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Attenzione ai materiali ed ai club di ogni provincia Stampa E-mail
Novembre 2009 
Intervista a Luca Carra Responsabile marketing e comunicazione della Erreà Sport
Luca Carra LUCA CARRA
Resp. marketing e comunicazione di ERREA' Sport

Erreà, come la stessa Macron presentata in precendenza, è una di quelle aziende italiane che presiedono il mercato della fornutira sportiva degli sport di squadra da quelli professionistici alle categorie dei dilenntanti. Un mercato caratterizzato da un'alta competizione in ogni singola provincia italiana nel presidiare tutto il mondo dei praticanti dello sport di calcio, volley, basket e rugby. E' fatto, quindi, di decine di migliaia di società sportive che coinvolgono qualche milione di tesserati e quindi clienti potenziali.
Redazione: A quali squadre di calcio attualmente fornite i vostri prodotti? Alle squadre inferiori di una società praticate solo fornitura?
Luca Carra: Siamo sponsor delle più importanti realtà sportive in Italia e all’estero. In Italia forniamo all’Atalanta, al Parma F.C. e al Bari in serie A e il Grosseto, ad esempio, in serie B. Molteplici sono poi le squadre in lega Pro e all’estero come Burnley in premiership, il Nimes Olympique e Numancia. Oltre ad altre società di pallavolo, basket e rugby. Nel volley è recente la conquista del campionato del mondo di Itas Diatec Trentino Volley. Di solito pratichiamo solo fornitura di prodotto, poi, a seconda dell’importanza della squadra che andiamo a sponsorizzare cerchiamo di creare collaborazioni tali da sfruttare al massimo la visibilità che ne possiamo ottenere. Riuscire a definire il numero di società che serviamo risulta veramente complesso perché oltre a volley basket rugby e calcio ci sono tante società di altri sport (dalla danza al karate, dall’hockey al subbuteo fino al ciclismo) che utilizzano i nostri prodotti.

Redazione: Attuate strategie di commercializzazione presso le scuole calcio?
Luca Carra: Abbiamo appena concluso un accordo con la scuola calcio di Totti a Roma, che ha solo il settore giovanile.

Redazione: Qual è il periodo dell’anno in cui fornite i vostri prodotti?
Luca Carra: Per quanto riguarda gli ordini è difficile stabilire una stagionalità: i campionati europei generalmente partono tra agosto e settembre quindi i team hanno necessità di ricevere il materiale entro questi termini, ordinando principalmente tra maggio e giugno per poi integrare nei mesi di settembre e ottobre… Essendo però ormai il nostro un mercato mondiale abbiamo esigenze molto eterogenee, in alcuni paesi africani ad esempio il campionato inizia a fine gennaio.

Redazione: Come fate a capire il valore commerciale di una squadra alla quale proponete una trattativa? Vi servite di ricerche specifiche?
Luca Carra: No. Ci affidiamo, in parte, allo storico della società, della squadra, ai dati relativi al numero di abbonati, di vendita di merchandising, e, ai livelli inferiori, al numero di tesserati per comprendere quanto materiale può acquistare una determinata società.

Redazione: Vi servite di agenzie di marketing esterne per la realizzazione di strategie per attrarre il vostro target?
Luca Carra: Non ci serviamo di alcuna agenzia esterna in questo momento. Il nostro target è molto particolare e non abbiamo vendita a banco, non vendiamo al singolo consumatore, se non per alcune piccole categorie di prodotto, di conseguenza la pubblicità “tradizionale”, di massa, che può essere fatta tramite i media per noi è relativamente importante. Serve al marchio ma non è direttamente collegata a motivazioni d’acquisto. Vendendo generalmente alle società sportive i nostri interlocutori sono i responsabili degli acquisti delle società di calcio, rugby, pallavolo. È un target preciso, limitato e difficile da raggiungere.

Redazione: Realizzate politiche di merchandising?
Luca Carra: Si. Cerchiamo di progettarle insieme alle squadre professionistiche; con quelle non professionistiche non lo facciamo perché sono “i numeri” a non consentircelo. Il merchandising in Italia difficilmente raggiunge numeri interessanti, eccezion fatta per alcune piazze, e rimane sempre comunque legato ai risultati sportivi, anche se le potenzialità ci potrebbero essere e noi ne abbiamo alcuni esempi come a Bergamo con l’Atalanta. Per quanto riguarda il mercato in generale per le discipline sportive che ci vedono coinvolti, è banale dire che l’Inghilterra è il mercato più interessante dove anche a livello di merchandising si possono raccogliere risultati soddisfacenti. Ci sono inoltre alcuni paesi emergenti dove sta crescendo molto l’attenzione dei tifosi verso il merchandising ufficiale della squadre.

Redazione: Come definite gli obiettivi di marketing annuali?
Luca Carra:  Tutto dipende sempre dallo storico della società, e dai risultati della squadra stessa: ad esempio il Bari, che fino a due anni fa valeva, da un punto di vista di merchandising, molto poco, l’anno scorso ha fatto un ottimo campionato di serie B ed è salita in serie A e quindi numeri e aspettative sono cambiati radicalmente.

