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Dal genio italico i tetti dei nuovi stadi mondiali Stampa E-mail
Luglio 2010
Intervista a Luigi Cimolai Presidente di Cimolai Spa
Luigi Cimolai LUIGI CIMOLAI
Presidente di Cimolai spa


“I tempi di realizzazione di uno stadio non sono molto lunghi, in genere la commessa ci viene presentata un paio di anni prima. Nel caso dello stadio nazionale di Varsavia, adesso in costruzione, il contratto è stato chiuso ad agosto scorso e credo che verrà terminato ad inizio 2011”

In Italia la costruzione dei nuovi stadi è diventata il motivo di qualche dibattito che ricorre ogni qualvolta ci candidiamo per ospitare un evento sportivo internazionale, che spesso perdiamo,  o il  ricordo che in parlamento, “solo” da un paio d’anni, c’è una  proposta di legge per incentivarne e regolamentarne gli investimenti. All’estero, invece, dovunque i moderni impianti si costruiscono e, il paradosso vuole, che spesso ci sia l’ingegno e la capacità produttiva di aziende italiane. Una importante tra queste è la Cimolai di Pordenone, specializzata nelle coperture in acciaio: sua quella dello stadio della finale del mondiale di calcio appena concluso. In sessant’anni è passata da piccolo laboratorio artigianale alla dimensione di gruppo industriale leader internazionale. Ne parliamo con Luigi Cimolai, attuale presidente e figlio del fondatore Armando.
Sponsornet: Come nasce la sua azienda?
Luigi Cimolai: La Cimolai è sul mercato da 61 anni. Fondata da mio padre nel dopoguerra inizialmente realizzava quelle costruzioni in acciaio necessarie per la ricostruzione: porte, cancelli ed altre strutture destinate all'edilizia. Poi si è passati ai prefabbricati industriali e ai ponti per le grandi infrastrutture come l'autostrada, ma anche strutture per il settore militare.

Sponsornet: Quando entrate nel settore dell'impiantistica sportiva?
Luigi Cimolai:  E' stato a partire dai Mondiali Italia '90 che abbiamo iniziato a realizzare opere per l'impiantistica sportiva: come lo stadio di Trieste, la copertura di quello di Udine, parti dell'Olimpico, e quello di Cardiff in occasione dei Mondiali di Rugby nel '99, uno stadio di nuova generazione perché ha un tetto apribile, da 80 mt per 100 che può essere aperto in 20 minuti, e quindi lo stadio può essere utilizzato per eventi sportivi ma anche per i concerti musicali, perché ha un'acustica favorevole. Poi abbiamo costruito lo stadio di Atene nel 2004, e per le olimpiadi del 2006 di Torino il fabbricato dove si sono tenute le gare di pattinaggio su ghiaccio. Negli ultimi anni abbiamo costruito uno stadio a Dublino, inaugurato recentemente, e poi quelli di Johannesburg per questi ultimi Mondiali di Calcio.

Sponsornet: Quali sono le dimensioni della vostra azienda?
Luigi Cimolai:  Il nostro fatturato è stato di 285 milioni di euro per lo scorso anno, per  il 65% proveniente dall'estero e abbiamo circa 700 dipendenti, tre stabilimenti in Italia, nel Friuli, tra Pordenone e Udine e uno in Venezuela.

Sponsornet: Quanto incidono le attività destinate alla fornitura agli stadi sulla vostra produzione totale?
Luigi Cimolai:  In media realizziamo uno stadio all'anno, ma ne potremmo avere almeno un paio in costruzione viste le nostre capacità produttive. Il nostro core-business è però quello dei ponti in acciaio. Posso ad esempio citarle quello sull’Adige e quelli bianchi di Reggio Emilia. Un altro è quello di Bristol, che unisce l'Inghilterra al Galles, uno sul Gran Canal, etc.

Sponsornet: Quanto tempo richiede la realizzazione di uno stadio?
Luigi Cimolai: Diversamente da quanto si possa pensare i tempi di realizzazione di uno stadio non sono molto lunghi, in genere la commessa ci viene presentata un paio di anni prima. Nel caso dello stadio nazionale di Varsavia, adesso in costruzione, il contratto è stato chiuso ad agosto scorso e credo che verrà terminato ad inizio 2011. Avrà 55.000 posti a sedere ed un sistema che permette al tetto di aprirsi e chiudersi.

