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Una gestione condivisa per le campionesse d'Italia Stampa E-mail
Febbraio 2011
Intervista a Giancarlo Sorbini A.D. Sorbini e Presidente Pesaro Volley Femminile
Giancarlo Sorbini Giancarlo Sorbini
Presidente Scavolini Pesaro Volley


"È un modello voluto, primo per una forma di rispetto e poi perché è una società che è sempre rimasta con i piedi per terra. L'idea di collaborare insieme permette di vedere più avanti, avere un presidente con un solo tipo di visione non sarebbe stato il massimo per noi "
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Possiamo definirlo un caso di gestione condivisa di un club professionistico (per noi il volley di A, di fatto lo è).
Siamo a Pesaro, provincia operosa delle Marche con un tessuto industriale importante nel mobile come nel calzaturiero: più soci, con quote non necessariamente uguali, qualcuno partecipa anche come sponsor, con fette di responsabilità gestionale distribuita.
Al centro, con il pluriennale ruolo da main sponsor, l'inossidabile marchio della famiglia Scavolini.
Ma non la presidenza del club, che da alcuni anni è affidata al titolare dell'azienda di macchine per la verniciatura d'infissi Sorbini.
Giancarlo Sorbini ci parla del modello della Robursport Pesaro Volley, da tre anni campione d'Italia: competitivi al top del campionato, ma con fermo rispetto del budget, per un progetto iniziato nel 2000 con la promozione in A2.
Lei è presidente e sponsor della Scavolini volley: da quando e come?

Giancarlo Sorbini: Come tutti i pesaresi provengo dal basket, dove ho ricoperto anche il ruolo di allenatore poi, quasi casualmente, mi sono dedicato alla pallavolo partendo dalle giovanili di Pesaro fino ad arrivare alla Scavolini Volley. Una decina d'anni fa è nata la mia doppia veste di presidente e sponsor, anche in virtù del fatto che la pallavolo non tira in ballo cifre enormi. Oggi sono il maggiore azionista della società. Sono diventato presidente quando Sandro Sardella si è avvicinato più alla squadra e dopo che la società, cominciando a fare passi da gigante, si è dotata di un organigramma che ha portato alla divisione dei ruoli.

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La Sorbini, leader nella produzione di macchine per la verniciatura, che dimensione ha e che mercati servite?

Giancarlo Sorbini: La Sorbini fattura circa 17-18 milioni di euro l'anno. Per quanto riguarda i mercati, serviamo soprattutto quello europeo, ma ci stiamo ampliando anche in America e Asia. Abbiamo il vantaggio di poter contare sulla rete commerciale di Cefla.

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Come valuta il ritorno dell'investimento sulla sua azienda?

Giancarlo Sorbini: Tra Cefla (il marchio del gruppo) e Robursport c'è sempre stata collaborazione, naturalmente i risultati hanno aiutato a cementare questo rapporto poiché è stato evidente che anche con uno sport “minore” si otteneva un ottimo ritorno. Scavolini ha un'awarness maggiore per il prodotto che offre ma abbiamo scoperto che, soprattutto fuori dall'Italia, abbinare il nome Sorbini alla squadra ci è servito.

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Mi conferma che investire in un club dà ritorni più qualitativi che quantitativi?

Giancarlo Sorbini: Sì. Se dovessi fare una tabella manageriale sul riscontro delle spese, sicuramente quest'ultime sarebbero maggiori delle entrate ma il ritorno mediatico è molto importante. Probabilmente abbiamo ottenuto più di quello che abbiamo dato nonostante i numeri dicano il contrario.

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Scavolini Pesaro Volley Il vettore Scavolini volley è utile per allacciare rapporti d'affari o prevale l'aspetto sportivo? La Lega può farsi interprete degli interessi dei club?

Giancarlo Sorbini: Prevale l'aspetto sportivo anche se negli ultimi anni ho notato un'avvicinamento della Lega ai bisogni degli sponsor. Parlo naturalmente di sponsor importanti come Foppapedretti o la stessa Scavolini. C'è comunque un'attenzione maggiore verso il marketing, anche se siamo ancora molto indietro. La Lega ha in progetto diverse iniziative che sfrutteranno il web e la televisione per valorizzare l'immagine di questo sport, troppo spesso snobbato dagli organi d'informazione. Il volley ha un enorme potenziale e probabilmente ce ne stiamo accorgendo solo adesso.

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Il modello Robur è meno verticistico di altri club, non si identifica con il Presidente-proprietario ma c'è una collaborazione tra diversi partner...

Giancarlo Sorbini: Esatto. È un modello voluto, primo per una forma di rispetto e poi perché è una società che è sempre rimasta con i piedi per terra. L'idea di collaborare insieme permette di vedere più avanti, avere un presidente con un solo tipo di visione non sarebbe stato il massimo per noi. Così il vicepresidente Sardella si occupa del rapporto con la squadra, Miniucchi invece, altro vicepresidente storico, tesse i rapporti con la comunità e con la parte politica, Sbrozzi ha il controllo economico.

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Dunque quali sono gli assetti societari della Robur Volley?