Fondata nel 1988 dalla famiglia Gandolfi nel quale Angelo è l'attuale presidente, l'Erreà sponsorizza le nazionali di calcio di Capo Verde e dell'Islanda, mentre tra le squadre di club italiane sponsorizzate figurano Atalanta, Bari e Parma in Serie A e Grosseto in Serie B, oltre ad altre prestigiose formazioni calcistiche, come il Pisa. All'estero è presente anche nella Premier League con il Burnley e in Championship con il Middlesbrough F.C.. Tiene alto il suo nome anche in altri sport come il volley con i teams di Piacenza, Trentino ,  Padova e il Famigliulo  Corigliano, mentre nel Super 10 di rugby, Erreà ha trovato accordi di sponsorizzazione con Arix Viadana e la Benetton Rugby Treviso.
L'azienda parmense, che nel 2008 ha fatturato 43 milioni di euro, ha circa 1000 dipendenti e 400 punti vendita distribuiti in tutte le province italiane.
E' presente anche all’estero, in alcuni Paesi coome Francia e Inghilterra anche con punti vendit a, in altri paesi con degli importatori e in altri ancora con dei licenziatari.
Erreà è inoltre la prima azienda certificata Oeko-Tex nel settore teamwear, garantendo che i tessuti non rilasciano sostanze nocive in quantità superiore ai limiti previsti dall'Oeko-Tex standard 100.

Redazione: Quest’anno grazie al Bari in serie A vi siete posti obiettivi più alti?
Luca Carra:  Sicuramente. Se per noi era la prima volta lavorare con il Bari in una situazione di questo tipo, le aspettative sono cresciute rispetto agli anni scorsi che erano invece molto scarse. Basta considerare che tre anni fa allo stadio di Bari c’erano solo circa 1.500 spettatori paganti.

Errea








Redazione: Quali politiche di prezzo praticate?
Luca Carra:  In primis sicuramente cerchiamo di coprire tutti i costi ed andare, allo stesso tempo, a soddisfare le esigenze dei tifosi, rendendo le maglie più accessibili e praticando prezzi più bassi rispetto ad altre aziende. Le fasce di prezzo non sono legate alle diverse squadre in particolare. E quindi non ci sono nemmeno variazioni di prezzo tra queste.

Redazione: Come combattete il fenomeno dei falsi?
Luca Carra:  I falsi danneggiano il mercato, sottraendoci importanti vendite. Per quel che riguarda la nostra esperienza, e quindi le “nostre” squadre Bari, Parma e Atalanta, si tratta per lo più di vendite da bancarella davanti lo stadio la domenica. Non ci sono negozi veri e propri. Non so se in altre città il fenomeno è più diffuso. Ma a Bergamo stanno lavorando molto bene per sensibilizzare i tifosi all’acquisto del prodotto ufficiale. A Parma i falsi sono di più, come a Bari, ma per ora stiamo vendendo comunque molto.
e aspettative sono cambiati radicalmente.


Redazione: Considerando che  Puma, Adidas e Nike che si possano considerare di prima fascia, Lotto, Diadora e Kappa di seconda, Legea e Macron di terza: Erreà in che posizione si colloca rispetto alle aziende concorrenti? Quali aspetti caratterizzano la vostra azienda?
Luca Carra: Aziende come Adidas, Kappa, Nike, Puma, non sono nostre dirette concorrenti. Perché loro sponsorizzano “per fare marchio”, per vendere poi al grande pubblico. Sono pochissime le squadre dilettanti che vestono questi capi perché Adidas, Nike o Puma non sviluppano un mercato del team business. Legea e Macron sono invece nostri diretti concorrenti. Come anche Givova e Lotto. Kappa no perché vende maggiormente prodotti casual e per il fashion. Inoltre, noi siamo un’azienda produttrice, con impianti e linee di proprietà, seguiamo l’intera filiera produttiva del tessile dalla scelta dei filati, alle tintorie fino al confezionamento del prodotto finito. Siamo l’unica azienda nel settore teamwear ad avere la certificazione oeko tex che garantisce che i nostri prodotti non contengono e/o non rilasciano sostanze nocive in quantità superiori a quanto previsto dalle normative europee e mondiali. Questa certificazione, di cui è evidente l’importanza quando si forniscono anche i bambini, attesta la qualità dei nostri prodotti e delle materie prime da noi selezionate.



chi è

Luca Carra, 40 anni di Parma.
Laureato in psicologia della comunicazione, ha frequentato un master all’università di Bologna. Dopo alcune esperienze lavorative in agenzie di pubblicità è arrivato al Parma Calcio nel 2000 e vi è rimasto fino al 2004, anno in cui si è spostato in Erreà ricoprendo il ruolo di responsabile marketing e comunicazione.
 
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