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Il rinnovo degli stadi? Incominciamo dai sediolini Stampa E-mail
Gennaio 2014
Intervista a Cleto Cimati A.D. e fondatore di Bericoplast
Cleto Climati Cleto Cimati
A.D. e fondatore di Bericoplast

"Lo stesso prodotto installato ad esempio a Stoccolma, può avere una durata maggiore rispetto ad un altro installato a Palermo. Negli stadi italiani, a parte qualche eccezione, gli impianti sono abbastanza vecchi visto che si tratta di opere fatte negli anni '90 ed il più delle volte molto prima"
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Prosegue il nostro cammino nell’incontrare realtà italiane del comparto produttivo fornitrici del sistema sportivo, ed in particolare le aziende presenti nel mercato dell’impiantistica. Con la Bericoplat, di cui ascoltiamo il fondatore Cleto Cimati, azienda specializzata in monoscocche che opera nel vicentino da più di trentacinque anni con importanti installazioni all’estero, abbiamo la conferma della presenza di capacità produttive per la realizzazione di stadi e palazzetti, abbastanza ampie nel panorama dell’industria italiana, sediolini compresi. Ci chiediamo se, nell’attesa dei nuovi impianti, per rinnovare i quali ci vorranno quei tre-cinque anni, iniziassimo a renderli da subito più confortevoli?
La vostra azienda si occupa di impiantistica sportiva, che dimensioni ha ed in quali paesi siete presenti?

Cleto Cimati: Noi ci occupiamo di sedute sportive ma anche di sedute per la collettività. Queste sono abbastanza affini, anche se la costruzione delle sedute sportive implica conoscenze tecniche diverse da quella delle sedute classiche per la collettività. È un prodotto più tecnico che bisogna adattare alla situazione. Fatturiamo circa 5 milioni di euro l’anno. Il nostro è un settore particolare nel senso che, ci si trova a fatturare 2-3 milioni, così come 100-200.000 euro. Tutto dipende dalla presenza o meno di una manifestazione importante, come potrebbero essere gli europei o i mondiali di calcio. Operiamo anche all’estero, abbiamo realizzato forniture per degli stadi in Ghana in occasione della coppa d’Africa, e più recentemente abbiamo operato in Austria, Francia, Germania mentre in Italia stiamo facendo una manutenzione nello stadio di Palermo.

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Com’è organizzato il mercato in cui operate? Per voi è un mercato diviso in segmenti legati alla committenza, che può essere pubblica o privata, o per tipologia di impianti?

Cleto Cimati: Per committenza. Una seduta che può andar bene in un campo di calcio può essere applicata anche su altri siti, palazzetti o altre attività sportive. Il termine sedute per stadio è un po’ forzato, noi le chiamiamo sedute per ambienti sportivi, che possono essere installate in qualsiasi ambiente dove è presente una gradinata, dove c’è la possibilità di installazione. Che poi la committenza sia pubblica o privata per noi, da un punto di vista commerciale, non cambia molto. Attualmente il 99% sono enti pubblici, quelli privati sono rarissimi.

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Bericoplast Charlie Palanet La seduta è un prodotto semplice ma in realtà ha una sua evoluzione tecnologica e ancora ci si meraviglia quando negli stadi i teppisti incendiano i sediolini: come è possibile, non dovrebbero essere ignifughi?

Cleto Cimati: Sono ignifughi, ma questo non vuol dire che non possano bruciare. La normativa con cui noi lavoriamo non distingue l’ignifugo dall’autoestinguente. Il prodotto può prendere fuoco ma deve spegnersi entro determinati criteri, quindi non vuol dire che il fuoco non possa attecchire, ma deve comportarsi in una determinata maniera descritta dalla norma. Oltretutto la prova viene fatta non sul sedile ma su dei provini quindi è tutto abbastanza relativo. La norma dovrebbe essere rivista, sullo stile di quella inglese. Gli inglesi fanno le prove direttamente sul sedile determinando le classi di auto- estinguenza, in quanto tempo si spegne, se si spegne, in che modo brucia. Inoltre gli stessi additivi possono migrare per effetto dell'esposizione solare pertanto potrebbero perdere le loro caratteristiche chimiche originali.

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Negli stadi italiani il panorama delle sedute il più delle volte è desolante. Queste sedute hanno una durata?

