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Progettiamo il primo stadio moderno italiano Stampa E-mail
Marzo 2010
Intervista ad Eloy Suarez di SHESA srl
Eloy Suarez ELOY SUAREZ
Architetto e socio dello Studio di progettazione Shesa srl

"Nel 2011-12 verrà inaugurato il primo stadio moderno: “modello all'italiana"
In un cambiamento di scenario come quello del calcio italiano si esige dalle strutture un’innovazione ed un’efficienza che si è già imposta negli stadi internazionali. Si cerca di creare la connessione di esigenze legate alla sicurezza e alla migliore visione degli eventi proposti a quelle di carattere più commerciale e merceologico. Ecco che si affaccia in Italia la concezione di uno stadio che non sia solo luogo di visione di una partita, ma un luogo in cui il gioco e lo spettatore siano protagonisti a trecentosessanta gradi. In Italia, a differenza degli altri Paesi, non ci sarà probabilmente uniformità nel modello da adottare, ma varieranno a seconda se si opta per una concezione di agglomeramento delle zone oppure di un distaccamento di esse. Ci parla del progetto del nuovo Stadio della Juventus nato dal vecchio Delle Alpi uno degli ideatori, l’Architetto e socio dello Studio di progettazione Shesa, Eloy Suarez.
Sponsornet: Quando e come nasce l’idea di progetto del nuovo stadio della Juventus? Ed in che modo vuole distinguersi dal vecchio?
Eloy Suarez: Il progetto di rinnovo del “Delle Alpi” era nelle intenzioni della Juventus da molto tempo. Già nel 1997 la squadra aveva iniziato a consultarsi con diversi professionisti. Col tempo, poi, è nato un accordo con la città di Torino, per l’acquisto del diritto di superficie del Delle Alpi per la durata di 99 anni. Questo ha permesso l’inizio di studi più concreti a riguardo e la formulazione del progetto che attualmente è in corso d’opera. Quanto alla differenza dal precedente, l’idea pilota è stata quella di rendere lo spettatore ed il gioco protagonisti. Questo si è tradotto essenzialmente nell’avvicinare lo spettatore al campo demolendo i vecchi spalti ed accorciando la distanza a 7,50 mt, nonché curando non solo i servizi per gli spettatori presenti allo stadio, ma anche quelli per gli spettatori da casa.

Sponsornet: Gli stadi tedeschi e francesi si caratterizzano per un approccio più vicino a quello tipicamente italiano. In base alla sua esperienza ce lo può confermare?
Eloy Suarez: Si parla sempre di stadi all’inglese, ma sarebbe meglio definirli genericamente “moderni”, anche se gli inglesi sono stai i primi a realizzare impianti che permettono attività collaterali alla partita. Poi sappiamo che nei vari paesi vengono necessariamente adattati alle specifiche esigenze, che ne delineano anche l’architettura. Quindi anche lo stadio della Juve non potrà definirsi all’inglese piuttosto che alla tedesca ma nel contempo ha preso da questi gli aspetti migliori e li ha uniti in quello che si spera sarà il primo stadio “all’italiana”. Le necessità, legate sia alla normativa che alla specifica tifoseria, hanno certamente influito sul progetto.

Sponsornet: Quali sono queste caratteristiche tipicamente inglesi e dove invece avete un po’ “deviato” per adattarlo alle peculiarità del tifoso e della città italiani?
Eloy Suarez: Caratteristica tipica degli stadi inglesi è una grande presenza di servizi per il tutto pubblico, non solo vip, che occupano il 50% della superficie dello stadio. E su questo ci siamo allineati, dal punto di vista dell’accoglienza per il pubblico. Adesso il tifoso italiano va allo stadio solo per la durata della partita, qui invece ci proponiamo di prolungare la sua permanenza, creando uno spazio di aggregazione con ulteriori attività. Per quanto riguarda le peculiarità del nostro Paese e che logicamente differiscono da Germania, Olanda o Inghilterra abbiamo realizzato una grande piazza “pubblica” all’interno dello stadio, per i 40.000 tifosi. Vivere nelle piazze è una caratteristica tipica del nostro Paese.

