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Bilancio Napoli. Meglio investire nelle infrastrutture
Maggio 2014
Intervista a Fabrizio Vettosi Manager nel settore dell'Investment e Advisory
Fabrizio Vettosi Fabrizio Vettosi
Manager nel settore dell'Investment e Advisory

"Continuo a pensare (e lo avrei fatto) quello che ho scritto due anni fa; cioè che avrei investito le risorse rifluite dalla dismissione di asset (Lavezzi, Cavani) in ciò che davvero consentirebbero alla SSCN di essere per il futuro nell'"Elite Europea" (Centro Tecnico, Area Tecnico-Sanitaria, Organizzazione e Risorse Umane, Stadio)"
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L'incontro con il manager nel settore dell'investment e advisory Fabrizio Vettosi ci consente di affrontare in modo più puntuale non solo la strategia della società del calcio Napoli, ma anche di valutare come le logiche gestionali del club siano ancora poco propense a pianificare una struttura dei propri costi che lasci maggior spazio agli investimenti per il Centro Tecnico, l'Area Tecnico-Sanitaria, l'Organizzazione, le Risorse Umane, lo Stadio. L'errore di De Laurentiis sta principalmente nel fatto che, pur partendo da bilanci in ordine, ultimamente anziché consolidare l'azienda, quindi fare investimenti in strutture ed infrastrutture, ha privilegiato l'inseguimento del sogno dei tifosi partenopei di vincere su più fronti. Arrivando così a pagare giocatori con una media-stipendi più alta e modificando l'equilibrio finanziario ed economico, innalzando l'incidenza del costo del lavoro sul fatturato, che prima era intorno al 40%. Portando il margine dell'utile a dipendere dalla permanenza in Champions League e mettendosi in una situazione di rischio d'impresa simile a quella di molti club europei, che pur di essere competitivi nei grandi campionati, primo fra tutti la Champions, si sono "mangiati gli utili", arrivando così ad accrescere in modo esponenziale i debiti. Dall'analisi quindi emerge che i mali del calcio europeo derivano dalla scelta poco lungimirante di privilegiare le competizioni sportive agli investimenti infrastrutturali e patrimoniali. Ricordiamo che il risultato di quest'analisi è il prosieguo del lavoro svolto due anni fa da Vettosi e che SponsorNet pubblicò in esclusiva, ancora scaricabile in Home Page.

Pur non in possesso di dati di Bilancio pubblicati e depositati per l'esercizio chiuso al 30/6/2013 possiamo provare ad elaborare alcune considerazioni sulla base di stime e sensibilità con particolare riferimento all'evoluzione prospettica della strategia e della tattica (non calcistica) espresso dal "club azzurro".
Cosa emerge di particolare dalle ultime scelte del club di De Laurentiis?

Fabrizio Vettosi: Colpisce in particolare il potente e, forse inaspettato, turn around, posto in essere dal Top Management Partenopeo. Non vi è dubbio che, come non finirò mai di ripetere, Aurelio de Laurentiis è stato protagonista di un lavoro eccellente (e su tale punto consentitemi sempre di tessere anche un pò le lodi di Pierpaolo Marino) per i risultati economico finanziari conseguiti. Tuttavia, proprio in virtù di ciò mi ha particolarmente sorpreso il netto cambiamento di rotta impostato nell'esercizio in corso in cui in pratica egli ha forse parzialmente sconfessato il "sentiero" tracciato negli anni precedenti.

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Facciamo un passo indietro: qual è stata la caratteristica gestionale della società azzurra, che ne ha decretato il successo?

Fabrizio Vettosi: Gli anni precedenti, con grande abilità e sagacia è stata data esecuzione ad una attenta attività di scouting, che consentiva alla SSCN di acquisire "Diritti alle Prestazioni Sportive" (Calciatori), investendo somme adeguate per calciatori giovani e sottoponendoli a contratti lunghi, con favorevole impatto sul conto economico dal punto di vista dei costi operativi/personale (v. I casi di Lavezzi, Gargano, Hamsik, e perchè no, dello stesso Cavani).

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Mentre la novità di quest'anno?

Fabrizio Vettosi: Da quest'anno la SSCN ha preferito investire in Calciatori già "formati" con stipendi elevati e contratti lunghi forse in coerenza anche con quanto suggerito dal massimo "Responsabile della Funzione Tecnica" (Benitez) elevando enormemente il rischio operativo dell'azienda. In sintesi estrema, il Napoli è costretto ora a fare proprio ciò che, forse, non si augurava il suo azionista.

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Allenamento Ovvero?

