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Progetto Stadio Juve: bello, funzionale, aperto alla città Stampa E-mail
Febbraio 2014
Intervista a Gino Zavanella socio Studio Gau Arena
Gino Zavanella Gino Zavanella, socio Studio Gau Arena

"È stato il primo privato, studiato e confrontato con moltissimi stadi a livello mondiale. Sono soddisfatto sia dal punto di vista del progetto architettonico sia da quello del messaggio con la città. In ogni caso non esiste un modello o una regola che possiamo ripetere ovunque. Bisogna studiare il territorio con attenzione, insieme con l’amministrazione locale e i cittadini"
Sempre in materia di nuovi stadi, in attesa della nuova legge, continuiamo il nostro confronto con le realtà produttive e progettuali presenti nel nostro Paese.
Il nuovo stadio della Juventus, ci consente di proporre le osservazioni di Gino Zavanella, il progettista nostrano tra i maggiori esperti sul tema, che può vantare il singolare primato - arriviamo ben ultimi, rispetto a molti altri paesi europei - di aver firmato proprio il primo stadio italiano di ultima generazione.
Un'impianto di cui ormai si sa tutto, o quasi (SponsorNet stesso ne riporta una scheda nella sezione Focus, oltre ad aver già intervistato, Cardinaletti del Credito Sportivo, Suarez di Studio Shesa, Crippa di SportFive, Sandiano e Ricci della Juve), "pensato per il calcio" e aperto ad essere nuovo "luogo d’incontro" per la città, come sostiene la Juve stessa nel presentarlo sul portale web dedicato.
Gino Zavanella è l’architetto noto anche per aver firmato le recenti idee progettuali per i nuovi stadi di Roma (presentato dalla famiglia Sensi) e Palermo.
Ci auguriamo, visti i percorsi decisionali della classe dirigente italiana, non archiviabili come progetti del libro dei sogni!
La situazione italiana, per quanto riguarda gli stadi e più in generale gli impianti sportivi, è ad oggi controversa e necessiterebbe l’approvazione del famoso Disegno di Legge, che possa definire chiaramente il quadro delle opportunità per club, imprenditori, pubblico e città.

Gino Zavanella: Sono due anni che aspettiamo il varo di una legge che ancora non passa. La legislazione urbanistica e quasi tutti i nostri piani regolatori quando parlano di impianti sportivi identificano gli impianti destinati esclusivamente allo sport. Un impianto sportivo per funzionare ha bisogno di infrastrutture consistenti, quindi di strade, parcheggi e servizi pubblici di un certo livello. Fare una struttura nuova esclusivamente per la manifestazione sportiva sarebbe un non senso e uno spreco. Bisognerebbe utilizzare questi spazi per dare servizi diversi alla città, non soltanto commerciali. Naturalmente ciò deve essere fatto con il consenso della città, del territorio, delle amministrazioni. Queste strutture dovrebbero essere viste come occasioni di sviluppo per la città e consentire agli abitanti nuovi stili di consumo e di vita.

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Spesso si parla del modello di stadio all’inglese come modello da imitare. È d’accordo con questa tesi?

Gino Zavanella: Quando parliamo di stadi all’inglese parliamo semplicemente del fatto che nei nostri stadi molto spesso è presente la pista di atletica, mentre in quelli inglesi no. Essi cercano di far funzionare questi stadi durante tutta la settimana, in modo da avere un ritorno economico il più vantaggioso possibile, ma il loro pubblico è fatto sostanzialmente dai supporters della squadra. Noi invece non dobbiamo rivolgerci soltanto ai tifosi della domenica, ma prendere in esame il fatto che un’opera così importante possa rivolgersi a tutta la città. Questa è la differenza.

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stadio Franco Sensi Roma A questo proposito vi sono due filosofie contrapposte, una che vede lo stadio come contenitore dove concentrare diverse attività, e un’altra che ritiene che ciò non sia possibile. Lei come si pone a riguardo?

Gino Zavanella: Io sono in mezzo a queste due filosofie. Secondo me lo stadio deve essere un’occasione per la città e rispondere a più funzioni o esigenze. Poi che siano dentro o fuori lo stadio dipende dal tipo di progetto, dalla zona, non vi sono delle regole prestabilite.

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In Italia difficilmente uno stadio nuovo potrà essere costruito all’interno delle città. Questo sarà un aspetto positivo, in quanto verranno riqualificate delle aree o pensa possa essere un limite alla sua fruizione?

Gino Zavanella: La riqualifica delle aree è uno dei temi principali, oltre a risolvere problemi funzionali della città. A Palermo il presidente Zamparini ha deciso di fare lo stadio nel quartiere Zen, quartiere che ha sicuramente delle problematiche. È una scelta difficile, coraggiosa, ma speriamo che dia delle risposte positive. In ogni caso non esiste un modello o una regola che possiamo ripetere ovunque. Bisogna studiare il territorio con attenzione, insieme con l’amministrazione locale e i cittadini.

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progetto stadio Palermo La legge Pisanu sull’antiviolenza ha creato dei vincoli a voi progettisti. Cosa ne pensa?