Sponsornet: Necessaria premessa a questo modello moderno di stadio è anche una modifica dei comportamenti del tifoso medio: oggi non ci va con la famiglia, ha atteggiamenti aggressivi. Si possono immaginare anche attività che si realizzino contemporaneamente?
Eloy Suarez: Certo, magari durante la partita c’è chi fa acquisti, chi mangia al ristorante. Questo è stato uno dei nostri punti di partenza. Dal punto di vista architettonico vogliamo che lo stadio sia piacevole, accogliente, per far sì che alla gente venga voglia di andarci. Abbiamo fatto i maggiori sforzi possibili affinché si agevolasse questo cambiamento nell’atteggiamento del pubblico nei confronti dello stadio. Tutto sta nel capire che si va allo stadio così come si va al museo, al teatro o a fare spese. All’origine della progettazione, che rapporto si è instaurato con la committenza? Abbiamo cominciato il nostro lavoro insieme alla precedente amministrazione della Juventus, nel 2001-02. Non siamo stati i primi ad essere contattati, infatti era già stata acquistata l’area dal Comune. E non si è trattato di una gara. Tra i vari professionisti consultati, la nostra proposta è stata ritenuta quella valida.

Sponsornet: Frutto del lavoro di diversi studi di architettura ed ingegneria: come sono state assegnate le responsabilità nella gestione della progettazione?
Eloy Suarez: Il progetto attuale è nato nel 2000, poi ha subito uno stop per riprendere nell’ultimo anno. E’ stato frutto di una collaborazione tra diversi studi, tra i quali “Lo studio Ossola” che ha curato la parte strutturale del cemento armato. L’ingegner Majowiecki si è occupato della copertura dello stadio, dopo le sue esperienze con lo Stadio Olimpico e quello di Atene; Lo Studio Lazzarini e l’ EI Engineering per l’impiantistica. Noi, dello Studio Shesa, abbiamo curato la parte architettonica, il rapporto di coordinamento con gli altri professionisti, la parte esecutiva e la direzione artistica. Il design degli allestimenti è stato invece trattato da Pininfarina dalla Italdesign di Giugiaro, rispettivamente per gli interni e per gli esterni, anche in riferimento al Centro Commerciale.
Sponsornet: A quali esigenze della città risponde la nuova struttura? E come si relaziona con il tessuto urbano esistente?
Eloy Suarez: Il progetto generale prevede che lo stadio abbia all’interno dei servizi fruibili anche quando non ci sono partite. All’esterno inoltre c’è una piazza di 24.000 mq, che potrà essere attrezzata per eventi e manifestazioni cittadine, un parco commerciale, attrezzature sportive direttamente collegate con il museo interno allo stadio ed aree verdi. L’intento è stato appunto quello di fare un “parco” che si integrasse completamente nel tessuto urbano esistente. Il centro commerciale esterno è formato da tre edifici, con negozi e supermercato Conad. Di fatto l’area commerciale è stata venduta dalla Juventus alla Conad. Sotto lo stadio, invece, ci sarà un museo. Così nei giorni in cui non è prevista alcuna partita, lo stadio resta aperto per chi volesse accedere al museo e/o usufruire di altri servizi offerti sempre dalla società Juventus.

Sponsornet: Che tipo di gestione dell’impatto ambientale è stata prevista per questo progetto?
Eloy Suarez: L’ecosostenibilità del progetto è stata ottimizzata con il riutilizzo quasi completo del materiale di demolizione. La copertura di alluminio è stata riciclata, come anche tutto il rame e le strutture metalliche, smontate nel cantiere e destinate ad altre realizzazioni. Il calcestruzzo è stato, invece, triturato, compattato ed utilizzato per il nuovo piano di posa delle tribune. Quanto al’uso di fonti di energia alternativa, lo stadio è collegato ad una rete di teleriscaldamento centralizzato già esistente, mentre è attualmente allo studio l’uso di pannelli solari per elettricità e l’acqua sanitaria.

