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L'Italia, oggi, non attira più i migliori giocatori Stampa E-mail
Settembre 2009
Intervista a Oscar Damiani Procuratore sportivo
Oscar Damiani OSCAR DAMIANI
Procuratore sportivo
Oscar Damiani, ex calciatore italiano e noto procuratore sportivo, ci racconta la sua esperienza ventennale di agente. Ci offre, inoltre, le sue riflessioni sul calciomercato e sull’ evoluzione che ha caratterizzato tutto il sistema italiano. Lo incontriamo nel suo studio milanese dove sono esposte alcune opere di arte contemporanea di cui è appassionato collezionista.
Sponsornet: Come e quando ha cominciato la sua attività di agente dei calciatori? Come si è evoluto da allora il mercato?
Oscar Damiani: E’ da 25 anni che svolgo quest’attività: ho smesso di giocare nell’86 e allora erano pochi gli agenti. Ho cominciato seguendo le giovanili ed è questo il consiglio che mi sento di dare a chi vuole fare l’agente: bisogna iniziare con i giovani dai 16-17 anni, portarli avanti per poi seguirli durante la propria carriera. All’inizio questo lavoro richiede un certo investimento di soldi, tempo e fatica anche per molti anni, per poter raccogliere i frutti dei futuri professionisti. Ho fatto per 20 anni il calciatore senza mai avere l’agente. Negli Usa invece questa figura esiste da molti più anni nel mondo dello sport professionistico. Da noi in passato il giocatore era vincolato alla società. Con la legge 91, essendo diventati più liberi, ha cominciato a poter scegliere il proprio futuro e ad avere una persona che glielo pianificasse perché di questo un tempo se ne occupavano le società; ai miei tempi c’era solo il calcio, ora la parte extra è diventata fondamentale: sono aumentati i guadagni, le sponsorizzazioni, i diritti televisivi, e i vari problemi assicurativi che allora non c’erano.

Sponsornet: Di cosa si occupa specificamente?
Oscar Damiani: Faccio parte di un organizzazione di 7-8 persone, tra cui partecipano i miei figli, che offre allo sportivo un servizio completo. Come agenzia seguiamo anche la parte assicurativa: se un ragazzo dopo 6 mesi di attività si infortuna, la società per la quale giocava può rescindere il contratto, ed è bene che ci sia la dovuta polizza che lo garantisca.

Sponsornet: Quali sono oggi i valori delle sponsorizzazioni tecniche attualmente?
Oscar Damiani: Mi sono sempre occupato degli aspetti legati alla sponsorizzazione a partire da giocatori che avevano 16 anni: per loro occorre contattare le aziende fornitrici di materiali tecnici, come le scarpe. Per la fascia più bassa, i giovani di serie B, gli sponsor forniscono le scarpe e 2-300 euro di materiali. La fascia media dello sponsor tecnico invece è diminuita: con la crisi economica, anche a un giocatore medio del Milan che anni fa poteva guadagnare 2-300.000 euro, oggi gli viene fornito solo il materiale e un più modesto contratto di sponsorizzazione.

Sponsornet: Un inciso sui valori di contratto: le cifre che si leggono sono lorde o nette?
Oscar Damiani: In Italia si parla di cifre nette.

Sponsornet: Le cifre che riporta la stampa sono tratte da fonti attendibili? Sono dati corretti?
Oscar Damiani: Le fonti non sempre sono ufficiali: per le società quotate in borsa è possibile consultare i bilanci, per le altre c’è chi lo fa per interposta persona. Certamente la mia regola professionale non mi consente di rivelare i contatti dei miei assistiti.
Sponsornet: Riguardo il mercato degli agenti, una relazione dell’Autorithy garante della concorrenza del 2006, affermava che i primi 14 agenti con in testa Alessandro Moggi, controllavano il 60% dei contratti dei giocatori.
Oscar Damiani: Adesso credo che ci sia una maggiore frammentazione rispetto al passato, ci sono tanti giovani che hanno posizioni interessanti.

Sponsornet: Come si è evoluta l’attività specifica dell’agente rispetto al passato?
Oscar Damiani: Quando ho cominciato ero “specializzato” perché andavo a vedere le partite soprattutto all’estero e riferivo sul piano tecnico. Oggi, con la globalizzazione, internet e la tv, tutti sanno tutto di tutti. Ad esempio, quando Zidane è venuto in Italia, non sapevano chi fosse, ora se c’è un giocatore giovane e particolarmente bravo lo vengono a sapere subito in tanti, con la diffusione di cassette e dvd. La specificità propria di questo lavoro è venuta meno.

Sponsornet: Il calciomercato oggi: ha ancora senso regolamentato in alcune settimane di Luglio e Agosto?
Oscar Damiani: Certo, oggi il calciomercato ha comunque la funzione di far incontrare di persona nello stesso posto più voci del mercato, e fare affari più facilmente. In un certo senso rispetto agli anni passati il calciomercato si è professionalizzato, i tempi si sono evoluti, non è fatto più solo di rapporti di una certo tipo. Ma non saprei proprio definire quanto vale il mercato delle procure in Italia.

Sponsornet: Il fatturato dei club vale 1,5 miliardi di euro e, considerato che gli stipendi dei calciatori incidono per il 70%, di questo miliardo qual è la fetta propria delle agenzie?
Oscar Damiani: Partiamo dal presupposto che non tutti hanno l’agente e che quest’ultimo non sempre viene pagato. Il massimo della percentuale che va all’agenzia è il 5% il minimo l’1%. Inoltre per le operazioni importanti, quando un giocatore va all’estero c’è anche l’agente straniero con il quale va divisa la percentuale. Insieme alla percentuale sul’ingaggio poi va considerata la percentuale sul trasferimento: spesso infatti l’agente si occupa solo di questo. Il regolamento italiano stabilisce che l’agente del calciatore deve essere pagato da lui, non dalla società. Poi ogni nazione ha il suo regolamento, oltre a quello della Fifa. Nel caso di Ibrahimovic, nel passaggio al Barcellona, il procuratore non ha guadagnato sulla transazione ma solo sul nuovo stipendio.

Sponsornet: E’ vero che i giocatori stranieri costano di meno?
Oscar Damiani: Era sicuramente vero in passato. Oggi no: una società italiana media oggi fa fatica a comprare un giocatore dall’estero a 5-6 milioni di euro. Il campionato italiano attirava tanti calciatori: oggi non è più così. Le società all’estero stanno economicamente meglio: si autogestiscono, hanno introiti migliori e stadi di proprietà. C’è chi dice di voler mettere un tetto agli stipendi in relazione agli incassi (salary cup) ma forse questo è solo un modo per tornare a pagare in nero; non ha senso mettere delle restrizioni ma occorre ristabilire delle regole che devono essere mantenute. In realtà già c’è la regola per la quale i bilanci devono essere in equilibrio, ma ci sono ancora tante società che hanno decine di milioni di euro di debiti e continuano a giocare.
chi È

Oscar Damiani
“L’agente dei calciatori solitamente è stato prima lui un giocatore, o è un avvocato o è particolarmente portato per il marketing. Caliendo ha il merito di aver quasi inventato dal nulla quest’attività con tanta fantasia e capacità”.
 
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