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Volley Padova: un modello innovativo e poco diffuso Stampa E-mail
Dicembre 2011
Intervista a Fabio Cremonese Presidente e primo socio della Pallavolo Padova
Fabio Cremonese Fabio Cremonese, Presidente e primo socio della Pallavolo Padova

"La mia idea è stata da subito quella di riunire un gruppo di soci, con il solo ed unico scopo di riportare "Pallavolo Padova", nel volley che conta. Volevamo creare una struttura solida e valida, sorretta da una governance di più soci, dove nessuno risultasse essere indispensabile e le decisioni importanti venissero prese da tutti"
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Nel 2009/10, dopo 19 anni, lo storico presidente Maurizio Sartorati lascia il timone a Fabio Cremonese che mette in piedi un nuovo progetto allo scopo di riportare una delle Società più importanti d'Italia, la "pallavolo Padova" nel volley che conta. Grazie all'esperienza maturata a Padova in questi due anni, abbiamo la possibilità di parlare di un modello di proprietà diffusa, che avevamo già incontrato a Varese. Questo modello permette di non dipendere solo da un proprietario, cosa che come si sa potrebbe portare anche a rinunce o a ridimensionamenti improvvisi, ma su più soci, diffusi sul territorio, in grado di produrre una forza economica tale da far fronte sia alla campagna acquisti sia al consolidamento della presenza sul territorio. Nell'intervista che segue, Cremonese, ci illustra come, grazie a questo nuovo tipo di gestione, in soli due anni sono stati raggiunti importanti obiettivi quali il ritorno in A1 e un aumento progressivo degli appassionati.
La "Pallavolo Padova" nel 2009/2010 subisce un radicale cambiamento al timone, in veste di nuovo presidente, che tipo d'impronta alla nuova società?

Fabio Cremonese: Dopo diciannove anni lo storico presidente Maurizio Sartorati, solito nell'utilizzare il tradizionale modello gestionale, decide di lasciare proprio a me le redini della società. La mia scuola di pensiero era del tutto diversa, la mia idea è stata da subito quella di riunire un gruppo di soci, con la speranza di mettere in piedi un progetto per il rilancio della nuova "Pallavolo Padova", con il solo ed unico scopo di riportare quest'importante società nel volley che conta. Ero già sponsor della pallavolo da qualche anno perché conoscevo bene il direttore Stefano Santuz e i suoi collaboratori, ma in generale il mondo dello sport a livello manageriale mi ha sempre affascinato; ho ricoperto difatti la carica di presidente di una società di basket nella mia città natale e sono tutt'oggi socio del "Calcio Padova" da ben undici anni.

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Siete una società, dunque, nuova e dotata dell'importante novità gestionale basata sull'intervento di più soci: come nasce questa idea?

Fabio Cremonese: Abbiamo creato un circuito relazionale all'interno della pallavolo, capace di creare comunicazione; è iniziato tutto con un gruppo di sette amici che tendeva sempre più ad allargarsi, nel giro di pochi mesi siamo passati a diciannove soci, numero per l'appunto utilizzato durante la prima gara come marchio in onore del nostro primo grande successo. Alla fine del primo campionato eravamo in trentacinque e per il momento, dopo tre anni di governance risultiamo stabili nelle cinquantanove unità associate, anche se il nostro primo step importante vorremmo effettivamente raggiungerlo a quota cento.

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In un gruppo così vasto, come vengono prese le decisioni importanti, ma anche, ad esempio, la delega del presidente del consiglio d'amministrazione?

Fabio Cremonese: La volontà comune è stata da subito quella di creare una struttura solida e valida, dove nessuno risultasse essere indispensabile, le decisioni importanti vengono prese da tutti, in quanto il c.d.a è solito riunirsi ogni venti giorni proprio per venire incontro a questo tipo di problematiche. Nonostante ciò, il presidente è una figura importante ed indispensabile ed è nostro compito premiare con questo titolo il socio che apporta maggiore impegno, dimostrando passione e determinazione nel suo lavoro, il tutto, seguendo una regolare rotazione. Da quando ci siamo lanciati in questa nuova avventura con me al timone, nel ruolo di presidente e primo socio, ci siamo prefissati degli obiettivi da raggiungere in tre anni, come il ritorno in A1 e un progressivo aumento degli appassionati, obiettivi poi raggiunti in soli due anni.

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Pallavolo Padova Qual è la procedura da dover seguire per entrare a far parte del club?

Fabio Cremonese: Sottolineo innanzitutto che all'interno del gruppo soci è tutto essenzialmente paritario; è possibile naturalmente contribuire maggiormente a seconda della disponibilità e della necessità di rendersi più o meno visibili, ma la quota iniziale di partecipazione che richiediamo ogni anno si aggira sui dodici mila euro, cifra contenuta considerando che non sono pochi i privilegi guadagnati. Tengo a precisare che non siamo un consorzio, in quanto non siamo legati tutti allo stesso lavoro, non siamo alla ricerca di imprenditori particolari. A noi serve esclusivamente un gruppo solido ed unito.

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In quanto società alla continua ricerca di un buon rapporto con il proprio territorio, è indispensabile per voi promuovere il vostro progetto, com'è a tal proposito il vostro approccio con il marketing?

