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Stadio Juve, tre partners per il centro commerciale Stampa E-mail
Giugno 2014
Intervista a Alberto Benassi Direttore Area Immobiliare del Gruppo Unieco
Alberto Benassi Alberto Benassi, Direttore Area Immobiliare del Gruppo Unieco

"Noi riteniamo che con la partecipazione imprescindibile delle società sportive, il modello sia assolutamente replicabile. È chiaro che bisogna trovare le risorse, e stabilire un equilibrio tra l’investimento sportivo e quello commerciale, in modo da creare una struttura che consenta di avere tempi di ritorno compatibili con le risorse investite"
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Da diversi anni, in Italia si discute sul tema degli stadi, se costruirli in base alla logica anglosassone, quindi come unico contenitore, oppure con i vari servizi collocati esternamente. A rendere il tutto ancora più difficile, la presenza di norme molte rigide e la mancanza di spazi idonei. Ormai è a tutti noto, che l’unico stadio italiano che va verso la direzione degli stadi europei, visti come luoghi per coinvolgere le famiglie nel loro tempo libero, è quello della Juventus, dove al suo interno troviamo il museo della squadra bianconera e invece all’esterno la collocazione del centro commerciale con l’insegna Area 12. La costruzione di quest’ultimo è stata concepita da Nordiconad e realizzata in partnership, finanziaria e costruttiva, con Unieco e CMB.
Nella seguente intervista, Alberto Benassi, direttore dell’area immobiliare della divisione costruzioni Italia di Unieco, ci illustra le motivazioni che hanno portato Unieco a partecipare all’impresa. A questa seguirà l’intervista a Gianluca Mazza, responsabile immobiliare corporate presso la CMB di Carpi.
Unieco è una società cooperativa, tra le più importanti in Italia nel settore costruzioni, che dimensioni ha?

Alberto Benassi: Unieco è una società cooperativa. La sede principale è a Reggio Emilia, ma ha sedi operative anche a Milano, Brescia, Genova e Roma. Si posiziona stabilmente tra i primi dieci general contractor italiani ed è articolata in cinque divisioni, una nel settore ferroviario, una nel settore ambientale, due nelle costruzioni e uno nel settore laterizi/industriale. Ha un fatturato che ammonta stabilmente tra i 650 e i 700 milioni di euro. Conta circa 1500 dipendenti e da qualche anno ha iniziato ad espandere i propri interessi all’estero.

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Come è nata l’idea di partecipare all’investimento per il centro commerciale legato al nuovo stadio della Juventus?

Alberto Benassi: L’idea è stata determinata dalla volontà di entrare sul mercato real estate di Torino attraverso una operazione di grande visibilità, l’opportunità è nata a seguito di una gara indetta da Nordiconad con lo scopo di trovare partner industriali qualificati che potessero entrare nell’operazione sia come soci, nell’ambito dell’operazione immobiliare, quindi dell’investimento, sia come costruttori. Abbiamo partecipato a questa gara con il gruppo CMB, con cui abbiamo costituito un consorzio Stabile che si chiama Eureca.
Selezionati da Nordiconad, siamo intervenuti in quota parte, dove noi e CMB rappresentavamo il 49% della società che deteneva i diritti di superficie acquistati dalla Juventus.

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Fonti di stampa, parlavano di circa 80 milioni di euro di investimento complessivo. Conviene con loro? E in quanto tempo dovreste rientrare dell’investimento?

Alberto Benassi: L’investimento complessivo è stato di circa 90 milioni di euro e abbiamo impiegato ventiquattro mesi per portare a termine l’intero progetto. La proprietà del centro commerciale è di una società che si chiama San Sisto, costituita da noi, CMB e Nordiconad. Abbiamo affidato alla società CBRE, che agisce su nostro mandato, la direzione e la gestione del centro commerciale.

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Secondo lei, un’operazione del genere può essere ripetuta in altre città? E voi sareste interessati a rifare quest’esperienza?

Alberto Benassi: Nel caso specifico di Torino la Juventus ha investito in proprio per l’infrastruttura sportiva, reperendo le necessarie risorse anche attraverso la cessione di parte del progetto, completando così l’assetto complessivo. In ogni caso, noi riteniamo che con la partecipazione imprescindibile delle società sportive, il modello sia assolutamente replicabile . È chiaro che bisogna trovare le risorse, e stabilire un equilibrio tra l’investimento sportivo e quello commerciale, in modo da creare una struttura che consenta di avere tempi di ritorno compatibili con le risorse investite, quindi una struttura che consenta di ammortizzare gli investimenti in relazione a quella che è l’operazione sportivo-commerciale.

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Lavori Unieco Area12 La legge, ancora da approvare, nel caso di una nuova struttura mette il Club al centro della guida di tutta l’operazione, potendo però decidere di appaltare a terzi i vari servizi di natura commerciale. Voi come vedete una composizione mista dove anche il club abbia un ruolo centrale?

Alberto Benassi: Una composizione più varia può essere valutabile. Non escludo che nella compagine che gestisce la struttura commerciale ci sia la società di calcio. È un elemento che può essere fonte di studio e dipende molto anche dalle forze e dalle risorse che ognuno è in grado di mettere in campo. In altri casi, differenti dal modello della Juve, potrebbe anche essere una congiunzione di intenti, fermo restando che non si può prescindere dal fatto che il riferimento di partenza sia il Club.

