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Il corso dell'AIC che aiuta i calciatori a fine carriera Stampa E-mail
Febbraio 2014
Intervista a Diego Bonavina Consigliere AIC
Diego Bonavina Diego Bonavina, Consigliere AIC

"Solo il 10% dei calciatori riesce a trovare un impiego a fine carriera: di questi il 66,6% fa l’allenatore... Il messaggio che vogliamo trasmettere loro, è che oltre alla figura dell’allenatore esiste la figura del segretario, del team manager, del consulente, del direttore sportivo, del direttore generale, del responsabile marketing etc"
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Leggendo continuamente degli stipendi d’oro dei più pagati campioni del football nostrano e mondiale, siamo abituati troppo superficialmente a generalizzare. Infatti se lasciamo la massima serie e si frequentano le cifre dei 22 club di Serie B e quelle dei 90 di Lega Pro, divenuti ormai 76, abbiamo un panorama degli stipendi molto meno ricco. Probabilmente con solo un terzo del fatturato della Serie A si reggono i circa 100 club delle serie professionistiche inferiori, il cui il 70% va ai circa 2.500 calciatori. Quando pagano e non falliscono!
Ci sono dunque numerose realtà di giocatori che vivono nell’illusione, se non della ricchezza, del benessere e che nel mezzo dei trent’anni devono fare i conti con la necessità di inventarsi un lavoro. Dunque l’idea dell’Associazione dei Calciatori di tutelare l’esigenza di molti di reinserirsi dignitosamente nella vita sociale, è molto concreta.
Ce lo conferma Diego Bonavina, non a caso ex calciatore della serie cadetta, che ha lavorato allo sviluppo del progetto in seno all’AIC, realizzato in collaborazione con Studio Ghiretti.
Bonavina, da ex calciatore rigeneratosi come avvocato, ha avuto l’opportunità di proporre all’interno dell’AIC l’idea di un corso che accompagni il calciatore nel loro processo d’integrazione nella società, una volta terminata la carriera.

Diego Bonavina: Ho seguito un pò la strada di Sergio Campana, al quale sono sempre stato accanto e adesso collaboro in maniera molto stretta con Damiano Tommasi. Questo progetto è un po’ una mia creatura nel senso che l’ho ideato e finalmente realizzato, anche se c’è voluto del tempo per farlo.

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Qual è l’obiettivo principale di quest’iniziativa?

Diego Bonavina: Lo scopo è quello di facilitare ai calciatori che terminano la carriera l’ingresso nel mondo del lavoro. Questo è in assoluto il momento più difficile nella vita di un giocatore e il più delle volte si è confermato essere traumatico. Abbiamo fatto un’indagine tramite il centro studi di Coverciano, in cui abbiamo condotto un’intervista a 3.000 calciatori ed ex calciatori che hanno militato in 128 società professionistiche, ed è emerso che meno del 10% di questi ha creato un impiego stabile a livello professionistico. È una percentuale bassissima. È chiaro che di fronte a questa situazione, siccome sono uno dei pochi che ha coniugato l’attività calcistica con quella professionale, mi sono posto il problema di cercare di aiutare queste persone e favorirne una reintroduzione nella vita reale del mondo del lavoro, preferibilmente, ma non esclusivamente, calcistico.

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Ancora in carriera In cosa consiste il corso?

Diego Bonavina: Il corso denominato AIC- Ancora in Carriera, è teso a sviluppare un programma di orientamento professionale e sviluppo delle competenze anche a livello manageriale. I nostri docenti non sono estranei al mondo dello sport pur avendo delle competenze a 360°. Le materie che sono state approfondite sono marketing, comunicazione, relazione con i media, psicologia e gestione delle risorse umane. Il corso, che si sviluppa in tre sessioni, è uno strumento nuovo che noi, come associazione dei calciatori, mettiamo a disposizione dei nostri tesserati.

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Pensate anche ad una eventuale prossima evoluzione della formula?

Diego Bonavina: La nostra idea è di svilupparlo rendendolo molto più dettagliato e di arrivare a una sorta di Master. Infatti stiamo valutando la possibilità di avere qualche riconoscimento anche da parte di alcune università. Gli ex calciatori hanno risposto positivamente, infatti tra gli iscritti della prima edizione abbiamo avuto nomi noti come Toldo, Di Biagio, De Rosa, Pecchia, Protti, Sacchetti, Statuto e Tosto. Abbiamo chiuso le iscrizioni a 32 giocatori, perché partecipare ad un corso con molte persone può creare difficoltà di apprendimento e perché ritengo importante che ci sia un rapporto quasi familiare tra il docente e il corsista.

