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Con il Novara, in Serie A anche il campo in erba sintetica Stampa E-mail
Gennaio 2014
Intervista a Maurizio Gilardi Presidente di Italgreen
Maurizio Gilardi Maurizio Gilardi, Presidente di Italgreen

"La reazione che c’è stata sul campo del Novara è stata molto positiva, sia per la stessa squadra cittadina e sia per quelle ospiti. Tutto ciò è stato messo in rilievo durante le interviste andate in onda su Sky, nessun giocatore o allenatore ha mai avuto appunti da fare"
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Con il pallone e gli scarpini, è uno degli attrezzi principali del gioco del calcio. Forse il più importante, se ci riferiamo all’influenza che il terreno di gioco ha sull’espressione dello spettacolo sportivo. In Italia, abituati a contrapporci su tutto, ci si divide anche tra i "puristi", ovvero gli estremi difensori del campo in erba naturale, per i quali va bene anche giocare nel fango; e gli "innovatori", cioè quelli che non vale la pena di vedere una partita se il pallone non rotola sul manto erboso pulito come la palla sul tavolo da biliardo. Ovviamente ci sono anche degli interessi economici delle imprese che sostituiscono periodicamente i disastrati campi in erba italiani, in concorrenza con le aziende produttrici del sintetico, che anno dopo anno stanno realizzando un erba sempre più vicina a quella naturale.
Certo è, che negli ultimi anni con l’evoluzione culturale (giochiamo tutti a calcio a 5 o ad 8) e, tecnica (i regolamenti FIFA li hanno resi idonei), piaccia o no, ci si sta convincendo un pò tutti ad accettare l’idea che si giochi anche in Serie A sul sintetico.
La novità ce la offre il Novara Calcio, che promossa in A si porta in dote il suo campo in erba sintetica. Sul tema abbiamo ascoltato Maurizio Gilardi l'A.D. e Cofondatore di Italgreen, uno dei produttori leader in Italia e nel mondo, che ha proprio realizzato l’impianto novarese.
Italgreen, nota per la fornitura dell’erba sintetica nello sport, che dimensioni ha?

Maurizio Gilardi: Da 30 anni ci occupiamo di pavimentazioni in erba sintetica, sia come produttori che come applicatori. Siamo 40 dipendenti. Abbiamo due fabbriche e una logistica molto grande, nel territorio bergamasco, con un fatturato di circa 30 milioni di euro di cui un 40% all’estero e un 60% in Italia. Quello italiano è un mercato ancora tutto da esplorare, ci sono solo 150 campi regolamentari di calcio in erba sintetica e noi riusciamo a farne 50. Siamo inoltre gli unici in Italia ad avere eseguito uno stadio per una squadra di serie B, da quest’anno in Serie A, il Novara.

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Qual è stata e qual è la reazione di chi gioca su un campo di erba sintetica? Avete fatto dei test post gara per scoprirlo?

Maurizio Gilardi: Bisogna dire che, prima di essere utilizzati, i campi vengono omologati da laboratori convenzionati con la FIFA o con le varie federazioni locali e devono rispondere a determinati requisiti come se fossero campi di erba naturale. I test più frequenti riguardano il rimbalzo e lo scorrimento della palla, la torsione, il controllo dei sottofondi, delle pendenze, dei drenaggi ecc. Per quanto riguarda la reazione del giocatore è più qualcosa di mentale. In ogni caso la reazione che c’è stata sul campo del Novara è stata molto positiva, sia per la stessa squadra cittadina e sia per quelle ospiti. Tutto ciò è stato messo in rilievo durante le interviste andate in onda su Sky, nessun giocatore o allenatore ha mai avuto appunti da fare.

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Festeggiamenti Pallacanestro Cantù Le diverse latitudini quindi i diversi livelli climatici creano problemi per l’erba naturale: questo per voi potrebbe essere un punto di forza importante.

Maurizio Gilardi: Sicuramente. Ad esempio abbiamo realizzato dei campi in Trentino a 1400 metri di altezza, dove vi sono anche impianti sciistici. La stagione è andata bene, anche perché se nevica spalano e giocano.

