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Più attività allo stadio per rimborsare la finanza Stampa E-mail
Agosto 2010
Intervista a Fabio Bandirali Direttore Generale di Euro Hypo AG Italia
Fabio Bandirali  FABIO BANDIRALI
Direttore Generale di Euro Hypo AG Italia


“Dirigo una banca che opera esclusivamente nel settore immobiliare. Finanziamo immobili se generano un reddito che possa poi rimborsare il finanziamento. Questo vale anche per lo stadio”
Nel dibattito sui nuovi stadi, non poteva mancare la posizione del mondo del credito. Dopo l’opinione del presidente del Credito Sportivo raccogliamo a Milano, dalla voce di Fabio Bandirali, le condizioni per la disponibilità della finanza ad entrare nel business degli impianti sportivi. Le osservazioni di chi dirige dalla sede italiana della banca specializzata nell’immobiliare del gruppo tedesco Commerzbank- finanziatori dell’Allianz Arena- hanno indubbiamente la lucidità del banchiere, ma con un’attenzione alle ragioni della passione sportiva.
Sponsornet: Probabilmente se gli Europei di calcio 2016 fossero stati assegnati all'Italia avrebbero rappresentato più un limite che un'opportunità per noi, perché avrebbero ancora una volta creato una stagione di investimenti sull’emergenza, se non mal gestiti, come accaduto per altri grandi eventi nel nostro Paese.
Fabio Bandirali: E' vero ma di certo avrebbero rappresentato anche uno stimolo all'accelerazione. Perché adesso bisogna chiedere che la legge venga approvata rapidamente per partire con interventi necessari in tante città, non solo a Milano, che a quanto pare con l'Inter avrà il suo nuovo stadio, per dotarle di impianti moderni, accessibili al pubblico, polifunzionali in termini sportivi ed economici cioè che abbiano la possibilità di avere nei dintorni, o nello stadio stesso, spazi di volta in volta destinati alla ristorazione, alle attività commerciali, all'entertainment, al fitness, tali per cui lo stadio diventi un luogo vivibile 7 giorni su 7, con la capacità di attrarre non solo lo spettatore sportivo, come oggi, ed in tutta sicurezza.

Sponsornet: Come bisognerebbe muoversi allora?
Fabio Bandirali: Bisogna innanzitutto stimolare il dibattito, le grandi società come la Juventus già hanno compiuto grandi passi in avanti. Ma questo dovrebbe coinvolgere anche le società più piccole che da sole non possono ottenere grandi risultati, e nemmeno con l'aiuto dei comuni che se hanno dei milioni da investire è sempre meglio che lo facciamo nel settore dell'edilizia popolare. Oppure nella valutazione degli stadi esistenti: oggi sappiamo bene essere tutti in condizioni precarie. Nonostante l'ammodernamento per Italia'90, che è stata un’occasione perduta. Il dibattito che ormai si è aperto non deve restare solo un insieme di belle parole e buoni propositi ma portare a risultati concreti.

Sponsornet: Questo è l'obiettivo da tutti genericamente condiviso. Poi nel dettaglio ognuno fa delle distinzioni sui diversi modelli attuabili: quello genericamente detto inglese, sostenuto da Massimo Roj, che prevede che nello stesso edifico sorgano le aree polifunzionali, e chi invece sostiene che in Italia, con la legge Pisanu, non sia possibile e quindi, con Suarez ad esempio, preferisce esternalizzare tutte le altre attività, per così recuperare gli investimenti.
Fabio Bandirali: In realtà sono tutti modelli che comunque devono tenere conto dei vincoli dati dalle dimensioni dell'area di realizzazione. E quindi ogni progetto dovrebbe essere valutato città per città. In Europa ce ne sono tanti di esempi di stadi come quello della Juventus: quello del Porto ad esempio è bellissimo, moderno, con un centro commerciale adiacente. Tre anni fa fu presentato un progetto simile per la Sampdoria. Dall’altra parte il solo museo del Santiago Bernabeu di Madrid genera giornalmente 80.000 euro di ricavi. Oggi in Italia è difficile trovare all’interno di uno stadio un bar per mangiare qualcosa; quello di Amburgo, ad esempio, ha il ristorante con vista sul campo e svariati bar disponibili per tutti. Ogni stadio, a parte casi isolati per i quali si trova in città, deve avere la possibilità  di tantissimi posti auto. L'Allianz Arena dispone del più grande parcheggio coperto d’Europa.

Sponsornet: Quando fu scritta la nuova legge sull'impiantistica sportiva, a rallentarne l'approvazione, c'è stato il timore che celasse gli interessi delle lobby immobiliari che premevano in certe direzioni, ritenendo che fosse difficile rientrare nei costi, se non per il 30%, e che per questo occorresse poter costruire intorno alle strutture.
Fabio Bandirali:  E' vero che uno stadio ha i suoi costi e difficilmente solo col ticketing si possano recuperare gli investimenti. Sono stati individuati vari modelli economici ma bisogna vedere come questi possano reggere. Le società calcistiche non hanno molte risorse. Allora perché non affidarsi agli introiti di altri operatori economici, logicamente sempre nel rispetto di ogni requisito, controllandone le autorizzazioni, senza abusivismi, speculazioni, etc. Bisogna fare dei discorsi pratici, basta con quelli ideologici. Se restiamo ancora fermi non otterremo l'assegnazione degli Europei neanche tra 30 anni.

