni settimana 3500 persone. Quest’anno la tessera ha subìto un piccolo aumento, poiché ci si avvicina pian piano a quell’ottica che preferisce la qualità alla quantità. Tuttavia è più qualificante mettere la pubblicità in un contesto così gremito, piuttosto che imporre un ingresso più alto con degli spalti meno animati. Tutto questo è immagine, marketing e scelta di strategie per arrivare al successo.

Sponsornet: Come ottimizzate l’immagine della vostra squadra?
Roberto De Zotti: Noi abbiamo già uno studio produttivo, in cui elaboriamo immagini, filmati, commenti, interviste che subito vengono inviati al nostro web e che contemporaneamente vengono distribuiti in cassette nei bar di Venezia. In occasione della vittoria della coppa Italia con le donne e del campionato di B1 con gli uomini abbiamo fatto un corteo con le gondole sino ad arrivare dal sindaco che ha premiato le rispettive squadre. Tutto questo è stato filmato e mandato in continuazione nei bar fino ad oggi. Siamo più di cinquanta persone coinvolte in questo progetto.

Sponsornet: Ed i giocatori come vivono queste iniziative?
Roberto De Zotti: I giocatori si prestano volentieri a fare attività nella loro città: essi realizzano interviste in diretta su TeleVenezia e TelePadova, vanno a tutte le inaugurazioni, ai mercati, nelle scuole e così via. Abbiamo aperto una collaborazione con la Q8, che prevede l’esposizione di una sagoma di uno dei nostri giocatori ed un'altra con i tabaccai; insomma stiamo cercando di entrare nel vivo della città. E poi è importante investire sulla propria immagine, anche se i ritorni non si vedono nell’immediato. L’anno scorso abbiamo distribuito coprimaglie e maglie a tutte le squadre Reyer; logicamente se vuoi affermarti devi dare delle spinte. Da non sottovalutare, poi, la nostra doppia potenzialità e cioè l'immagine della squadra femminile - nonostante si investa per i loro stipendi il 50% del budget dei contratti maschili - non è paragonabile a quella maschile, perché essa può divenire un’immagine di sviluppo da offrire, purchè gestita in maniera oculata.

chi è

Roberto De Zotti, 61 anni, cresciuto a livello sportivo nel vivaio calcistico dell’A.S.FAVARO, arriva nel 1968 al basket facendo nascere la sezione Pallacanestro dell’A.S.Favaro.
Nel 2004 è eletto miglior dirigente dell’ A1 femminile. Nel 2006 assieme a Chinellato e Brugnaro promove l'unione fra la società maschile SSC REYER 1872 ed il BASKET FEMMINILE VENEZIA REYER dando vita ad una nuova reatà, unica in Italia, la S.S.D. REYER VENEZIA MESTRE Spa presieduta dal dott. Luigi Brugnaro.
Nel 2007 è nominato Direttore Generale della Reyer.
 
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