Cleto Cimati: Sì, una durata abbastanza lunga anche se poi molto dipende dall’esposizione solare. Le garanzie variano da sito a sito, nel senso che lo stesso prodotto installato ad esempio a Stoccolma, può avere una durata maggiore rispetto ad uno installato a Palermo. Negli stadi italiani, a parte qualche eccezione, gli impianti sono abbastanza vecchi visto che si tratta di opere fatte negli anni ’90 ed il più delle volte molto prima.

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Quanto costa una seduta media?

Cleto Cimati: Può costare dagli 8 euro ai 15 euro a seconda del materiale utilizzato, dalle caratteristiche, se li si vuole autoestinguenti, in poliammide, in polipropilene. I prezzi poi variano anche in base alla oscillazione dei costi delle materie prime, alla tipologia di gradone etc... molte sono le variabili. In alcuni casi può costare molto di più, se si rende necessario installare una struttura di supporto. La nostra azienda si occupa anche dell’installazione e, partendo da un costo base, si devono aggiungere le variabili relative alla logistica, alla distribuzione e allo smantellamento di un prodotto preesistente.

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stadio Siena Fino ad ora il mercato riguardante la fornitura di impiantistica è stata gestita esclusivamente dagli enti pubblici. Oggi la legge auspica un passaggio ai privati: per voi cambierà qualcosa in termini di approccio alla commercializzazione di questi prodotti?

Cleto Cimati: Presumo di sì, anche se in Italia la situazione è un po’ diversa dagli altri paesi. Si ha spesso a che fare con impianti esistenti quindi bisogna capire se poi questi enti privati ritengano opportuno disfarsi di quello esistente oppure rimodernarlo con delle opere di straordinaria manutenzione. I progetti sono tanti ma alla fine mancano i fondi per poter intervenire ex novo, come sta facendo ad esempio la Juventus. La legge non darà contributi ma faciliterà gli investimenti di tipo complementare, che non riguarderanno soltanto l’attrezzatura sportiva ma gli investimenti immobiliari intorno agli stadi legati ad altre attività, come i centri commerciali, le multisale e quant’altro. Ciò consentirà di avere più investitori interessati al di là della gestione dell’evento sportivo, quindi bisognerà lavorare a 360°.

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Intervista curata da Cristiana Trezza

chi è

Cleto Cimati, nato nel 1934 è fondatore e Amministratore Delegato di Bericoplast.
azienda

Bericoplast S.p.A. è stata fondata nel 1974 a Brendola (Vicenza) ed è attualmente considerata una tra le prime industrie europee produttrici di sedute monoscocca realizzate mediante stampaggio di materie plastiche.
Rilevante è la ultra-trentennale esperienza dell’azienda nel campo degli impianti sportivi. Gli stadi della Coppa d’Africa del 2008 sono solo fra gli ultimi grandi impianti serviti, infatti Bericoplast, che dal 2006 è anche entrata a far parte del ristretto novero dei fornitori ufficiali della FIFA, ha posto la firma anche in numerosi altri grandi impianti: il Volkswagen Arena di Wolfsburg in Germania, il palazzetto di Nancy in Francia, tutti i centri media del circuito dei Mondiali di Calcio del 2006 e degli ultimi Europei di Austria e Svizzera e via dicendo. In tutte queste occasioni l’azienda ha collaborato con i designer/architetti responsabili degli impianti per la realizzazione di forme e colori ad hoc. Ricerca, flessibilità produttiva, puntualità e affidabilità nelle consegne sono i punti di forza di un’azienda nata da un’idea di Cleto Cimati che ne è, insieme al figlio Cristian, alla guida.
L'azienda produce oltre 450.000 pezzi all'anno e copre con le sue produzioni tutti i cinque continenti.
La percentuale più rilevante del giro d'affari di Bericoplast è focalizzata proprio su installazioni nei grandi impianti sportivi ma l'azienda sta ottenendo anche notevoli soddisfazioni in termini di fatturato anche nel campo della fornitura di sedute per impianti dedicati agli spettacoli (cinema, teatri etc), sia esterni che interni. Tutte le collezioni Bericoplast sono prodotte interamente in Italia e realizzate in materiali riciclabili al 90%.
 
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