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Volley Monza: la sfida simbolo della giovane presidente Stampa E-mail
Novembre 2011
Intervista a Giulia Gabana Presidente Acqua Paradiso Monza Brianza
Giulia Gabana Giulia Gabana, Presidente Acqua Paradiso Monza Brianza

"Con il nostro budget non abbiamo mai pensato di vincere lo scudetto, ma siamo da ben 22 anni in serie A. Il nostro Club dà sicurezza e stabilità ai giocatori, che si accontentano di avere un qualcosa in meno nello stipendio, in cambio di certezza e qualità"
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Vedersi recapitare dal destino un’eredità ingombrante, fatta non solo di patrimonio ma di tante responsabilità, forse troppe per una ragazza ventiseienne, avrebbe potuto spaventare e far rinunciare molti coetanei, che avrebbero preferito la strada delle cessioni. Non è stato così per Giulia Gabana, che dopo l’improvvisa scomparsa del padre Marcello di due anni fa, è subentrata - insieme alla moglie del padre ed alla sorella minore - alla guida di un gruppo di aziende ed attività da circa 60 mln di fatturato, diversificato in molti settori: dall’alimentare alla logistica, passando per l’immobiliare e lo smaltimento rifiuti.
Tra questi, non marginale, c’è l’impegno che la nostra presidente dedica alla gestione del Club di A1 di volley maschile Monza Brianza. Giulia pare riporre nel governo della squadra, tanto voluta dal padre, la sintesi delle tante sfide che ha abbracciato: seguire bene settori sconosciuti, imprimere un proprio stile, superare le tante diffidenze e mantenere viva la volontà paterna. Abbiamo incontrato Giulia Gabana, nel "palazzo" di Monza, in uno dei momenti dedicati al suo staff ed ai suoi giocatori, raccogliendone la visione e la volontà, da questo terzo campionato, di aprirsi a possibili partnership con gli imprenditori del territorio.
Giulia Gabana, succede a suo padre alla guida del gruppo di aziende da lui creato: come si articola attualmente il gruppo di famiglia?

Giulia Gabana: Tutta la realtà che mi circonda è frutto del lavoro e degli investimenti di mio padre; l’acquisto dell’Acqua Paradiso, che dispone di quattro fonti a Udine e che dà il nome alla squadra stessa, è data dal ricavo di un’importante vendita di cemento su cui avevamo investito in precedenza. Nei dintorni delle fonti possediamo le tenute Grandi & Gabana, con 300 ettari di possedimenti di cui 100 vitati e 200 di seminativi; produciamo il riso Grandi a Ferrara e siamo presenti nel settore immobiliare, oltre che nella Pallavolo.

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Quanto era preparata a subentrare al gravoso impegno lasciatole improvvisamente da suo padre?

Giulia Gabana: Ho conseguito il diploma di maturità presso un liceo linguistico e ho iniziato, senza portare a termine, gli studi universitari in giurisprudenza. Avevo anche iniziato un’esperienza di lavoro nei villaggi turistici, ma poi preferii iniziare ad affiancare assiduamente mio padre nel suo lavoro nei soli sette mesi precedenti all’incidente. Sono la maggiore delle figlie e, a soli 28 anni, mi sono ritrovata da un giorno all’altro a dirigere un’azienda e a prendere di conseguenza decisioni importanti. All’interno della famiglia abbiamo optato per la divisione dei compiti, io mi occupo delle tenute Grandi & Gabana, delle fonti di Ovaro (succursale Acqua Paradiso), e della pallavolo che seguo con grande passione.

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Come nacque l’idea di acquistare una società sportiva come la Gabeca?

Giulia Gabana: Tutto è partito dalla sponsorizzazione, appunto, della Pallavolo Montichiari, che vinse in quell’anno 1990/1991 ben due coppe e da lì, con una passione sempre maggiore, mio padre prese la decisione di acquistare l’intera società, ricoprendone la carica di presidente per ben 8 anni.

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In termini di fatturato, qual è la dimensione dell’intero gruppo?

Giulia Gabana: Fatturiamo 60 milioni di euro in totale, ma in questi anni di crisi nemmeno un fatturato di questa portata riesce a garantire sicurezza. Con tutte le spese che bisogna affrontare ci è capitato di chiudere anche con un meno 2 ed è quindi comprensibile come il tutto risulti economicamente impegnativo, ma nonostante ciò, siamo una famiglia unita, forte e concorde nel voler portare avanti questo progetto.

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In particolare, quale dimensione presenta la società Acqua Paradiso, che dà il nome al Club?

