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Scommesse Sportive: il controllo su rischi e regolarità Stampa E-mail
Maggio 2012
Intervista a Luca Turchi responsabile Sez. Giochi e Scommesse AAMS
Luca Turchi Luca Turchi, responsabile Sez. Giochi e Scommesse AAMS

"Ultimamente è stata individuata una rete illegale che si avvale di un fatturato di ben 2 miliardi e mezzo di euro, a fronte di una rete legale che, di contro, quest'anno, ha fatturato 3 miliardi e 850 milioni. (...) Il Ministero della Salute e i Monopoli di Stato hanno avviato varie collaborazioni per rilevare e prevenire il fenomeno della ludopatia"
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Il mondo del betting, per chi opera nello sport business, è identificato come il settore dalla migliore capacità di investimento in sponsorizzazioni. In realtà, le scommesse sportive, presentano alcuni aspetti delicati, cui in Italia sovraintende l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato. Recentemente l'AAMS, si è trovata a dover fronteggiare due problematiche cresciute in maniera esponenziale negli ultimi anni, quella delle scommesse illegali e il fenomeno della ludopatia. Consapevole delle problematiche e della difficoltà a risolverle, sono state prese delle iniziative, tra cui la creazione dell'Unità Informativa Scommesse Sportive, voluta dal Ministro dell'Interno che, in collaborazione con la stessa AAMS, a cui spetta fare le valutazioni sui dati di gioco ed effettuare eventuali segnalazioni, lavora per prevenire e reprimere combine; per il fenomeno della ludopatia, che rappresenta una delle piaghe più pericolose del nostro tempo, in quanto può causare danni ingentissimi per i giocatori, per le famiglie e rivelarsi anticamera dell'usura, è stata avviata una collaborazione con il Ministero della Salute, attraverso i presidi territoriali, la cui efficacia non è ancora nota; infine, sono stati sensibilizzati i concessionari a comunicare i meccanismi e i rischi sull'eccesso di gioco, per sponsorizzare la tanto discussa e discutibile idea che il giocatore deve "investire il giusto" (è proprio il termine "giusto" che di recente è stato sottoposto a una critica mediatica) prendendo in considerazione, anche e soprattutto, la possibilità di andare incontro ad una perdita. A parlarcene, dagli uffici della sede romana di piazza Mastai, Luca Turchi, responsabile della sezione giochi e scommesse dei Monopoli di Stato.
Come si articola il mercato delle scommesse e da cosa è dipesa, nel corso degli anni, la sua registrata crescita esponenziale?

Luca Turchi: Dal 2003 AAMS ha ereditato dal CONI la gestione del settore delle scommesse sportive. In questo mercato AAMS, sentiti anche i concessionari, crea e sviluppa il palinsesto ovvero decide su quali sport, campionati, avvenimenti e tipologie di scommessa i giocatori italiani possono mettere alla prova le loro conoscenze. Nel corso degli anni il palinsesto è sempre cresciuto: se nel 2003 gli avvenimenti oggetto di scommessa erano circa 15.000 nel 2012 saranno più di 60.000. E ovviamente sono aumentate anche le tipologie di scommessa su un singolo avvenimento. È cresciuto di pari passo l'interesse degli italiani che ora possono scommettere, divertendosi, su moltissimi sport ed anche su avvenimenti non sportivi.

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Chi raccoglie le scommesse degli italiani?

Luca Turchi: Esiste un mercato ufficiale che transita attraverso una rete di concessionari esercitanti la loro attività sia in punti di raccolta fisici sia attraverso i siti web. Inoltre ci sono concessionari che esercitano la loro azione esclusivamente su piattaforme telematiche ed altri che hanno solo punti fisici di raccolta. Accanto a questa rete legale, però, c'è una rete illegale e incontrollata di cui, purtroppo, non sappiamo pressoché nulla. Solo ultimamente, tramite verifiche approfondite da parte dei media, si è riusciti ad individuare una rete illegale che si avvale di un fatturato di ben 2 miliardi e mezzo di euro, a fronte di una rete legale che, di contro, quest'anno, ha fatturato 3 miliardi e 850 milioni.

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Dove va ricercata la causa del leggero e recente calo delle scommesse sportive?

Luca Turchi: La chiusura in "rosso" del mercato delle scommesse nel 2011 è dovuta, probabilmente, alla crescita dell'illegalità, alla mancanza dei principali avvenimenti calcistici internazionali presenti invece negli anni pari, come ad esempio i Mondiali e gli Europei di calcio, e allo spostamento d'interesse da parte del pubblico che, magari, è rimasto affascinato da giochi emergenti come il poker. Altro tasto dolente è rappresentato dal ripetersi del fenomeno di calcioscommesse, che ha portato un certo numero di giocatori a disaffezionarsi, e quindi non è più propenso a giocare.

