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L'abbigliamento sportivo dalla ricerca sui costumi Stampa E-mail
Luglio 2010
Intervista a Francesco Fabbrica Presidente di Jaked
Francesco Fabbrica FRANCESCO FABBRICA
  Presidente di Jaked


”Nel nuoto chi vince sono sempre i soliti, dunque e’ un problema di prestazionalità, di caratteristica. Ma la ricerca sui costumi, per me aggiunge solo fattori positivi: perché innanzitutto porta più spettacolarità allo sport e in secondo luogo ne accresce l’interesse”
E’ nata da poco più di un paio d’anni, e’ ancora una start up dell’abbigliamento sportivo, ma ha un pedigree già importante fatto di record del nuoto e di riconoscimenti ufficiali dalle Federazioni  e dal mercato internazionale. A tutto ciò si somma la presenza di un partner industriale e finanziario pronto a scommetterci risorse, un recente accordo con il gruppo Toyota per la commercializzazione nella propria catena di negozi sportivi in Giappone ed infine un progetto di crescita nel settore dell’abbigliamento sportivo, che va oltre il settore del nuoto. Incontriamo nella sede di Gallarate del gruppo Inticom (Yamamay e Carpisa), l’inventore del marchio Jaked e del costume dei record, Francesco Fabbrica.

Sponsornet: Quando ci siamo sentiti l’anno scorso, mi colpì la coincidenza nella ricerca tra quello che accadeva agli altri produttori e quello che progettava la Jaked. In effetti non è la prima volta che certi fenomeni accadono nel mondo non necessariamente in maniera successiva ma anche in maniera sincrona e non a conoscenza l’uno dell’altro, anche mentre lei progettava questo costume rivoluzionario.
Francesco Fabbrica: E’ giusta questa osservazione, è proprio andata così. Noi abbiamo lavorato alla nostra linea di costumi  con la ricerca e sviluppo. Abbiamo interpretato il nostro modo di fare un costume da competizione in perfetta regola. Sono esperto di fibre, ho scelto caratteristiche tecniche di elasticità e traspirabilità e l’ho messo in acqua. Questo, però,  non guardando cosa stava succedendo nel mondo. Poi abbiamo appreso che Speedo aveva appena iniziato la commercializzazione del suo prodotto.

Sponsornet: E l’affiancamento con la Federazione Italiana Nuoto è avvenuta già alle Olimpiadi?
Francesco Fabbrica:   Essendo stato regolarmente omologato a maggio 2008, siamo stati subito contattati dalla Federazione. Io sapevo di aver sotto un “motore” importante, ma sono stati gli eventi nel mondo a portare a farci incontrare. La ragione principale era l’effetto destabilizzante che ha portato Speedo a questa nuova soluzione, quindi chiaramente non avendo un prodotto che tutelava è andato alla ricerca di un prodotto valido. Probabilmente Arena non avrà avuto un costume performante, anche se era un signor costume, e certo che la Federnuoto ci ha interpellato subito, hanno fatto delle analisi e delle prove con gli atleti, ed essendo in perfetta regola l’hanno adottato. Per me, partendo da niente, è stato il massimo.

Sponsornet: Quindi di fatto si è avviata la vostra attività produttiva partendo proprio dal mercato delle sponsorizzazioni sportive: questo già alle Olimpiadi di Pechino?
Francesco Fabbrica:  No, alle Olimpiadi eravamo fornitori ufficiali del costume tecnico. Loro avevano sponsorizzazioni con altre regole. Poi, finite le Olimpiadi, le cose sono andate avanti e siamo arrivati a formulare anche una sponsorizzazione tecnica e di abbigliamento. E’ partita per i mondiali 2009, con la presentazione in conferenza stampa di tutto l’abbigliamento nuovo fatto proprio in occasione dei mondiali.

