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Creiamo interesse sul basket e investiamo tutti sui giovani Stampa E-mail
Settembre 2009
Intervista a Luciano Capicchioni Fondatore di Interperformance
Luciano Capicchioni LUCIANO CAPICCHIONI
Fondatore di INTERPERFORMANCE
La maggior parte del fatturato dei club oggi viene spesso per lo più in stipendi. Più del 60% secondo i più noti quotidiani italiani. Per questo, e non solo, chi si occupa dei salari dei giocatori assume un ruolo sempre più centrale nella gestione e nella vita delle società sportive. Per fare un ritratto degli agenti sportivi, non solo dei calciatori, ma anche di pallavolisti e cestisti, intervistiamo Luciano Capicchioni, che vanta oramai una carriera di 40 anni, e ha fatto da apripista a molti suoi attuali colleghi che ne stanno imitando il sistema manageriale.

Con oltre 36 anni di esperienza a livello internazionale, Interperfomances è un’agenzia di management e marketing sportivo che offre soluzioni strategiche e tattiche per atleti professionistici di squadre di football, calcio, basket, baseball, pallavolo, relative agli aspetti contrattuali, di relazione con i media e progetti post-carriera.
Sponsornet: Lei, di Interperformance, è copresidente insieme a Herbert L. Rudoy: che tipo di attività vengono svolte da San Marino e quali dall’America? Ci sono rapporti di dipendenza tra le filiali?
Luciano Capicchioni: A livello mondiali abbiamo sedi in America, Germania, Turchia. Si tratta in realtà di nostri uffici satelliti perché le sedi principali dalle quali scaturiscono le direttive sono quelle di San Marino e Chicago. Ogni sede periferica recluta per noi i giocatori di quella nazione e li gestisce in loco ma appena vengono spostati cadranno sotto la gestione della sede di San Marino, o di Chicago se andrà in Nba. Quindi l’operazione principale degli uffici è quella del reclutamento: sono nostre antenne sul territorio per scovare nuovi talenti ma anche quello di seguirne poi tutti i movimenti.

Sponsornet: Come azienda quanti dipendenti avete?
Luciano Capicchioni: Qui a San marino siamo in 10, in Usa ne abbiamo altri 5.

Sponsornet: Invece verso quanti atleti prestate assistenza?
Luciano Capicchioni: La lista aggiornata ufficiale, che però esclude tutti i giovani, è di 350 giocatori professionistici: 7 in Nba e tanti altri nelle serie minori come nella serie A dilettanti.

Sponsornet: A partire da quando un giovane può aspirare a un primo stipendio?
Luciano Capicchioni: Anche a partire dai 19-20 anni se sono giocatori di interesse europeo. Alcuni possono anche cominciare prendendo circa 100.000 dollari netti mentre un giocatore affermato minimo 150.000 euro. Il rapporto è 1 a 3per quanto riguarda il salario, ma di operazioni sul cartellino raramente se ne fanno. E sono sempre contratti brevi, massimo di 2 anni.

Sponsornet: Quali sono i redditi di riferimento? Che differenze ci sono tra A1 e A2?
Luciano Capicchioni: Gli stipendi quest’anno si sono ridotti notevolmente: un contratto è considerato buono se va dai 200 mila ai 300 mila dollari; oltre i 300 mila è definito eccellente, mentre 2 anni fa lo sarebbe stato oltre i 500 mila. Ma la differenza tra A 1 e A2 resta elevata: un contratto di 150.000 euro in A1 è un contratto medio basso, in A2 è considerato molto alto.

Sponsornet: Quelli top sono sempre dei giocatori Nba?
Luciano Capicchioni: Si. Bargnani al Toronto è ancora l’italiano più pagato nel basket e ha preso 50 milioni di dollari. Come sappiamo a livello fiscale in Italia la pressione è più forte e questo continua a creare problemi ai club. In Russia è del 19%, in Grecia poco oltre il 20% mentre in Italia è il doppio.

Sponsornet: Quali attività principali svolgete per i vostri assistiti?
Luciano Capicchioni: Il ruolo dell’agente è quello di portare informazioni importanti ai club relative ai giocatori che rappresenta. Questi devono essere costantemente aggiornati anche e soprattutto tramite video sulle qualità tecniche degli atleti per poter essere liberi di scegliere se avvalersene. E’ anche un vero mediatore nel trovare soluzioni relative agli aspetti che riguardano la parte contrattualistica: capita che alcuni club non pagano come promesso o alcuni giocatori non rendono come avrebbero dovuto.

Sponsornet: Quindi contrattualmente è prevedibile lo scarso rendimento?
Luciano Capicchioni: È difficilmente prevedibile e soprattutto chi è che può definirlo tale? Il club può sempre chiedere un contratto di 3 mesi e poi prolungarlo oppure “a gettone”, ma più bravo è il giocatore e più è difficile che questa clausola venga accettata. Certo capita che i club firmino, vogliano fortemente un giocatore e poi vorrebbero liberarsene.

