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Al Ferraris di Genova la prima gestione in outsourcing Stampa E-mail
Giugno 2013
Intervista a Beppe Costa Pres. e AD Costa Edutainment - Stadio di Genova
Beppe Costa Beppe Costa
Presidente e Amministratore Delegato Costa Edutainment – Stadio di Genova

"Nei 10 anni di gestione dello stadio investiremo per migliorare il prodotto calcistico, le strutture, cioè, che accolgono giocatori e pubblico, ma intendiamo soprattutto sfruttarlo per altri usi ricreativi, come spettacoli e concerti. (...) Come accade all'estero, i centri commerciali possono essere utili per il capitale di avviamento ma non necessari per la gestione e la redditività finale dello stadio"
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Sponsornet.it continua ad entrare nel merito delle problematiche dell'impiantistica sportiva. Proprio in riferimento alla questione stadi, dopo aver incontrato, tra gli altri, Alberto Rigotto responsabile finanza e controllo dell'Udinese per il nuovo impianto che nascerà nel 2014, Pierfrancesco Barletta, l'ad del consorzio M-I Stadio per la gestione unificata Milan-Inter e Dario Boldoni, coinvolto nei progetti di ristrutturazione dello stadio San Paolo, abbiamo intervistato Beppe Costa, presidente e amministratore delegato di Costa Edutainment, la società che ha reso grande l'Acquario di Genova e che da quest'anno, insieme ad una cordata di privati, gestisce direttamente lo stadio Ferraris essendo subentrati al Comune a seguito di una gara. L'unico caso, forse in Italia, in cui sia una società terza, al club e ai Comuni, di “subentro manageriale” da parte di chi si occupa principalmente di intrattenimento. Una case history da monitorare negli anni avvenire.
La gestione dello stadi italiani da parte di società private terze ancora oggi risulta essere una novità. A San Siro se ne occupano le squadre stesse, quindi una vera esternalizzazione non c'è stata e nella migliore delle ipotesi si recuperano i costi di gestione senza ulteriori profitti. La vostra, invece, per lo stadio Ferraris appare come un'operazione che guarda maggiormente al futuro: come nasce?

Beppe Costa: Quasi casualmente, insieme a Luca Montebugnoli, amico nonché presidente della Best Union, società di ticketing per diversi stadi, che già aveva avuto esperienza di gestione dello stadio di Bologna. Ci ha coinvolto a partecipare in questa iniziativa, noi ovviamente abbiamo aderito molto volentieri e ci siamo aggiudicati la gara per la gestione del Ferraris. Nelle nostre intenzioni c'è la volontà di riuscire a destinare lo stadio di Genova, storico in Italia, a nuove attività turistiche.

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Lo stadio resta di proprietà del Comune. Quindi cosa prevede l'accordo?

Beppe Costa: Noi abbiamo l'impianto in gestione per 10 anni. In questo periodo di tempo dobbiamo ovviamente investire per migliorare il prodotto calcistico, le strutture, cioè, che accolgono giocatori e pubblico come gli spogliatoi e l'area hospitality, ma sfruttarlo anche per altri usi ricreativi, spettacoli e concerti.

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Dunque sono previsti investimenti di natura straordinaria per rinnovare lo stadio: a quanto ammonterebbero?

Beppe Costa: Le stime iniziali erano di 3 milioni di euro complessivi di spese per il fotovoltaico, la copertura dello stadio e il manto erboso. Gli stadi come questo, non totalmente scoperti hanno problemi di circolazione dell'aria, di filtraggio della luce da incidere sulla crescita dell'erba. Si stanno studiando quindi alternative con un prato sintetico. Ma intanto stiamo terminando i lavori di messa a norma dell'impianto ripartendo le spese con i club: il Comune da solo non sarebbe riuscito.

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Quante persone lavorano per la gestione ordinaria dello stadio? E con quali costi, visto che assumete anche quelli relativi alla bolletta energetica?

Beppe Costa: Questa è per ora la voce di spesa più pesante, ahimè. Il nostro budget annuale per la gestione ordinaria e gli interventi è di circa 3 milioni e mezzo di euro e ci lavorano una decina di persone a tempo pieno. Poi ci sono le cooperative esterne che abbiamo mantenuto dalla vecchia gestione.

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Nella vostra strategia di equilibrio economico sono previsti oltre alla copertura dei costi anche voci di nuovi ricavi che riguardano esclusivamente l'organizzazione di nuovi eventi o anche l'ottimizzazione di tutto ciò che ruota attorno alle partite di calcio?

Beppe Costa: Non è facile rinnovare totalmente l'evento "partita"... Di sicuro si possono realizzare gli sky box in accordo con le due squadre cittadine, per l'hospitality degli sponsor, che ora sono totalmente assenti. Ma occorre fondamentalmente puntare su altre attività: stiamo ad esempio chiedendo il permesso per organizzare un matrimonio. Tutto il sistema della ristorazione ad esempio va migliorato, proprio col fine di poter ospitare eventi aziendali e convention.

