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Atleti, sponsor ed eventi: rischi economici da coprire Stampa E-mail
Ottobre 2014
Intervista a Edoardo Ceola AD e socio di riferimento di Private Broking Srl
Edoardo Ceola Edoardo Ceola
AD e socio di riferimento di Private Broking Srl

"Una società di calcio che avesse uno stadio di proprietà, una squadra con un valore patrimoniale di giocatori significativo, con centinaia di milioni di euro in stipendi, un importante settore giovanile, dovrà per forza avere un attenta analisi dei rischi ed una corretta valutazione delle somme da assicurare"
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Le attività del mondo dei club professionistici valutate da un punto di vista aziendale presentano una serie di funzioni che vengono coperte, il più delle volte, da organizzazioni professionali esterne agli stessi. Uno di questi ambiti, non sempre al centro dell'attenzione, riguarda la necessità di coprire i rischi economici derivanti essenzialmente dalle principali attività sportive. Si tratta di rischi dovuti a possibili infortuni che riducono il patrimonio del club o a possibili successi che comportano esborsi di importanti bonus. Sono aspetti che non sempre i club hanno l'abitudine di coprire con polizze. Tra le poche che se ne occupano, con la milanese Private Broking, questi accadimenti passano in primo piano e possono comportare importanti risparmi sul bilancio di fine anno. Ne abbiamo parlato con l'AD della società di Via Monti, Edoardo Ceola, non a caso con un passato da atleta e da AD dell'Olimpia Basket.
Come nasce la Private Broking e qual è il suo ruolo?

Edoardo Ceola: La Private Broking è una società di broker assicurativi, di cui sono l'amministratore delegato e il socio di riferimento. La mia esperienza nel mondo assicurativo inizia sin dai primi anni ottanta, dove condividevo l'attività di giocatore di basket semi-professionista con quella di assicuratore. Nel 2000 il primo broker al mondo, per poter sviluppare il business nel settore sportivo, acquistava la mia vecchia società, portandomi ad iniziare la carriera di manager, durata poi otto anni fino al 2008: anno in cui, insieme ad alcuni Partners, è nata l'attuale Private Broking che, crisi a parte, ci sta dando delle buone soddisfazioni. La società di brokeraggio opera a 360° in tutti i settori assicurativi. Abbiamo però sviluppato delle nicchie di specializzazione come lo sport: questo ci permette di poter fornire delle consulenze specifiche ad alcuni settori strategici.

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Chi sono i vostri clienti all'interno del mondo dello sport?

Edoardo Ceola: Premesso che il basket è il mio sport di riferimento, sia per il passato agonistico che per il ruolo dirigenziale ricoperto dal 2003 al 2008 (sono stato l'amministratore delegato di Pallacanestro Olimpia Milano Armani Jeans), abbiamo clienti in ogni settore dell'industria dello sport: società sportive professionistiche, associazioni dilettantistiche, leghe professionistiche, federazioni. La maggiore attenzione è dedicata comunque agli sport più importanti e diffusi del paese, pertanto calcio, basket, pallavolo, ciclismo ed hockey. Inoltre ci tengo a sottolineare come la Private Broking abbia una visione internazionale grazie anche alla collaborazione con la Federazione di Basket Europeo, che ci permette di dialogare con tutte le federazioni europee e di essere considerati broker di riferimento a livello mondiale per settore basket.

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Incontrate delle difficoltà nel proporvi a questo mondo dei players sportivi e delle aziende legate all'industria dello sport?

Edoardo Ceola: In senso generale la figura del broker quindi del consulente, viene spesso confusa con quella dell'assicuratore e del "venditore" di polizze. Noi invece siamo dei consulenti, dei "risk analysis". Spesso però nel mondo dello sport, e non solo, riusciamo ad affermare il nostro ruolo di consulenti, trovando ampia soddisfazione da parte del cliente. Quest'ultimo, grazie ai nostri studi, riesce ad ottenere una mappatura dei suoi rischi decidendo comunemente, quali di questi trasferire al mercato assicurativo, dietro il pagamento di un premio di polizza!