Fabrizio Vettosi: Vincere sempre, in pratica dover essere sempre in "zona Champions", se non a puntare d'obbligo allo scudetto. Eppure de Laurentiis sembrava darci abilissima capacità di non essere eccessivamente "pallonaro": investito dalla foga di dover a tutti i costi puntare all'aspetto tecnico, rappresentato dall'acquisizione di calciatori "già evoluti" con contratti di lavoro molto pesanti; ma anzi è sempre apparso come uomo convinto del fatto che per vincere ci vuole prima organizzazione (tecnica) e poi tecnica fine a se stessa.

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Forse c'è stata anche una necessità di natura fiscale

Fabrizio Vettosi: Non escludo, che le vendite in serie di Lavezzi e Cavani abbiano "forzato" il Presidente ad investire a tutti I costi per alleggerire legittimamente il carico fiscale derivante da una gestione estremamente redditizia oltre ogni previsione. Sta di fatto che il "nuovo Napoli" da calcoli "approssimativi" dovrebbe essere, oggi e prospetticamente, gravato da oltre 40 milioni di costi in più rappresentati da Ammortamenti e maggior costo operativo dell'Area Tecnica (Personale). Infatti ad un Cavani quasi totalmente ammortizzato, abbiamo sostituito oltre 85 milioni di nuovi acquisti, con contratti tra i 3 e 4 anni, che significano in soldoni circa 20 milioni di ammortamenti aggiuntivi a cui va aggiungersi il maggior aggravio, come detto, costituito dal significativo incremento del costo del personale dovuto alle più rilevanti pretese economiche dei nuovi tesserati, nonché dello staff tecnico di Benitez (non dimentichiamo, infatti, che quest'area si è arricchita (direi forse appesantita visti i risultati), oltre che dei canonici preparatore atletico, allenatore dei portieri, vice-allenatore, anche di due "strateghi" analisti deputati all'analisi della tattica (ma guarda caso il Napoli non cambia mai sistema di gioco), e dello studio delle squadre avversarie.

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Di fatto anche il bilancio, fino ad un anno fa tra i migliori della nostra Serie A, vedrà crescere l'incidenza del costo degli stipendi...

Fabrizio Vettosi: Esatto! Sono significativamente cresciuti i costi operativi dell'Area Tecnica che dovrebbero, da quest'anno, avvicinarsi ad un'incidenza del 60%, rispetto ad uno storico 40% circa. Tutto ciò potrebbe condurre l'azienda ad avere per la prima volta nella storia recente un EBIT (Risultato Operativo) normalizzato (cioè al netto delle plusvalenze che ritengo essere una componente non ricorrente e fisiologica per in Napoli) negativo pur permanendo positivo l'Ebitda (Il Margine Operativo Lordo), la cui incidenza sul fatturato cadrebbe vicino al 20% (se non di meno), rispetto ad uno storico 40%.

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Importante differenza, da influenzare anche l'utile del presidente

Fabrizio Vettosi: Ovviamente, in costanza di ciò, l'ultima riga (Risultato Netto) chiuderebbe, in mancanza di ulteriori Plusvalenze da cessione (ed oggi di consistente e fattibile vedo, forse, solo la vendita di Hamsik), in perdita. Nulla di particolarmente grave in quanto, con gli utili accumulati, la SSCN ha un Patrimonio Netto Contabile a fine stagione in corso di oltre 70 milioni di euro e pertanto può anche "permettersi" qualche anno in perdita, ma certo un cambio di direzione inaspettato.

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Castelvolturno Venendo agli aspetti strettamente finanziari: ci sono i margini per gli investimenti infrastrutturali (vedi stadio e centro sportivo) da troppo tempo rinviati?

Fabrizio Vettosi: A questo punto, si fa un pò fatica a capire da dove la SSCN possa effettivamente trovare risorse aggiuntive da investire nello sviluppo, sia sul piano Tecnico (calciatori) che sul piano industriale (Stadio od Altro). Infatti il Napoli negli ultimi due esercizi ha generato circa 115 mil. Di Cash-Flow ricorrente che, tuttavia, è stato investito quasi integralmente nelle ultime due "campagne-acquisti". La gestione del prossimo esercizio (in particolare laddove non dovesse confermarsi la partecipazione alla CL) potrebbe ulteriormente assottigliare la generazione di cassa operative che, in ogni caso, al meglio, non supererà I 30/35 mil. e, pertanto, relativamente inconsistente per ambire ad essere presente ed a competere (per quanto mi riguarda non penso che sia un male) con la famosa "elite Europea".
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Dunque c'è una strategia di fondo sbagliata o quantomeno contraddittoria