Giulia Gabana: L’Acqua Paradiso, ha una media di 100 milioni di bottiglie vendute. Come azienda ci troviamo purtroppo in un punto poco strategico, che rende i costi di trasporto sul nostro territorio nazionale, troppo alti, rispetto ai guadagni. Di conseguenza il nostro limite massimo è Roma, ma il nostro principale obiettivo è l’estero, confrontandoci con una concorrenza in Italia agguerrita, contando addirittura 250 etichette ; è la crisi più forte degli ultimi 25 anni per il mondo dell’acqua.

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Giulia Gabana Questo gravoso compito, di seguire contemporaneamente più realtà aziendali, non l’ha portata a decidere ancora l’introduzione di una figura manageriale con forte delega, come un amministratore delegato o un direttore generale

Giulia Gabana: Mio padre ricopriva il doppio ruolo di presidente e amministratore delegato di tutte le sue società e noi continuiamo a seguire il suo modello da lui precedentemente indicato, per non parlare del fatto che è difficile per noi fidarci di dirigenti esterni alla famiglia, prima ancora di aver compreso le specificità di ogni attività.

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La stessa realtà della serie A di volley, necessita di un manager che si occupi assiduamente della società

Giulia Gabana: Certamente non era pensabile gestire proprio tutto da sola, a tal proposito sono affiancata da gente fidata e professionale, in particolare è presente il direttore sportivo che si occupa a 360° della squadra, segue il volley mercato ed è praticamente il mio maggior riferimento operativo.

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Entrando nel merito delle cifre, in un campionato di massima serie, quanto viene assorbito dalla parte corporate e quanto dalla parte sportiva?

Giulia Gabana: La parte più impegnativa in termini economici è quella sportiva, ovvero quella riguardante i giocatori e gli allenatori, ma che comunque sia si mantiene fissa intorno ai circa 2 milioni di euro. Le spese riguardanti la parte corporate, dove si inseriscono gli uffici, le trasferte e in generale l’organizzazione aziendale, sono davvero irrisorie a confronto. Con il nostro budget non abbiamo mai pensato di vincere lo scudetto, ma siamo da ben 22 anni in serie A. il nostro Club dà sicurezza e stabilità ai giocatori, che si accontentano di avere un qualcosa in meno nello stipendio, in cambio di certezza e qualità.

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Pensa che rispetto a questo mondo di professionalità, sia il caso di introdurre risorse alternative come manager aziendali , che potrebbero cambiare il volto dell’azienda, non solo dal punto di vista sportivo?

Giulia Gabana: Per quanto mi riguarda, sto iniziando adesso a conoscere in prima persona il mondo in cui la mia società è inserita da tempo, ma ritengo indispensabile l’assunzione di questo tipo di risorse, quasi come l’assunzione di un bravo giocatore. Per tali ragioni ho intenzione di assumere già dal prossimo anno un General Manager che sappia guardare avanti, lavorando anche sui giovani talenti da poterli valorizzare nel tempo. Siamo anche nella necessità di valorizzare il rapporto con gli sponsor e, posso finalmente dire con orgoglio, quest’anno la risposta da parte delle aziende del territorio è risultata più che positiva, anche grazie all’affiancamento con l’agenzia You First Sports e la collaborazione con BtoB Brianza.

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Volley Acqua Paradiso In termini di ricavo, è possibile stabilire un ordine di importanza delle varie fonti: probabilmente la proprietà sostiene ancora il grosso sforzo?

Giulia Gabana: Utilizzando le percentuali, il gruppo copre ancora circa il 70%, un buon 20% è legato agli sponsor, mentre uno scarso 10% viene percepito dalla vendita di biglietti e abbonamenti. Il pubblico non manca bisogna dirlo, si è arrivati addirittura a superare il massimo di unità consentite dal palazzetto, ma il costo del biglietto è davvero minimo e il totale non basta, il più delle volte, nemmeno come rimborso spese.

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Ha progetti relativi all’acquisizione di qualche imprenditore come patner?

Giulia Gabana: In effetti rientra nei miei piani un progetto di affiancamento, sarei disposta a cedere anche il primo o il secondo nome della squadra, in quanto sono pienamente convinta che l’unione fa la forza e che insieme, anche i traguardi più importanti, possono diventare solide realtà.

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L’importante ingresso in Coppa CEV ha migliorato la vostra visibilità?

Giulia Gabana: Portare la Coppa CEV a Monza è un risultato non indifferente che ha ridato fiducia a noi come società, ai tifosi e agli imprenditori che se in un primo momento sembravano restii ad iniziare una qualsiasi collaborazione, adesso grazie alla partecipazione in un campionato di questa portata si è diffusa una maggiore consapevolezza di poter aumentare la visibilità del proprio brand in Europa, sponsorizzando semplicemente la nostra squadra.