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Partiamo dai club: ci sono quelli professionistici e le associazioni sportive dilettantistiche

Edoardo Ceola: Il mondo dilettantistico è ovviamente completamente differente da quello professionistico. Nel primo caso si possono assicurare eventi con numerosi partecipanti e nel secondo l'elemento straordinario sono i valori assicurati elevati. Ad esempio, chi organizza una maratona ha migliaia di partecipanti e deve garantirne l'incolumità con delle coperture assicurative specifiche, ma a costi decisamente contenuti. Mentre, se pensiamo alle società professionistiche l'argomento è completamente differente. Infatti, una società di calcio che avesse uno stadio di proprietà, una squadra con un valore patrimoniale di giocatori significativo, con centinaia di milioni di euro in stipendi, un importante settore giovanile, dovrà per forza avere un attenta analisi dei rischi ed una corretta valutazione delle somme da assicurare.

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In Italia, purtroppo, i casi di club con stadi o palazzetti di proprietà non superano l'unità, mentre abbiamo di certo rose di giocatori con valori variabili, da qualche milione ai centinaia dei tre top club di calcio

Edoardo Ceola: Proviamo a pensare ad un solo "top football player" che guadagna 10 milioni di euro netti a stagione (costo lordo per il team 20 milioni) ed il cui cartellino è stato acquistato per 40 milioni. Se questo dovesse subire un infortunio grave da saltare totalmente una stagione quale sarà il danno a carico della Società? Comprenderete quindi che un team deve assicurarsi contro questi rischi attraverso delle polizze "taylor made".

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Bisogna comunque distinguere tra i rischi che riparano da infortuni o incidenti da quelli che riparano da rischi economico-finanziari

Edoardo Ceola: Assolutamente sì anche se, le perdite economiche, spesso non sono conseguenza di eventi dannosi. Mi spiego meglio: immaginiamo i premi che vengono pagati in caso di vittorie a seguito di uno scudetto, il Team dovrà supportare un'esposizione finanziaria. Pur essendo stato un evento molto positivo, questo ha prodotto una perdita ai bilanci (pagamento dei premi). Questi rischi "positivi" si possono assicurare attraverso una specifica polizza.

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Passiamo al mondo delle aziende presenti in questo settore: ad esempio gli sponsor

Edoardo Ceola: Intorno ad un evento come una partita di calcio, ci sono diverse attività collaterali che hanno bisogno di assistenza assicurativa, come appunto gli sponsor che pagano diversi milioni di euro per poter dare visibilità al loro marchio, ad esempio sulla maglia, spesso con dei contratti che prevedono dei bonus, in base ai risultati che la squadra ottiene. Questi bonus possono essere assicurati.

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Quindi, voi stipulate una polizza per ridurre il rischio a cui è esposto lo sponsor: ovvero che possa pagare una quota maggiore nel futuro, al verificarsi di un determinato evento, appunto ad esempio una determinata vittoria

Edoardo Ceola: I bonus possono solitamente aumentare la sponsorizzazione dal 10 al 30%. Ovviamente ogni singolo elemento ha la sua quotazione. Sono tutte percentuali variabili, che possono, in un certo senso, essere valutate a priori, magari anche dallo sponsor prima di sottoscrivere il contratto.