Sponsornet: Nelle vostre attività intervenite in team con altri costruttori, partecipando alle gare?
Luigi Cimolai: Dipende dai committenti. In alcuni casi siamo subappaltatori nominati: veniamo scelti dal cliente e messi in subappalto dall'impresa generale di costruzione. In altri invece siamo in team con quest'ultima. Generalmente noi siamo quelli che curiamo la struttura in acciaio. Ciò che caratterizza lo stadio è proprio la sua copertura.
Sponsornet: La vostra proposta adesso si andrà a confrontare con le nuove opportunità sul risparmio energetico.
Luigi Cimolai:  In realtà gli stadi sono macchine non condizionate né riscaldate, quindi fin'ora non c'è stato un utilizzo di pannelli fotovoltaici, perché in strutture di questo tipo, in cui il consumo effettivo di energia c'è solo durante le partite, non avrebbero molto senso. Ma stiamo comunque dedicando attenzione a questi nuovi aspetti di certo per altri tipi  di edifici.

Sponsornet: Qual è il valore economico delle vostre strutture in acciaio? Che percentuale rappresentano rispetto ai costi totali?
Luigi Cimolai:  Solitamente interveniamo con subappalti o parti di appalto che vanno dai 60 ai 100 milioni di euro. Quindi per uno stadio che può costare dai 250 ai 350 milioni di euro, le nostre realizzazioni incidono per circa il 25-30%.
Stadio con copertura Cimolai
Sponsornet:
A quanto pare i costi crescono incredibilmente se i posti a sedere aumentano anche solo di qualche decina di migliaia?
Luigi Cimolai:  Il nuovo stadio della Juventus che costa circa 100 milioni di euro ha una struttura inferiore. Pensiamo che quello di Dublino costa molto meno con 35.000 posti. Col crescere delle dimensioni, quindi oltre i 40.000 posti, la spesa non cresce certo in modo proporzionale, ma almeno esponenziale. Infatti per lo stadio dell'Inter con 60.000 posti già è previsto un budget di 300 milioni.

Sponsornet: Dal punto di vista delle normative, come vi muoverete?
Luigi Cimolai:  Noi in realtà non dobbiamo modificare le proposte architettoniche perché interveniamo a progetto già eseguito. Risolviamo però i problemi strutturali e di montaggio in modo da renderlo eseguibile.


Sponsornet: La legge sugli stadi non decolla: lei quale pensa sia il problema principale che ne ostacola l'attuazione?
Luigi Cimolai:  Credo che di fondo il problema sia sempre il solito: la mancanza di adeguate risorse economiche. Per recuperare determinati investimenti poi sarebbe necessaria la realizzazione di tante attività collaterali a quella dello stadio, piazze commerciali, per l'intrattenimento, etc. Io credo che convenga integrare i due modelli in questione: quindi strutture all'interno dello stadio e al suo esterno. In Italia abbiamo architetti validissimi ma come sempre sono le problematiche legate ai controlli e le “ingessature”  burocratiche i soliti ostacoli.


Intervista curata da: Bianca Angrisani
chi è

Luigi Cimolai, nato nel 1952, in provincia di Pordenone. Si è laureato nel 1976 in Ingegneria Civile presso l’Università di Padova. Dopo l’università ha incominciato a lavorare nell’azienda di carpenteria metallica del padre ricoprendo i ruoli dal 1976 al 2007 di direttore tecnico di cantiere in Inghilterra, assistente del Presidente, Vice-Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Cimolai, Amministratore Unico del Gruppo Cimolai. Attualmente é il Presidente della Cimolai S.p.A. Altre cariche ricoperte dal 1983 al 1993  sono: Vice-Presidente dell’Associazione degli Industriali di Pordenone, Presidente dell’Associazione degli Industriali di Pordenone, membro del Consiglio di Amministrazione dell’Electrolux Zanussi e membro del Consiglio di Amministrazione di Permasteelisa S.p.A. Nel 2004, Cimolai é stato insignito del titolo di Grande Ufficiale dal Presidente Ciampi e dal Premier Silvio Berlusconi per aver realizzato in Italia e all’estero opere di grande rilievo.

azienda

Nel 1949, Armando Cimolai, dopo esperienze di lavoro come operaio, decide che i tempi sono maturi per avviare una propria attività; apre un piccolo laboratorio per la costruzione di cancelli ed infissi metallici a Pordenone. Gli anni ’70 vedono l’ingresso in azienda del figlio, giovanissimo ingegnere, Luigi e dopo del fratello Roberto. Questa seconda generazione porta nuova linfa per una più incidente espansione nel mercato. La Cimolai è specializzata nelle costruzioni metalliche, operante in Italia e al estero, nella costruzioni di ponti, viadotti, stadi, edifici civili e industriali, infrastrutture militari, travi saldate per le industrie off-shore e navali, pali cilindrici e poligonali per linee elettriche e di telecomunicazioni. La produzione, che nel 2007 ha raggiunto circa 70 000 ton di acciaio, si è rivolta per circa il 50% all'Estero.

 
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