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stadio Ferraris Sampdoria Dunque quali sono le voci principali di ricavo?

Beppe Costa: Gli introiti del fitto delle due squadre di Genova, anche se la Sampdoria potrebbe in questi anni migrare verso un suo nuovo stadio. Noi consegniamo l'impianto per la partita, lo ripuliamo e lo prepariamo per ospitare nuovi eventi. Con gli sky box avremmo nuove voci di ricavo, a meno che non si decida di realizzarli congiuntamente ai due club. Poi ci sono i concerti che fin'ora Genova non ha ospitato, come ad esempio viene fatto a San Siro, anche perché con i suoi 25-30mila posti non è attrattivo abbastanza. Anzi, risulta essere troppo grande per i “piccoli” concerti e troppo piccolo per quelli “grandi”. Quindi occorre migliorare l'accessibilità e la capacità dell'impianto.

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Il disegno di legge, che ormai attende l'approvazione in Parlamento da anni, prevede la centralità dei club nel consorzio di gestione dello stadio, ma questi ultimi non dispongono del know how adatto e per questo è necessario che lo facciano in collaborazione con società di entertainment

Beppe Costa: A Genova il progetto è nato per le esigenze del Comune, che non poteva più gestire lo stadio con un'economia positiva, in vista degli investimenti da compiere ha così lanciato la gara, ma senza l'obbligo da parte delle società sportive di parteciparvi. Noi ci poniamo quindi come raccordo tra i due club genovesi per fornire il know how necessario a questo tipo di attività.

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Che rapporto avete stabilito con Infront, l'agenzia che supporta entrambi i club per gli aspetti commerciali?

Beppe Costa: Non abbiamo un accordo scritto, ma ad esempio per i tabelloni in campo ormai obsoleti, potremmo essere noi a sostituirli con impianti led di ultima generazione, che consumano meno, e così Infront potrà usarli al meglio per la pubblicità. Tutti gli interventi che compiremo per rimodernare gli spazi, necessariamente produrranno benefici anche sulle loro attività commerciali. I diritti per la gestione dei led a bordo campo è totalmente dei club.

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stadio Ferraris Genoa Pensate di gestire anche altri impianti, come i palazzetti oppure resterete impegnati solo con lo stadio di Genova?

Beppe Costa: Non lo escludiamo. Già sono state ipotizzate possibilità di intervento in altri stadi o palazzetti, però soprattutto laddove già sono presenti altre strutture da noi gestite, acquari, musei e quindi ci possa essere uno scambio con l'arte e la cultura.

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Concludiamo con una riflessione sul modello di stadio che in Italia è ancora un dibattito aperto: c'è chi pensa debba necessariamente comprendere centri commerciali, attività di ristorazione, musei. Ma l'equilibrio economico si potrebbe raggiungere ugualmente anche senza queste strutture collaterali

Beppe Costa: Il modello italiano resta ancora vicino all'esperienza dello Juventus Stadium, per il quale un grosso contributo è provenuto dalla Conad. Lo stesso stadio di Genova è previsto che abbia un'importante superficie commerciale. Anche io credo che non si debba arrivare a questo. Gli stadi dovrebbero ospitare solo servizi connessi all'attività sportiva. Come accade all'estero, i centri commerciali possono essere utili per il capitale di avviamento ma non necessari per la gestione e la redditività finale dello stadio.

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Intervista a cura di Bianca Angrisani

chi È

Beppe Costa nato a Genova il 18 dicembre 1956, sposato con due figli. Dopo il diploma conseguito presso il Liceo Classico Arecco di Genova, si è laureato in Economia e Commercio presso l'Università di Genova.
Dal 1981 al 1996, Amministratore Delegato dell'azienda olearia Minerva (Spagna).
Dal 1995 al 1998, Consigliere di Costa Crociere SpA.
Dal 1996, Amministratore Delegato SAAR Depositi Portuali S.p.A.
Dal 1997, Amministratore Delegato e dal 2009 anche Presidente di Costa Edutainment SpA.
Dal 2002, Consigliere di Amministrazione di Civita 3 Venezie e Venezia Accademia.
Dal 2002, Consigliere di Civita Servizi.
Dal 2005, Consigliere dell'Associazione Festival della Scienza di Genova.
Dal 2007, Presidente di Sogea. 2008-2009, Presidente della Sezione Turismo di Confindustria di Genova.
Dal 2008, Consigliere della Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale di Genova.
Dal 2009, Amministratore Delegato di Opera Laboratori Fiorentini, società parte di Civita Group che dal 1° luglio 2009, gestisce gli spazi commerciali dei Musei Vaticani e che da anni partecipa alla gestione della Galleria degli Uffizi e Corridoio Vasariano, Galleria dell'Accademia e Duomo di Siena.
Dal 2009, Presidente della Sezione Terminalisti di Confindustria Genova.
 
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