Sponsornet: Chi finanzia la realizzazione dell’opera e quali sono le imprese coinvolte?
Eloy Suarez: 50.000.000,00 € sono stati finanziati dal Credito Sportivo, mentre il rimanente sarà finanziato con i proventi della Juve. Le imprese coinvolte nella realizzazione sono l’Ati, la Rosso Costruzione e la Gilardi Costruzione.

Sponsornet: La decisione dei 41.000 posti disponibili per gli spettatori come è stata presa? Il rapporto tra numeri di posti a sedere e budget d’investimento (105 milioni di euro) a molti è apparso superare le più ottimistiche aspettative.
Eloy Suarez: La prima ipotesi era di 35.000 posti, cioè la media di spettatori delle partite della Juve. Poi si è arrivati ai 41.000, anche in seguito alla possibilità di ospitare gli europei. I 2.500 euro che abbiamo per ogni posto sono nella media della spesa anche in Europa. A Valencia si arriva anche a picchi di 4000 euro a posto.

Sponsornet: Il rinnovamento degli impianti sportivi in Italia è un tema reso attuale dal Disegno di Legge Lolli-Butti. Quali requisiti essenziali pensa debbano sussistere perché l’esempio della Juventus sia accompagnato/seguito da altri?
Eloy Suarez: Il requisito fondamentale è che la realizzazione dell’impianto debba essere economicamente sostenibile dal soggetto promotore. Questo vale soprattutto per la gestione dell’impianto stesso. Chi realizza l’opera non può pensare che l’impianto diventi un aggravio costante per il comune. In definitiva, quindi, si deve parlare sempre di “progetto integrato”, che abbia una serie di attività, che possano ripagare in un certo numero di anni il costo della realizzazione.
Nuovo Stadio Juve Sponsornet: Avete avuto già altre esperienze del genere nell’ambito della progettazione degli stadi?
Eloy Suarez: Si, in quanto consulenti del Coni, abbiamo avuto altre esperienze, come per il tennis al Foro Italico, attualmente stiamo lavorando con la Federazione Rugby ed il Comune di Roma su un progetto di ampliamento e rifunzionalizzazione dello stadio Flaminio a Roma, due anni fa abbiamo realizzato l’ampliamento dello stadio di Grosseto. Contiamo di continuare a dare il nostro contributo al mondo degli stadi e dell’impiantistica sportiva.
chi è

Eloy Suarez, Architetto, 39 anni e socio dello studio di progettazione SHESA dalla fondazione, in precedenza ha lavorato con il Renzo Piano Building Workshop di Genova.
azienda

Studio di Progettazione SHESA srl si costituisce nel 2002 forte dell'esperienza maturata dai suoi componenti nel campo della progettazione edilizia, dello strategic e industrial design, e nella progettazione di grandi interventi urbani; e` una società di professionisti che opera individualmente o in raggruppamenti in Italia e all'estero offrendo servizi nel campo delle numerose attività che vanno dallo studio preliminare alla direzione esecutiva dei progetti. Lo studio svolge la propria attività nel settore dello sviluppo urbano, della progettazione e della costruzione, con tutte le specializzazioni ad esse connesse: pianificazione territoriale, riqualificazione di aree edificate, restauro di centri storici, edilizia turistica, edilizia sportiva, edilizia e allestimenti museali, arredo urbano, Industrial Design, edilizia sanitaria, edilizia scolastica, edilizia residenziale, Stime. Coprendo in questi settori tutti gli aspetti che concorrono al completamento di un progetto allo scopo di seguire con efficienza ogni fase del lavoro. SHESA garantisce una gestione specialistica ed il controllo dei servizi connessi, quali: la programmazione dei lavori, la stima di costi e quantità, la gestione economica e finanziaria, la direzione dei lavori, la formazione, la consulenza finanziaria. I progetti sviluppati da SHESA sono spesso operazioni complesse, che indicano la capacità della società di offrire prestazioni multidisciplinari nel percorso dall'idea alla realizzazione, attraverso un processo di crescita del progetto che passa dalla rappresentazione digitale, alla ricerca sui materiali, alla sperimentazione, prototipizzazione, gestione del processo costruttivo.
 
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