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Il centro sportivo per dar valore al mondo HR
martedì 24 novembre 2015
Novembre 2015
Intervista a Umberto Quintavalle presidente Gruppo QUANTA
Umberto Quintavalle Umberto Quintavalle
presidente Gruppo QUANTA

"Tra le nostre varie attività, abbiamo deciso che lo sport doveva avere un posto di privilegio, visto che meglio di altri mezzi poteva veicolare i valori che sono alla base della nostra società. Per questo abbiamo dato vita al Quanta Village, oggi Quanta Club."
La Quanta, un'azienda milanese impegnata nel settore delle risorse umane, decima in Italia in meno di venti anni, dimostra come lo sport possa esser il miglior strumento di comunicazione dei valori delle attività del gruppo. Ma la strategia di Umberto Quintavalle, presidente del gruppo che abbiamo incontrato in occasione di un evento nella rinnovata Club House del Quanta Village, non si ferma alla classica proprietà con sponsorizzazione della società milanese, che la scorsa stagione ha vinto scudetto e coppa Italia nell'Hockey in Line, ma prevede un'importante presenza per la città di Milano di un intero centro dedicato allo sport: campi da tennis, calcio, beach volley, hokey, nuoto etc. Umberto Quintavalle ha raggiunto l'obiettivo di realizzare una struttura di qualità elevata, applicando al Quanta Village i principi dell'organizzazione e dell'equilibrio finanziario tipico delle aziende. Una storia che può far riflettere quanti con pubblici ben più ampi, legati ai principali sport di squadra, continuano ad esser poco convinti del valore che può avere l'impianto sportivo moderno e di proprietà.
Quanta SpA è la società madre del Gruppo Quanta. Quando nasce il Gruppo e di cosa si occupa?

Umberto Quintavalle: L'avventura del Gruppo ha inizio nel 1998, e si sviluppa negli anni fino a essere presente a livello internazionale in cinque diversi paesi, e cioè Stati Uniti, Brasile, Svizzera e Romania, oltre che in Italia dove contiamo più di trenta tra filiali e uffici. Siamo sostanzialmente una società specializzata nel campo delle risorse umane, della formazione e degli eventi. Siamo al decimo posto per dimensione in Italia, e circa al 150esimo nel mondo.

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A quanto ammonta il vostro fatturato?

Umberto Quintavalle: Quest'anno arriveremo a un fatturato di 204 milioni di euro. Abbiamo bilanci solidissimi, con una patrimonializzazione molto importante che supera i 25 milioni di patrimonio netto e investimenti realizzati intorno ai 4 milioni di euro. Tra le nostre varie attività, abbiamo deciso che lo sport doveva avere un posto di privilegio, visto che meglio di altri mezzi poteva veicolare i valori che sono alla base della nostra società. Per questo abbiamo dato vita al Quanta Village, oggi Quanta Club.

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Il Quanta Club è una struttura che, nell'ambito dell'impiantistica sportiva, può essere definito un centro sportivo realizzato per l'utente finale. Come si fa funzionare un impianto di questo tipo e lo si rende produttivo?

Umberto Quintavalle: All'origine di tutto vi è un'esperienza pluriennale maturata grazie a una lunghissima militanza al Tennis Club Milano, dove sono stato socio per oltre 35 anni. Inoltre sono stato anche un socio fondatore dell'Harbour Club. Proprio partendo da alcune esperienze sbagliate ho voluto e ho avuto la possibilità di realizzare un mio sogno: permettere alla città di Milano di avvicinarsi a club mondiali come quelli di Vancouver, Toronto, Madrid, Barcellona, Parigi ecc., che riescono a coniugare la bellezza con il business, fornendo strutture, qualità e servizi che permettono di avere bilanci in attivo. Noi ci rivolgiamo a due tipologie di utenti: i soci che pagano una volta all'anno la retta e fruiscono di tutti i servizi e i frequentatori, che possono venire senza essere soci e usufruire dei servizi in base alla prenotazione. Così facendo dopo pochi anni di attività siamo riusciti a raggiungere 50.000 ingressi, di cui i soci erano 100, tutti gli altri erano frequentatori.

