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A Siena, il Comune propone il progetto del nuovo stadio Stampa E-mail
Luglio 2011
Intervista a Davide Marazzi Titolare Studio Marazzi Architetti
Davide Marazzi Davide Marazzi
Titolare Studio Marazzi Architetti

"Lo stadio si presenta come un grande catino verde perfettamente integrato nel paesaggio ed ha la caratteristica di essere aperto su di un lato: questa soluzione consentirà di utilizzare l'impianto anche per gli eventi durante l'intero corso dell'anno... La previsione di spesa, come da progetto definitivo approvato, è sui 78 milioni di euro e comprende, oltre alla struttura, tutte le opere di urbanizzazione ed i parcheggi"
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Continuiamo con gli stadi! Mentre alla Camera provano ancora a far quadrare alcune difficoltà che si frappongono all'approvazione definitiva del Disegno di Legge sull'impiantistica sportiva - ormai prossimo ai tre anni di gestazione – proviamo a raccontare anche i progetti “nel cassetto”.
A Siena, contrariamente all'evoluzione auspicata e in controtendenza rispetto alla prevista uscita di scena del Pubblico, il Comune fa sul serio: sostiene il costo della progettazione del nuovo stadio cittadino, ne individua il terreno e ne approva anche l'interezza dell'intervento. Stop. Fortunatamente non andrà oltre, immaginando che saranno i privati, probabilmente guidati dallo stesso Siena Calcio guidato da Massimo Mezzaroma, a occuparsi della realizzazione e della conseguente gestione. Abbiamo incontrato Davide Marazzi - architetto e titolare dello studio che si è aggiudicato la gara per la progettazione - per raccoglierne il racconto delle caratteristiche del futuro impianto senese, pensato per ospitare diversi eventi e con soluzioni abbastanza originali.
Come nasce il progetto per il nuovo stadio dell'AC Siena?

Davide Marazzi: Il progetto per lo stadio di Siena nasce da un importante concorso internazionale del 2004, che vincemmo con i colleghi Iotti e Pavarani, grazie al concept che puntò sulla sostenibilità ambientale e sulla riduzione dell'impatto paesaggistico. Al concorso parteciparono circa 150 studi di architettura.

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E' stata valutata l'idea di ricostruire l'impianto già esistente? Quali erano gli ostacoli?

Davide Marazzi: Lo stadio esistente, il Franchi, è collocato a ridosso del centro storico, in un'area confinata, con evidenti difficoltà logistiche, di accesso, di parcheggio e di gestione della sicurezza. Per cui la ricostruzione dello stadio nel medesimo sito non avrebbe ovviato ai problemi e alle restrizioni esistenti.

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Mentre la nuova area scelta dal Comune...

Davide Marazzi: Il sito individuato dal Comune, in località Isola d'Arbia, dista 4/5 Km dal centro della città al quale è efficacemente collegato oltre che dalla Cassia, da una nuova bretella in corso di realizzazione. È anche presente nelle vicinanze una stazione ferroviaria sulla linea Siena-Grosseto. Il sito è molto esteso e ha consentito quindi di organizzare la logistica dell'impianto e la sosta con grande razionalità.

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Stadio Siena Progetto Quali aspetti lo caratterizzeranno?

Davide Marazzi: L'area è molto affascinante dal punto di vista naturale, siamo alle porte delle Crete e della Val d'Orcia, per cui fin da subito è apparso chiaro che il progetto avrebbe dovuto confrontarsi attivamente con il paesaggio. Così lo stadio si presenta come un grande catino verde perfettamente integrato nel paesaggio ed ha la caratteristica di essere aperto su di un lato: le due tribune lunghe e una curva configurano una sorta di ferro di cavallo, mentre sul quarto lato aperto è previsto un grande parterre per i concerti; questa soluzione consentirà di utilizzare l'impianto anche per gli eventi durante l'intero corso dell'anno, senza danneggiare il campo di gioco. Altro elemento connotante è la “copertura abitata”, una sorta di lastra a sbalzo sulla tribuna principale, che oltre agli sky-box ospita un grande ristorante, servizi stampa, la nuova sede dell'AC Siena, un piccolo museo del club, negozi ed un centro medico. La capienza è di 20.000 spettatori oltre a circa 300 posti contenuti negli sky box.

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Non prevede servizi extra di tipo commerciale?

Davide Marazzi: Al momento sono previste le dotazioni minime riferite all'evento sportivo quali punti ristoro e piccoli negozi per il merchandising. In prospettiva è ipotizzabile l'integrazione dell'offerta commerciale nelle aree limitrofe, attraverso la realizzazione di strutture dedicate per servizi legati all'intrattenimento e al tempo libero. I programmi dell'amministrazione prevedono inoltre, nel comparto, la realizzazione di un nuovo palazzetto dello sport e di nuove piscine comunali.

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Stadio Siena Il Comune è proprietario di quei suoli? Quali nuovi collegamenti viari sono previsti?

Davide Marazzi: Le aree attualmente sono private ma le procedure di esproprio sono in fase avanzata. Per quanto riguarda i collegamenti, come accennavo, è in corso di realizzazione una nuova bretella che, correndo parallelamente alla ferrovia Siena-Grosseto, congiunge l'anello della tangenziale di Siena al nuovo stadio. È anche previsto il potenziamento della via Cassia mediante la realizzazione di una variante. Per quanto riguarda i parcheggi, dimensionati secondo gli standard CONI, stiamo lavorando a soluzioni ecologiche al fine di ridurne al minimo l'impatto ambientale e paesaggistico.