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Nell’immaginario collettivo il mondo dei calciatori solitamente viene ritenuto come un mondo abbastanza privilegiato, che permette di mettere da parte abbastanza soldi e non aver bisogno di lavorare. A parte gli aspetti psicologici, quello che spesso non si sa è che non tutti si trovano in questa condizione.

Diego Bonavina: Noi dobbiamo pensare che nell’intero campo professionistico, giocatori top player ce ne sono un centinaio, tutti gli altri hanno un livello medio di retribuzione, per non parlare del mondo della Lega Pro, dove il più delle volte si stipulano contratti con lo stipendio minimo. Sicuramente ci sono dei giocatori che possono vivere di rendita ma a questo corso hanno partecipano sia giocatori che hanno incarichi importanti, come Toldo che è ambasciatore di Inter Campus, probabilmente perché è suo interesse aumentare le conoscenze nel relazionarsi con il pubblico o per capire come funzionano determinati aspetti della vita da dirigente sportivo; sia giocatori che non hanno il passato di Toldo ma vengono per cercare di operare comunque nel mondo del calcio.

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Quindi è rivolto a calciatori dal diverso passato e per preparali a più figure professionali.

Diego Bonavina: Esatto, l’iniziativa parla a chi già opera nel mondo del calcio come a chi vuole entrarvi o poter valutare altre opportunità in genere. Di quel 10%, di cui parlavo, il 66,6% fa l’allenatore, quindi una percentuale altissima. Il messaggio che vogliamo trasmettere loro, è che oltre alla figura dell’allenatore esiste la figura del segretario, del team manager, del consulente, del direttore sportivo, del direttore generale, del responsabile marketing, del responsabile gestione umane, del responsabile dei rapporti con il pubblico, dell’addetto stampa, ecc.

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Ancora in carriera Tra le varie professioni da lei citate, non ha menzionato proprio quella dell’agente o procuratore. Vi è un motivo particolare?

Diego Bonavina: Non l’ho citata perché non rientra nella nostra logica formativa di partenza, anche se sono convinto che l’agente di un calciatore più conosce gli aspetti del marketing di un club, della gestione delle risorse, meglio saprà interpretare il suo ruolo di mediatore tra calciatore e società sportiva. In realtà quando abbiamo fatto il sondaggio i procuratori erano compresi ma in una percentuale bassissima, questo perché vengono spesso da fuori del mondo del calcio.

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Detto della formula, per il futuro pensate già di replicare il corso in più edizioni?

Diego Bonavina: Il futuro come sempre è internet. L’idea è quella di mettere a disposizione di ogni corsista una password e username dedicata, per poter entrare ed interagire con i docenti. Quindi per chiunque vorrà partecipare basterà iscriversi e potrà seguire direttamente da casa la lezione. In ogni caso dipenderà tutto da come andrà quest’anno, anche se noi siamo molto fiduciosi, abbiamo investito risorse e confidiamo che si possa arrivare alla realizzazione del progetto definitivo.

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Chiudiamo con un aggiornamento sulle trattative che l’associazione dei calciatori sta sostenendo per il rinnovo dei contratti: è per tutti i campionati? E a che punto siete?

Diego Bonavina: Con la diversificazione delle Leghe, oggi esistono tre differenti tipi di accordi collettivi: per la Serie A, per la Serie B e quello per la Lega Pro. Per i dilettanti esiste il protocollo d’intesa che, tra l’altro, deve ancora essere sottoscritto. Ogni tavolo ha commissioni e richieste diverse. L’accordo collettivo legato alla Serie A dovrebbe essere prossimo alla firma, mentre per quelli relativi alla Serie B ed alla Lega Pro devono ancora cominciare le trattative.

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Intervista curata da Cristiana Trezza

chi È

Diego Bonavina nato a Morciano di Romagna nel 1965).
È un dirigente sportivo, avvocato ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista. Comincia a giocare nel 1983 al Dolo.
Dal 1984 al 1992 gioca per il Giorgione 180 partite. Nel 1992 passa al Caerano e nel 1993 al Mantova.
Dal 1994 al 1999 gioca per il Treviso 153 partite, di cui 58 segnando 5 gol in Serie B.
Trasferitosi al Padova nel 1999 chiude la carriera nel 2000.
Continua la sua carriera da avvocato che aveva cominciato nel 1994. È consigliere, inoltre, dal 1999 dell'Associazione Italiana Calciatori. È stato uno dei membri che il 26 maggio 2009 hanno costituito l'A.I.E.C. ovvero Associazione Italiana Ex Calciatori; in questa associazione ricopre il ruolo di vicepresidente.
Fa parte anche del consiglio direttivo e del comitato esecutivo del Settore Tecnico della FIGC.
 
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