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Le scarpe dei calciatori, pensate per i campi in erba naturale, sono adattabili anche per quelli in erba sintetica?

Maurizio Gilardi: Quelle che utilizzano per l’erba naturale vanno benissimo anche per l’erba sintetica, non c’è bisogno di creare una scarpa speciale. Ora i giocatori utilizzano scarpe a 13 tacchetti o se piove e c’è fango, quelle a 6 tacchetti in alluminio; con l’erba sintetica il fango non si crea visto che hanno un ottimo sistema di drenaggio, quindi non c’è bisogno di utilizzare quelle a 6 tacchetti.

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Di recente l’Istituto Superiore di Sanità, grazie ad un’analisi sui materiali di cui erano fatti i fondi di diversi campi in erba artificiale, ha portato alla luce la presenza di sostanze cancerogene: voi che tipo di prodotti utilizzate?

Maurizio Gilardi: Noi usiamo una fibra vegetale, formata da fibre di cocco. È tutto naturale, non ci sono sostanze inquinanti né maleodoranti e, dal punto di vista tecnico di gioco, corrisponde a un campo in erba naturale. Quando invece è stato opportuno utilizzare delle gomme, noi abbiamo utilizzato il caucciù vergine. L’erba sintetica è in polietilene ed è omologata da laboratori convenzionati con la Federazione.

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Rispetto alla normativa vigente, c’è da più di due anni una proposta di legge che giace in parlamento che pone al centro i privati, quindi i club, come gestori degli impianti sportivi. Voi come vi ponete di fronte a questa opportunità, visto che di fatto non sarà più il comune il vostro referente?

Maurizio Gilardi: Per quanto riguarda i campi dei dilettanti, difficilmente sarà il privato ad occuparsene per necessità economiche e sociali. I campi di calcio sul territorio italiano, dove si disputano i campionati della Lega Dilettanti, sono 24.000 e quasi tutti sono di patrimonio comunale. Per quelli dei campionati professionistici la logica del business è differente. Ad esempio la proprietà del Novara calcio vuole ristrutturare lo stadio, aggiungere un altro anello, e poi creare un centro commerciale. Se non vi sono altre opportunità per ulteriori entrate, come potrebbe esserlo un centro commerciale o una palestra, ai privati non conviene economicamente la gestione del solo impianto sportivo.

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tifosi Cantù Da un punto di vista commerciale per voi cosa cambierà?

Maurizio Gilardi: Diciamo che, al momento, i Club privati sono più portati a proporti come scambio un supporto pubblicitario piuttosto che denaro. Il grosso del fatturato si fa con gli impianti per i dilettanti, e quindi con i Comuni.

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Intervista curata da Cristiana Trezza


chi è

Maurizio Gilardi, nato a Lecco nel 1954. È titolare di un’azienda di minuteria meccanica e dal 1983 è Amministratore Delegato di italgreen spa.
azienda

Italgreen Spa: l’erba sintetica cresce qui
Fondata nel 1983 da Maurizio Gilardi, Sergio Pennati e Rossana Biffi, prima società italiana per la produzione di erba sintetica.
Ha due impianti di produzione ed uno logistico (totale 30.000 m2). Ha un fatturato annuale pari a 30.000.000 € (40% export); produce annualmente 2.000.000 m2.
Sono associate ad Italgreen anche le marche come la regina Giardino, doppia T, Lesmo, Xtender, Geofill, Stadio Pro, Verde 2000.
È certificata dalla FIFA, FIH, FIT, ISO 9001, ISO 14001, ISO 18001. Ha dieci showroom in Italia ed è presente anche a Cipro, Croazia, Danimarca, Egitto, Francia, Germania, Grecia, Spagna, Belgio, Portogallo, Israele, Corea del Sud, Malta, Messico, Algeria, Ruanda, Perù, Polonia, Repubblica Ceca, Tunisia, Turchia , Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Arabia Saudita, Ucraina, USA, Vietnam.
 
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