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Con il marchio Acqua Paradiso, come azienda di famiglia, siete anche il main sponsor: come ne valutate l’impatto, c’è soddisfazione?

Giulia Gabana: Non utilizziamo né strumenti di ricerca né di rilevazione, ma vediamo i risultati direttamente sulle vendite. Il nostro prodotto è sempre più ricercato, soprattutto dalle aziende del territorio in cui siamo presenti; gli alberghi vogliono il nostro vino e la nostra acqua, così è facilmente percepibile un ritorno commerciale spontaneo.

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Volley Acqua Paradiso Come gestite la vostra attività di sponsorizzazione?

Giulia Gabana: Utilizziamo la pubblicità in tutti i suoi canali, servendoci anche dei nostri giocatori come testimonial presso luoghi commerciali fortemente frequentati. L’attenzione dei MEDIA è però purtroppo scarsa nei confronti di un pallavolista rispetto al calciatore, al punto tale che un loro semplice raffreddore finisce in prima pagina la mattina dopo, non accade così in occasione della vittoria della coppa del mondo del meritevole Trentino Volley.

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Tra le funzioni principali della presidenza di un Club sportivo, c’è anche quello della gestione dei contratti dei giocatori: come va il rapporto con i loro agenti?

Giulia Gabana: Posso solo dire che si tratta di un rapporto difficile e impegnativo. Per formare una squadra è indispensabile entrare in questi rapporti, mettendo in conto di dover essere spesso disposti a cedere di fronte alle loro richieste e, proprio per far fronte a questo problema, alle volte preferisco lasciare il compito delle trattative ai miei fidati collaboratori.

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Immagino sia difficoltoso individuare un giocatore bravo e prima degli altri

Giulia Gabana: Sì, solitamente il compito più difficoltoso è scovarlo: bisogna innanzitutto evitare quel giocatore di fama e di talento che pretende uno stipendio troppo alto per la nostra realtà ed indirizzarsi verso quello che gode di altrettante capacità, ma di meno fama e pretese. Più volte mi lascio guidare dal mio istinto, fidandomi ciecamente, assumendomi personalmente il rischio della scelta.

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In merito ai giocatori stranieri, come ne gestite la trattativa ed il loro inserimento nel team?

Giulia Gabana: Ricerchiamo giocatori validi in tutto il mondo e ci occupiamo di tutto, dal contatto al transfer. Il nostro obiettivo, una volta formata la squadra, è creare un vero e proprio gruppo unito, perché sono fermamente convinta che un’unione stabile conta un buon 45% sulla buona riuscita di un match. Io stessa cerco di creare maggiori occasioni possibili per stare insieme, per conoscerci, e quando scorgo un possibile fuoco di rivalità tra i giocatori, intervengo immediatamente per risolverlo.

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Presidente Acqua Paradiso Per concludere, da questa iniziale breve esperienza da presidente, cosa principalmente può sentirsi di affermare in merito alla gestione di un Club?

Giulia Gabana: Ho imparato che il giocatore più pagato non è necessariamente quello che trascina la squadra alla vittoria e, di conseguenza, raddoppiare il budget non significa comprarsi lo scudetto. Ci sono società che investono una cifra tre volte superiore a quella stanziata dal Club di Trento che continua a conquistare titoli mondiali, europei e nazionali. Stimo molto il loro modo di fare squadra, sono uniti tra di loro, sostenuti dal paese, riescono ad organizzarsi al meglio anche dal punto di vista economico con un’ottima gestione del denaro.

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Proprio Mosna, proprietario di Trento e presidente della Lega Volley, che è una delle più dinamiche: si sente già di poter portare il suo contributo in assemblea?

Giulia Gabana: Non è facile per me prendere posizione nelle importanti riunioni di Lega, sono giovane, donna e ultima arrivata, attorno a me stanno tanti presidenti che amano far valere il proprio punto di vista, dunque non è semplice dire la mia. Le strade per poter acquisire maggior visibilità esistono, siamo il secondo sport dopo il calcio, ma potremmo gareggiare alla pari se solo ci fosse meno competizione e più solidarietà.


                                                             Intervista curata da Bianca Angrisani
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chi È

Giulia Gabana, nata nel 1983.
Ha conseguito il Diploma liceo linguistico nel 2011 e attualmente è imprenditrice.
È Presidente Tenute Grandi & Gabana, Amministratore delegato Fonti di Ovaro e Presidente Acqua Paradiso Monza Brianza e membro del CDA di tutte le aziende del gruppo Gabeca.
 
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