Sponsornet: Quindi voi siete diventati un competitor, in pochissimo tempo.
Francesco Fabbrica:  Ora, prima di parlare dell’accordo con Toyota, vediamo un po’ di note rispetto alla nuova normativa. Abbiamo seguito tutta la polemica non proprio correttamente argomentata dai giornali. Perché la tecnologia nel nuoto deve andare avanti e fino a che punto può essere determinante nella prestazione di un atleta?
Se guardiamo un attimo gli altri sport, vediamo che evoluzione tecnica possiamo avere. Quando sono uscite le racchette da tennis d’alluminio, si è avuto il coraggio di sposare la tecnologia perché la tecnologia deve essere al servizio dell’atleta. Infatti, tornando ai costumi, chi vince sono sempre i soliti, dunque e’ un problema di prestazionalità, di caratteristica. Ma questo per me aggiunge solo fattori positivi perché innanzitutto porta più spettacolarità allo sport e in secondo luogo ne accresce l’interesse, perché io non ho mai visto, prima dei nuovi costumi pagine e pagine di giornali che parlavano di nuoto. Questo sicuramente aiuta chi deve investire e le stesse sponsorizzazioni.

Sponsornet: In effetti guardando anche l’atletica, si hanno le scarpe che sono migliorative ma anche la superficie della pista, progettate dalla nostra Mondo. Questa soluzione rende tutti alla pari, ma porta le aziende ad innovare?
Francesco Fabbrica:   I margini per me ci sono sempre, chiaramente c’è l’innovazione, e una parte fondamentale è la riduzione delle superfici di copertura dell’atleta, e con le nuove regole gli uomini hanno solo un pantaloncino corto da ciclista. Siamo tornati molto indietro. Per le donne, che devono essere coperte davanti, abbiamo un pantaloncino sempre sopra al ginocchio e quindi anche qui siamo a due pesi e due misure. L’uomo ha meno superficie coperta come tessuto e quindi è svantaggiato. Io credo nella ricerca perché Jaked non è un costume, è un progetto, è legato alla propria tecnologia e alla propria Ricerca e Sviluppo, ma di soluzioni da fare ce ne sono ancora molte, relativamente a quello che le regole ci permettono.

Sponsornet: E quanto questa cosa può influire sul vostro sviluppo aziendale? Jaked è diventato un prodotto anche non sportivo, per esempio c’è la linea di abbigliamento avviata per i mondiali di nuoto.
Francesco Fabbrica:    E’ una linea in produzione da settembre dell’anno scorso, abbiamo tutta la struttura commerciale, abbiamo anche il canale vendite su Internet.

Sponsornet: E sono prodotti ideati a prescindere dalla FIN?
Francesco Fabbrica: E’ una linea Jaked fatta come bordo vasca, quindi borse, ciabatte piuttosto che giacche, smanicati. Come punto iniziale di diffusione ci siamo indirizzati verso le società sportive, che oltre al costume tecnico ha bisogno anche dell’abbigliamento, ed è nata l’esigenza di fornire tutto.

Sponsornet: Quanto può sviluppare quest’azienda in termini di volume di produzione e di fatturato?
Francesco Fabbrica:   Noi come start-up abbiamo programmato ancora tutto quest’anno, dopo si potranno fare dei conti, ma posso dire che siamo in netta crescita perché il mercato ci supporta e vuole il marchio Jaked. Oggi non è solo costume tecnico ma è anche visto come brand e questo ci fa ben sperare.
Jaked
Sponsornet:
Ma dove vendete e dove volete continuare a vendere? Italia, Europa o Mondo?
Francesco Fabbrica: Italia, Europa, Mondo. Bisogna fare i passi seguendo le possibilità. Noi vorremmo curare i nostri distributori dalla a alla z, stando vicino ai distributori, non vogliamo rischiare, quindi è meglio fare meno ma farlo meglio.

Sponsornet: C’è l’obiettivo di entrare in altri sport? Per un nuovo brand dell’abbigliamento sportivo (calcio, basket, volley) ? I classici lo fanno solo come fornitori, come Macron, Erreà, Legea, Mass, che coprono il 55% dei club professionistici. Mentre Kappa, Nike, Adidas, Puma hanno un approccio più fashion, sponsorizzano i club e il loro ritorno è vendere nei punti vendita al pubblico. Questa è la vostra strategia?
Francesco Fabbrica:   Sì, scegliamo di andare avanti nei negozi al dettaglio, penso che sia proprio la natura del Gruppo Inticom che investe su Jaked. Jaked è un progetto, sottolineamolo, il nuoto è il nostro settore di ricerca e sviluppo, applicabile all’intero settore, con la base su diversi progetti working in progress, ma tutti diversi, nulla li accomuna ma con un fine unico. Io sono entrato nel nuoto con la testa libera perché facevo tutt’altro, ma ci stiamo facendo conoscere, ci vuole ancora un po’ di tempo per consolidarci.