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Anche il mondo degli atleti stessi può avere un'attenzione specifica, visto che i loro guadagni sono legati alle loro prestazioni, quindi in caso di infortunio potrebbe essere compromessa la propria capacità di reddito

Edoardo Ceola: Il mondo dei protagonisti singoli è un altro segmento di nostra attenzione. Abbiamo studiato un'apposita polizza infortuni, in collaborazione con i Lloyd's di Londra, che proponiamo a tutti i professionisti del mondo dello sport, non solo in Italia ma anche all'estero. E' importante sottolineare che il contratto di un calciatore è garantito solo per i primi sei mesi, dopodiché la società ha la facoltà di rescindere il contratto a seguito di un grave infortunio e/o malattia. Risulta evidente pertanto che ogni calciatore deve tutelarsi contro questi rischi. In futuro inoltre le società stanno cercando di ridurre ulteriormente questo termine di sei mesi come già avviene in diversi stati europei (vedi Germania). Il singolo professionista quindi, necessita di un'assicurazione; il suo corpo è il fulcro della sua attività: e se si fa male rischia di non poter più percepire lo stipendio e di non poter più stipulare in futuro un importante contratto. Ormai le squadre di calcio, (vedi la Juventus) stanno modificano i contratti coi calciatori, riducendo la parte fissa ma incentivando quella variabile sulla base di risultati e performance.

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Mentre per gli stessi club, uno dei principali rischi da tutelare è proprio quello derivante dagli infortuni degli stessi giocatori

Edoardo Ceola: Sempre di più oggi nel bilancio delle squadre di calcio pesano gli ingaggi dei giocatori. Per questo, abbiamo studiato una polizza specifica che copre le squadre dal rischio di dover pagare un atleta ma di non poter utilizzarlo a causa di un infortunio o malattia. Quindi, nel caso in cui il giocatore subisca un infortunio o si ammali, dopo il primo mese (franchigia), sarà la compagnia assicurativa a pagare lo stipendio.

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Palazzetto Nel caso dell'infortunio, si stipula una polizza individuale o collettiva?

Edoardo Ceola: Se sarà l'atleta ad assicurarsi direttamente, si stipula una polizza individuale ma se sarà la squadra a ad assicurarsi vi sarà una polizza collettiva. Spesso ci troviamo a gestire una forte concentrazione di rischio su un singolo professionista. Contemporaneamente un atleta potrebbe assicurarsi personalmente o tramite la squadra o tramite lo sponsor che ha investito sull'immagine dell'atleta.

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Per quanto riguarda uno sponsor che affianca un campione, la possibilità che quest'ultimo possa svilirne l'immagine è un rischio?

Edoardo Ceola: Assolutamente sì. Ci sono delle polizze specifiche legate all'atleta oggetto della sponsorizzazione. Se si investe su un giocatore, e questo viene fotografato durante una serata particolare o commette delle azioni dilettose, non solo l'investimento non avrà successo ma il marchio dell'azienda sponsor potrebbe subirne un danno. Esistono quindi delle specifiche polizze che tutelano l'azienda sponsor da questo rischio. È evidente che il costo della polizza varia in base al giocatore.

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Intervista a cura di Cristiana Trezza

chi È

Edoardo Ceola – Anni 50 – Broker di Assicurazione sin dal 1985 - Italiano
Titolare ed amministratore delegato della Ceola Insurance Broker Srl fino al 2000
Responsabile divisione SRE in Aon dal 2000 al 2007
Vice Presidente e consigliere di AON Personal Line dal 2004 al 2008
Dal 2008 - Amm.re Delegato ed Azionista di maggioranza della Private Broking Srl
Dal 2011 Consulente per il settore Sport Insurance della Aldo Pessina & Associati di Lugano CH
Consulente Assicurativo dal 2005 di FIBA Europe
Dal 2003 al 2008 Amm.re Delegato della Pallacanestro Olimpia Milano Armani Jeans
Dal 2001 al 2002 Consigliere di Amm.ne della Soc. Finarte Casa d’Aste SpA – Società quotata alla borsa di Milano

Docenze:
a) Dal 2002 al 2005 docente presso il master in Economia e Gestione dello Sport – Università degli Studi di Roma "Tor Vergata" – Argomenti: Le Assicurazioni nel mondo dello sport e Risk Management Sportivo
b) 2007 – Docente presso la Scuola di Management Sportivo del CONI Roma
c) 2008 – Docente presso il Master in Strategie per il Business nello Sport presso la Ghirada – Benetton Treviso
 
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