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AAMS Il fenomeno di "scommettopoli" non è solo caratterizzato dalla scommessa clandestina, ma esiste anche l'aspetto altrettanto grave della frode sportiva. Esiste dunque una distinzione tra le scommesse clandestine e quelle comunemente definite "antisportive"?

Luca Turchi: Si tratta di un mondo talmente ramificato e complesso, di una massa di denaro che sostanzialmente si sottrae al fisco, ma che non sfocia necessariamente nella frode sportiva. Infatti, chi vuole frodare e combinare una partita, può anche ricavare guadagni attraverso una scommessa legale. Molte delle partite, che adesso sono sotto inchiesta dalle varie procure, sono state segnalate a suo tempo da noi, a fronte di dati oggettivi ricavati da flussi di gioco anomalo sulla rete legale.

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Quanto potrebbe essere grande, in termini di volume, un'organizzazione di scommesse di questo tipo?

Luca Turchi: Dalle notizie relative ad operazioni di polizia già avviate sappiamo che si tratta di vere e proprie multinazionali del crimine che riciclano soldi anche attraverso il circuito illegale. E magari ottenendo, oltre al riciclaggio, dei considerevoli guadagni. Il problema va visto nel suo complesso: una rete non controllata può essere sinonimo di riciclaggio, usura, gioco di minori ed altri reati vari. Su questi temi, la Magistratura tutta dovrebbe fare le opportune considerazioni e, qualche magistrato, un esame di coscienza. Qualcuno sostiene che a livello mondiale questo fenomeno superi, probabilmente di gran lunga, le scommesse legali o regolamentate.

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Come riuscite a monitorare queste attività?

Luca Turchi: Conosciamo in tempo reale tutto il mercato del gioco, con particolare attenzione al calcio dove c'è una grossa percentuale di giocatori da tutelare, perché, maggiormente esposta a rischi derivanti dalla possibile presenza di una partita sospetta, che noi stessi ci occupiamo di segnalare a chi di competenza. Inoltre, sulla questione del gioco anomalo è stata creata, ultimamente, l'Unità Informativa Scommesse Sportive, voluta dal Ministro dell'Interno, che lavora per prevenire e reprimere combine. Ovviamente spetta ad AAMS fare le valutazioni sui dati di gioco ed effettuare eventuali segnalazioni.

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AAMS A proposito delle scommesse controllate e legalizzate, sappiamo che di recente, l'Italia è stata protagonista di un episodio di richiamo da parte della Comunità Europea per mancata concorrenza. Come si pone la vostra attenzione e quale sarà la vostra risposta a tale accusa?

Luca Turchi: Il rimprovero della Corte di Giustizia Europea si riferisce ad alcuni bandi di gara che secondo la Corte hanno impedito la partecipazione a determinati soggetti. Se l'intento della Corte è, dunque, quello di rimuovere proprio tali condizionamenti e impedimenti ci adegueremo in tal senso fermo restando che è nostro compito primario garantire la fede e gli interessi pubblici. Personalmente ritengo che con questa sentenza, la Corte si è spinta, però, oltre il proprio settore di competenza, sconfinando persino sull'aspetto amministrativo.

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Si può dunque parlare di "liberalizzazione" delle scommesse?

Luca Turchi: Tale affermazione è una piccola forzatura giornalistica. Si tenderà, probabilmente, ad ampliare i margini per l'accesso al mercato. Nonostante si cercherà una maggiore partecipazione da parte degli stakeholders, il sistema concessorio italiano resterà, però, sostanzialmente invariato e gli stessi bookmakers protagonisti del ricorso hanno sottolineato tale aspetto.

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Dal punto di vista qualitativo, come cercate di capire quali sono le caratteristiche del giocatore tipo italiano?

Luca Turchi: Facciamo delle analisi dettagliate attraverso studi organizzati su ogni tipologia di gioco, dal superenalotto, alle scommesse ai gratta e vinci e così via. Il nostro obiettivo è garantire il mercato e per farlo, è necessario capire la tipologia di giocatori interessati e captarne di conseguenza i desideri in modo da evitarne, così, la disaffezione.

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Quanto degli incassi, ottenuti tramite il gioco, va agli scommettitori, quanto allo sport e quanto, infine, allo Stato?

Luca Turchi: Per quanto riguarda lo sport, esiste una legge finanziaria che determina appositamente quanto deve essere devoluto al Coni. Tale cifra è sempre stata considerevolmente superiore ai 400 milioni di euro annui. Nel 2011, l'ammontare destinato dalle scommesse all'Erario è stato di circa 160 milioni di euro, ovvero, appena il 4 per cento circa del volume di gioco. Trattandosi di un rischio "di banco" e quindi di una trattativa tra giocatori e concessionari, la percentuale di ritorno in vincita per i giocatori è un valore dinamico che, quest'anno, ha rappresentato circa il 77% del totale degli incassi. Nel 2010 si spinse oltre l'80% e addirittura, nel periodo dei Mondiali del 2006, il pay out superò il 100%, in quanto, gli italiani davano fiducia all'Italia e la nostra Nazionale, come ben tutti sappiamo, non deluse affatto le aspettative. Detratto quanto torna ai giocatori e il 4 per cento che va allo Stato, la parte restante è destinata pertanto ai concessionari. Ovviamente più il concessionario è bravo a gestire il suo rischio d'impresa, più guadagni ottiene.