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Quanta Village Secondo lei è possibile replicare questo modello anche a impianti che non hanno ancora l'entertainment come principale mission, quali i palazzetti o gli impianti per gli sport sia di squadra che individuali?

Umberto Quintavalle: Dipende molto da chi c'è alle spalle. Vi sono persone intelligenti come nel caso dello stadio della Juventus, e poi persone meno capaci. A mio avviso a Milano non c'è molta competenza nella gestione dello sport. Negli ultimi quattro anni, ad esempio, il comune di Milano ha versato 67 milioni di euro a Milano Sport, responsabile di trenta impianti sportivi, per evitare il fallimento. Nonostante ciò non sono stati capaci di attivare il Palalido, che dopo cinque anni di lavoro ancora non è stato completato. Ma cosa più grave hanno ucciso il mercato degli imprenditori privati.

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Perché gli imprenditori non investono nell'impiantistica pubblica?

Umberto Quintavalle: Perché oggi investire negli impianti pubblici si traduce in un business in perdita. Vi è molta difficoltà di relazione con la pubblica amministrazione e manca una società forte alle spalle. Se io, infatti, non avessi alle spalle Quanta, non avrei potuto fare investimenti così importanti.

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È rientrato degli investimenti fatti?

Umberto Quintavalle: Noi abbiamo un roi, return on investment, con la Quanta. Escludendo Quanta Club, il cui ritorno è mediamente a sei anni, non facciamo mai un investimento se abbiamo un roi che va oltre tre anni. Devo ammettere però che il mio ultimo sogno prevede un investimento che avrà un roi di 10 anni.

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Quanta Club - foto aerea Di cosa si tratta e quali attività dovrà realizzare?

Umberto Quintavalle: Finora abbiamo sistemato la Club House, con la costruzione di nuovi impianti di fitness, nuovi spogliatoi, campi in terra sintetica, parcheggi per i soci. Ad oggi possiamo considerarci tra i primissimi club italiani. Ora il sogno finale è quello di costruire un palazzetto, un impianto polifunzionale con circa 2800 posti a sedere, dove poter giocare a hockey, fare pattinaggio, disputare gare di tennis, di volley e di basket.

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Conviene investire in questi impianti?

Umberto Quintavalle: Il nostro progetto, che è in fase di studio, non partirà prima del 2017. L'impianto costerà circa 4,5 milioni di euro e non ci sarà un ritorno in 10 anni. Per realizzarlo dobbiamo trovare dei partner che investano con noi e, una volta terminato, utilizzarlo anche per attività collaterali. Infatti, spero che venga usato anche per gli eventi delle aziende clienti Quanta molte delle quali già sono nostri soci.
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Quanta Piscina Un imprenditore che decide di prendere una squadra di calcio, ma anche di basket e volley, la prima cosa che dovrebbe fare è cercare di capire come realizzare e rendere produttivo l'impianto sportivo. Molti però non ci pensano neanche.

Umberto Quintavalle: Oggi molti diventano presidenti delle squadre italiane per vanità. Il loro non è business, non hanno una struttura propria, sono tutti in affitto. Per noi è diverso. Certo abbiamo alle spalle Quanta, altrimenti non avremmo fatto tanto, ma sono circa sette anni che cresciamo in doppia cifra, e ciò vuol dire che siamo entrati in un percorso virtuoso di sviluppo e benessere. L'anno scorso su trecentottanta dipendenti solo due persone hanno dato le dimissioni e questo vuol dire passione, credere in quello che si fa, sognare insieme. Il vero problema nello sport professionistico è che non si mette al centro della propria politica l'utente finale, il tifoso.

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A cura di Cristiana Trezza
 
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