Gino Zavanella: Non credo che questa legge abbia portato dei grossi risultati. Questa legge col tempo è sembrata sempre più restrittiva e vincolante. Troppe recinzioni e cancelli, mentre oggi esistono metodi di controllo molto meno invasivi.

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Veniamo allo stadio della Juventus. Come è avvenuta la collaborazione tra i vari studi e qual è il suo giudizio su questo stadio rispetto alle ultime realizzazioni?

Gino Zavanella: Il mio incarico con la Juventus parte nel 1996. All’inizio gli incaricati eravamo io e il Prof . Ossola, poi lo studio si è allargato essendo il progetto importante e l’equipe ha funzionato bene fino al suo completamento. È stato il primo stadio privato, studiato e confrontato con moltissimi stadi a livello mondiale. Sono soddisfatto sia dal punto di vista del progetto architettonico sia da quello del messaggio con la città. Tutta l’area intorno allo stadio nasce da un progetto generale di cui lo stadio è il generatore. Io non ho fatto la direzione dei lavori, ma la sua realizzazione è stata fedele al progetto e seguita con grandissima professionalità sia dai tecnici della Juventus che dai direttori dei lavori. I progetti che seguiranno lo prenderanno come esempio anche se saranno più avanzati.

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progetto stadio Tunisi Questo progetto è costato alla Juventus tra i 105 e i 120 milioni di euro, mentre la stampa ha riportato valori ben superiori, relativi a vari progetti nel cassetto. Come è possibile questa differenza?

Gino Zavanella: Siamo stati molto bravi. Se avessimo superato il budget imposto dalla Juventus, lo stadio non si sarebbe fatto. È stata una bellissima esperienza che ha portato a fare uno stadio che risponde appieno ai massimi requisiti Uefa e costato meno di 2.000 euro a posto.

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Il suo studio ha previsto anche l’afflusso di un pubblico che si sarebbe creato al di fuori della giornata dell’evento sportivo?

Gino Zavanella: Lo stadio della Juventus ha vinto il premio Fiaba per essere uno stadio senza barriere architettoniche dove tutti i settori sono raggiungibili da portatori di handicap. Per quello che riguarda gli studi sull’afflusso delle persone, questi sono stati fatti insieme al reparto marketing della Juventus che ne ha studiato la sostenibilità e i vantaggi economici. All’interno ci sono degli spazi che possono essere utilizzati durante tutta la settimana, ma ciò dipenderà molto da come lo stadio sarà gestito.

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Intervista curata da Cristiana Trezza

chi è e Azienda

Gino Zavanella nasce a Torino nel 1944. Si è laureato in architettura e urbanistica a Firenze nel 1969.
Fonda lo studio GAU nei primi anni ’70 collaborando dal 1976 con l’arch. Alessandro Valenti.
Nel 1986 apre una sede dello studio a Roma ad inizia ad interessarsi principalmente d’architettura dello sport. Costituisce in quegli anni “GAU srl”, società di engineering con la quale sviluppa incarichi come la stesura definitiva del progetto per lo stadio delle Alpi” di Torino.
In occasione dei mondiali del 1990 in Italia collabora con il C.O.L. progettando le aree hospitality degli stadi S.Siro, Palermo e Cagliari.
In questo periodo progetta, su incarico FIAT – Engeenering lo stadio di Venezia.
Nel 1992 costituisce, con il suo socio, lo “studio GAU – Architetti Associati” e acquisisce importanti commesse come la progettazione e direzione lavori di "Sportilia – cittadella dello sport", lo Stadio Euganeo di Padova, lo Stadio di Salò (BS), il palazzetto dello sport di Fossano (CN).
Nel 1990 – 2000 vince il primo premio al concorso internazionale per lo stadio e il palazzo dello sport per i giochi del Mediterraneo a Tunisi. Tra il 2003 e il 2006 progetta e dirige i lavori per il Centro di allenamento della Juventus e il Centro allenamento dell’Empoli F.C.
Nel 2003 è capoprogettista e capogruppo del progetto per lo Stadio della Juventus a Torino con l’inserimento e il recupero di parti dello Stadio delle Alpi. Elabora una proposta per la rifunzionalizzazione dello Stadio Castellani di Empoli su incarico dell’Empoli F.C.
E’ stato responsabile del Servizio Impianti Sportivi del CONI Provinciale di Mantova dal 1985 al 1992.
E’ componente della commissione Impianti Sportivi della Lega Calcio dal 1998 e componente della commissione Impianti Sportivi della F.I.G.C. dal 1999. Nel ‘98 per l’ L.N.P. visiona tutti gli stadi dei Mondiali di Francia con attenzione alle funzionalità e alla sicurezza. Nel 2000, sempre su mandato della L.N.P. supervisiona tutti gli stadi del BeNeLux in occasione degli Europei, interfacciandosi con i vari studi di progettazione. Tra il 2004 – 2006 collabora ai progetti di ampliamento e riqualificazione degli Stadi di Siena e La Spezia in collaborazione con gli uffici Tecnici Comunali.
Nel 2006 è progettista capogruppo e coordinatore del progetto architettonico per il nuovo stadio della Juventus.
Nel 2007 viene incaricato della progettazione per il nuovo stadio di Viareggio dalla F.C. Esperia Viareggio. Ha svolto un’intensa attività sportiva, prima in automobilismo e poi in motonautica (dal 1981 al 1992) vincendo un Titolo Mondiale, due Titoli Europei e tre Titoli Italiani.
Per questi meriti gli viene assegnata dal CONI la Medaglia d’Oro al Valore Atletico, massima onorificenza sportiva.