Giancarlo Sorbini: La Robur nasce come semplice associazione sportiva. Ad oggi è una Srl di cui personalmente detengo la maggioranza mentre una parte delle quote sono di Miniucchi e Sardella. Sono soci poi altre 4-5 persone come Babbi, il nostro direttore sportivo, Bressan, il medico sociale e Marco Sbrozzi, che riveste il ruolo di consigliere nonché di sponsor.

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Mentre la responsabilità di coprire il budget rispetta le quote societarie?

Giancarlo Sorbini: Non esattamente. La Scavolini, sponsor di maggioranza, rappresenta il 40% circa del bilancio della Robursport, la Sorbini il 15% circa, poi c'è Banca Marche ed altre società cha vanno dal 5% al 6%.

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Affrontiamo proprio il budget: quanto è necessario investire per disputare un campionato vincente in Serie A1 in Italia e per candidarsi alla Champions?

Giancarlo Sorbini: Parliamo di cifre inferiori ai 3 milioni di euro. Negli anni passati abbiamo investito sui giovani di prospettiva. Carolina Costagrande quando è arrivata era una perfetta sconosciuta. La politica dei giovani ci ha permesso di avere un budget ridotto, naturalmente se un anno abbiamo necessità di nuove giocatrici mettiamo mano al portafogli. Sono due-tre anni che riusciamo a non sforare il budget prefissato. Sicuramente sono aumentate le spese per la gestione della struttura.

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Quanto incide il costo di struttura sul budget totale?

Giancarlo Sorbini: Negli anni scorsi eravamo sul 20% del budget, adesso siamo su percentuali più elevate. Con la crescita della società sono arrivate anche spese di gestione più onerose. Fortunatamente il costo del cartellino delle atlete non è troppo alto anche se, con le vittorie conquistate negli ultimi 2-3 anni, il budget stipendi è aumentato di qualche punto percentuale.

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Scavolini Pesaro Volley Qual è la forbice tra lo stipendio di una giovane atleta e quello di una giocatrice affermata?

Giancarlo Sorbini: La differenza è aumentata quando sono arrivate le giocatrici più brave, ma non è mai stata altissima.
Sui numeri preferisco tacere, ma posso dire che sugli stipendi siamo sempre stati molto oculati anche perché se il main sponsor corrisponde il 40% circa del budget, il resto lo mettiamo di tasca nostra. C'è un'attenzione particolare per i valori, non dimentichiamoci che sono proprietario anche di un'azienda e ho l'obbligo morale di avere rispetto per i miei dipendenti, soprattutto oggi in un momento di forte crisi economica.

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Quindi il vostro costo di gestione totale annuo è inferiore ai club che, con voi, sono al top del volley femminile?

Giancarlo Sorbini: Sì, ho sentito di cifre così alte per costruire una squadra che noi utilizziamo per pagare tutta la struttura. Non lo dico per sottolineare la nostra bravura, abbiamo iniziato con questo modello e andiamo avanti per la nostra strada.

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Quanto incide il settore giovanile sugli investimenti?

Giancarlo Sorbini: Negli ultimi anni devo ammettere che ci siamo dedicati poco al settore giovanile.
Ultimamente invece abbiamo dato vita a diverse collaborazioni per scovare nuovi talenti nel territorio. Abbiamo poi una serie di squadre che militano nelle categorie inferiori, come la Montecchio che milita in Serie C o la Snoopy in B2, veri e propri serbatoi di giovani di prospettiva.

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Da quello che ci racconta denoto che la gestione della Robursport sia social-oriented più che marketing e/o business-oriented...

Giancarlo Sorbini: È vero, ma stiamo lavorando sulla nostra capacità manageriale. Ci stiamo muovendo con le istituzioni pubbliche per coinvolgerle e dare visibilità al territorio, per poi spingerci oltre la provincia attraverso lo sfruttamento dei media. C'è la volontà di crescere, lo dimostra anche la proposta di Miniucchi, che tra l'altro è stato eletto in Lega, di sfruttare maggiormente l'immagine del volley.

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Il vostro palazzetto non è pienfacilmente pieno. Quanto incide il ticketing sul budget?

Giancarlo Sorbini: Infatti incide poco. Noi giocavamo a Montecchio in un palazzetto da 700-800 persone, ma giustamente Scavolini premeva per giocare a Pesaro dove il palazzetto ha una capienza di 2000 spettatori.
Il sold-out è una chimera, ma l'idea era quella di portare gente attraverso abbonamenti a basso costo. Effettivamente abbiamo riscontrato buoni risultati, siamo sui 700-800 abbonamenti venduti ai quali devono aggiungersi i biglietti venduti di partita in partita. Nonostante fossimo campioni d'Italia, abbiamo mantenuto un basso profilo nell'ampliare la visibilità della squadra nel territorio. Per avere più pubblico l'idea è anche quella di arricchire lo spettacolo, organizzando eventi paralleli.

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chi È

Sorbini Giancarlo nato nel 1960.
Da sempre alla Sorbini Srl come Amministratore/Socio. Ha conseguito il Diploma Liceale ed ha ricevuto la Stella di Bronzo Coni per merito sportivo per trentacinque anni di attività nello sport. È stato circa dieci anni nel basket con la funzione di allenatore e Dirigente.
È da venticinque anni nel Volley Presidente Snoopy Pallavolo Pesaro poi Scavolini Robursport Pesaro.
 
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