Fabrizio Vettosi: Vede, seguo il calcio (non solo giocato), come sa, da oltre 40 anni, ed a mio avviso, de Laurentiis rischia di commettere, in buona fede, un errore del tutto umano che ho visto ripetere a molti imprenditori nell'industria del calcio. Ovvero farsi trascinare dai propri clienti-tifosi e pensare di essere infallibile. Il suo, ripeto in buona fede, errore è l'aver ripetuto anche "pubblicamente" (ricordo gli "appelli" a centrocampo con lo stadio pieno) che la SSCN viaggia con risultati finanziari eccellenti e che è pronta a competere con Real e Barça). Pertanto, nell'immaginario collettivo dei tifosi e dei giornalisti sportivi, ci si è fatta l'idea che egli sia un "magnate" con capacità illimitate, od al peggio, qualcuno che stia sfruttando economicamente ed abilmente la buona fede dei suoi affezionati-clienti (tifosi) vendendogli un "prodotto farlocco" (risultati attesi).

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C'è dunque uno scenario di azienda non dimensionata a raggiungere gli obiettivi sperati dai clienti-tifosi.

Fabrizio Vettosi: In effetti, ed è questo il senso ed il risultato della mia analisi, la SSCN non è tanto ricca come si possa pensare e non ha tante disponibilità da far si che ci sì lanci in una strategia di investimento (in calciatori) sensazionale. Purtroppo, l'errore di de Laurentiis è stato a mio avviso questo, ovvero quello di raccontare ai propri clienti-tifosi una storia di attese future non fattibile sul piano economico-finanziario ed organizzativo con la conseguenza di subirne le reazioni. Se proprio vogliamo contestare qualcosa sul piano squisitamente tecnico-economico, possiamo dire che gli emolumenti al CdA (de Laurentiis e famiglia) con oltre 4 mil. non sono forse in linea con la normale prassi di mercato per l'impegno lavorativo che richiedono. Ma in effetti, non ne faccio una colpa in quanto si tratta di un succedaneo dei dividendi a cui la famiglia de Laurentiis avrebbe legittimamente avuto diritto.

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Dividendi legittimi da codice civile, ma socialmente da dividere con chi, attraverso il tifo, ne garantisce la realizzazione

Fabrizio Vettosi: Cogliamo l'occasione per uscire da un equivoco, sarò impopolare, ma lo ribadisco, qui parliamo di un settore importante dell'economia italiano (l'ottavo), il calcio, e di un'azienda importante, la SSCN, la quale non è di proprietà dei propri clienti, bensì di un azionista (la famiglia de Laurentiis) che ne detiene le azioni e che, se la SSCN fa profitti, ha il diritto, da codice civile, di appropriarsene, nessuno mai mi convincerà che il codice civile ed il buon senso dell'economia aziendale siano sovvertiti dalle logiche perverse e malate del calcio. Avete mai visto un cliente "Barilla" o "Ferrero" dire che le stesse sono di proprietà loro, piuttosto se non gli garbano i prodotti (dagli spaghetti agli snack) non li comprano. I clienti della SSCN hanno un'arma potentissima, non andare allo stadio e non rinnovare l'abbonamento alle pay-tv, oppure agli sponsor non rinnovare le licenze e gli accordi. La cosa ovviamente, giusto per ripetere una frase che ripeteva spesso l'Ing. Ferlaino, non accadrà mai.

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Rimane sempre il dubbio: cosa sarebbe accaduto se non si fosse data la svolta di quest'anno?

Fabrizio Vettosi: Probabilmente saremmo allo stesso posto in classifica di oggi nell'ambito di un campionato che mostra tutta la sua mediocrità tecnica. Non vuole essere un segno di polemica verso de Laurentiis, la cui mia stima personale rimane immutata, ma ricordiamoci in quale contesto e con quale tasso tecnico ed investimenti, il Napoli ha conseguito risultati più che eccellenti, a dimostrazione ancora una volta anche nel calcio professionisto contano organizzazione tecnica, determinazione e motivazione per raggiungere risultati tecnici che a volte sembrano frutto del caso ed, invece, non lo sono.

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Appunto, conta anche l'organizzazione corporate e dunque gli investimenti in infrastrutture: come è pensabile parlare di competizione europea, non avendo ancora neanche l'idea di quale sarà l'impianto principale di produzione, ovvero lo stadio? Per non parlare delle strutture per il settore giovanile e non ultimo della stessa sede societaria, dopo circa dieci anni ancora assente

Fabrizio Vettosi: Continuo a pensare (e lo avrei fatto) quello che ho scritto due anni fa; cioè che avrei investito le risorse rifluite dalla dismissione di asset (Lavezzi, Cavani) in ciò che davvero consentirebbero alla SSCN di essere per il futuro nell'"Elite Europea" (Centro Tecnico, Area Tecnico-Sanitaria, Organizzazione e Risorse Umane, Stadio). In ogni caso, rispetto molto la volontà dell'azionista e gli auguro ancora successi di cuore da parte di come me alla fine abbandona i freddi numeri della professione per partecipare con affetto ai successi sportivi.