GAU ARENA nasce dalla volontà congiunta di associarsi da parte dell’architetto Gino Zavanella, esperto di impianti sportivi con trentacinque anni di attività nel settore, decine di impianti progettati e realizzati, (l’ultimo dei quali lo stadio della Juventus a Torino, per la cui progettazione ha compiuto una ricerca recandosi personalmente presso 73 stadi europei) e della società Reconsult S.p.A, attiva dal 1983 e sorta dalla trasformazione in società di ingegneria dello Studio Rebecchini, fondato nel 1885.
GAU ARENA può contare sui "know how" delle sue due anime ed essere pronta a rispondere al rinnovamento del panorama degli stadi italiani che comporta un’importante attività di progettazione atta a rendere lo stadio di calcio economicamente sostenibile e quindi dotato di spazi in grado di fornire rendite alla Società proprietaria. Tutto ciò richiede competenze complesse che, oltre a riguardare l’impianto sportivo, devono essere estese alle attività economiche associate a esso, tali da garantire proprio la sostenibilità finanziaria.
Il nuovo stadio della Juventus: il progetto

Riportiamo la descrizione fatta dallo stesso club bianconero, presente nel sito dedicato “ilnuovostadiodellajuventus.com”

Quando abbiamo cominciato a pensare il nuovo stadio della Juventus, lo abbiamo pensato sin dall’inizio come uno stadio per il calcio. Alla base di questa idea c’è la volontà di dedicare un impianto, anzi un intero luogo, a chi questo sport lo vive in tutti i suoi molteplici aspetti: dai tifosi, che avvicineremo sensibilmente al campo, alle famiglie, finalmente certe di un ambiente tranquillo e sicuro, a chi allo stadio verrà per affari o semplicemente per svago.

Uno stadio all'italiana. Per quanto riguarda il modo di vivere il calcio, ci siamo ispirati alla convivialità tipicamente italiana, ripensando lo stadio come luogo di incontro e divertimento, dove passare momenti da ricordare insieme ad amici, familiari e altri tifosi. La struttura architettonica concretizza quest'idea ed esalta lo spettacolo del calcio: nessuna barriera dividerà i tifosi dal campo, la pista di atletica sarà soltanto un ricordo e gli ingressi alle tribune consisteranno in 16 passerelle sospese. Gli spazi saranno ampi, gli accessi facilmente controllabili: massima sicurezza per rendere ogni partita una grande festa all'insegna dello sport. Ma c'è di più: l'impianto bianconero introdurrà in Italia il concetto di stadio che vive non soltanto la domenica, ma sette giorni alla settimana. Un luogo aperto a tutti, destinato non solo al calcio e ricco di servizi.

Uno stadio in grande stile. La classe e lo stile che contraddistinguono sin dalle origini la storia della Juventus hanno orientato in maniera significativa anche il progetto del nuovo stadio bianconero. Il nostro impianto non sarà un semplice prodotto architettonico ma una vera opera di design, grazie ai contributi delle due firme più prestigiose del panorama italiano: Fabrizio Giugiaro e Paolo Pininfarina. Pavimentazioni, arredi, lounge, sedili e pennoni: ogni elemento sia delle aree interne sia di quelle esterne sarà ispirato all’eccellenza del design industriale.

Uno stadio nella città. Il nuovo impianto avrà inoltre un impatto urbanistico di portata eccezionale. Nascendo sulle ceneri dello storico Delle Alpi, il nuovo stadio della Juventus andrà ad inserirsi nel cuore di un grande quartiere di Torino con l’effetto di riqualificare un’ampia zona della città: la vastissima area commerciale, gli spazi di verde pubblico e i parcheggi, renderanno l'area un autentico polo di intrattenimento cittadino, a disposizione di tifosi e non, anche nei giorni in cui non c'è la partita. Il nuovo impianto, infine, si candida a divenire a pieno titolo il nuovo simbolo di Torino, un’eccellenza che la città si fregia di ospitare, prima in Italia.

La squadra di progettisti. Per trasformare i nostri sogni di un nuovo calcio in un impianto innovativo, rivoluzionario e unico ci siamo affidati ai migliori professionisti del settore, schierando una squadra di fuoriclasse: due tra i migliori studi di architettura in circolazione, Studio Shesa di Hernando Suarez e Studio Gau di Gino Zavanella, costituiscono l’ossatura portante del progetto, mentre un decisivo contributo di classe ed eleganza è garantito dal coinvolgimento di Pininfarina Extra e Giugiaro Design, i due marchi italiani di maggior prestigio nel panorama internazionale del design industriale.
 
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