Sponsornet: I giocatori di basket sono inquadrati come dipendenti?
Luciano Capicchioni: Si. Sono considerati come dipendenti a tempo e pagano quindi tasse e contributi come un normale impiegato in azienda. In serie A 1 e A2 sono tutti professionisti.

Sponsornet: Qual è la percentuale di commissione per l’agente?
Luciano Capicchioni: La commissione è del 10% ma a livello di Nba è del 4%, perché parliamo di contratti notevolmente più elevati. Ma se si valuta quello che realmente si incassa dai club è il 2-3%, perché molti club si dimenticano di pagare! Magari molti falliscono nel frattempo…In Europa è il club a pagare. In usa invece è l’assistito, come nel calcio.
Sponsornet: Quanti sono attualmente i procuratori dei giocatori di basket in Italia?
Luciano Capicchioni: Sul sito web della Giba c’è il registro ufficiale dei procuratori dei giocatori professionisti con licenza in Italia. Ne sono 54 certamente di più rispetto a quelli dei calciatori che sono 500, ma magari rispetto agli altri lavorano davvero poco. Nell’ albo della Fiba poi ci sono quelli abilitati per l’Europa e in quello Nbpa per gli Usa.

Sponsornet: Parliamo di marketing: come vengono affrontate le potenzialità dei giocatori di attirare l’interesse delle aziende?
Luciano Capicchioni: Il lavoro di marketing potrebbe essere migliorato anche per sfruttarlo meglio a livello locale. Ma i club sembrano adagiarsi sugli allori. Non si crea più interesse sul fenomeno basket. Il problema è quindi che il marketing manager nei club c’è, ma conta poco.

Sponsornet: Questa lacuna dei club avvantaggia voi agenti?
Luciano Capicchioni: No, perché se i club avessero più strutture adeguate per fare marketing del prodotto ci sarebbero più soldi e di conseguenza i cachet dei i giocatori crescerebbero. Il filo rosso che lega tutti gli sport professionistici è questo: tanti imprenditori geniali nel proprio lavoro poi non riescono a gestire il business delle società sportive; sanno solo spendere grandi cifre e poi ogni anno c’è qualcuna che non sopravvive. Il sistema italiano della retrocessione influisce molto su questo aspetto: si spende di più per paura di retrocedere. Ma con questa mentalità alcuni di certo non retrocedono ma falliscono!

Sponsornet: La vostra funzione è anche quella di rendere i club più competitivi perché di fatto non hanno una propria “squadra di scout”.
Luciano Capicchioni: Eppure sono davvero pochi i club in Italia come in tutta Europa che hanno voglia di rischiare. Magari proprio perché non sono abbastanza informati: hanno paura di prendere un giovane che costa poco. Vogliono quello che è già una garanzia.

Sponsornet: In Italia quale squadra ritiene sia un’eccellenza dal punto di vista dei giovani che “sforna”?
Luciano Capicchioni: Forse la Benetton ha provato a lanciare più giovani talenti rispetto alle altre. Nemmeno la Monte Paschi Siena lancia giocatori giovani. È una grande organizzazione con grandi budget ma nessun giovane di talento lanciato.

Sponsornet: Il pubblico vuole il successo, i nomi, e il presidente fa quello che vogliono i tifosi. Per questo il sistema non accenna a cambiare.
Luciano Capicchioni: Proprio così. per accontentare la piazza soprattutto all’inizio del campionato in favore della campagna abbonamenti. per questo ci vorrebbe un buon marketing che riesca a reperire quel 20% di budget che tutt’ora proviene dal pubblico e così si eviterebbero pure le sponsorizzazioni politiche. Il club si sentirebbe più forte con i propri soldi. Ma questo è ancora un problema di cultura.

Sponsornet: Nella vostra organizzazione quanto puntate sui giovani talenti?
Luciano Capicchioni: Molto. Infatti investiamo sulle scuole vicine al club proprio sui giovani. Abbiamo accordi con una squadra argentina, una austriaca, una russa. In Italia diamo assistenza ai giovani della Rimini basket, ma poi non è detto che questi ci vengano affidati. Un procuratore non deve solo prendere i giocatori ma anche investire per farli diventare tali.
chi È

Luciano Capicchioni, 63 anni, laureato in Scienze Politiche Internazionali e Diritto Internazionale, è attualmente Presidente Onorario dell'Associazione procuratori Basket d'Italia.
Nel 1986 fonda Interperformance, azienda leader nel settore marketing e management sportivo. Dal 2000 al 2003 ha prestato Sua opera di consulenza coordinando le attività del gruppo che ha acquistato il pacchetto di maggioranza del St. Petersburg Lions (Russia), del Vienna Lions (Austria) e del Rimini Basket.
 
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