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Il Comune ha preso l'iniziativa della fase di progettazione, per cui immaginiamo sia per voi il committente, ma che proiezione può già darci del costo complessivo dell'impianto?

Davide Marazzi: La previsione di spesa, come da progetto definitivo approvato, è sui 78 milioni di euro e comprende, oltre alla struttura, tutte le opere di urbanizzazione ed i parcheggi . Certo è un importo elevato ma occorre considerare che l'impianto si va a collocare in un'area agricola per nulla infrastrutturata, dalla orografia e dall'idrogeologia complessa. In più, l'obiettivo di preservare il paesaggio ha determinato l'ideazione di una struttura atipica, che comporta certamente oneri maggiori.

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Vi siete ispirati a qualche modello in particolare, volgendo magari anche uno sguardo all'estero?

Davide Marazzi: Dal punto di vista funzionale e della concezione generale abbiamo guardato alle realizzazioni europee più recenti, dall'Allianz di Monaco al Letzigrund di Zurigo, dagli stadi inglesi a quelli portoghesi per gli Europei 2004. Sul piano del disegno architettonico ci siamo invece mossi con grande libertà, e infatti il modello non è riconducibile a nessun'altro già esistente; abbiamo approcciato il progetto più da “paesaggisti” che da architetti.

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Stadio Siena Costruzione Concludiamo con il dibattito ancora aperto sul modello di stadio ideale e realizzabile in Italia, il “Paese delle cento province”. Abbiamo ascoltato il parere di molti noti esperti del settore, architetti, presidenti ed investitori: per alcuni prevale il modello inglese, un contenitore di servizi diversi, per altri non è accettabile unire diversi business allo spettacolo del calcio. Lei cosa ne pensa?

Davide Marazzi: Credo che non vi sia un'unica strada praticabile ma varie alternative in base alle specificità del contesto in cui si interviene. Certamente il denominatore comune non può che essere la multifunzionalità in grado di garantire adeguata redditività all'impianto; occorre interpretare queste grandi strutture non più come contenitori specializzati per un'unica pratica, ma come luoghi destinati a rispondere organicamente alla domanda di sport, svago, intrattenimento e tempo libero dell'intera famiglia sette giorni su sette.
Rispetto al modello inglese esiste una differenza sostanziale: le modalità di gestione della sicurezza che, essendo nel nostro paese molto più impattanti, vincolano estremamente la definizione dei layout e l'organizzazione delle strutture. È certamente questo uno dei motivi per cui il modello inglese in Italia stenta a decollare.

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Intervista curata da Bianca Angrisani

chi è

Arch. Davide Marazzi, nato Mirandola (MO) nel 1974, dopo la formazione superiore in Fisica Ambientale, nel 2000 si laurea in Architettura con lode al Politecnico di Milano (relatore Cino Zucchi).
Dal 1999 al 2001 collabora con lo stesso Cino Zucchi a Milano seguendo in particolare alcuni progetti di concorso; dal 2001 al 2004 lavora a Parma con Guido Canali per il quale, oltre ad alcuni progetti preliminari, segue il progetto esecutivo per la nuova sede Smeg a Guastalla (RE) e, come responsabile di progetto, il piano per un comparto residenziale per mille abitanti nell'area ex Alfa Romeo del Portello a Milano.
Nel 2004 apre lo studio Marazzi Architetti.
azienda

Fondato nel 2004, Marazzi Architetti indaga soluzioni architettoniche innovative alle esigenze della vita contemporanea, operando alle varie scale del progetto, dal landscape al disegno urbano, dall'architettura all'interior design.
Il lavoro dello studio è caratterizzato da una particolare attitudine sperimentale; ogni progetto è affrontato seguendo un vero e proprio processo di ricerca, nell'obiettivo di fornire soluzioni uniche, personalizzate e mai convenzionali; grande attenzione è rivolta ai temi della sostenibilità ambientale ed energetica, all'applicazione di soluzioni tecnologiche innovative ed alla ricerca sui materiali.
Marazzi Architetti coordina l'intero processo di realizzazione dell'opera di architettura, gestendo direttamente e/o in collaborazione con partners qualificati tutte le fasi, dall'ideazione generale alle autorizzazioni, dalla progettazione esecutiva alla direzione lavori.
Dinamismo, flessibilità ed efficienza sono elementi centrali del nostro metodo di lavoro; particolare attenzione è riservata alla gestione rigorosa di tempistiche e risorse economiche a disposizione.
In breve tempo lo studio ha ottenuto rilevanti commesse pubbliche e private ed importanti riconoscimenti in concorsi di progettazione internazionali. Tra i clienti principali si segnalano: Comune di Parma, Comune di Siena, Impresa Pizzarotti spa, KPMG, BNL Fondi Immobiliari, Davines spa, Confindustria Modena.
Tra i risultati di concorso si evidenziano: il primo premio per il nuovo Stadio Comunale di Siena, il premio speciale per la nuova sede della Bezalel Academy a Gerusalemme, il terzo premio per la riqualificazione dell'ex-deposito ATAC di Porta Maggiore a Roma e la menzione d'onore per il nuovo polo scientifico e tecnologico “Città delle Scienze” a Parma.
I lavori dello studio sono esposti in mostre nazionali ed internazionali e pubblicati sulle principali riviste.
 
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