Sponsornet: In questi dibattiti grande voce in capitolo ce l'hanno gli istituti di credito e le banche che diventano partner nei progetti di realizzazione.
Fabio Bandirali: Certo, noi infatti lo siamo stati. Io dirigo una banca che opera esclusivamente nel settore immobiliare. Finanziamo immobili se generano un reddito che possa poi rimborsare il finanziamento. Questo vale anche per lo stadio. Ma se consideriamo che, ad esempio, oggi i ricavi da stadio dell'Inter sono di 30 milioni e quelli dell'Arsenal di 130, di sicuro finanzieremo quest'ultimo perché ci sono i flussi giusti per il rimborso. Non sono affatto d'accordo con chi sostiene che operazioni di questo tipo debbano usufruire dei contributi statali. Meglio che lo Stato investa nel social housing.
Sponsornet: Qual è la idea di stadio realizzabile ed efficiente?
Fabio Bandirali:  Parlando in veste di banca ritengo che vada innanzitutto controllato che i costi siano relativi e non inutili: quindi non costruiamo stadi “faraonici”. Sono convinto che il modello ideale sia quello  modulare in modo tale che se in futuro il numero dei tifosi-spettatori crescesse, cosa del tutto auspicabile, si possano ampliare le strutture. Io sono a favore di stadi piccoli e modulari quindi “adattabili”, perché ampliabili, con costi minori rispetto alla realizzazione di sovrastrutture. A San Siro per il terzo anello si è speso davvero tantissimo proprio perché costruito, realizzato su strutture preesistenti, mentre i ricavi da biglietti per tale anello hanno un prezzo inferiore rispetto agli altri e di conseguenza non permettono di coprirne i costi sostenuti.

Sponsornet: Il nuovo stadio della Juventus infatti avrà 40.000 posti.
Fabio Bandirali:  Lo stadio di San Siro ne ha 88.000 ma è davvero pieno solo 4-5 volte l'anno... e se la squadra arriva alle fasi finali della Champions. Quindi credo sia giusto che il nuovo stadio della Juventus abbia 40.000 posti. Ma bisogna cominciare ad avvalersi di società, anche estere, la cui esperienza nel mondo delle strutture sportive sia notevole. Lo stesso dicasi per l'advisor e lo studio di architettura. Inutile andare da Renzo Piano! Ma neanche dal Coni, che per i contributi poi richiede che venga realizzato l'anello per l'atletica leggera, peggiorando la visibilità dello spettatore.
EuroHypo
Sponsornet: I club dovrebbero essere protagonisti nella realizzazione e gestione, ma non sempre i presidenti si schierano in prima fila. Spesso per paura di perdere di vista il core business dello stadio, di non riuscirlo più a gestire.

Fabio Bandirali:  Bisogna fare una distinzione perché per la realizzazione occorrono società anche miste, composte dal club e studi di architettura specializzati negli stadi, società immobiliari. Poi occorre una società che si faccia carico della gestione: perché oggi in Italia non esiste un gestore dello stadio, che si occupi efficientemente di facilities ed asset. Dall'esterno, oppure dall'interno ed allora in questo secondo caso necessariamente le società sportive in Italia, piccole e grandi, devono sviluppare, inoltre, delle competenze manageriali. E casi importanti all'estero ce ne sono: pensiamo al presidente del Bayern, che da grande calciatore oggi è un eccellente manager.

Sponsornet: La vostra banca può vantare finanziamenti eccellenti.
Fabio Bandirali:  Abbiamo un'esperienza di successo inimitabile che è stato quello dello stadio dell'Allianz Arena: il gruppo di allora era composto da Bayern M., Monaco 1860, e dalla municipalità. Fu un progetto di successo, addirittura rimborsato in anticipo, con il flusso economico dell’Allianz per i naming right in trent’anni di circa 80 milioni.


Sponsornet: Concludendo, come vi state attivando in questo momento economico difficile?
Fabio Bandirali:  Siamo una delle più grandi banche internazionali al mondo specializzate esclusivamente nel finanziamento nel settore immobiliare, e facendo parte di un gruppo tedesco abbiamo sofferto più delle banche italiane per la grande crisi finanziaria dell'ultimo biennio. In questo momento stiamo recuperando risorse ed individuando strategie per tornare sul mercato e contribuire di nuovo alla realizzazione di grandi impianti di successo.


Intervista curata da: Bianca Angrisani
chi è

Fabio Bandirali, nato a Milano nel 1958. Laureato in Economia Aziendale presso la Bocconi, inizia la propria carriera quale analista finanziario presso Interbanca Spa, ove ricopre vari incarichi tra cui Direttore della Filale di Torino e Responsabile di Ufficio Fidi presso la Direzione Centrale.
Nel 1997 apre l’Ufficio di Rappresentanza in Italia di Rheinhyp, istituto di credito fondiario del gruppo Commerzbank, e alla fine del ‘98 viene trasformato in Filiale italiana e di cui diventa Direttore Generale. Nel 2002 ha la nomina di Direttore Generale della filiale italiana di EUROHYPO AG. È Vice Presidente di AICI, membro del Comitato Scientifico di Expo Italia Real Estate, del Comitato Direttivo di CNCC, del Comitato Esecutivo di ULI e Fellow di RICS.

azienda

Eurohypo AG, con sede a Eschborn è la banca leader in Europa nei finanziamenti immobiliari ed è controllata da Commerzbank. È l'unico istituto di credito fondiario con una presenza capillare in Europa. Per offrire una soluzione su misura per i clienti, la banca si avvale dei più moderni strumenti finanziari e di consulenza: Eurohypo AG mette a disposizione dei clienti la propria esperienza nelle transazioni immobiliari complesse, offrendo sia i tradizionali mutui ipotecari che l'attività di investment banking. Eurohypo è operativa in Italia dal 1998 ed è subito diventata player di riferimento per tutte le più importanti operazioni del mercato italiano del Real Estate.

 
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