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San Paolo Vettosi, dalla sua analisi sembra proprio che la gestione di De Laurentiis sia virata in una direzione di tipo populista, un po' in contraddizione con i principi dell'evoluzione della miglior governance delle società europee. Per questo occorrerà, a maggior ragione, che il fatturato cresca soprattutto nell'area del marketing e commerciale: come regge il confronto con altri club europei di simil livello, a cui lo stesso De Laurentiis, spesso nei suoi annunci, si rifà?

Fabrizio Vettosi: Vede, più che di populismo, parlerei di "ingenuo entusiasmo", il brand "Napoli" è molto forte, lo dimostrano i molti accordi di licenza siglati e la presenza di 3 main sponsor rilevanti appartenenti al settore del largo consumo. Rimane il fatto che il Napoli non riesce ad esprimere le ulteriori potenzialità proprio per limiti organizzativi, e parlo per quanto riguarda il marketing del value for money. Infatti, sinceramente non penso che sponsors e partners ricevano un servizio coerente con i loro investimenti, basta limitarsi a vedere l'evento domenicale.

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Appunto, i servizi offerti per i vari partners e clienti, scontano l'inadeguatezza del San Paolo

Fabrizio Vettosi: Il Napoli ha la struttura dei ricavi simili ad altri grandi clubs italiani di questo segmento ma, oltre ad una visione della partita, non può offrire molto di più, non si è in grado, infatti, di "prolungare" l'evento, di offrire un'adeguata hospitality, ed un networking adeguato ai partners, ma anche agli stessi comuni "clienti" domenicali. A Dortmund, ad esempio, mi sono intrattenuto a parlare con qualche dirigente del BVB che mi spiegava come siano capaci di attivare le "Leve Commerciali" al fine di prolungare il rapporto con il proprio cliente.

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Il gap con l'Europa è abissale, ma ci sono interventi minimali, realizzabili subito

Fabrizio Vettosi: Infatti, ad esempio, sono rimasto colpito dalla banalissima soluzione di caricare la carta allo stadio od altrove al fine di accedere e consumare alle innumerevoli bouvette presenti all'"Iduna Park"; non mi dite che dobbiamo costruire uno stadio nuovo per fare qualcosa di simile al S.Paolo, e direi anche di finirla con la storia che siamo a Napoli e che, quindi, siamo la patria del "falso" e dell'"abusivo". Comunque questo tema merita forse un confronto a parte.

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                                                                                                A cura di Cristiana Trezza

chi È

Fabrizio Vettosi, nato a Napoli nel 1964, dove ha ottenuto il certificato di ragioniere e la laurea in Economia e Finanza presso l'Università di Napoli "Federico II".

Ha frequentato diversi corsi di Analisi Corporate Finance e di valutazione. Nel 1993 ha frequentato il Master in Finanza Aziendale organizzato da ASFIM (Associazione Italiana esperti in Finanza Aziendale).

Ha collaborato dal 1995 con l'Università di Napoli (Dipartimento di Corporate Finance) per l'organizzazione di corsi, ricerche e studi.

Ha iniziato a lavorare per BNL (Banca Nazionale del Lavoro) nel 1984, nel corso della sua carriera ha avuto ruoli importanti nella guida altri tre Merchant Bank (in ultimo è stato Amministratore Delegato).

Nel 2000 entra a far parte Efibanca, la divisione Investment Banking di Banca Popolare Italiana del Gruppo specializzata nel trasporto delle Finanze. Ha assunto il ruolo di capo Advisory - M & A Divisione di Milano.

È stato membro di diversi ed importanti Private Equity Joint Venture tra Efibanca e compagnie di navigazione come Moby SpA, Famiglia Onorato in Ro-Pax Ferries, Gestão de Nevegaçao Lda, Premuda del Gruppo nel Settore Cisterna, Aurora Shipping SpA e Giuseppe D'Amato famiglia nel settore all'ingrosso.

È stato impegnato in Industria Spedizioni dal 1995 e ha seguito più di 20 progetti di patrimonio, finanza strutturata e di consulenza. Prende attivamente parte alla vita settore dei trasporti marittimi che partecipano alla Commissione fiscale e finanziaria di CONFITARMA (Associazione Italiana proprietario della nave).

Dal 1998 al 2000 è stato membro di un comitato tecnico LPN volta a temi specifici, e ha rappresentato in consiglio LPN alcune società partecipate.

Nel 2009 ha fondato un nuovo private equity e del veicolo di consulenza mirata per l'industria di spedizione: Venice Shipping and Logistics S.p.A. Investment & Advisory, dove ha assunto il ruolo di Amministratore Delegato.
 
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