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AAMS betting Di recente i media si stanno occupando del fenomeno della ludopatia che coinvolge un numero elevato di italiani. Cosa fa lo Stato riguardo al fenomeno e quanto questo è legato al gioco d'azzardo?

Luca Turchi: L'abuso è sempre un rischio. Sulla base di una norma di legge, il Ministero della Salute e i Monopoli di Stato hanno avviato una serie di collaborazioni per rilevare e prevenire il fenomeno della ludopatia. Al riguardo, comunque, dati certi sull'incidenza dello stesso non sono chiari. Per molte persone tentare la fortuna al gioco è un occasionale passatempo, per altri, invece, può sfociare in un desiderio compulsivo difficile da tenere a freno. Accanto al fenomeno – in corso di esplorazione - dei soggetti che sviluppano ludopatie per i giochi pubblici c'è quello – ignoto – dei soggetti che giocano d'azzardo in luoghi e con modalità non consentite dalla legge.

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Il gioco pubblico, per quanto sia legale, potrebbe in qualche modo rappresentare uno stimolo a rischiare di perdere i propri risparmi?

Luca Turchi: È chiaro che chi gestisce il gioco ha sempre e comunque lo scopo di guadagnare, ma è vero pure che il motivo che spinge i giocatori a tentare la sorte è una reale possibilità di vincita. Principalmente, a noi interessa che il giocatore si diverta sulla base delle proprie possibilità economiche, concependo il gioco esclusivamente come una gioia. Per promuovere tale logica di pensiero, abbiamo sensibilizzato i nostri concessionari a comunicare in maniera adeguata i meccanismi di gioco e i rischi sull'eccesso di gioco, per sponsorizzare l'idea che il giocatore debba "investire il giusto" prendendo in considerazione, anche e soprattutto, la possibilità di andare incontro ad una perdita.

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I minori dovrebbero essere esclusi dal gioco, ma, nonostante ciò, esiste una grossa percentuale di minorenni che scommette. Quali misure di prevenzione e d'intervento vengono applicate in tale caso?

Luca Turchi: È chiaro dalle norme italiane che i minori di 18 anni non possono e non devono assolutamente né scommettere né giocare su altri prodotti. Se un cittadino riscontra una tale fenomenologia, non in regola con le discipline del settore, è invitato a comunicarlo alle forze dell'ordine o direttamente ai Monopoli di Stato. Per quanto riguarda le misure di prevenzione, poiché sappiamo che online si è più portati a mentire sull'età, abbiamo creato un sistema che registra tutti gli utenti attraverso il proprio codice fiscale e, di conseguenza, effettua il dovuto controllo, con accesso all'anagrafe tributaria, dell'età del giocatore al fine di inibire al gioco, indistintamente, tutti gli "under 18".

                                                                    Intervista curata da Bianca Angrisani

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chi è

Luca Turchi, nato nel 1970, laureato in Scienze Economiche e Bancarie e Scienze Politiche, lavora presso l'Amministrazione finanziaria dal 1997. Vincitore di concorso per dirigenti presso la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, dal 2005, salvo un breve periodo, dirige l'Ufficio scommesse di AAMS.
azienda

AAMS – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato è l'Amministrazione finanziaria addetta al controllo del settore dei tabacchi e dei giochi.
La ragion d'essere della presenza dello Stato, sia nel comparto dei giochi che dei tabacchi, si caratterizza nell'assicurare entrate erariali a un livello compatibile con la tutela degli altri interessi pubblici rilevanti: la tutela dei consumatori, in particolare dei minori, delle fasce deboli e il contrasto all'illegalità. Non meno rilevante è il ruolo volto a favorire lo sviluppo di attività economiche, di produzione e distribuzione, che sono ormai significative in termini di creazione di ricchezza e di occupazione.
Nel comparto dei giochi AAMS assolve al proprio ruolo disegnando le linee guida per una dinamica e razionale evoluzione del settore, verificando costantemente la regolarità del comportamento degli operatori con l'obiettivo primario di assicurare un ambiente di gioco legale e responsabile in un contesto ampiamente monitorato e tecnologicamente avanzato. Inoltre interviene nel contrasto di ogni fenomeno illegale legato al gioco ed agisce al fine di garantire l'ottimizzazione del gettito erariale di competenza.
 
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