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Molti dicono che non è replicabile, perché costruire un centro commerciale in un ambiente di provincia o di grande città va a scontrarsi con gli interessi di chi ha già sviluppato quei servizi: è d’accordo con questa tesi?

Alberto Benassi: Qui entriamo in una tematica prettamente di tipo commerciale. È chiaro che il mercato in certe zone sta arrivando a saturazione, quindi va visto il contesto. Inoltre l’analisi sulle tipologie di investimento per centri commerciali prevede uno studio molto attento su quello che è il bacino di utenza. Torino è un caso abbastanza emblematico, visto che presentava già numerosi centri commerciali, ma è anche una città importante, popolosa, quindi poteva esserci lo spazio per inserirsi. In città più piccole le condizioni dovrebbero essere valutate in relazione al tessuto, al mercato e al posizionamento dei centri commerciali circostanti, ma ciò non preclude la possibilità di costruirne di nuovi. Bisogna fare delle valutazioni caso per caso.

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Calciatori Area12 Tutti dicono che ci sono altri tipi di servizi da offrire in alternativa al centro commerciale, ma io temo che remunerativo come quest’ultimo sono pochi. Cosa ne pensa?

Alberto Benassi: Non è una domanda facile a cui rispondere. Da tempo gli operatori di settore hanno aperto tavoli di discussione dove ci si interroga sugli spazi, sul futuro dei centri commerciali e sulle nuove opportunità, ma ancora non si è arrivato a una soluzione. È molto importante leggere il contesto, quello che è preesistente, che è intorno. La funzionalità intorno allo stadio potrebbe essere data anche dalla presenza di una struttura ricettiva, di un multisala, dal mettere insieme varie funzioni tali da costruire un ritorno di business interessante, che possa riequilibrare i costi di realizzazione anche di una struttura sportiva. È chiaro che però non esiste una ricetta replicabile a tavolino, bisogna andare a leggere il contesto.

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In effetti l’impianto cambia a secondo dei contesti. Un altro mercato è quello dei palazzetti. Voi siete interessati anche a questo settore?

Alberto Benassi: È un tema su cui siamo molto sensibili. Inoltre, qualche anno fa abbiamo costituito un nuovo brand che è Unieco Sport, partendo dalla realizzazione dei campi in erba sintetica di nuova generazione. Successivamente abbiamo dato un significato molto più grande a questo brand, quindi non solo di promozione e produzione di un prodotto industriale, ma quello di proporci come operatori in grado di realizzare, costruire e gestire impianti sportivi. Inoltre abbiamo alcuni impianti come piscine e parchi acquatici, come lo stadio del nuoto di Genova che abbiamo ristrutturato e tuttora abbiamo in gestione. Siamo un’impresa generale di costruzione che opera in maniera importante anche nel settore del real estate da anni, quindi abbiamo le competenze per porci come un soggetto imprenditoriale in grado di dare risposte anche a soluzioni chiavi in mano.

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Area12 Lo fareste anche in partnership con altri, quei presidenti con i loro progetti nel cassetto, potrebbero vedere di buon occhio la possibilità che offrireste di entrare nella produzione dell’intera operazione e, quindi, nel rischio?

Alberto Benassi: Lo abbiamo fatto a Torino e in altre situazioni. Diciamo che noi siamo disponibili non solo a presentarci come costruttori in grado di fare tutto, ma anche per eventuali partnership, qualora potesse essere un elemento strategico. Inoltre in questo momento di congiuntura mettere insieme sforzi e risorse può essere l’elemento determinante per dare corso ad un progetto. È chiaro che non si può prescindere dall’avere e trovare un partner solido e coerente.

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Intervista curata da Cristiana Trezza


chi è

Alberto Benassi nato nel 1970.
È laureato in Ingegneria Civile presso Facoltà di Bologna. Attualmente è Direttore Settore Immobiliare Unieco Soc. Coop.
azienda

UNIECO è una società cooperativa multibusiness attiva dal 1904 con sede centrale a Reggio Emilia, articolata su 5 divisioni (Costruzioni Italia, Costruzioni Emilia, Laterizi, Ambiente e Ferroviario) e due direzioni centrali (Amministrazione e Finanza, Personale e Organizzazione). Attiva sul territorio nazionale e presente anche all’estero ha chiuso il 2010 con un fatturato di 705 milioni di euro e con un utile netto di 13,1 milioni di euro. Il patrimonio netto consolidato di Unieco ha superato nel 2010 i 330 milioni di euro (30 di pertinenza di terzi).
Il portafoglio lavori che Unieco ha consolidato a fine 2010 si attesta a 1,7 miliardi di euro. Il presidente è Mauro Casoli.
Unieco è attiva in Piemonte con realizzazioni quali lo scalo di Orbassano, il Nuovo Tribunale di Torino, l’impianto di depurazione del Po Sangone e tante altre realizzazioni edili. Sono tante le testimonianze che hanno contraddistinto il “fare bene”, il "fare responsabile" di Unieco in Piemonte.
Oggi presentano con orgoglio Area 12 e partecipano alla realizzazione, assieme ad altre grandi imprese, del nuovo Palazzo in cui avrà la propria sede la Regione Piemonte.
 
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