Sponsornet: E invece i contorni dell’accordo con il Giappone quali sono? Quando nasce l’accordo?
Francesco Fabbrica:   E’ stato un accordo molto importante in quanto sicuramente ci hanno selezionati, visti e sottoposti a dei test per quanto riguarda il costume e quanto questo marchio può essere interessante nel prenderlo e distribuirlo, e su questo è nato l’accordo con Toyota, che ha 500 negozi in Giappone con un presenza  nei centri commerciali dove vendono prodotti sportivi.
Possiamo dire che durante i campionati del mondo 2009 c’è stata l’esplosione di Jaked nel mondo, abbiamo vestito più del 67% degli atleti presenti.

Sponsornet: Ricordo il particolare episodio in relazione alla Pellegrini: siete stati tolleranti o vi hanno imposto questa scelta di non infierire?
Francesco Fabbrica:   Siamo stati tolleranti. Tanto si sapeva che il costume era Jaked, quindi era una pubblicità molto positiva, siamo fornitori ufficiali della Federazione Nuoto.

Sponsornet: Ma gli atleti sono obbligati a indossare il costume?
Francesco Fabbrica:   L’obbligatorietà è nelle regole della nostra Federazione nei confronti degli atleti, cioè in primis si mette l’atleta in condizione di avere il costume più. Che poi siano obbligati è un problema loro.

Sponsornet: Fate anche una sponsorizzazione economica, quindi dovreste essere interessati ai rapporti con gli atleti?
Francesco Fabbrica:   L’anno scorso siamo stati presi un po’ in contropiede da questa non visibilità.

chi è

Francesco Fabbrica, lombardo, 51 anni, perito elettrotecnico, una quasi laurea in ingegneria, è un esperto ideatore e costruttore di macchine termosaldatrici per il mondo delle calzature e dell’abbigliamento. Nel 2007 nella sua ditta e nei laboratori del vigevanese inventa la tuta avveniristica. La battezza Jaked 01, mutuato dal nome dei figli, Giacomo ed Edoardo. Arriva alle Olimpiadi di Pechino sconosciuto. E’ presidente e fondatore del marchio JAKED che, oltre ad essere sponsor tecnico e fornitore ufficiale della Federazione Italiana Nuoto fino alle prossime Olimpiadi di Londra, dal 2010 diventa sponsor e fornitore ufficiale della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio fino alle Olimpiadi di Sochi del 2014. Il 16 luglio, ad un anno esatto dall’inizio dei Campionati Mondiali di Nuoto Fina in Cina, Fabbrica viene invitato come ospite d’onore in qualità di presidente JAKED Srl (gruppo Inticom S.p.A.), quale nuovo sponsor ufficiale del governo di Shanghai.

azienda

JAKED Srl nasce a Vigevano nel 2008. Il marchio nasce come acronimo dei nomi (Giacomo ed Edoardo) dei figli del fondatore Francesco Fabbrica, attuale presidente della Società. L’idea nasce a Pavia, dove Francesco Fabbrica insieme al suo team di collaboratori mette a punto un progetto basato sulla fusione di due fattori vincenti: una tecnologia costruttiva avanzata come la termosaldatura applicata, poi, ad un materiale a base poliuretanica 100. Nasce così lo J01, il costume muta destinato ad imporsi in tutto il mondo per la compressione muscolare uniforme ma soprattutto per l’incredibile fluidodinamicità che regala in acqua. Dopo aver firmato un contratto di fornitura tecnica dei costumi da competizione con la Federazione Italiana a Pechino, nell’agosto 2008, JAKED si fa conoscere dal mondo intero! Alla fine del 2008 INTICOM S.p.A. acquisisce il controllo della Jaked Srl.  Il target a cui si rivolge l’azienda sono le società sportive che gestiscono le piscine (sono circa 1.500 quelle affiliate F.I.N., intorno alle quali ruotano circa 5.000.000 di praticanti); propri corner in una catena specializzata (Intersport, Cisalfa, etc.); alcuni dei prestigiosi negozi tecnici al dettaglio. La struttura di vendita è una rete di agenti/rappresentanti, quasi tutti ex campioni di nuoto e pallanuoto.

 
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