Fabio Cremonese: Sfruttiamo innanzitutto il nostro ufficiale sito web visitato in tutto il mondo grazie anche alla presenza di giocatori stranieri in team. Abbiamo anche stipulato parecchie convenzioni con la stampa per aumentare la nostra visibilità sia a livello locale che nazionale, oltre poi ai classici cartelloni pubblicitari all'interno del nostro stesso palazzetto. Organizziamo parecchi eventi nel quale coinvolgiamo persone di un certo spessore, creando così risalto sulla nostra squadra. Siamo impegnati anche a livello sociale con "La Città Della Speranza", un ente benefico che sta stanziando dei fondi per la costruzione di una clinica per ragazzi. Organizziamo cene ed eventi di solidarietà, il cui ricavato viene poi devoluto totalmente in beneficienza. Anche durante l'alluvione che colpì il Veneto l'anno scorso, siamo stati presenti come organizzazione e questo, oltre a renderci fieri, ha avuto un impatto positivo sul territorio.

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Veniamo ai numeri: qual è la dimensione del vostro bilancio?

Fabio Cremonese: Siamo una piccola realtà con un budget modesto di un paio di milioni di euro all'anno. In termini di ricavo centomila euro vengono dalla vendita di biglietti e abbonamenti, ma i nostri ricavi maggiori sono dovuti all'attività di sponsorizzazione che copre il 20% del totale. Siamo affiancati da sponsor tecnici, fornitori, partner e sponsor ufficiali; il nostro main sponsor è attualmente la Fidia Farmaceutici s.p.a, ed è proprio a tale azienda che va tutto il nostro riconoscimento. Per quanto riguarda i costi, abbiamo stanziato un tetto massimo che viene annualmente comunicato al nostro direttore sportivo che, di conseguenza, si regola nella formazione della squadra a cui noi dedichiamo il 70% del budget totale. Dunque, il valore medio degli stipendi, considerando di dover retribuire venti persone tra giocatori, allenatori e preparatori, è di circa settanta mila euro. Un settore molto importante per noi è quello giovanile, puntiamo molto su di loro con un'incidenza sui costi interni ed esterni non inferiore al 15%.

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Pallavolo Padova Il PalaFabris, di cui avete la gestione, è legato al nome di Marco Fabris della Fabris Edilecologia, riuscite a trovare un buon equilibrio tra spese e ricavi? E qual è il suo impatto sul territorio?

Fabio Cremonese: Il marchio Fabris è sempre stato legato al mondo dello sport padovano, ma nello specifico l'importante azienda, proprio da questa stagione, si è legata al nostro club attraverso un rapporto di sponsorizzazione, acquisendo i diritti di naming del palazzetto dello sport di zona San Lazzaro. Il nostro Palafabris è la casa della Pallavolo Padova, con una capienza talmente elevata da renderlo un ambiente gettonato per l'organizzazione di eventi sportivi come i mondiali di box e di calcetto o manifestazioni di altro tipo come concerti e convegni.

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Per l'attività di raccolta sponsor, vivete in concorrenza con la società calcistica?

Fabio Cremonese: Nel "Calcio Padova" ci sono più soci, ma l'attore principale è il presidente che gestisce in primis l'azienda. Come società preferiamo puntare all'unione, per la crescita del ricavo generale e a tal proposito stiamo cercando di creare iniziative che coinvolgano ogni tipologia di società sportiva della città.

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Per quanto risultiate essere una società novizia, vi sentite già pronti ad avanzare proposte innovative durante le riunioni di lega?

Fabio Cremonese: Ho partecipato un paio di volte a questo genere di riunioni, ma solitamente la nostra società è rappresentata da Stefano Santuz, nostro direttore generale, persona estremamente corretta nonché veterano del campo. La Lega è autonoma ed indipendente e noi, poco abituati, preferiamo muoverci a piccoli passi. Precisato ciò, vorrei sottolineare come la nostra società abbia un modello "poco usuale", da rappresentare già una proposta innovativa di per sé.

                                                                   Intervista curata da Bianca Angrisani

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chi È

Fabio Cremonese (24/07/1965) inizia a lavorare a 14 anni nell'impresa edile del papà fino ai suoi 20 anni.
Nel 1985 apre, insieme al fratello Pasqualino, la prima agenzia immobiliare. Nel giro di breve tempo, anche grazie al buon nome lasciato dal padre Egidio, le agenzie sono già diventate 6. Nel 1992 la prima avventura all'estero con la vendita di appartamenti ai Caraibi.
Continua l'impegno crescente e, nel 2001, nasce Blu Costruzioni S.p.A., una realtà importante nell'edilizia padovana. Ad oggi il gruppo, vanta, oltre ai cantieri locali, nuove iniziative nel settore del turismo, nell'isola di Krk, in Croazia. Blucostruzioni Spa è il gruppo immobiliare di Padova guidato da Fabio Cremonese.
L'imprenditore padovano è presente nel mercato delle costruzioni, sia nazionale che internazionale da circa 30 anni, prima in cantiere con l'azienda di famiglia, poi a capo di una rete di agenzie immobiliari e attualmente, da circa dieci anni, alla guida di un gruppo in cui amministra e coordina diverse società occupandosi direttamente della progettazione, realizzazione e commercializzazione delle iniziative. Già sponsor dei bianconeri nella stagione 2008/09, dall'anno successivo diventa presidente della Pallavolo Padova.
 
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